COME SCEGLIERE LA BANCA GIUSTA PER I TUOI SOLDI?

Ciao Wallstreeter, eccoci ad un altro articolo utilissimo e pratico per le tue finanze. Il titolo è chiaro, ti mostrerò da qui alle prossime settimane (le informazioni che ti darò sono tante e non basterebbe un solo articolo, sai che qui le cose le facciamo bene ed in modo approfondito) come scegliere la Banca più giusta per le tue finanze.

Se pensi che qui siamo come gli altri gruppi dove ti mostrano i confronti del costo del conto corrente o simili ti sbagli, quello lo possono fare tutti e lo fanno i principianti che non sanno quali altre informazioni darti (“si ma la Banca “A” costa 1 Euro in più al mese, si ma nella Banca “B” la commissione di compravendita sul’Amministrata ti costa lo 0,2% in più). Queste sono sicuramente informazioni importanti, ma noi qui ANDIAMO OLTRE, vogliamo vedere se i tuoi soldi sono in una Banca SANA! Devi avere la tranquillità di sapere che nel momento in cui porti i tuoi soldi in un Istituto di Credito, non ti ritroverai a leggere sul giornale storie di Salvataggi disperati, o di licenziamenti di massa e così via…quindi cosa guarderemo secondo te?

Semplice…I BILANCI! Peccato però che a differenza di quanto fatto con le azioni normali, (QUI trovi l’articolo da cui siamo partiti) le Banche siano un mondo a parte, quindi dobbiamo trattarle ed analizzarle separatamente, allora cominciamo!

PRIMO CONCETTO: FATTURATO = MARGINE DI INTERMEDIAZIONE (MDIM)

Chiaro? Quando analizzi il conto economico di una Banca e trovi la voce “Margine di intermediazione“, è come se stessi guardando l’equivalente del Fatturato di un’azienda normale.

MDIM = MARGINE DI INTERESSE (MDIT) + COMMISSIONI NETTE + ALTRI RICAVI

Quindi, ciò che la Banca “Fattura” è dato dal Margine di intermediazione (MDIM) che a sua volta è la somma del margine di interesse (MDIT), delle commissioni nette ed altri ricavi.

MDIT: Come sai la Banca nella sua attività tradizionale RACCOGLIE i soldi dei clienti (quando depositi in Banca i soldi sul tuo conto corrente ad esempio, oppure quando compri le obbligazioni di una Banca, in gergo tecnico si chiama “RACCOLTA“) e li PRESTA ad altri clienti o alle aziende (in gergo tecnico si chiamano “IMPIEGHI“).

Sia la RACCOLTA (denaro che la Banca raccoglie dai clienti) sia gli IMPIEGHI (denaro che la Banca presta ai clienti) prevedono un tasso di interesse (che può essere positivo, nullo o negativo come nel caso dei recenti periodi). Quindi la Banca da cosa guadagna?

Semplice: dalla differenza dei tassi di interesse! Perciò se ad esempio i soldi sul tuo conto corrente sono remunerati allo 0% e la Banca effettua prestiti ad un tasso medio del 1.5%, la Banca ha un MARGINE DI INTERESSE POSITIVO DI 1.5%, che su un totale ad esempio di 1.000.000 di Euro equivale a 15.000 Euro. 

ADESSO CAPISCI PERCHE’ SE I TASSI DI MERCATO SCENDONO, LE BANCHE SOFFRONO, PERCHE’ IL LORO MARGINE SI ERODE

COMMISSIONI NETTE: si distinguono in attive e passive, ovvero BENE o MALE per la Banca. Quando fai un bonifico ad esempio e ti costa 1 Euro, la Banca riceverà 1 Euro di commissioni attive. La differenza di queste due voci corrisponde alle Commissioni Nette.

ALTRI RICAVI: Qui inseriamo quelle voci derivanti ad esempio dalle attività di trading, di compravendita sul mercato, e di copertura che la Banca stessa (un pò come te quando operi sui mercati finanziari) effettua nel corso dell’anno.

Ecco un esempio nell’immagine sotto riportata del Conto Economico (la prima parte) di un grosso player Europeo, perchè se ti spiego le cose ma poi non ti faccio vedere “COME METTERLE IN PRATICA” non avrei tutto questo seguito.

 

santander

PRIMA PARTE CONTO ECONOMICO

Come puoi notare la “parte del leone” di solito deriva dal Margine di Interesse e dalle commissioni, che sono le voci principali di Fatturato della Banca, nonchè un primo ed utile strumento di CONFRONTO nelle tue valutazioni ed analisi. Già dalle prime 3 voci puoi avere un’idea se la Banca da te scelta sia in mezzo ad una strada oppure riesca a mantenere la rotta nonostante il periodo attuale, con tassi ridotti al minimo e quindi con i margini compressi.

Ci vediamo al prossimo articolo dove proseguiremo le analisi, nel frattempo se ancora non lo hai fatto

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A presto!

7 MESI DI PROFITTI: MA SI PUÒ SEMPRE MIGLIORARE!

31 marzo 2019: questo era quello che scrivevo a proposito della situazione di allora sul mercato. La modifica tattica sul portafoglio era: (QUI il link)

1) short su GBP
2) long su ORO
3) liquidazione BTP (in profitto)
4) alleggerimento azionario (in profitto)

Le prime due posizioni operative sono andate molto bene, compensando ampiamente il “mancato guadagno” di una parte dei profitti ulteriori che sono stati fatti nei 3/4 mesi successivi su BTP e azioni(anche se sull’ azionario era solo alleggerimento dei pesi).

Sono stati 7 mesi molto positivi, adesso si stacca un po’ la spina (non vi preoccupate, in settimana metteremo in articolo sul blog dove capiremo bene come funzionano i bilanci bancari ✌️) e ci vediamo direttamente a settembre dagli Stati Uniti 🇺🇸 dove andrò in vacanza per recuperare le forze in vista del nostro evento LIVE a Milano del 11 ottobre ❤️ (e dove farò qualche DIRETTA particolare 😬).

Alla prossima!

ACQUISTO OBBLIGAZIONI: 3 INDICATORI DA CALCOLARE OLTRE ALLA LEVA FINANZIARIA

Riprendiamo il discorso iniziato ieri, relativamente ai parametri da osservare quando dobbiamo valutare l’acquisto di obbligazioni di una determinata società.

In particolare lo sappiamo, ci sono i soliti parametri che ti dicono tutti (quelli che sono abituati ad analisi superficiali) come ad esempio il rating (abbiamo visto nel 2008 quanto sia stato utile) la duration, il cambio ecc..

Questi indubbiamente sono parametri da considerare, ma fermarsi a questo primo livello di valutazione sarebbe assolutamente da principianti. Quindi visto che i #Wallstreeters sono invece molto più preparati, riprendiamo alcuni aspetti (niente di complicato fidati) per valutare davvero la qualità di un’azienda in ottica di acquisto delle sue obbligazioni (del suo debito).

