PIANO DI ACCUMULO PARTE 2… SALUTAMI GIORGIO!

Bene , cominciamo con il dire che questa è la seconda parte di un articolo che ho scritto qualche giorno fa, quindi se non lo hai letto lo trovi QUI. Ora, immagina che io sia di fronte a te, ti stia guardando dritto negli occhi e rispondimi sinceramente (giuro che non mi arrabbio)….hai fatto qualche simulazione con il tool che ti ho dato? Hai scritto anche solo su un pezzo di carta quale cifra vuoi raggiungere, in quanto tempo, per quale obiettivo, e quanto del tuo reddito mensile riesci ad accantonare? Scommetto di no….

Quindi per favore, lo dico PER TE, perché ti voglio bene, riguardati la prima parte e fallo ora! Io non mi muovo da qui, ti aspetto, dove vuoi che vada? Tutte le mattine da quasi 2 anni sono sempre nella stessa cucina, quindi fallo adesso!

UAO! ma allora alla fine non era così difficile, perciò esaminiamo oggi la parte più tecnica, quella che aspettavi (che senza la prima non avrebbe senso).

Prima cosa: come cavolo faccio IN PRATICA a creare un piano di accumulo (che da ora in poi chiameremo “Giorgio”, così magari se gli dai un nome ti ci affezioni ed alla fine lo farai per davvero)!

Dunque, devi sapere che Giorgio te lo devi costruire un po’ alla volta, decidendo innanzitutto la frequenza dei pagamenti, che possono essere mensili, trimestrali, semestrali oppure annuali (consiglio sempre di farlo mensile per via dell’abitudine più frequente che si genera nel tuo cervello). Ora, iniziamo con il dire che fare Giorgio significa che tutti i mesi prendi dei soldi e li investi…si OK, ma dove?

Ci sono due tipologie di investimenti che puoi fare con Giorgio:

  1. Fondi comuni di investimento
  2. ETF

Questi due prodotti sono molto simili tra loro, ma visto che ne abbiamo già abbondantemente trattato, se vuoi ti metto questo link dove trovi un ripasso veloce.

Cominciamo con il dire che, se il 90% delle persone decide di fare un Giorgio attraverso la sua banca, per comodità la formula più utilizzata sarà il Giorgio in fondi comuni. Questo perché il tuo consulente/gestore imposterà Giorgio solo in fase di sottoscrizione, dopodichè ogni mese (oppure trimestre ecc.. a seconda della tua scelta) ti verrà prelevato in automatico direttamente dal conto corrente l’importo che avrai deciso di accantonare (il consiglio è sempre quello di far partire Giorgio dal giorno successivo a quello in cui incassi lo stipendio, un affitto, o qualunque rendita che userai, il perchè lo trovi nell’articolo precedente).

Senza che mi dilungo oltre, adesso per spiegarti il funzionamento in modo semplice e veloce facciamo un esempio pratico e ci mettiamo i numeri…

ESEMPIO DI GIORGIO DA 100 EURO AL MESE PER 60 MESI

  • Importo primo versamento: 12 mensilità (1200 Euro), questo dipende dalla “casa di gestione” del fondo che hai scelto (dopo vedremo le asset class). Quindi ad esempio la casa di fondi Pluto prevede un primo versamento di 12 mesi, mentre la casa di fondi Topolino prevede un primo versamento di 3 mesi.
  • Dal secondo mese invece tutti i mesi vedrai un addebito di 100 Euro dal tuo conto corrente

Facile no? Visto che sono un indovino, comincio a chiarirti qualche dubbio che hai….

  • Posso sospendere o interrompere il mio Giorgio in qualsiasi momento oppure fare versamenti aggiuntivi?
  • SI! Controlla bene eventuali costi di riscatto/versamento aggiuntivo ma lo puoi fare sempre, anche solo dopo il primo versamento. Tuttavia riscattare subito non conviene, e ti spiego perché….

Nella maggior parte dei Giorgio, le commissioni vengono prelevate al primo versamento (ricordati moooolto bene questo passaggio). Quindi se ad esempio immaginiamo che fai un Giorgio sul Fondo comune “Paperino”, che investe ad esempio in Azioni Globali. Commissione di sottoscrizione (come se comprassi un qualsiasi altro fondo) ad esempio 2%. Su che cosa lo applichi il 2%? (pensaci almeno 10 secondi fai uno sforzo, poi sennò ti dò la risposta subito sotto).

