INVESTIMENTI CON O SENZA CEDOLA: UNA GUIDA VELOCE (E PRATICA)

Ciao Wallstreeters, riprendiamo dal consueto aggiornamento pratico con un altro argomento utile per i vostri investimenti.

In particolare, uno degli aspetti che riveste importanza nelle decisioni degli investitori riguarda la differenza tra prodotti a cedola (detti “a distribuzione”) dove gli interessi vengono direttamente accreditati sul conto corrente, oppure prodotti ad accumulazione (dove gli interessi vengono reinvestiti automaticamente).

Mi sembra giusto quindi elencare le varie tipologie di investimenti così da aiutarvi nella composizione del vostro portafoglio.

 

STRUMENTI FINANZIARI A DISTRIBUZIONE

  • Titoli di Stato con stacco cedola (ad esempio BTP, che pagano una cedola periodica)
  • Obbligazioni societarie con stacco cedola
  • Azioni (con syacco dividendi)
  • Certificati (anche qui ci sono le cedole pagate periodicamente)
  • Fondi/Etf a distribuzione

In tutti questi casi, quando la cedola viene “staccata”, riceviamo gli interessi “al netto della tassazione”, che solitamente è al 26% nella maggior parte dei casi oppure al 12.5% nel caso di titoli di Stato, Enti sovranazionali (BEI/BIRS ecc) o equiparati.

Esempio pratico: trovo un ETF che investe in azioni Europee (valore della quota dell’ETF sul mercato 100 euro) che paga una cedola del 5%. Se compro 10 quote (investimento 1.000 Euro) la mia cedola sarà di 50 euro, ma sul conto corrente riceverò un netto di 37 Euro (la tassazione è il 26% di 50 quindi 13 Euro da togliere).

STRUMENTI FINANZIARI AD ACCUMULAZIONE (SENZA CEDOLA)

  • Obbligazioni di tipo “zero coupon” (es: BOT/CTZ) dove guadagno semplicemente dalla differenza tra prezzo di vendita e di acquisto
  • Fondi/Etf ad accumulazione

In questo caso perciò gli interessi (nel caso di fondi/etf) non vengono staccati e pagati sul conto, ma sono utilizzati per comprare ulteriori azioni/obbligazioni (a seconda che l’etf/fondo sia azionario/obbligazionario) che aumentano il valore dell’investimento.

Tutto questo ha delle differenze non solo pratiche (voglio la cedola oppure no) ma soprattutto fiscali.

Infatti nel caso di prodotti “a distribuzione” ogni volta che ricevo il pagamento quest’ultimo (come visto sopra) viene tassato, cosa che nell’esempio nei prodotti ad accumulo non succede (la tassazione avverrà solo alla fine se e quando venderò in guadagno il mio investimento).

Ciò si traduce, soprattutto nel medio-lungo periodo, in un capitale finale maggiore nel caso dei prodotti ad accumulo, che sfruttano l’ottava meraviglia del mondo (come la definiva Einsten) ovvero l’interesse composto, e sono quindi più efficienti fiscalmente.

Veniamo ora alla parte ancora più pratica, ovvero: dove trovo tutte queste informazioni?

Risposta: nella scheda prodotto, ma a seconda del tipo di prodotto avrete diverse fonti su cui trovare i dati. La cosa più semplice è avere già il “codice ISIN” dell’investimento che dovete analizzare (l’equivalente del codice fiscale per le persone, che identifica esattamente quel titolo specifico) e scriverlo su Google.

Però, volendo semplificarvi la vita, ecco un elenco di siti da cui attingere le informazionia seconda del tipo di strumento finanziario:

BORSA ITALIANA (per obbligazioni, etf, certificati)

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JUSTETF (specifico per etf)

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EUROTLX (obbligazioni, certificati)

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QUANTALYS (fondi)

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Come sempre, spero di avervi chiarito qualche dubbio in più, per qualsiasi altra domanda non esitate a scrivermi.

A presto

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