NEW YORK, NEW YORK!

Per me è stata la prima volta.

Come tutte le esperienze nuove, quando sali sull’aereo che ti porta nella Grande Mela, nella città che non dorme mai, nella capitale del mondo, inizialmente provi un misto di paura, stupore, emozione. Quando atterri all’aeroporto (JFK nel mio caso) però, la sensazione cambia, non sai ancora esattamente dove ti trovi, sei confuso, vuoi chiamare un TAXI e scopri che c’è subito qualcuno che prova a fregarti, che si spaccia per un tassista e che solo grazie a due Hostess scese dall’aereo con me non riesce nel suo intento.

Allora fai una fila chilometrica per prendere un taxi, quelli gialli ma anche verdi, perchè a seconda delle zone le auto cambiano colore.

E per arrivare al centro del mondo, Manhattan, considerando la mole di traffico impieghi circa 1 ora e 60 dollari (50 Euro circa) di corsa. Mentre fai rotta verso il centro, cominci a pensare a dove sei finito, sembra una campagna aperta, ti chiedi dove sono i grattacieli, perchè ancora non si vede la Statua della libertà, perchè non ci sono Ferrari o Lamborghini vicino a te ma solo Toyota, Ford ed altre marche che in Europa non vediamo.

E ti preoccupi, perchè dentro di te si insinua una domanda: e se fosse tutto nella mia testa? E se mi fossi solo immaginato la città come nei film, meravigliosa, imponente, con una promessa da mantenere?

Poi dopo circa 45 minuti di macchina, ecco che finalmente qualcosa si intravede all’orizzonte. Sono i primi ponti, i primi edifici alti non so neanche quanto, ma talmente alti che se nella tua città ti senti piccolo, qui hai davvero la sensazione di non esistere.

Arrivo in albergo un pò frastornato (il viaggio tra scali e tutto dura circa 14 ore), ma contento perchè finalmente ho visto qualcosa che tutti, ripeto TUTTI, dovrebbero vedere almeno una volta nella vita.

Mi sono preparato in anticipo, ho studiato la cartina, pianificato il percorso, i posti da vedere, in ordine sparso:

  1. MOMA
  2. ROCKFELLER CENTER (TOP OF THE ROCK)
  3. TRUMP TOWER
  4. CENTRAL PARK
  5. STATUA DELLA LIBERTA’
  6. QUARTIERI DI SOHO, CHELSEA, LITTLE ITALY, CHINA TOWN
  7. HIGH LINE
  8. EMPIRE STATE BUILDING
  9. WALL STREET
  10. MEMORIAL 9/11 E FREEDOM TOWER
  11. TIMES SQUARE
  12. NATIONAL PUBLIC LIBRARY
  13. PONTE DI BROOKLYN
  14. MUSEO DI STORIA NATURALE
  15. CIRCLE LINE (GIRO IN NAVE DI NEW YORK)

Cavolo ma questa città è immensa, riuscirò a vedere tutto in una settimana?

E’ così comincio ogni giorno ad alzarmi alle 6.30 (le 12.30 in Italia) per organizzare i percorsi. Per essere più rapido e veloce negli spostamenti faccio la tessera metro (direttamente nella metropolitana) settimanale da 32 Dollari, così sono a posto fino alla fine del viaggio.

Appena arrivato non perdo tempo, subito MOMA e TOP OF THE ROCK. Il primo sinceramente non è il mio genere (ma la mia ragazza ne va matta e visto che viaggiamo in due ho dovuto giustamente assecondarla) ma il secondo……Dio che vista!

Allora New York è davvero così, non è solo finzione, solo “Americanate”, è davvero come la definisco io “UN SOGNO COSTRUITO UN PALAZZO ALLA VOLTA“.

La sera (siamo arrivati verso le 15 del pomeriggio ora locale) dopo aver visto queste prime attrazioni (a proposito, con un pacchetto prepagato su internet prima di partire abbiamo pianificato circa 10 attrazioni per 190 Euro a testa, conviene perchè risparmi molto tempo ed eviti file) torniamo in albergo, ma non senza passare per la famosissima Fifth Avenue, ricca di negozi scintillanti, di colori vivi, di gente veramente facoltosa. Tutto deve essere ostentazione, tutto deve essere migliore lì. Il negozio Apple? Un cubo grande quanto un quartiere (a 2 piani), interi palazzi di negozi di abbigliamento, gioielli ed orologi costosi, profumi, borse, scarpe.

La mia carta di credito comincia a friggere: ma cavolo, sei a NYC, e spendi sti soldi che non ti ricapita più!