  • Esatto! lo applichi su 6000 Euro! (l’importo TOTALE del tuo Giorgio).
  • Quindi il 2% di 6000 Euro sono 120 Euro. Di questi, solitamente il 30% (quindi 36 Euro) vengono addebitati subito, mentre i restanti 84 Euro (120-36) saranno spalmati in egual misura nei 60 versamenti che farai da qui in avanti (quindi 2,33 Euro al mese sui versamenti da 100 Euro).
  • E qui veniamo ad un altro punto di attenzione. DEVI confrontare tra i vari prodotti la commissione di sottoscrizione (dovrai sempre chiedere l’informativa costi mi raccomando, anche se con la nuova normativa riceverai comunque il dettaglio a casa o via mail, che DOVRAI sempre guardare). Questo perchè puoi subito notare che 2,33 Euro su un versamento di 100 Euro significa pagare ogni mese il 2,33%, che ovviamente eroderà il tuo capitale (perché significa che il gestore investe 100-2,33 Euro tutti i mesi, quindi gli interessi vengono applicati ad un capitale più piccolo e tu guadagni meno, invece devi guadagnare di più).

L’alternativa per avere meno costi? Il Giorgio in ETF. Solitamente per come sono strutturati (ora che hai letto il mio precedente articolo lo sai) gli ETF hanno costi decisamente inferiori, quindi è sempre meglio fare Giorgio in ETF? No! Questo per 2 motivi:

  1. In quasi nessun istituto (fai prima a cercare su Google “piani di accumulo in ETF”) è possibile fare Giorgio in ETF, di conseguenza lo puoi fare, ma non in modo automatico, cioè dovrai tu (a manina) ogni mese, quello specifico giorno, ricordarti di investire 100 Euro per comprare “x” quote di quel determinato ETF che hai scelto per il tuo Giorgio…AHAHAHAHAHAH ma quando mai lo farai!
  2. Gli etf a differenza dei fondi sono a gestione passiva, quindi se il mercato decide di prendersi una bella pausa, anzi, decide proprio di mettersi a correre all’indietro, sarà molto difficile riuscire a “limitare” i danni, in quanto tipicamente i Giorgio in ETF sono molto settorizzati (ETF Azionari, Obbligazionari e così via), mentre i fondi ad esempio possono essere flessibili, bilanciati, insomma più diversificati anche se si tratta di un solo prodotto!

Quindi la soluzione migliore quale potrebbe essere? Un Giorgio in fondi, con estrema attenzione alle commissioni sia di Sottoscrizione che di gestione (mi raccomando confronta anche le offerte su diversi istituti per lo stesso prodotto, così non puoi sbagliare), perchè ogni singolo punto percentuale in meno che paghi, è un punto in percentuale in più che investi!

Ora, abbiamo detto operativamente come funziona un Giorgio, quindi cosa ti serve? Facile, un conto corrente (da cui vengono prelevati sia il versamento iniziale che quelli mensili/trimestrali successivi) ed un deposito titoli, in quanto trattandosi di investimento dovrai per forza averne uno.

Abbiamo detto tutto? Quasi…vediamo ora la parte relativa alle Asset class.

Dunque come detto sopra la maggior parte della gente pensa che uno dei vantaggi del piano di accumulo sia il fatto che comprando la stessa quota (di un fondo azionario ad esempio) tutti i mesi, si vada in qualche modo a “mediare” i prezzi. Devi sapere che questo è metà vero e metà falso! (e ti spiego perché)..

Se tu inizi a mettere 100 Euro al mese tutti i mesi (diciamo per due anni) in un fondo azionario, e dopo 2 anni il mercato azionario crolla….mica scenderanno solo gli “ultimi” 100 Euro che hai messo? Eh no, scenderanno in un solo colpo TUTTI E 2400 EURO accumulati fino ad ora (ecco perché si spera sempre in un Giorgio che il mercato crolli appena abbiamo iniziato i nostri versamenti, così i risultati saranno matematicamente migliori verso la fine del nostro Giorgio).

Quindi ecco uno dei motivi per cui consiglio sempre di paragonare Giorgio ad un qualsiasi nostro portafoglio investimenti che faremmo con una soluzione “one shot”.

