Mercato valutario condizionato dalla volatilità

Se per il mercato azionario ed obbligazionario si può parlare di un periodo a bassa volatilità lo stesso non si può fare per quello valutario.

Questo soprattutto dopo le dichiarazioni del Ministro del tesoro statunitense con il cambio EUR/USD che è schizzato a quota 1.25. Infatti in precedenza aveva affermato che un dollaro debole si raffigurava come una notizia positiva per il mercato americano.
Ciò ha portato diversi effetti anche in zona euro con il DAX di Francoforte che ha chiuso la settimana precedente con un -0.7% questo perchè la Germania è il maggior paese esportatore della Zona.

Da sottolineare come le politiche fiscali del governo Trump sembra siano indirizzate al brevissimo termine con la con la conseguente possibilità di minare la sostenibilità delle riforme di medio-lungo periodo con quelle che potrebbero diventare delle bolle speculative nei mercati.

Nella settimana che inizia oggi è bene tenere sotto controllo qualche dato macroeconomico che verrà comunicato. In particolare si conoscerà la variazione dell’occupazione tedesca e l’indice dei prezzi al consumo della Zona Euro del mese di gennaio, previsto in calo dello 0.1% rispetto al mese precedente.

Per quanto riguarda invece gli Stati Uniti, nella giornata di mercoledì è previsto in uscita il dato riguardante le scorte di greggio e quello relativo ai tassi d’interesse della FED che in questa occasione non dovrebbero essere ritoccati, rimanendo così ad 1.5%.

 

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