Nel primo video abbiamo parlato di LEVA FINANZIARIA (guardalo se non lo hai fatto, dura poco ma è la base per iniziare). Adesso vediamo quali sono gli altri 3 parametri di bilancio per fare una valutazione corretta.

  1. DEBITO NETTO/CASH FLOW (NB/CF) 
  2. DEBITO NETTO/EBITDA 
  3. GEARING 

Dunque, ecco 3 indicatori molto importanti (oltre alla leva finanziaria, che adesso conosci perchè hai visto il video) che serve calcolare per valutare la convenienza di un determinato titolo obbligazionario (i dati utili li trovi, per quanto riguarda l’azienda che stai analizzando, su siti come MSN MONEY o YAHOO FINANZA, semplicemente andando a vedere i “dati finanziari” della società).

Andiamoli a vedere in dettaglio…

DEBITO NETTO/CASH FLOW: PIU’ BASSO E’ MEGLIO E’!

Bene, visto che questo indicatore mette in relazione il debito dell’azienda (numeratore) con i suoi flussi di cassa (a denominatore, che devono comunque essere positivi), intuitivamente possiamo già capire dalla formula matematica che più basso è meglio sarà (perchè il denominatore sarà maggiore del numeratore).

Vediamo adesso di calcolare però sia il debito netto che il cash flow…

  • Debito netto = Posizione finanziaria netta
  • Posizione Finanziaria netta = debiti (finanziari) – crediti (finanziari) – liquidità
  • Cash Flow = Utile di esercizio + ammortamenti – Capitale Circolante netto (CCN)

Trovate questi dati nello stato patrimoniale (attivo e passivo ovviamente) e il CCN nel video visto sopra sulla leva finanziaria

DEBITO NETTO/EBITDA: PIU’ BASSO E’ MEGLIO E’!

Stesso discorso visto sopra, in base alla formula se l’indice risulta elevato la società rischia di avere troppo debito, con probabilità maggiori di non pagare i creditori (tra cui eventualmente voi).

Qui il calcolo è semplice, perchè sul debito netto la formula è la stessa vista sopra, mentre l’ebitda (o Margine operativo Lordo, MOL) lo trovate direttamente nel conto economico della società (comunque sono i ricavi della gestione “caratteristica” meno i costi della gestione “caratteristica”).

GEARING = DEBITO NETTO/PATRIMONIO NETTO: PIU’ BASSO E’ MEGLIO E’

Quanto dipende l’azienda da debito esterno in proporzione al suo patrimonio?

Vale il solito concetto di numeratore e denominatore, basso è meglio (basta che non sia negativo però).

Debito netto vedi sopra (posizione finanziaria netta)

PATRIMONIO NETTO = CAPITALE SOCIALE + RISERVE + UTILI

Lo trovate nella parte destra dello stato patrimoniale

Bene, anche oggi vi abbiamo dato informazioni di grandissimo valore, adesso sta a voi diventare ogni giorno che passa degli investitori migliori, noi comunque ci siamo sempre per qualsiasi dubbio o informazione e mi raccomando,

ISCRIVETEVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PER RESTARE SEMPRE AGGIORNATI E RICORDATEVI CHE IL GIORNO 11 OTTOBRE SAREMO A MILANO PER LA PRIMA BUSINESS BREAKFAST ITALIANA, CON GRANDI AZIENDE E PROFESSIONISTI PER PARLARE DI INVESTIMENTI, ECCO IL LINK PER ISCRIVERSI, I POSTI SONO LIMITATI!

 

ELECTRONIC ARTS: DOPO L’ATTIVO, IL PASSIVO DI BILANCIO

Ci siamo lasciati l’ultima volta in QUESTO ARTICOLO con l’analisi della prima parte dello Stato patrimoniale di Electronic Arts (azienda presa ad esempio che, come evidenziato nella nostra ultima operazione, abbiamo acquistato in aprile e venduto a luglio con un profitto di circa il 6%, dopo neanche a farlo apposta il titolo è sceso quasi del 10%, quando si dice il tempismo).

Tuttavia, visto che abbiamo iniziato (e quindi dobbiamo finire) l’analisi completa del titolo non potevamo lasciare le cose in sospeso.

VI RICORDO CHE GLI ISCRITTI ALLA NOSTRA NEWSLETTER RICEVERANNO IL FILE EXCEL GRATUITO PER EFFETTUARE L’ANALISI DA NOI DESCRITTA IN QUESTI 3 MESI, PERO’ RITENIAMO PRIMA DI SPIEGARVELA BENE COSI’ VI DIAMO VALORE SENNO’ E’ INUTILE

Dunque riportiamo il dettaglio del Passivo dello Stato Patrimoniale e proseguiamo con l’analisi (dati in migliaia, valuta corretta USD).

STATO PATRIMONIALE PASSIVO
DEBITI A BREVE TERMINE (o pass.correnti)  €      2.747.000  €     2.418.000  €     2.415.000  €    2.491.000
DEBITO A LUNGO TERMINE  €                            –  €         989.000  €         990.000  €        992.000
TOTALE PASSIVO  €  3.111.000  €     3.564.000  €     3.658.000  €    3.989.000
STATO PATRIMONIALE CAPITALE NETTO
AZIONI PRIVILEGIATE  €                     –  €                          –  €                          –  €                          –
AZIONI PROPRIE (RISERVE AZ.PROPRIE)  €               2.000 -€          16.000 -€          19.000 -€       127.000
RISERVE  €      2.127.000  €     1.349.000  €     1.049.000  €        657.000
UTILI NON DISTRIBUITI  €         904.000  €     2.060.000  €     3.027.000  €    4.062.000
AZIONI ordinarie (Capitale Sociale)  €              3.000  €             3.000  €             3.000  €            3.000
TOTALE CAPITALE NETTO  €      3.036.000  €     3.396.000  €     4.060.000  €    4.595.000

Cominciamo quindi con il passivo, sui cui è possibile vedere (che è ciò che interessa a noi) due componenti fondamentali, ovvero i debiti a breve e lungo termine (tra poco vedremo perchè).

DEBITO A BREVE TERMINE: Sono quei debiti con scadenza inferiore ai 12 mesi, tipicamente non è un bene per una società essere troppo esposta sul breve termine (per ovvi motivi di liquidità)

DEBITO A MEDIO-LUNGO TERMINE: Preferibile (se contenuto) al debito a breve, con scadenze superiori ai 12 mesi. Tipicamente meno debito è sicuramente un fattore positivo, perchè ciò vuol dire (un po’ come le famiglie) che l’azienda riesce ad autofinanziarsi con mezzi propri (cioè con la redditività del proprio business).

Per la parte relativa ai debiti, solitamente è opportuno guardare lo storico dei bilanci di un’azienda, ed a livello di dati andare indietro il più possibile (meglio ad esempio gli ultimi 10 anni degli ultimi 4). Anche qui un indicatore che spesso viene usato è il rapporto tra Debito a ML termine ed utile netto, che solitamente per individuare un’azienda con un debito gestibile non deve superare il valore di 3.5.