Mi spiego meglio…

Se oggi avessi 50.000 Euro e dovessi investirli, probabilmente faresti (a seconda dell’orizzonte temporale, profilo di rischio, età ecc) un mix di diverse asset class (ipotizziamo 60% azionario e 40% obbligazionario). Quindi la stessa metodologia (a mio avviso) dovrebbe essere utilizzata con un Giorgio, perciò questo cosa vuol dire?

Semplice, significa scegliere un fondo flessibile/bilanciato che possa contenere un mix di diverse tipologie di investimento. In siti come Morningstar oppure Quantalys puoi trovare (quando valuti il prodotto) in basso la percentuale in cui viene suddiviso, perciò puoi farti da lì una prima idea (ti metto una schermata di esempio qua sotto).

GIORGIO

Abbiamo finito? No dai ancora due consigli, lo sai che ci tengo a te e quindi voglio dirti tutto quello che penso possa esserti utile, a costo di essere logorroico!

Se il tuo unico investimento è in un Giorgio, scegli un orizzonte temporale lungo!

Se cominci ad investire sapendo già che dopo 1 mese (ma anche un anno) ti serviranno i soldi, lascia stare! Un Giorgio è come un diamante a mio giudizio…per sempre! Vedrai che più passa il tempo è più ti piacerà (io dopo 3 anni ho diversi Giorgio, addirittura con quelli che stanno performando meglio ci parlo prima di andare a dormire).

Puoi anche iniziare con un Giorgio piccolino (magari da 50 Euro al mese, ma attento ai costi, anche quelli fissi, trovi tutto nel documento informativo) e poi effettuare dei versamenti aggiuntivi (riguardati la prima parte con le tredic..Babbo Natale scusa!). Oppure ancora, se i tuoi redditi crescono….TI PREGO ASCOLTAMI….Investi tutta la differenza in un nuovo Giorgio! Se il tuo capo o la tua azienda ti premiano con 80 Euro al mese in più in busta paga, un altro Giorgio ti sta chiamando…ascoltalo!

Ultima cosa, per motivi fiscali/matematici, scegli fondi/ETF ad accumulo (e non a distribuzione, cioè quelli che pagano cedola). Ha pochissimo senso, a meno che non decidi di reinvestire i proventi in quello stesso Giorgio ma anche lì serve costanza!

Ora (forse) ti ho detto tutto, forse ho dimenticato qualcosa, forse puoi dire tu qualcosa a me, non lo so, io nel dubbio continuerò a scrivere.

E tu nel frattempo prendi quei c…o di soldi, vai in quella c…o di banca (oppure fallo online vedi tu), leggi i fogli informativi, documentati, confronta le offerte ma soprattutto….SALUTAMI GIORGIO!

A presto

Francesco

Piano di accumulo: la guida che S-PAC-CA!

Dimmi la verità, quanti articoli hai letto, quanti video hai ascoltato, quante simulazioni hai fatto, in quanti gruppi Facebook sei entrato….per capire come cavolo funziona un PAC?

Libri, guru, corsi, seminari, gruppi, e niente, ancora non sei partito con il tuo PAC. Eppure hai delle entrate che ti arrivano tutti i mesi (stipendio, piccolo o grande che sia), l’affitto dell’appartamento che ti ha lasciato tua nonna, la paghetta di mamma e papà che tu “furbescamente” hai messo da parte, ma allora rispondimi (anzi rispondiTI) un attimo…PERCHE’ ANCORA NON HAI COMINCIATO A RISPARMIARE TUTTI I MESI?

Eh si perché devi sapere che noi possiamo chiamarlo PAC (piano di accumulo del capitale) possiamo chiamarlo PIP (piano individuale pensionistico), possiamo chiamarlo Topolino, Minni, Pluto, ma la sostanza non cambia! Sei ancora lì, ogni tanto riprendi in mano il discorso, hai qualche soldo da parte, rileggi l’ennesimo pippone dell’esperto di turno, ma alla fine NON LO FAI! Accidenti, e te credo che poi iniziare ad investire è difficile, è proprio INIZIARE la cosa più complicata, credimi!

