8 PUNTI PER SCEGLIERE CORRETTAMENTE UN’OBBLIGAZIONE

Investire non è mai facile, e come diciamo sempre equivale a giocare una partita di tennis, ovvero vince chi sbaglia di meno. Oggi andiamo a riassumere brevemente (in attesa della nuova area riservata di maggio) una prima bozza di metodologia per cercare di operare delle scelte che ci permettano di fare meglio del 90% degli investitori presenti sui mercati, cercando di spiegare tutto in modo sintetico e pratico.

Cominciamo con il fatto che avere un buon file Excel, dove inserire un elenco ampio di potenziali titoli obbligazionari, rappresenta uno dei principali attrezzi nel kit del buon investitore (per i nostri abbonati il file sarà reso disponibile nell’area riservata con le obbligazioni scelte da noi, su cui investiamo).

Ad ogni modo, tra i principali punti da monitorare per un primo ma fondamentale filtro, abbiamo:

ASSET ALLOCATION

Sulla base della mia definizione iniziale di percentuali in portafoglio tra azionario, obbligazionario e materie prime, quanto capitale andrò a riservare alle singole obbligazioni rispetto ad esempio ad un fondo o etf obbligazionario?

EMITTENTE

Una volta definito il peso di ciascun singolo titolo, su cosa voglio puntare? Obbligazioni Governative (titoli di stato), obbligazioni societarie a rating medio-alto, obbligazioni societarie High-Yield? Questo implicitamente significa già fare una scrematura in funzione del proprio profilo di rischio (in quanto verosimilmente un’obbligazione HY presenterà un rischio maggiore rispetto ad esempio ad un Bund tedesco, con rendimenti di conseguenza diversi)

DURATION

Molti investitori alle prime armi sono spesso concentrati sulla data di scadenza del titolo per definire le proprie strategie in funzione dei tassi di interesse, quanto in verità il parametro fondamentale da verificare è invece la duration (in particolare la duration modificata) che meglio esprime il comportamento del nostro titolo in funzione di determinate variazioni di mercato a livello di tassi

LIQUIDITA’

Altro aspetto spesso sottovalutato, la liquidità. E se una volta comprata la tua obbligazione non riuscissi a rivenderla? E se nel caso tu riuscissi a rivenderla ti offrono un prezzo molto più basso di quando l’hai comprata? Valutare il grado di liquidità di un’obbligazione è fondamentale tanto quanto valutare tutto il resto

VALUTA

Voglio espormi al rischio di cambio (comprando ad esempio obbligazioni in Dollari, in rand sudafricani) oppure sterilizzarlo con l’acquisto di obbligazioni in Euro? Questo aspetto come vedremo non ha solo una funzione di copertura ma anche speculativa (voglio entrare su un determinato Paese, ma ad esempio invece di comprare azioni in valuta preferirò appoggiarmi a delle obbligazioni che porterò a scadenza così da togliere il rischio prezzo e mantenere solo quello di valutario)

FISCALITA’

In parte collegata al tema degli emittenti (in quanto titoli di Stato ed obbligazioni sovranazionali hanno un’ aliquota inferiore rispetto alle altre categorie), serve per rendere più efficiente la gestione dei guadagni e delle perdite all’interno di un portafoglio di investimenti, in quanto le plusvalenze soprattutto sulle obbligazioni sono “redditi diversi” e quindi compensabili con tutte le minusvalenze presenti in portafoglio.

RENDIMENTO EFFETTIVO A SCADENZA

Questo parametro lo possiamo considerare come una sintesi molto importante che ci consente, “a parità delle altre condizioni”, di confrontare 2 obbligazioni tra loro permettendoci di ottenere con un unico numero (espresso in percentuale) una sintesi di “quale mi rende di più”, poiché considera praticamente tutto, ovvero prezzi, durate e importi delle cedole, tipologia di obbligazione, durata. Da tenere sempre a mente.

TASSI DI INTERESSE

Ultimo ma non ultimo, il Paese di riferimento della mia obbligazione, come sta gestendo (e che “forward guidance” ha) sui tassi di interesse? Che aspettative ci sono sui tassi futuri? Conoscere la situazione generale ci consente di chiudere il cerchio della nostra scelta e di individuare eventuali pericoli all’orizzonte dovuti all’intervento ad esempio delle diverse Banche centrali di riferimento.

Speriamo come sempre di avervi dato qualche spunto operativo in più, per il resto ci vedremo a maggio nell’area riservata con file excel e soprattutto operatività pratica.

Alla prossima!

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