Il totale di spesa lo posso suddividere così:

  • colazione: 7 Dollari a testa
  • regali/acquisti: 700 Dollari (meglio andare in qualche mercatino o al centro commerciale 21 Century, consigliatissimo con molte offerte su prodotti di marca)
  • pranzo: 20 Dollari a testa
  • cena: dipende, dai 40 agli 80 Dollari a testa se vuoi mangiare bene (da italiano ho un palato delicato e non me ne vogliano i lettori se preferisco un piatto di pasta o una bistecca invece di un hot dog)

Il secondo giorno sveglia presto, muoio dalla voglia di vedere le prossime attrazioni, in programma Empire State Building.

Passiamo per un enorme grattacielo a punta, entro per chiedere come fare a salire (con l’inglese devi cavartela un minimo sennò sono cavoli, oltretutto parlano in fretta e con un insolito slang, quindi anche per chi mastica inglese è più dura) e mi rispondono che devo uscire, fare almeno 2 chilometri, e girare a sinistra….ma come? Per salire all’Empire State Building tutto sto casino? Poi scopro che quello non è l’Empire, ma il Chrysler Building, cavolo mai saputo, quanta ignoranza, ma adesso finalmente mi è chiaro!

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Arrivo in cima, la vista “sembra” la stessa del Top of the Rock, ma  non è così. C’è sempre un’emozione diversa, ogni posto ha una storia da raccontare, ed ogni posto ha un negozio che ti vende qualcosa.

A proposito, sono dei grandi venditori, nel senso buono del termine, sarà per questo che sono la prima potenza (almeno per ora) del mondo. Ti accorgi di non essere più in America quando non trovi più nessuno a venderti cose.

Nell’ordine ho acquistato nei negozi di:

  • STATUA DELLA LIBERTA’
  • EMPIRE STATE BUILDING
  • MEMORIAL 9/11
  • LITTLE ITALY
  • MOMA (volevo un quadro di Andy Warhol ma mi hanno negato l’acquisto, ho provato a spiegargli che sono “quello di Colazione a Wall Street” ma niente :))))

Tornando a casa, dopo numerosi pellegrinaggi nelle vie del centro (a piedi è molto lunga ma ogni tanto lo devi fare per renderti conto di cosa sia capace di fare il genere umano) visitiamo nell’ordine la Rockfeller Plaza (quella con il negozio enorme dei LEGO) e la Grand Central Terminal (quella dove addormentano il leone del cartone Madagascar per capirci) che tu pensi: ma cosa devo vedere in una stazione?? Ecco sotto la risposta…

In tutto questo vedere, camminare, fotografare, decidiamo anche di vedere uno dei più grandi centri commerciali della città, il MACY’S, trovi di tutto, ma veramente di tutto: pensa ad una cosa che vorresti comprare in questo momento? Eccola!

Proseguiamo il giro della città, e ci fermiamo in un parco a mangiare un panino (mica spendevo sempre 20 Dollari al giorno di pranzo) e scopro che a NYC ci sono più aree verdi che supermercati, incredibile. Inoltre puoi trovare una Super mega Banca d’affari e pochi metri più avanti una piazzetta buttata lì con tavolini, sedie, per pensare, leggere, scrivere, fotografare.

New York è piena di persone diverse, sarà per quello che dicono che con l’America ha poco a che fare. Un momento pensi di essere in Cina, un altro in Italia, un altro ancora in Brasile. La gente si mescola in un turbinio di lingue, odori, rumori, ogni zona è diversa dalle altre, ed anche quando pensi di aver visto tutto, ma proprio tutto, ecco che spunta un altro quartiere, un altro posto che non sapevi esistesse….ed è bello! E’ grande!

Riprendo il tour con un bel giro a piedi di Central Park, che è talmente grande che una visita guidata di 2 ore mi basta appena per vedere metà del parco, l’altra metà la vedrò la prossima volta (perchè ho tutta l’intenzione di tornarci).

Una zona verde che separa in due la città più importante del mondo, mica male? E’ Central Park infatti che porta ai suoi due lati le famose Upper West Side ed Upper East Side (qui fanno a gara a dire qual è la più chic, la più facoltosa, ma secondo me lo sono entrambe).

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Torno in albergo stanco, si va a letto massimo alle 9.30/10 perchè sennò il giorno dopo è dura alzarsi e riprendere il giro.

Vedo quindi nell’ordine:

  • Madison Square Garden
  • NYC public Library
  • Lincoln Center
  • Columbus Circle

Il giorno successivo, è il grande giorno. Quello che aspetti (per chi come me mangia, vive, respira finanza) da una vita, quello che vedi nei film e che hai sempre sognato di essere:

WALL STREET!

In verità Wall Street è una strada, che fa parte di una zona ben definita chiamata Financial District.