Dopo (quando inizi ad investire tutti i mesi) diventa una droga, cominci a parlare solo di quello, ti senti un grande, un eletto, Superman! Eh si, tu INVESTI! (e gli altri sfigati no). Perché appena cominci, se lo fai nel modo giusto (ed ora ti dirò come) allora diventa un’abitudine, ma un’abitudine positiva! Funziona un po’ così…. Gli amici Ti guarderanno strano, perché magari ogni tanto per mettere da parte tutti i mesi quella cifra dovrai bere una birra in meno, dovrai consumare meno GIGA, dovrai fare un po’ più il barbone in vacanza….e poi “cavolo tutti i mesi metto via soldi ma sono ancora così pochi!” (eh, ci vuole tempo amico mio, TEMPO, il tuo migliore alleato).

E sai qual è la cosa grandissima? Che infine un giorno, quando ci arrivi, a mettere da parte un bel gruzzoletto (diciamo pure dai 5.000 Euro in su), accidenti ti girano le scatole se poi ti tocca tirarli fuori! Perché hai fatto tanto per risparmiarli…e quindi ne vuoi sempre di più…di più…di più. Eh si, perché adesso sei diventato un tipo fico, a te di avere risparmi per poche centinaia di Euro mette vergogna!

Quindi come si fa? Scopriamolo insieme…(scusa mi sono un po’ dilungato ma mi diverto troppo a parlare di soldi).

Dunque…andiamo per ordine e parliamo di COSE pratiche! (lo sai che mi piace parlare papale papale)

  • Domanda n.1: La scelta della cifra, quanto mettere via ogni mese?

Risposta al punto 1: ti stai facendo la domanda sbagliata! (immagino che nessuno te lo aveva mai detto)

  • Quindi riproviamo, domanda GIUSTA n. 1: Quale cifra voglio riuscire a mettere via ed in quanto tempo? EUREKA! QUESTA E’ LA DOMANDA… (la battuta è presa dal film “IO ROBOT”)…

Risposta alla domanda giusta n.1: perché vedi, una volta che sai l’obiettivo finale, scegliere la strada è più facile. Sono calcoli da prima elementare, ma se del resto l’investitore migliore del mondo (Buffett) ne è convinto lo devi essere anche tu. Quindi mettiamoci i numeri con un esempio…voglio 10.000 Euro in 3 anni!

UAO, sei ambizioso, considerato che guadagni uno stipendio da 1200 Euro al mese. Significa che in un anno (se prendi la tredicesima) sono 13.200 euro di guadagno netti, in 3 anni sono 39.600 Euro. Quindi mettere via 10.000 Euro in 3 anni significa circa 3300 Euro annui circa, che vuol dire risparmiare il 25% annuo del tuo reddito. Difficile? Impossibile? Dipende da TE! Prova a ragionare però mensilmente, su 1200 Euro vuol dire 300 Euro al mese, tutti i mesi!

Ora però fai molta attenzione, perchè prima tu mi hai detto che hai una tredicesima, quindi perché la devi considerare come lo stipendio normale? Considerala più un bonus, un extra, chiamala BABBO NATALE, e prova (invece di spenderla per l’ultimo smartphone) a metterla via interamente. Sai cosa significa? Facciamo i conti.

3300 Euro annui, se risparmio già la tredic….(BABBO NATALE scusa) di 1200 Euro…significa che dovrai risparmiare nei 12 mesi restanti solo 2.100 Euro annui (3300-1200), che vuol dire 175 Euro mensili…ovvero il 14,5% del tuo stipendio!

Già meglio non credi? Se mi dici che non riesci a risparmiare il 14,5% del tuo stipendio, amico mio sarò sincero, non sarai mai ricco, ma nemmeno benestante! Quindi puoi smettere di leggere questo post, perché potrai sapere tutto quello che vuoi, ma uno dei metodi per accumulare denaro è saper risparmiare (oltre che investire), è così!

Domanda n. 2, come faccio ad abituarmi a risparmiare questa somma tutti i mesi? (o meglio, come faccio a non spenderla?) adesso te lo dico io…devi farlo APPENA ricevi il tuo stipendio! Subito, non pensarci nemmeno a farlo “la settimana dopo”, o a fine mese, niet! Oggi ti è arrivato lo stipendio? OGGI metti via 175 Euro (massimo domani mattina va, te lo concedo).

Adesso però aumentiamo la profondità del ragionamento….tu non stai solo accantonando (quindi non prendi i soldi e li metti sotto il materasso)…stai  INVESTENDO! Ciò vuol dire che auspicabilmente verrà in tuo aiuto il fattore “interesse” (o rendimento).

