Investire in fondi: 4 filtri per una giusta selezione

Ti hanno proposto un fondo comune di investimento, stai valutando se acquistarlo o meno, cosa devi guardare?

Torno a scrivere a distanza di settimane perché dopo il grande successo della Business Breakfast di Milano (QUI puoi vedere come è andata) ho portato a casa numerosi spunti, e parlando con le persone ovviamente ho già in cantiere diversi articoli per poterle aiutare nelle proprie decisioni di investimento.

Il primo di questi risponde ad una domanda ben precisa che mi è stata rivolta durante quella “colazione”, pertanto ecco una risposta come sempre PRATICA, SEMPLICE E DIRETTA!

Come scegliere il fondo migliore per la mia strategia?

Dunque, fermo restando che la scorsa settimana ho trattato in proposito un argomento se vogliamo più tecnico (forse troppo) e che puoi trovare QUI , a proposito dei 5 indicatori chiave per scegliere un fondo, oggi facciamo un passo indietro, in modo che tra l’articolo di oggi e quello della scorsa settimana non ti manca proprio più nulla (o quasi, e ciò che ti manca lo troverai sicuramente nei precedenti articoli di questo sito).

TIPOLOGIA DI FONDO

La facciamo breve perché soprattutto per chi non è operativo o non tratta abitualmente possiamo generare confusione, ma sarò banalmente semplice proprio perché ritengo che in questo caso sia meglio:

  • Fondi azionari (contengono azioni, di tutto il mondo, di un solo paese, di un solo settore)
  • Fondi obbligazionari (contengono obbligazioni, di tutto il mondo, di Governi, di società, di un solo Paese)
  • Fondi flessibili (contengono di tutto, senza particolari vincoli, anche 100% azioni)
  • Fondi bilanciati (presentano una % di azioni dal 10 al 90% e di obbligazioni per la parte rimanente)
  • Fondi multi-asset (contengono diverse tipologie di asset class, materie prime, azioni, obbligazioni, valute) ma in generale ritengo siano più simili alla gamma dei flessibili, ovvero “sperare in un bravo gestore” (mica facile al giorno d’oggi)

Se vuoi una classificazione più precisa puoi consultare quella stilata da Assogestioni che ti ho messo a questo link.

ANDAMENTO STORICO

E qui viene il bello, perché facciamo un passettino in più. Infatti qui non ci limitiamo a vedere la “scheda prodotto” oppure a dire “azioni oppure obbligazioni”, ma qui dobbiamo fare un ragionamento in più, cioè chiederci:

nella fase di mercato che mi aspetto nei prossimi mesi, e che sicuramente è capitata in passato (visto che l’economia è ciclica per definizione, magari non sono perfettamente uguali ma i cicli si somigliano molto) come si è comportato questo fondo?

Se ad esempio valuto un bilanciato al 10% di azioni e 90% di obbligazioni, e poi mi accorgo che in un periodo di ribassi del mercato azionario è calato peggio di un azionario puro, forse dovrò farmi qualche domanda (ed evitare accuratamente il prodotto).

Prendiamo l’esempio del 2018, soprattutto dell’ultimo trimestre dove praticamente 9 asset class su 10 hanno girato in negativo, come si è comportato quel particolare fondo?

ELENCO DEI COSTI

  1. Costi di collocamento (di solito è una “commissione di acquisto se il fondo è “nuovo di zecca”)
  2. Costi di gestione (è un costo che paghi annualmente, quindi occhio perché incide e non poco)
  3. Costi di compravendita (se compri il fondo NON in collocamento, quanto ti costa in acquisto e in vendita?)
  4. Costi di performance (il gestore è stato bravo ed ha portato a casa un buon risultato, quanto si trattiene OLTRE ALLE SPESE GIA’ INDICATE SOPRA?)
  5. Costi di distribuzione (è la % di costo che viene “girata” alla Banca o Istituzione da cui compri il fondo)

Ecco le 5 voci che assolutamente non devono mai mancare in un confronto tra diversi prodotti (soprattutto se appunto si tratta di fondi comuni che tipicamente per il tipo di gestione presentano spesso delle voci di costo elevate).

COMPOSIZIONE

Questo aspetto vale soprattutto per i fondi flessibili e multi-asset, che spesso hanno una composizione “di tutto un po’” e quindi meritano un approfondimento maggiore. Infatti, se compri un fondo “azionario Italia” potrai essere sicuro al 99,9% (salvo stato comatoso del gestore) che all’interno del fondo troverai una quasi totalità di azioni italiane di diverso tipo.

Ma se compri un fondo flessibile (o multi-asset) o bilanciato? Ecco quindi che è importante verificarne la composizione…e perché mai?

Semplice amico/a mio/a, perché se compri un fondo flessibile con l’intenzione di diversificare, ma poi guardando la composizione ti accorgi che il 10% è su azionario Gran Bretagna (non proprio il momento migliore) e magari il 10% su azionario Argentina, forse eviterai di andare a comprare un simile prodotto non credi?

Bene, detto questo, quando a parità di fondo comune avrai trovato quello che come strategia può rientrare nel tuo portafoglio, ecco che il confronto di quanto scritto sopra ti permetterà di prendere la decisione più corretta (abbinato all’articolo precedente sui 5 indicatori).

Dove trovare tutte queste informazioni? Semplice, sui 2 siti di maggiore interesse in materia fondi ovvero Morningstar e Quantalys semplicemente inserendo il codice ISIN (equivalente del codice identificativo del fondo) oppure il nome del prodotto.

Personalmente con il secondo mi trovo meglio ma ad ogni modo entrambi sono utili.

Alla prossima!

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