ESEMPIO: DEBITO LT / UTILE NETTO = 3 

SIGNIFICA CHE L’AZIENDA IMPIEGHERA’ 3 ANNI PER COPRIRE IL SUO DEBITO A LUNGO RISPETTO ALL’UTILE PRODOTTO

Andiamo poi a vedere un altro indicatore importantissimo (troverete già tutto preparato nel file non vi preoccupate) ovvero il rapporto tra il Totale Passivo ed il Capitale netto, questo rapporto se inferiore a 0,75 rappresenta un buon numero! Perchè indica la proporzione tra mezzi propri (capitale netto) e mezzi di altri (un’azienda ben dotata avrà un indicatore basso, segno di minore dipendenza e vulnerabilità da fattori esterni).

QUOZIENTE DI INDEBITAMENTO = TOTALE PASSIVO / CAPITALE NETTO

NB: Potrebbe capitare alle volte che il valore sia comunque elevato non perchè ci sia molto debito, ma perchè ci sia poco Capitale Netto (quindi non il numeratore del rapporto alto, ma il denominatore basso). Questo succede nel caso di un’azienda che potrebbe comunque essere buona, ma dove ad esempio il Capitale Netto viene usato per il riacquisto ad esempio di Azioni proprie. Quindi bisognerà in questo caso vedere alla voce “Azioni proprie” ed eventualmente sommarle al Capitale netto per valutare correttamente il rapporto.

Esempio:

  • Totale passivo = 100
  • Capitale netto = 100
  • Quoziente di indebitamento = 1 (alto)
  • Però, Azioni proprie = 40
  • Nuovo QI = Totale Passivo / (Capitale netto + azioni proprie) = 100/ 100 + 40 = 0,71 (ok)

Come sempre adesso vi lasciamo il tempo di assimilare questi concetti, dopodichè la prossima volta concluderemo l’analisi dello Stato Patrimoniale con le voci di Capitale Netto (diciamo che ancora 3 articoli e poi finalmente rilasceremo il file Excel).

A presto!

 

Electronic Arts: Target raggiunto!

Siamo molto contenti, perchè con le performance di oggi portiamo a casa una buona plusvalenza 6% circa) sul titolo di cui abbiamo parlato per circa 3 mesi (primo acquisto 22 aprile 2019).

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In questo caso la performance (oltre il 30% su base annua) la riteniamo sufficientemente corposa per un titolo di cui abbiamo parlato e di cui ancora dobbiamo terminare di descriverne i bilanci (poichè lo abbiamo preso a titolo di esempio). Quindi la nostra esposizione su una piccola quota di portafoglio (quella per capirci destinata ai singoli titoli, vedi post a riguardo) è andata molto bene.

Adesso, per quanto le Banche Centrali stiano continuando a pompare liquidità nel sistema, per quanto forse verranno raggiunti determinati accordi (vedi USA-Cina) piuttosto che procedura d’infrazione Italia-UE, le dinamiche economiche di fondo restano incerte, quindi non è il caso di restare esposti molto sull’azionario (per un profilo con ad esempio un 30% oggi sarebbe consigliabile ridurlo al 10/15%).

In particolare l’azionario america risulta ancora molto sopravvalutato (il CAPE di Shiller è ancora a livelli importanti, vedi grafico sottostante) e per il “risparmiatore” / “investitore retail” meglio un pò di sana prudenza che non vuol dire NON GUADAGNARE, ma vuol dire raccontare le cose come stanno, e non giocare con i soldi delle persone!

CAPE SHILLER.png

Ci vediamo al prossimo articolo dove concluderemo l’analisi di Electronic Arts.

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EA SPORTS: IT’S IN THE GAME! BUONA PASQUA

Se almeno una volta nella vostra vita avete giocato a FIFA, oppure a qualsiasi altro sport con la vostra Playstation, questa frase pronunciata ad inizio avvio del gioco non potete non ricordarla, personalmente mi ha accompagnato per 5 lunghi anni della mia vita, finchè non ho appeso il Joystick al chiodo e sono passato dai videogiochi ai libri.

Perché ti parlo di FIFA, perché in verità questo come una miriade di altri giochi (sempre più evoluti, sempre più “reali”, sempre più connessi con le persone) rappresentano oggi non solo il presente, ma anche il futuro dell’intrattenimento (ancora più del cinema o del teatro). Giusto o sbagliato che sia, investire significa anche capire come evolvono le abitudini e le scelte dei consumatori, scelte che poi si traducono in fatturato per la aziende che riescono a soddisfare questi bisogni, che a sua volta si traducono in profitti per l’azienda e per i suoi azionisti.

Come sapete, nell’ultimo articolo che potete rileggere QUI vi ho raccontato della mia ultima operazione, in particolare su GIMA TT, e di come le valutazioni e lo studio dell’azienda siano stati fondamentali per portare a casa un profitto di tutto rispetto. Ci siamo lasciati con un piccolo regalo, un bonus, che avrei fornito SOLO AGLI ISCRITTI alla nostra newsletter (se non lo avete ancora fatto registratevi) con gli strumenti (o meglio “LO STRUMENTO”) che utilizzo personalmente per decidere su quali titoli investire.

Come sapete bene però, su Colazione a Wall Street cerchiamo di essere sempre diversi dalla miriade di schifezze che si trovano in giro sul tema, quindi ritengo opportuno che il metodo (secondo me) corretto di aiutarvi a diventare autosufficienti nelle vostre scelte di Investimento debba passare PRIMA dal raccontarvi perché e come usare certi strumenti, magari facendovi esempi pratici e concreti, e solo allora fornirvi quello stesso strumento che potrete usare per conto vostro.

Quindi direi basta convenevoli, e partiamo come sempre con qualche spunto operativo. Non tratteremo tutto oggi, perché a mio giudizio è preferibile vedere piccoli pezzi un po’ alla volta, comprenderli, mettere tutto insieme e poi avere finalmente un sistema completo che si padroneggi bene.

Perciò partiamo…

Fase 1: la strategia di “asset allocation”

Se hai 10.000 Euro (cifra a caso) e decidi di mettere 9.000 Euro su una singola azione, libero di farlo, ma fondamentalmente stai facendo una “cagata pazzesca” (come direbbe Fantozzi) nel 99,9999% dei casi. Solo poche persone sulla Terra (e mi dispiace dirtelo, né io né te siamo tra questi) possono permettersi di fare ciò, per 2 motivi:

  1. Rischio: (magari te la racconti, ma il tuo profilo di rischio non è tale da sopportare oscillazioni derivanti dall’investire il 90% dei tuoi soldi in un’unica azione)
  2. Competenze: nessuno al mondo (o quasi) può prevedere il futuro, perciò comprare quel titolo che ti faccia “cambiare vita” con rendimenti faraonici è pressochè impossibile, la tua ricchezza (mi dispiace per te ma è così) la dovrai costruire un po’ alla volta, anche sbagliando. Non sono i 100 metri, è una maratona.

Quindi togliti dalla testa che QUI imparerai a scegliere solo titoli che performano del 50% all’anno, nessuno lo fa e chi lo promette è un ladro!