Ti metto il link di un “simulatore” dove puoi perdere un’intera giornata con diverse simulazioni . Il primo esempio lo facciamo insieme: torniamo all’ipotesi vista sopra, 300 Euro al mese (tredic…BABBO NATALE incluso) per 36 mesi, ed ipotizziamo che il primo versamento (nei piani di accumulo può essere, a seconda del tipo di prodotto, di 1/3/6/12 mensilità solitamente) siano 3 mensilità, quindi  900 Euro.  Devi aggiungere il fattore rendimento, e qui inseriamo un nuovo parametro…

Non voglio farti come sempre i pipponi su “tasso risk free” eccetera eccetera (non ti serve). Quello che devi sapere, è che il tuo investimento devi compararlo (prudenzialmente) ad un tasso di riferimento che potrebbe essere ad esempio quello dei titoli di Stato di pari scadenza, quindi nel tuo caso potresti verificare quanto rendono OGGI i BTP (titoli di stato italiani) con scadenza residua 3 anni (2022 diciamo).

Dove lo puoi verificare? QUI . Ti basta ordinarli per “scadenza” (cliccaci sopra) e vedere appunto quelli 2022 quanto rendono (guarda la colonnina “rendimento netto” mi raccomando, NON la colonna Cedola netta, fuorviante). Nell’esempio nostro vediamo che il rendimento è circa 1,10%. Però tu sei uno BRAVO, e quindi sai benissimo che, ACCIDENTI! Mediamente l’inflazione è del 2% annuo, quindi dovrai puntare a qualcosina di più, perciò in un periodo come quello attuale consideriamo un 2,5% come riferimento prudenziale. Bene, ora che hai tutti i dati, possiamo inserirli nel simulatore.

Possiamo vedere che dopo 3 anni, considerate le ipotesi sopra, alla fine ci ritroveremo con 12.173,22 Euro. Bene, tutto qui? Assolutamente NO! E’ una simulazione, dobbiamo ancora fare tanti ragionamenti insieme. Ma tu intanto fai pratica con le simulazioni (prova durate diverse, tassi diversi, periodi diversi, sempre partendo dagli obiettivi sopra).

Mica posso tenerti qua tutto il giorno? Ne parliamo nel prossimo articolo dove entreremo nel dettaglio degli investimenti (tassi, prodotti, costi ecc)!

Alla prossima!!

Francesco

ETF vs FONDI COMUNI…QUALE SCEGLIERE?

Ciao #Wallstreeters, iniziato bene il nuovo anno? Spero di si… I mercati hanno ricominciato un po’ come avevano finito, all’insegna della volatilità.

Fortunatamente in portafoglio avevo già ad aprile 2018 inserito un po’ di volatilità (leggi ETF sul VIX) ed un po’ di oro in ottica di copertura, cosa che devo dire ha funzionato molto bene. Ma come sapete queste sono solo chiacchiere da bar, noi vogliamo invece trovare il vero “Valore” dei nostri investimenti, vogliamo essere consapevoli di operare scelte che siano le più giuste possibili (o le meno sbagliate, per molti sarebbe già un successone).

Quindi, da dove cominciamo? Cominciamo da quello che molti di voi mi hanno chiesto, in particolare su Instagram (mi trovate come @FrancescoWallStreet) ovvero parlando di ETF. Dunque, molto di questo argomento era già stato spiegato nel mio primo ebook gratuito (se te lo sei perso puoi scaricarlo cliccando QUI). Perciò confido che abbiate già un’idea di base sul mondo ETF. Vorrei invece parlare oggi di cose che “non si trovano su Wikipedia” se permettete, visto che cerchiamo di distinguerci dai “soliti blog” anche per questo.

Cominciamo con il dire che ragazzi miei,  il 2018 è andato letteralmente in vacca per quasi tutte le Asset Class (praticamente tutte tranne “liquidità USA” e “volatilità”). Quindi diciamocelo, se nel 2018 aveste comprato fondi comuni (o sicav) oppure ETF, il risultato sarebbe stato comunque negativo. Allora sotto quale ottica posso vedere la differenza? In quali circostanze è preferibile optare per un ETF piuttosto che per un fondo?

