PERCHE’ IMPOSTARE UN SISTEMA (PRIMA) DI INVESTIRE

PENSO QUINDI INVESTO – PARTE III

Ci siamo lasciati nell’ultimo post con le valutazioni principali da fare per gestire i propri investimenti limitando al massimo gli errori emotivi.

Oggi proseguiamo nell’ultimo articolo di questo libro cercando di analizzare ciò che l’autore descrive in merito all’impostazione di un corretto sistema di investimento.

Per James Montier il processo viene prima di tutto, anche dei risultati. Abbiamo già parlato in precedenza di quanto la programmazione faccia la differenza tra un professionista ed un principiante, di come non esistano “strade facili” per ottenere ciò che vogliamo. L’impostazione di un sistema definito a priori ci evita inoltre di incorrere nei classici errori cognitivi che portano a scelte “di pancia”, che si rivelano spesso errate.

Da alcuni studi di psicologia, è emerso che la tendenza a concentrarsi su un dato risultato può portare ad una serie di azioni non ragionevoli. Per esempio, laddove oggi le performance di breve periodo contano più di ogni altra cosa, spesso alcuni gestori di fondi finiscono con l’operare (un pò come gli amministratori delegati di alcune società) in borsa basandosi sul fatto che la scelta di alcune azioni può giustificare meglio il proprio operato rispetto ad altre, perchè “è facile da giustificare” ma non perchè rappresenta la scelta migliore in quel momento.

Quali sono quindi le inefficienze dell’impostare un sistema orientato solo al risultato?

  • maggiore attenzione su risultati con alto grado di incertezza
  • raccolta ed utilizzo di tutte le informazioni (anche quelle inutili)
  • scelte effettuate su compromessi
  • maggiore avversione alla perdita
  • scelta di prodotti con requisiti medi che si discostano dal sistema causando performance diverse

Ovviamente tutto ciò a svantaggio dell’investitore.

Per riassumere, basando le proprie decisioni sul risultato, gli investitori tendono ad aumentare l’incertezza, fino a farsi abbagliare dai venditori di fumo e seguire la massa.

DAL RISULTATO AL PROCESSO

Spostiamo quindi il nostro meccanismo mentale cominciando a concentrarci sul processo anzichè sul risultato. Il tutto porta a risultati decisamente migliori, come testimoniato da un esperimento riportato nel libro.

Immaginate di lavorare per un produttore di birra americano, che vuole distribuire in Europa le sue birre, analcolica e leggera. Nel periodo di sperimentazione, i dati di vendita delle due tipologie di birra si equivalgono.

Voi dovete decidere in quale prodotto investire 3 Milioni di Dollari, tenendo conto quali sarebbero i potenziali vantaggi per il prodotto e per la società. Una volta deciso, dovete fare una breve relazione motivando le vostre decisioni. Qualche giorno dopo ricevete una comunicazione riportante il fatto che la sede centrale ha accolto la vostra decisione, tuttavia i risultati sono stati deludenti. Inizialmente le vendite sono andate bene sul prodotto da voi scelto, tuttavia in seguito hanno finito con il calare, assestandosi ad un livello molto basso. I dati mostrano anche i risultati del prodotto che avete scartato. Il processo è stato molto simile, aumento iniziale e calo verso la fine, tuttavia con performance migliori di quello scelto da voi.

A questo punto vi viene comunicato che ci sono altri 10 milioni da investire, e che dovete suddividerli tra i due prodotti. Come distribuirete i soldi?

Oltre a questa informazione, vi viene segnalato quanto segue:

  1. le informazioni ricevute sono sufficienti a prendere una decisione (informazioni di base)

Oppure:

  1. I vostri risultati verranno condivisi anche con professori e studenti. Inoltre la  vostra performance sarà giudicata in base ai risultati delle loro valutazioni (responsabilità del risultato)

Oppure:

  1. La vostra valutazione si baserà sule strategie decisionali, più che sui risultati di quelle strategie. Anche in questo caso verranno coinvolti professori e studenti (responsabilità del processo)

Gli studi hanno dimostrato che il tipo di indicazione ricevuta influiva in modo importante sulla destinazione dei 10 milioni.

Il gruppo cui è stato detto di concentrarsi sul risultato ha stanziato 5.8 milioni sulla birra scelta in origine (scelta errata chiamata “inganno dei costi non recuperabili”).

Il gruppo con informazioni di base ha stanziato i fondi in modo equo (5.1 milioni sul primo tipo di birra scelto).

Il gruppo a cui è stata data la responsabilità di processo ha ottenuto risultati migliori, stanziando 4 milioni sulla birra scelta inizialmente e 6 sul secondo tipo.

Tutto questo vale anche in ambito finanziario per gli investimenti. Focalizzare l’attenzione sul processo decisionale ci aiuta a non preoccuparci di aspetti su cui non abbiamo il controllo, ovvero sui rendimenti, con conseguenti miglioramenti dei risultati nel lungo periodo.

Questo tuttavia non aiuterà nel breve termine, poichè la pressione come abbiamo visto fa si che talvolta le scelte iniziali vengano rimesse in discussione causando errori finanziari.

Come diceva il Sig. Templeton, “il momento giusto per riflettere sul proprio metodo di investimento è quando si stanno ottenendo dei risultati migliori, non quando si sta sbagliando di più”.

Ecco perchè programmare ed essere fedeli al processo scelto è in assoluto la decisione migliore.

E voi siete d’accordo con quanto riportato? Aspettiamo feedback…

Alla prossima!

 

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