Aggressività Banche centrali fa smuovere i mercati

Nella settimana precedente vi avevamo già parlato di come i mercati stessero iniziando ad assimilare l’anticipazione della politica monetaria restrittiva portata avanti dalle Banche Centrali ma se questo era previsto per gli USA, altrettanto non si può dire per la BCE.

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Questa possibilità si è tradotta nei mercati attraverso due effetti principali: l’aumento dei rendimenti dei Treasury, BTP, BUND e le buone performance sul mercato azionario degli istituti di credito.
Interessante notare come i Treasury con scadenza a 2 anni abbiano superato il 2% ovvero il valore che non si verificava da Settembre 2008.
Per quanto riguarda il comparto bancario è evidente come una manovra restrittiva porterebbe nuova linfa consentendo un ampliamento dei margini di guadagno a favore delle banche.

Da segnalare anche come il raggiungimento di un accordo di governo in Germania abbia portato ad un rafforzamento della moneta unica nei confronti del dollaro attestando così il cambio EUR/USD a quota 1,21.

Settimana importante quella in avvio soprattutto dal punto di vista dei dati macroeconomici: si attende infatti per le ore 11 di mercoledì il dato relativo all’inflazione dell’area Euro nel mese di dicembre attesa in aumento dell’1,4%.
Inoltre nella giornata di giovedì la Cina comunicherà  il dato sul Pil del 4° trimestre che gli analisti prevedono in crescita del 6,7%.

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