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Partiamo da 2 punti fondamentali:

  1. I fondi sono a gestione attiva (esiste un omino oppure una squadra di omini che raccolgono i nostri soldi e comprano e vendono continuamente, cercando di “battere” un indice, o benchmark, di riferimento)
  2. Gli ETF sono a gestione passiva, cioè con molto meno sforzo cercano semplicemente di replicare quell’indice (o benchmark)

Ultimamente si stanno diffondendo anche ETF “ibridi” cosiddetti Smart Beta, ma non saranno oggetto di discussione in questo post. Riprendiamo quindi dai 2 punti visti sopra, la prima (e importante) cosa da notare è questa: visto che i fondi richiedono (in teoria) un lavoro maggiore per ottenere un risultato maggiore (devo pagare l’omino), sono più cari degli ETF.

E qui veniamo al primo tasto dolente, ovvero le performance RISPETTO AI COSTI. Infatti molto spesso i fondi non riescono a fare meglio dei loro benchmark, di conseguenza si paga un costo eccessivo per un servizio oggettivamente non adeguato. Tanto vale allora puntare su prodotti meno elaborati e meno costosi (leggasi ETF) soprattutto se ragiono in una logica di lungo periodo, dove una differenza di 2-3 punti percentuali ogni anno vuol dire avere tanti, ma tanti soldi in più alla fine della fiera.

Questa è una legge sempre valida? A mio giudizio no! Infatti all’interno di un portafoglio ritengo possano servire entrambi, e ti spiego perché….

Gli ETF vanno bene quando non siamo pratici del mondo investimenti (quindi compro qualcosa di poco costoso e di semplice) potendo godere del beneficio della diversificazione! Se ad esempio volessi investire nelle azioni di tutti i mercati mondiali, potrei comprare un ETF con poche centinaia di Euro per ottenere questo risultato, a differenza di comprare ogni singola azione di ogni singolo indice a cifre decisamente più elevate. In un’ottica di lungo periodo, senza l’ansia di controllare le quotazioni ogni singolo giorno e senza avere necessità dei soldi investiti, sicuramente a distanza di anni raccoglierò molte soddisfazioni.

Viceversa, su orizzonti più brevi, e soprattutto con una conoscenza dei mercati maggiore, potrò però espormi in quota parte anche su dei fondi specifici, migliori storicamente di altri (ce ne sono ve lo garantisco, basta conoscerli) dove anche un orizzonte più breve (comunque superiore ai 3 anni sia chiaro, investire e guadagnare nel breve periodo lo lasciamo ai “guru” ed agli esperti) mi permetterà di avere buone probabilità di guadagno, magari perché in chiave “tattica” vorrò puntare ad un settore specifico.

Io personalmente utilizzo la gestione attiva (vedasi fondi) per i megatrend (quindi se voglio investire in settori specifici, come la robotica, l’acqua, la salute, il digitale, il clima, e così via) oppure quando voglio agire su Asset Class obbligazionarie particolari (quindi non parliamo di Titoli di Stato, ma ad esempio di obbligazioni societarie, sia Investment Grade che High yield) in quanto con il beneficio della diversificazione potrò essere moooolto meno esposto al rischio default (se compro la singola obbligazione e l’emittente salta ci sono buone probabilità di perdere tutti i soldi, viceversa con un fondo avrò semplicemente un calo delle quotazioni dovute al default di un titolo su “n centinaia” che compongono il mio prodotto).

Ecco quindi un’altra super informazione di valore per voi:

Cominciate a guardare questi siti per confrontare i diversi fondi tra  loro (basta il codice ISIN) e se avete dubbi scrivetemi.

Per quanto riguarda la parte ETF, potete consultare il sito Justetf e mi raccomando, selezionate solo (basta ordinarli per masse) ETF che gestiscono masse almeno per 200 Milioni di Euro (più grandi sono meglio è, in quanto avranno anche maggiore grado di liquidità).

Alla prossima!!!

Azionariato positivo nel 2018? Il Re dei Bond dice no

Il 2017 è stato certamente archiviato come un anno positivo per il mercato azionario trainato soprattutto dai buoni risultati ottenuti in sede di bilancio per moltissime società quotate.
In molti si aspettano una riconferma anche per il 2018 quando lo stato di salute delle società quotate sarà tanto fondamentale quanto lo sarà l’andamento dell’inflazione soprattutto a cause della sostanziale diminuzione o arresto di manovre correttive da parte delle principali Banche Centrali (ne avevamo parlato qui).

