Panoramica sul mondo assicurativo

Iniziamo definendo l’assicurazione, ovvero quel contratto mediante il quale una persona o una società copre determinati rischi. Ora però bisogna capire cosa si intende per rischio.
Il rischio è la possibilità che un certo evento negativo avvenga; i rischi possono essere di due tipi: piccoli o grandi. I piccoli sono tutti quegli eventi negativi che non incidono sulle nostre capacità patrimoniali – questi rischi si caratterizzano per non avere un
impatto patrimoniale consistente. I rischi grandi invece sono quelli dove l’evento che avviene può intaccare in maniera corposa il capitale societario o personale – quindi si delineano per l’avere un profilo patrimoniale più consistente.
Definiti i rischi possiamo parlare di assicurazione: essa è quel contratto dove il cliente cede i propri rischi ad un’impresa di assicurazione che si impegna, dietro il pagamento di un premio, ad accollarsi i rischi. La compagnia assicurativa si accolla quelli che sono i rischi descritti nell’oggetto del contratto. Quest’ultimo elemento è fondamentale in quanto è la descrizione del rischio che la compagnia ha intenzione di
accollarsi. Esistono due tipi di contratti: all’inglese – dove l’oggetto del rischio è all risks, e i contratti all’italiana che vengono definiti nominativi – dove l’oggetto è ben descritto e definito (nei contrati inglesi in particolar modo possono esservi delle “esclusioni” che delimitano il campo di azione).
Ora andiamo a parlare nello specifico del rischio: quali rischi deve cedere il cliente alla compagnia assicurativa? Quelli grandi o quelli piccoli ? Quelli che avvengono raramente o quelli che avvengono spesso?
In Italia, dove la cultura assicurativa è molto bassa, quello che succede usualmente, è che i clienti cedono rischi che avvengono molto spesso, ovvero quelli più piccoli. Questo è un errore molto elevato in quanto i rischi definiti piccoli sono quelli che la persona può accollarsi senza necessità di una polizza assicurative. Diverso è quando il rischio è molto elevato, ovvero quando il verificarsi dell’evento potrebbe cambiare il corso della vita del soggetto.
È per questo motivo che prima di tutto è consigliato assicurare i rischi grandi e poi, in seconda battuta, i rischi piccoli.

Video a cura di Salvatore Grisafi

Articolo redatto da Daniele Fontana