Quinti insegno a costruirti un portafoglio che ti permetta nel tempo (ripeto, nel tempo, anni non settimane e non mesi) di avere dei risultati.

Perciò, se vai a rileggere uno dei miei articoli precedenti, ricorderai che solo un 10% massimo (anche meno se hai un profilo estremamente prudente) può essere destinato all’acquisto dei singoli titoli, e solo dopo rigorose analisi e non comprando azioni “a cazzo di cane”.

Quindi, fatto 100 il tuo portafoglio, 10 potrai usarli per l’acquisto di singoli titoli (ti farò vedere la mia metodologia, che non è una scienza esatta, su cui puoi non essere d’accordo, che non sarà “forse” la migliore, ma è pur sempre un metodo, che ti sto dando gratuitamente). Ti sfido a trovare un altro posto così dove non ti sparino newsletter da 100 Euro mensili o corsi da 1000 Euro al giorno.

Quindi, torniamo al caso visto sopra, relativo ad Electronic Arts.

Perché ho scelto di analizzare questo titolo? Semplice, su una serie di azioni che avevo scelto per me, questa (come altre che vedremo in seguito) rappresenta un “trend” che guarda al futuro, e perché dato il mio orizzonte temporale (minimo 5 anni e comunque finchè non raggiungerà il risultato prefissato) una volta comprata non rappresenterà più una fonte di preoccupazione, resterà al suo posto senza discussioni.

Solitamente, come dicevo sopra, il 10% del portafoglio tendo sempre a destinarlo a singoli titoli, (non uno solo sia chiaro) seguendo i consigli riportati da Philip Fisher, un consulente finanziario di altri tempi, poi diventato famoso imprenditore.

Il suo “portafoglio” (il 100%, ma noi non siamo Fisher quindi lo applicheremo al 10% che possiamo utilizzare per questo tipo di strategia) consisteva nel detenere massimo 10 azioni, di cui ¾ rappresentavano il 75% del totale.

Cosa significa questo? Semplice, se hai 100.000 Euro di portafoglio, e puoi usarne 10.000 Euro per l’acquisto di “singole azioni”, dovrai avere da un minimo di 3 ad un massimo di 10 titoli, quindi non potrai investire nella “singola azione” più di 3.333 Euro (ma dovrai investirne almeno 1.000 Euro, qualora decida di comprare 10 titoli, occhio alle commissioni in questo caso). Le azioni dovranno tutte essere “particolari” ovvero frutto di un metodo di valutazione specifico, che vedremo a poco a poco nei prossimi articoli.

Quindi Electronic Arts rappresenta in questo caso una delle azioni all’interno del portafoglio (prenderà il posto di GIMA TT, venduta con una plus di circa il 20%).

Quindi nel mio caso, tendo sempre a considerare diversi aspetti per decidere se avere in portafoglio (nel mio 10%) 3,4, 6, 10 azioni.

Innanzitutto il rischio valutario, perché se ad esempio compro Electronic Arts, essendo un’azione americana inserirò Dollari nel mio portafoglio, quindi dovrò considerare anche il rischio cambio (quando poi andrò a rivenderla). In secondo luogo, mi sto esponendo ad un settore molto volatile e molto particolare (possiamo annoverarlo nel settore “tecnologico”). In terzo luogo, nel caso di EA (per abbreviare) non vengono staccati dividendi, che nel caso specifico ha un suo perché (lo vedremo quando analizzeremo i bilanci la prossima volta) ma che non rappresenta quindi una fonte di reddito aggiuntiva del portafoglio ma punta esclusivamente ad un apprezzamento del titolo. Quarto ed ultimo punto, sto investendo nell’azionario America, quindi a livello geografico sto puntando su un determinato Paese, giusto o sbagliato che sia.

Personalmente, opero sempre in questo modo (sul mio 10%):

  • CICLO ECONOMICO POSITIVO/ESPANSIONE: (da 3 a 5 titoli in portafoglio)
  • CICLO ECONOMICO IN RALLENTAMENTO/STAZIONARIO: (da 4 a 7 titoli in portafoglio)
  • CICLO ECONOMICO IN CALO/DECRESCITA: (da 8 a 10 titoli in portafoglio)

Ora che abbiamo visto come inserire i pesi all’interno del 10%, nel prossimo post parleremo dell’analisi del mercato, del settore in cui opera EA, e del perché ho ritenuto di concentrarmi su quel determinato titolo.

Colgo l’occasione per augurare a voi ed alle vostre famiglie una Buona Pasqua!

Francesco

PARTE 1/2: COME VALUTARE UN TITOLO AZIONARIO +18.7% (SE TE LO PUOI PERMETTERE)

Il segreto di tutti i segreti, peccato che non esista, oppure tutti sarebbero milionari!

Quanto volte sentiamo dire “vediamo quel titolo a rialzo” oppure “guadagna il X% con le azioni YY” oppure ancora “portiamo il nostro giudizio da Hold a Buy sul titolo XY”.

Come direbbe un noto cantante…TUTTO MOLTO INTERESSANTE!

Ma quindi cosa facciamo, non investiamo più? Questo decisamente non è consigliabile e direi che basta l’immagine riportata qui sotto per confermare quanto ti ho appena detto: SE NON INVESTI PERDI SOLDI! Suona strano vero? Eppure la storia ci dice che funziona così, con un piccolo accorgimento però…se investi DEVI FARLO NEL MODO GIUSTO (cosa non proprio scontata).

10k

Ecco quindi che in un portafoglio (che tu sia giovane o meno giovane) una quota piccola o grande andrà comunque destinata al mercato azionario, e qui assistiamo spesso alle cose più strane, alle truffe più incredibili, ai ragionamenti più assurdi.

Bene, lascia che ti dia qualche spunto pratico-operativo, cosa che da sempre contraddistingue il nostro blog visto che io INVESTO NON SOLO I MIEI SOLDI, MA ANCHE QUELLI DEI MIEI CLIENTI, e tu sai che io so di cosa parlo.

Vediamo quindi 2 consigli utili:

CONSIGLIO N.1 (CONOSCENZA BASE/NULLA)

Se rientri in questa particolare categoria di investitore (non ti preoccupare, è del tutto normale e soprattutto non sei l’unico, ce ne sono tantissimi, compresi alcuni finti “esperti”) puoi fare due cose:

  • formati almeno per le basi. Se non sai proprio nulla, amico/amica mia non puoi investire, lasciatelo dire, hai bisogno almeno di un’infarinatura di partenza (ti lascio il mio ebook che puoi scaricare gratuitamente cliccando QUI). Leggilo se non lo hai già fatto e poi prosegui con questo articolo
  • Una volta che sei più preparato, non improvvisarti trader, investitore, Warren Buffett. Dedicati a prodotti di facile comprensione, cercando di diversificare senza troppi sforzi, facendo attenzione a limitare i costi (acquisto/gestione). In questo caso, un ETF azionario globale/internazionale va benissimo (se vuoi la gestione attiva scegli un fondo con costi molto ridotti che segua la stessa logica di diversificazione) e considera una volta acquistato di tenerlo per molto molto tempo (almeno 10 anni). Fine, questo è tutto quello che devi fare. Non sarai Gordon Gekko ma l’importante è guadagnare!