Sul possibile calo del mercato azionario si è espresso Jeffrey Gundlach, Re del mercato obbligazionario, sottolineando come i rendimenti dei treasury decennali americani abbia superato il 2.63%  ritenuta da lui la soglia critica per innescare la rotazione dei portafogli degli investitori passando così da un orientamento azionario ad un obbligazionario in considerazione soprattutto del rischio degli assets.

Una possibile testimonianza di ciò può essere letta nel pesante calo di Bitcoin (e più in generale delle criptovalute) che evidenzia come gli investitori stiano intraprendendo strade meno speculativi diminuendo così la propria propensione al rischio.

La maggior parte degli analisti, a differenza di Gundlach, sostengono che il 2018 sarà un anno ugualmente positivo per l’azionariato, chi avrà ragione?

Spotify sbarca a Wall Street

Era una delle IPO più attese del settore tech di tutto l’anno e Spotify non ha tradito le attese.
Il leader mondiale nello streaming musicale ieri ha fatto il suo esordio al New York Stock Exchange con un’IPO non tradizionale bensì attraverso la quotazione diretta nella quale è il mercato a stabilire il prezzo del titolo. Operazione rischiosa e coraggiosa che però ha visto Spotify uscirne con ottimi risultati registrando addirittura cifre vicine ai 170 dollari per azione che equivale ad una capitalizzazione di quasi 30 miliardi.

Spotify, diretto concorrente di Apple Music, conta ad oggi 71 milioni di abbonati contro i 38 milioni dell’azienda di Cupertino anche se i conti societari non sono così rosei. Sebbene il fatturato abbia superato i 4 miliardi, le perdite nell’ultimo triennio sono passate da 300 milioni a 1,23 miliardi ma il clima attorno all’azienda svedese continua ad essere fiducioso.

Nel prossimo futuro, ora che la società è quotata, i risultati economici rivestiranno un ruolo di fondamentale importanza per la tenuta del titolo, vedremo se il re dello streaming musicale saprà riassettare i propri bilanci.

Lamborghini: lusso e qualità non conoscono crisi

Ormai è assodato: anche nel settore automotive i marchi di lusso non conoscono crisi, anzi, i loro rendimenti sono in molti casi in aumento.

Sono stati resi noti i risultati economici di Lamborghini il cui fatturato supera per la prima volta quota 1 miliardo di euro (+11% rispetto all’anno precedente) questo anche in virtù dell’aumento di unità vendute che risultano ora essere 3800 registrando un incremento del 10% anno su anno.

Aumentando il numero delle auto vendute è necessario al contempo un incremento del personale che infatti dovrebbe a breve comprendere 1600 dipendenti (ora 1400) in previsione della produzione del nuovo suv Urus.

Da sottolineare come la crescita di Lamborghini sia costante e continua per il settimo anno consecutivo.

Lamborghini (gruppo Volkswagen) rappresenta una delle più belle testimonianze di come i marchi italiani campioni di qualità ed eccellenza riescano ancora a riscuotere successo nel mercato globale.

2017 positivo per il mercato immobliare

Il trend positivo registrato nel primo semestre del 2017 per quanto riguarda il mercato immobiliare è stato replicato anche nei sei mesi successivi.
Questo il report prodotto dal centro studi di Tecnocasa, una delle maggiori agenzie immobiliari operanti nel territorio italiano.

Le transazioni sono aumentate anno su anno del 4.9% e ciò ha comportato un aumento dei prezzi anno su anno dello 0,4%.
Un altro segnale positivo riguarda i tempi medi di vendita degli immobili che si attestano ora a circa 150 giorni.
Buona anche la performance dal lato affi$tti con un aumento dei prezzi di circa il 6%.

Per quanto riguarda invece le tipologie di abitazioni più inflazionate in testa troviamo il trilocale che nelle grandi città rappresenta circa il 40% transazioni mentre più indietro troviamo il quadrilocale ed il bilocale.

Quale sarà l’andamento di questo mercato nel corso del 2018? Sarà in grado di ripetere la buona performance registrata nell’anno passato?
In tal senso è necessario ovviamente tenere conto delle decisioni della BCE in merito a manovre e tassi d’interesse.

Risultati elettorali non spaventano i mercati

La settimana  passata si è chiusa con la maggior parte delle borse mondiali in territorio positivo sulla scia dei dati relativi all’economia americana (di cui vi abbiamo parlato qui) molto superiori rispetto alle attese degli analisti.