Ed anche il famoso “Toro di Wall Street”, ho scoperto, NON E’ A WALL STREET, ma in una zona poco distante. Di fronte adesso hanno messo anche una bambina, che nonostante le teorie ho interpretato così:

La bambina che sfida con orgoglio il Toro è uno di quei tanti investitori vanitosi che poi non sanno a cosa stanno andando incontro, quindi ben fatta per chi ha messo lì quella statuetta, poi ognuno dia la sua interpretazione personale, in fondo è anche bello così.

Comincio a girare nella zona, faccio foto, giro uno dei miei video, ma non vedo macchinoni, non vedo gente tirata (ne avevo vista di più nelle grandi banche vicino l’hotel tra la 5 e 6 Avenue). Magari sono già entrati, o magari come diceva Warren Buffett: “Wall Street è l’unico posto dove chi arriva in Rolls Royce prende consigli da chi arriva in Metropolitana”, probabilmente l’oracolo ha ragione ancora una volta (anche se non ho nemmeno visto le Rolls Royce).

Anche questa è fatta, quindi adesso dove vado..ah si! Statua della libertà! Per arrivarci, visto che si trova su un’isoletta nella parte sud della città, devi prendere un traghetto (anche per questa gita fuori porta meglio il pass).

Eccola lì, bella perfetta, espressiva! Certo che me l’aspettavo più grande, ma chi se ne frega è bellissima così. La mia ragazza mi dice che è rivolta in direzione della Francia, in onore di chi l’ha costruita, una sorta di ribellione dei francesi che affermavano che in quel periodo solo l’America era la vera patria della libertà e dell’uguaglianza.

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Facciamo un breve tour, qualche foto, qualche video, qualche acquisto (che vendono di tutto lo avevo già detto vero?), e via per la prossima attrazione.

Mi sento come uno di quei bambini al Luna Park, che non vede l’ora di fare una cosa, finirla e passare a quella successiva.

MOMENTO TRISTEZZA E RICORDO: IL MEMORIAL MUSEUM 9/11

Ragazzi che tristezza, ho pianto, giuro.

Un’enorme fontana appena arrivi sprofonda nel vuoto, lì dove un tempo c’erano le Torri Gemelle. Intorno, folle di gente che si radunano in preghiera, con i nomi delle vittime scritte ai bordi della fontana. Alcune persone mettono una rosa bianca su alcuni di loro, perchè quel giorno sarebbe stato il loro compleanno.

Sono morte quel giorno circa 3.000 persone, ed ognuna di esse è ricordata in questo museo meraviglioso.

All’interno, oggetti personali, veicoli che hanno partecipato al salvataggio, foto delle vittime, una scritta gigante che ricorda che vivranno per sempre!

Il giorno successivo prendiamo di petto il giorno più pesante dal punto di vista fisico, perchè siamo nella MidTown (New York è divisa verticalmente in UP Town, Mid Town e Downtown) dove visitiamo Little Italy, China Town, Chelsea, Soho, Tribeca.

Tutti quartieri diversi, particolari, una differenza abissale con la parte Nord e con il Financial District, un altro mondo che fa di questa città qualcosa di spettacolare.

Ogni 10 Metri trovi un negozio di souvenir, o un ristorante, con una persona fuori che indovinate cosa fa? Prova a venderti qualcosa! Mi accorgo di arrivare a Little Italy perchè le targhe della automobili (vendono anche quelle) riportano le scritte:

  • MAFIA
  • THE BOSS
  • GODFATHER
  • WISE GUY
  • LITTLE ITALY

E penso, bè dai, almeno non trovo “Pizza, pasta e spaghetti!”

Tornando indietro, ci fermiamo vicino all’università di New York, nella zona studentesca dove è presente il famoso Cafè Wha? (Quello dove suonava Bob Dylan agli inizi per capirci).

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Abbiamo anche visto il ristorante di Robert Deniro, ma sinceramente da fuori me lo aspettavo più raffinato ed elegante.

Nei giorni seguenti, il mio giro di New York si è diviso tra aperitivi Rooftop (si perchè qui i grattacieli vengono anche adibiti, con i loro tetti enormi, a luoghi di svago e credetemi, merita tantissimo!) Times Square (molto luminosa, sembra di trovarsi dentro un enorme semaforo) ed il ponte di Brooklyn. Anche il Museo di Storia naturale è molto bello, ma avendo ricordi molto vaghi del Film (Una notte al Museo, dove penso sia stato girato il film) non ho riconosciuto molte zone considerate famose.

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Che dire, una città che va assolutamente vista, che ti fa tornare a casa con l’idea che tutto è possibile, con il “Sogno Americano”, con la voglia di rientrare a casa e, come disse una volta John Lennon, tanta tanta immaginazione!

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E tu, cosa lascerai al mondo?

 

 

 

 

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