CONSIGLIO N.2 (CONOSCENZA “MEDIO-ALTA”)

Se hai superato le basi, hai già un approccio “pratico” (non mi stancherò mai di dirlo, non bastano i libri, non bastano le teorie, non bastano i video, lo devi aver PROVATO, perchè sennò sono tutte chiacchiere) allora puoi adottare un approccio più attivo (non sempre, perchè ricordiamo che l’approccio passivo di comprare e tenere uno strumento a costi bassi sul lungo periodo paga sempre, come ho già spiegato in QUESTO ARTICOLO) per cercare di utilizzare una piccola parte del tuo portafoglio per operazioni più “specialistiche” (come ad esempio l’acquisto di uno o più titoli singolarmente).

E qui veniamo alle migliaia di “boiate” che sentiamo ogni giorno (soprattutto su Internet).

Non esistono guadagni facili, veloci, senza competenze…esiste CHE TI FAI UN CULO COSI’, studi, ci metti i soldi, perdi e guadagni, impari dagli errori, e migliori sempre di più.

Almeno questo è il metodo che conosco io..

Quindi torniamo a noi, personalmente ho sempre ritenuto la matematica qualcosa che negli investimenti debba aiutare ma che non debba essere necessariamente “ostica”, di conseguenza ho un debole per l’analisi fondamentale (lo studio dei bilanci di un’azienda e del relativo settore/mercato) supportato dall’analisi tecnica (e non viceversa, poi ci sono investitori che fanno il contrario ed ottengono comunque risultati, l’importante è che sia tu a trovare il TUO metodo più utile a farti guadagnare).

Questo metodo mi ha quasi sempre (ho perso soldi anche io, soprattutto agli esordi, sennò non sarei qui oggi a parlare di investimenti) dato grandi soddisfazioni, l’ultima (perchè qui racconto solo quello che faccio) in ordine di tempo è stata l’investimento su GIMA TT, che mi ha permesso di realizzare una performance (operazione chiusa il 29/03, vedi sotto) del 18.7% (lordo, 13.8% netto circa) nel giro di poche settimane. Questa però attenzione è stata un mix di analisi, bravura, e fortuna (ci vuole anche questa ogni tanto) e ti spiego perchè….

gima

Già prima pensavo di entrare in acquisto sul titolo, in quanto dalle mie analisi (che scoprirai nel prossimo articolo che farò, con un altro SUPER BONUS REGALO, ma solo per gli iscritti alla newsletter) ma dopo lo storno di metà marzo (vedi sotto il grafico preso da Tradingview) si è creato il punto di ingresso ottimale.

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Questo perchè il “prezzo” che avevo attribuito all’azione (analizzando bilanci e situazione di mercato) oscillava tra i 7.2 e i 7.8 Euro ad azione, di conseguenza dopo il forte calo dello scorso anno (oltre il 60%) e l’ultimo calo forte di qualche settimana fa, il prezzo si è portato in zona 5.98, permettendomi di entrare ad un prezzo fantastico. La fortuna dove sta quindi? Semplice, il mio target di uscita era “vendi se il titolo sale oltre i 7.1 Euro”, quindi è successo esattamente ciò che avevo pianificato, con la differenza che mai più mi sarei aspettato un profitto così ampio in così breve tempo, quindi mi sono attenuto al mio piano ed ho portato a casa il guadagno.

Nel prossimo articolo ti spiegherò tutto, i ragionamenti, come, cosa e perchè, e ti darò come bonus il file excel che utilizzo per tutti i miei ragionamenti di questo tipo.

Questo ovviamente se sei registrato alla newsletter (lo puoi fare inserendo la tua mail nella sezione a destra della HOME).

Alla prossima!

COME AVERE 1500 EURO IN PIU’ ALL’ANNO (IN PRATICA)

Titolo molto provocatorio, ma come sai ormai tu che mi conosci, dico solo quello che faccio perchè lo provo sempre in prima persona.

Prima domanda: perchè 1500 Euro, e non 100 Euro oppure 5.000 Euro oppure 100.000 Euro? Semplice, perchè io durante l’anno ne risparmio molti ma molti di più, però bisogna considerare che in questo blog di Colazione a Wall Street siamo qui per costruire un percorso, e di solito si comincia a piccoli passi, quindi ho ritenuto di partire da un obiettivo che tutti possano raggiungere.

Oggi ti farò 1 regalo, esclusivo! Per riceverlo, è necessario iscriverti alla nostra newsletter, dopodichè richiedere il BONUS tramite il form “Contatti”, oppure scrivendo direttamente sulla nostra pagina Instagram di Colazione a Wall Street.

Adesso ti spiego quindi come fare a risparmiare 1500 Euro/anno…

Prima cosa, che tu abbia uno stipendio da 700/800 Euro al mese (adesso con il reddito di cittadinanza chi non ce l’ha?) o da oltre 3.000 Euro, la sostanza non cambia, perchè le prima cosa che devi fare è creare 2 abitudini positive!

  1. Segnarti TUTTE le spese!!!!!!!!!!!! (nota i punti esclamativi, ma proprio tutte)
  2. Spendere meno di quello che guadagni, grazie ad un pianificatore (uno dei BONUS)

Ora, sembra facile, sembra una scemenza, ma devi sapere che dati ABI alla mano le famiglie italiane riescono ad accantonare sempre meno soldi, e chi ci riesce lo fa per eventuali imprevisti (quindi non investe per paura) con tutte le conseguenze di inflazione & CO.

Tu invece, che segui questo blog, metterai da parte una somma Extra che poi dovrai investire (ne riparleremo, anche se ormai con tutti gli articoli che ho fatto dovresti praticamente dirigere una Banca), perchè avrai costruito abitudini positive e quindi la somma che accantonerai con questo metodo sarà totalmente libera da vincoli (se non quello di crescere sempre di più costruendo un portafoglio corretto).

Bene, ora che abbiamo spiegato queste due cose, voglio farti il mio esempio personale, cioè come IO metto da parte i MIEI soldi, e come puoi iniziare anche tu.

SEGNARE TUTTE LE SPESE!!!!!(con i punti esclamativi)

Abbiamo detto che il punto 1 è quello, ma come fare in pratica? Mica puoi portarti un block notes sempre dietro? E se la penna non scrive? E se fuori piove e non sai dove metterti a segnare la spesa? E sei in fila alla cassa del supermercato? Decisamente poco pratico…

Quindi, tecnologia GRAZIE! Io ho scaricato (per ovviare ai problemi sopra) un’applicazione (totalmente gratuita) chiamata “SPENDER” (vedi immagine sotto).

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Facile da usare, basta “creare” le proprie voci di entrate e di uscite, dopodichè “registrare” la spesa nella giusta sezione, e lui in automatico calcolerà tutto. Personalmente, considero un periodo dal 1 al 31 del mese, così ragioni con chiarezza e non sei costretto a fare calcoli eccessivi.