Da rilevare quindi come l’incertezza sulla situazione politica italiana non abbia particolarmente pesato sui listini europei, questo perchè i risultati erano già stati in parte assorbiti nella settimana precedente al voto. Giornata importante, soprattutto dal punto di vista politico, sarà quella del 23 marzo con la nomina dei Presidenti di Camera e Senato che ci daranno quantomeno un’idea di quello che sarà il proseguo della legislatura.

Mercato dei Titoli di stato ancora stabile questo anche grazie alla BCE che ha supportato i Titoli attuando una politica monetaria piuttosto accomodante.

La settimana entrante risulta essere molto importante dal punto di vista dei dati macroeconomici: sono infatti attesi i tassi di inflazione americana ed europea.

Nel primo pomeriggio di martedì dovremmo conoscere l’indice dei prezzi al consumo USA che gli analisti prevedono a quota 0.2% mese su mese e stabile all’1.8% anno su anno.

Mercoledì mattina poi il presidente della BCE Mario Draghi terrà il consueto discorso mentre poi nella mattinata di venerdì conosceremo l’IPC annuale europeo atteso a quota 1.2%, mentre quello al netto dei fattori energetici ed alimentari dovrebbe registrarsi all’1%.

QE ancora stabile

La Banca Centrale Europea nella giornata di ieri ha confermato che non aumenterà più il programma di acquisto titoli, attualmente fermi a 30 miliardi al mese. Non è da escludere però una prosecuzione del programma, attualmente previsto in scadenza a settembre 2018. Questo perchè preoccupano ancora i dati, seppur meno rispetto al passato, riguardo l’inflazione prevista all’1.4% nel 2018 e nel 2019. Un aumento è previsto per il 2020 quando l’indice dovrebbe raggiungere quota 1.7%, risultato però ancora distante dall’obiettivo prefissato del 2%.

Prevista crescita al 2.4% contro stima precedente  2.3 e 1.9% nel 2019.

Ancora invariati i principali tassi di interesse che si trovano ai loro minimi storici. Da segnalare in particolare il tasso negativo, -0.4%, riferito ai depositi overnight e quello di finanziamento marginale fermo allo 0.25%.

Giornata importante quella di oggi dal punto di vista dei dati macroeconomici e lo conferma la mattinata piuttosto piatta nei mercati in attesa di alcuni dati relativi agli USA.

Borse in leggero rialzo dopo il dato riferito ai posti di lavoro negli Stati Uniti: sono stati creati 313 posti di lavoro contro i 205 mila previsti dagli analisti mentre il tasso di disoccupazione è stabile al 4.1%, il valore più basso da dicembre 2000.

 

Scenario economico post-elezioni

Quello che ci consegnano le elezioni politiche dello scorso 4 marzo è uno senario completamente frammentato ed incerto. Nei prossimi 15 giorni i leader vincitori di questa tornata elettorale, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dovranno provare a formare un nuovo governo pur non avendo le maggioranze alle camere. L’intesa tra loro sembra ancora molto distante: nella prima mattinata post elettorale il leader leghista ha definitivamente chiuso le porte a Di Maio il quale, secondo fonti interne, comincia a strizzare l’occhio ai dem. Nel tardo pomeriggio di ieri il segretario Matteo Renzi in un’intervista alla stampa da via del Nazareno ha comunicato che lascerà la guida del Partito Democratico dopo che sarà stato formato il nuovo governo ribadendo più volte che il suo partito non accetterà alcuna proposta dal leader pentastellato.

Questo clima di incertezza ed instabilità si temeva potesse creare un grande impatto nei mercati finanziari che, fortunatamente, non c’è stato. L’aumento dello spread sui Btp è stato lieve così come la chiusura di ieri di Piazza Affari che ha registrato un calo chiudendo a -0.4%. Da qui al 23 marzo prossimo sul mercato azionario e su quello dei Titoli di Stato ci si aspetta un’alta volatilità in attesa di chiarire quale sarà il nostro futuro a livello politico.

La positiva fase economica attuale insieme ai buoni risultati ottenuti nel 2017 da molte imprese italiane ci permettono di guardare con buona fiducia al futuro in attesa che si sollevi il manto di nebbia da Montecitorio.

In chiusura segnaliamo la buona performance odierna di FTSE Mib che ha registrato un buon +1.75%. In particolare evidenza Telecom e FCA che recuperano parte del terreno perso nei giorni scorsi chiudendo entrambe sopra quota +5%