Compri il giornale? Segna la spesa nella voce delle uscite “giornali e riviste”. Fai la spesa? Segna la spesa nella voce di uscita “cibo”. Incassi un affitto? Segna l’importo nella voce di entrata “affitti”. A fine mese troverai il saldo (positivo o negativo) del mese.

Questo serve per 2 motivi:

  • Sviluppi l’abitudine a segnarti tutto
  • TI RENDI CONTO (ben diverso dal “penso che…”) di quanto spendi e capisci che molte delle tue spese sono totalmente inutili (poi mi dirai se non ho ragione)

PIANIFICARE

Ora che hai registrato tutte le spese del mese (ma proprio tutte, mi raccomando, sembra difficile ma dopo 3 mesi ti verrà automatico) devi renderti conto di come vanno le tue finanze, cioè a fine mese, quando CHIUDI LA TUA CONTABILITA’ PERSONALE, devi avere il quadro completo, ovvero scaricare il nostro “pianificatore” (sopra ti ho spiegato come fare) e scrivere il totale di tutte le voci (quindi ad esempio se in un mese hai fatto 3 volte benzina, spendendo ogni volta 10 Euro, in totale nel mese avrai speso 30 Euro per la voce “auto”, quindi questa cifra andrà inserita nel Sub.totale di Aprile per la voce “auto”).

In questo modo grazie al nostro strumento (gratuito e facile da usare, è un file Excel) troverai 2 colonne in fondo con “media” e “somma” (come diceva il mio prof. di Economia Aziendale, Dio lo abbia in gloria, “non è scienza missilistica”) che ti serviranno (non dopo il primo mese, ma dopo 3/4 mesi) a capire “in media quanto spendi per quella determinata categoria” (auto/vestiti/spesa ecc) e soprattutto quanto sei riuscito a risparmiare in TOTALE tra entrate ed uscite.

L’ultima parte poi è riservata a calcolare (lo facciamo noi tranquillo) una riduzione del 10% per ogni voce di spesa (se spendi 1000 Euro/anno per l’auto saranno 100 Euro) che ti aiuta a fare una cosa molto semplice: QUELLO E’ IL TUO OBIETTIVO DI RISPARMIO SU QUELLA VOCE MENSILE DI SPESA!!

Te lo rispiego con un esempio:

Se spendi 50 Euro al mese di vestiti (per il cambio stagione ad esempio) e quindi in un anno hai speso 600 Euro, il tuo obiettivo sarà ridurre di 60 Euro/annui questa spesa, che significa 5 Euro al mese! Capito? In questo modo hai un obiettivo vero!! (risparmiare 5 Euro al mese per 12 mesi nella voce vestiti). E come lo fai?

Semplice, ogni mese a fine mese, metti via 5 Euro (il consiglio è tenere un secondo conto corrente dove far confluire questi piccoli risparmi).

Tutto chiaro? In questo modo vedrai che almeno 75/80 Euro mensili salteranno fuori (in un anno significa 950 Euro circa risparmiati).

Bene, ma tu Francesco hai detto 1500 Euro, dove sono gli altri 550?

Eccoci al secondo ed ultimo STEP, devi trovare qualcosa che ti permetta di “risparmiare” senza accorgerti che lo stai facendo (il PAC da 50 Euro al mese è un’ottima soluzione, ma partiamo da uno step con cifre ancora più piccole, alla portata veramente di tutti).

Un aiuto arriva ad esempio da OVAL MONEY , un’applicazione per risparmiare piccole cifre senza pesare nel bilancio.

Ho iniziato a febbraio, e mediamente viaggio (senza neanche rendermene conto) sui 45 Euro/mensili (impostando 2/3 step previsti) ecco le prove!

OVAL.jpg

Questo significa che a fine anno, considerando i 12 mesi, sono 540 Euro in più risparmiati. Eccoci quindi arrivati ai famosi 1500 Euro, e non mi dire che per te è troppo difficile, perchè se così fosse, amico/amica mio, allora potrai solo lamentarti e pensare che la tua serenità finanziaria sia impossibile da raggiungere, e se nel posto sbagliato!

Quindi ricapitolando:

  1. Scarica Spender
  2. Crea le tue voci di spesa
  3. Scarica Oval Money
  4. Iscriviti alla nostra Newsletter
  5. Richiedi il Bonus
  6. Nel pianificatore Excel “adatta” le voci di spesa a quelle inserite su Spender
  7. Sviluppa le 2 sane abitudini di segnare tutto e spendere meno di ciò che guadagni
  8. Vedi a fine anno quanto hai risparmiato

Come sempre, non c’è di che!

Francesco

 

 

THE SKY IS FALLING, THE SKY IS FALLING!

Chi non ricorda quel famoso cartone dove un polletto avvisa la propria città che “il cielo sta crollando”?

Ora, chi mi conosce sa che quando investo tendo sempre a “lasciare le emozioni fuori dalla porta”, quindi oggi non mi metterò a gridare che il cielo sta crollando, tuttavia da consulente finanziario ed investitore quale sono, ritengo giusto fornire un quadro di quelle che sono attualmente le MIE considerazioni (in assoluta libertà di pensiero) sul mercato sulla base di ciò che IO vedo, e che metterò su questo blog per chi semplicemente fosse curioso di leggerle.

Se mi seguite sul mio profilo Instagram, avrete notato nelle storie di ieri in particolare che ho citato un fenomeno preoccupante, noto come “inversione della curva dei tassi”.

In questo articolo in particolare (scritto anche perché in molti mi avete chiesto chiarimenti) spiegherò:

  1. Cos’è
  2. Come funziona
  3. A cosa fare attenzione

La curva dei tassi, cos’è?

Cominciamo con il dire che la “curva dei tassi” rappresenta un grafico, relativo ad una categoria particolare di investimenti, ovvero le obbligazioni, dove sull’asse verticale ci sono i rendimenti, su quella orizzontale le scadenze.

In condizioni normali, le obbligazioni con durata maggiore avranno rendimenti maggiori (TI HO FATTO ANCHE UN PICCOLO DISEGNO PER RENDERTI L’IDEA, fa schifo ma io mi occupo di investimenti e non di disegno quindi dovrai fartelo bastare).

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Come funziona

Visto che una delle leggi fondamentali che governano il mondo, dopo la gravità, è quella del rischio rendimento (oltre ovviamente a quella dell’interesse composto di cui abbiamo già parlato), sappiamo che solitamente più aumenta il rischio e più rendimento ci aspetteremo in cambio. Nelle obbligazioni come lo traduciamo in pratica? Vediamo un esempio concreto…

Se compro obbligazioni del Paese XYZ, la condizione “normale” ci dice che un Titolo di Stato (obbligazione) con durata 30 anni renderà di più di un Titolo di Stato dello stesso paese con durata 2 anni, perché? Semplice, per il RISCHIO che mi sto prendendo di tenere quello stesso investimento per 30 anni anziché per 2! (la probabilità di un fallimento di quel Paese ci dice che è più probabile un fallimento nei prossimi 30 anni che nei prossimi 2).

A cosa fare attenzione

Molto bene, adesso ti ho dato due concetti semplici ma di assoluta importanza, perché ora che sai come devono essere le condizioni “normali”, devi fare attenzione nel caso in cui questa “normalità” cambia, come sta succedendo in questi giorni…

Abbiamo detto che una curva “inclinata positivamente” (cresce guardandola da sinistra verso destra) è la normalità, ma cosa ci dice il mercato quando questa inclinazione si modifica? Possono esserci due casistiche:

  1. Curva piatta (si definisce flattening in gergo tecnico ma chissene)
  2. Curva inclinata negativamente (soprattutto qui devi iniziare a preoccuparti)

Ma perché queste due situazioni sono un possibile campanello di allarme?

Perché il mercato è fatto di Società, Governi che a loro volta sono fatti di persone, quindi i mercati cambiano in base alle AZIONI che queste persone fanno in base ai loro PENSIERI, ma soprattutto alle loro ASPETTATIVE.

E cosa ci dice una curva inclinata negativamente? prendiamo il caso peggiore dei due..

Ci dice che la gente è così preoccupata, ed ha così paura del mercato in questo momento, che per avere in portafoglio un titolo A BREVE SCADENZA esige un rendimento PIU’ ALTO di uno stesso titolo con scadenza più lunga, praticamente il mercato se la sta facendo sotto!

Ora, questo ragionamento e questa situazione di curva dei tassi la si trova su qualunque area geografica (possiamo analizzare i Titoli di Stato americani, quelli Italiani, tedeschi e così via). Pensiamo ad esempio nel 2011-2012 con il famoso “spread” sopra i 500 punti, la curva dei titoli italiani era inclinata negativamente, ed abbiamo visto cosa è successo.

Adesso quindi ti farò vedere la situazione ad oggi, e poi concluderò con le ultime considerazioni di natura più pratica:

 

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Come riportato da Wall Street Italia, in questo grafico possiamo vedere che il differenziale tra i titoli a breve e lunga scadenza americani è sceso in negativo (cioè rendimento Treasury a 10 anni, meno il rendimento dei Treasury a 3 mesi è negativo, quindi il rendimento dei Treasury a 3 mesi è maggiore del rendimento dei Treasury a 10 anni, quindi l’inclinazione è negativa nella curva dei tassi).

Se poi andiamo a vedere qualcosa di altrettanto significativo (l’andamento grafico della curva nell’ultimo periodo, come riportato dal Sole24Ore, capiamo che si tratta di un trend costante che ci deve far capire alcune cose…

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GUARDIAMO PRIMA DI TUTTO LA STORIA, IL PASSATO:  guarda l’immagine sopra, ti dicono nulla GLI ANNI in cui si è verificato questo fenomeno di “curva inclinata negativamente per gli Stati Uniti” (oltre che per il caso Europeo nel 2011), vediamo se ti ricordano qualcosa:

  • 1990-1991
  • 2000-2001
  • 2007-2008

 

Ci siamo capiti? Le 3 crisi più grandi degli ultimi 30 anni sono state precedute (che culo che hai a seguire il mio blog) da un’inclinazione negativa della curva!

Solitamente il “ritardo” (QUANDO POI SUI MERCATI SI BALLA) va dai 6 ai 24 mesi (perché la sfera di cristallo non ce l’ha nessuno) e possiamo almeno (se non essere maledettamente preoccupati) iniziare a farci qualche domanda in più, aggiungendo qualche considerazione finale:

  • Gli Stati Uniti sono ancora (per ora, almeno fino al 2030) l’economia maggiore del mondo, quindi se entrano in recessione trascinano per forza di cose anche altri Paesi, generando un effetto a catena
  • I dati economici in generale ci dicono che il lungo ciclo economico positivo sta volgendo al termine (dati sul PIL dei vari paesi, la loro crescita, i dati PMI, gli utili aziendali, la fiducia di consumatori ed imprese)
  • Negli Stati Uniti restano aperti (ne abbiamo parlato 1.000.000 di volte) i temi sull’indebitamento eccessivo (di Stato e famiglie, pensa ai mutui studenteschi, alle carte di credito, ai prestiti auto) così come in debiti dell’intero mondo stanno crescendo
  • Le guerre commerciali, nonchè eventi di portata molto ampia (vedi Brexit) non fanno che gettare altra benzina sul fuoco

Bene, ora che penso di essermi guadagnato la tua attenzione, vediamo se riesco a leggerti nel pensiero e rispondere alla tua domanda successiva….QUINDI COSA DEVO FARE?

Premessa che adesso sei preparato per i mesi a venire, e come minimo puoi ringraziarmi invitando chiunque ad iscriversi ai nostri canali, la risposta è DIPENDE!

Dipende dalla strategia di portafoglio che hai, da quella decisa con il tuo consulente (speriamo che si sia accorto dell’inclinazione negativa della curva), ma in linea di massima ci sono 3 considerazioni importanti da fare:

  1. Se hai comprato dei prodotti diversificati, anche azionari, nella logica COMPRO E TENGO PER ALMENO 20-30 ANNI, amico mio, dovrai turarti il naso, farti un sonno profondo, non leggere più i giornali per i prossimi 5 anni, buttare via la chiavetta del tuo home banking, e quindi restare fedele alla tua strategia di NON FARE NIENTE (però questo presuppone che tu abbia fatto un ottimo lavoro di asset allocation PRIMA, sia chiaro!)
  2. Se investi in una logica più tattica e meno strategica (quindi più variazioni nel breve-medio periodo) un alleggerimento azionario, ed una maggiore diversificazione (ETF/Fondi) su obbligazionari con scadenze più ampie non sarebbe sbagliato, oltre a prodotti a strategia inversa e beni rifugio
  3. Considera i Piani di Accumulo, perché come abbiamo già spiegato, se parti con un PAC e il mercato si mette male all’inizio dei tuoi versamenti…ALLELUIA! Matematicamente è dimostrato che farai risultati migliori!

Per tutto il resto, sai come contattarci per dubbi/domande, sai dove forniamo tutte le informazioni (qui in primis) e adesso sai anche che “il cielo starà pure crollando”, ma almeno noi ti abbiamo fornito la capsula di salvataggio, alla prossima!

 

I 4 PRINCIPALI ERRORI DEGLI ITALIANI QUANDO INVESTONO: COME RICONOSCERLI E COME EVITARLI!

Quando pensi all’Italia, subito pensi al cibo, alla moda, all’arte (in positivo sia chiaro).

Ma quando noi italiani ci mettiamo davanti al computer, oppure siamo nell’ufficio del nostro consulente finanziario, come ci comportiamo? Perché vedi io sono un grande ammiratore ed un grandissimo appassionato del genere umano, con tutte le sue sfumature, i suoi pregi e difetti, che immancabilmente si riflettono anche nella figura dell’investitore medio.

Allora mi diverto ed imparo ad osservare persone di ogni età, sesso, patrimoni, approcciare a questo strano e misterioso mondo, che per quanto possibile cerco sempre di rendere più trasparente, e di persone ne ho viste tante credimi!

Come sempre mettiamo qualche nozione nuova (per chi non la conosce) ed utile non solo a farci due risate, ma anche ad imparare qualcosa.

Partiamo con il menzionare quella che a mio avviso sarà l’evoluzione della consulenza finanziaria, ovvero la finanza comportamentale. Partiamo con il definirla in modo semplice: lo studio dal punto di vista “economico” di quanto l’essere umano sia strano, preso sia da solo che in relazione ad altri esseri umani!

Ovviamente il Professo Enrico Maria Cervellati (uno dei massimi esperti in Italia sul tema che ti consiglio di seguire) la riterrebbe una semplificazione eccessiva, ma dal momento che non siamo in ambiente accademico, e che probabilmente stai leggendo questo articolo seduto sul divano oppure mentre ti stai preparando ad uscire di casa per andare a lavoro, bado al sodo e punto a farti arrivare il concetto!

Ora che abbiamo chiarito questo, sappiamo che si tratta di qualcosa che mette insieme la finanza e la psicologia, pertanto aggiungiamo ancora due concetti molto importanti, che fanno parte della finanza comportamentale: BIAS ed EURISTICHE, e diamo le definizioni.

BIAS: Un qualcosa nella tua testa che ti spinge a fare delle cagate (finanziariamente parlando). Tanti lo definirebbero “errore”, ma in realtà è qualcosa di precedente che poi porta all’errore.

EURISTICHE: Sono delle regole che ci aiutano a decidere.

La cosa più importante però è capire come BIAS ed EURISTICHE interagiscono tra loro, portandoci all’errore, perché solo allora si capisce quanto siamo strani ed affascinanti.

Cito sempre un breve ma efficace esempio tratto dal libro “Finanza Comportamentale ed Investimenti” di E.M. Cervellati, per  farti capire…

Immagina di dover rispondere alla seguente domanda: ci sono più omicidi o più infarti nel mondo?

Quindi vediamo il cervello come ragiona….

Bias della disponibilità: tenderemo a ricordare le notizie maggiormente a nostra disposizione (tramite tv, giornali, web), quindi le notizie più vicine a noi (a nostra DISPOSIZIONE appunto).

Euristica: poiché le notizie disponibili tutti i giorni più spesso (il titolone del giornale o le notizie del TG) sono soprattutto di omicidio, penseremo che la frequenza di decessi sia per la maggior parte legata agli omicidi (si muore soprattutto perché si viene uccisi).

ERRORE: Si esplicita e si è convinti del fatto che sia più probabile morire per omicidio che per infarto (quando i numeri dicono esattamente il contrario).

Ora che abbiamo fatto un po’ di chiarezza, andiamo a vedere quindi i principali “errori” che commettiamo noi investitori italiani, e soprattutto a quali BIAS/euristiche sono dovuti.

  1. Tendiamo ad investire soprattutto in “prodotti di casa nostra”. Aaaah, i cari Titoli di Stato, i BOT, i BTP, le azioni italiane, quanto siamo affezionati a questi investimenti noi italiani? Lo spread sale da 200 a 300 punti, non fa niente, avanti a comprare BTP! Lo spread cala a 50 punti, non fa niente, avanti a comprare BTP. Che dire poi di quoi portafogli che “sistematicamente” vedono tra i propri titoli azionari le varie Generali, Monte Paschi, Unicredit, Poste, Intesa, Leonardo, Telecom. Non che ci sia del male in questo (anche se i bilanci di qualcuna delle società DOVRESTE approfondirli), ma semplicemente è sbagliato. Perché con portafogli simili vi state esponendo al 100% al RISCHIO ITALIA! Un rischio Paese, che vi porta a privilegiare tutto ciò che è CASA VOSTRA, si chiama “home Bias”.
  1. Cosa succede però se arrivo io, Francesco Casarella, e vi dico che “stai a fa una ca…..ta?” Pur sapendo chi sono io in ambito finanziario, il tuo cervello ti porterebbe a pensare che quello che sta sbagliando sono io. Ed anche se io ti insinuassi mille dubbi riguardo ala tua “strategia domestica” (le clausole di salvaguardia sui titoli in caso di Default, le CACS, il livello dei conti pubblici, il rating ecc) tu continueresti a pensare a qualcosa per portare acqua al tuo mulino. Questa tua “ERRATA CONVINZIONE” e questo tuo “VOLER CONFERMARE PER FORZA LA TUA TEORIA CHE INVESTIRE TUTTO IN ITALIA E’ MEGLIO” si chiama Bias di conferma.
  2. Che dire poi di quando ti senti un guru perché hai investito 100 Euro su un’azione, che nel giro di poche settimane hai rivenduto a 150? Sei il mago della finanza, il mondo è ai tuoi piedi, il limite è il cielo! Bene, poi apri il tuo conto trading e dopo 2 mesi hai fumato i 150 Euro del primo investimento più altri 500 Euro che avevi messo perché “tanto tu sei un super trader”. Hai sopravvalutato le tue conoscenze, hai pensato di poter “battere” il mercato, di essere migliore e più bravo degli altri, hai perso l’umiltà…questo errore si chiama “overconfidence”.
  3. Chiudiamo con l’ultimo degli errori comportamentali (direi che già conoscendo ed evitando questi 4 errori sei più avanti di un buon 50% degli investitori) ovvero quello dell’ancoraggio… Hai comprato un’azione a 95 Euro (prezzo di carico), che dopo 6 mesi ti ritrovi a 50 in portafoglio. Gli analisti confermano che l’azienda non naviga in buonissime acque, che nel lungo periodo si vedono nubi all’orizzonte, che i bilanci soffrono, che saranno necessari degli interventi sul capitale…EPPURE…..eppure tu continui a NON VENDERLE, CASCASSE IL MONDO, PERCHE’ “SE VENDO ALLORA AVRO’ PERSO, MA VISTO CHE IO SONO FURBO, NON LO FACCIO COSI’ LA PERDITA E’ SOLO SULLA CARTA!”..VERO O NO? Tu si che sei furbo!

Scherzi a parte, ti stai “ancorando a quel prezzo iniziale”, ti ci stai aggrappando con tutto te stesso, per  te in merito a quell’azione specifica il prezzo “giusto” (per te, non per il resto del mondo) sarà di 95 Euro. Ed ancora una volta…questo è sbagliato!

Quindi ora che sappiamo gli errori principali degli investitori (e questi in circa 10 anni di lavoro nel mondo investimenti sono quelli che ho visto di più) tu puoi evitarli, tu puoi farcela!

Quindi diversifica, vendi le azioni schifose se le hai (ricordati che le perdite, chiamate minusvalenze, puoi compensarle nei 4 anni successivi, diventano cioè crediti da poter utilizzare), e prima di investire anche solo 1 Euro, ripensa al mio articolo.

Alla prossima!!!