INVESTIRE IN MODO SICURO: E’ POSSIBILE?

Ciao #Wallstreeter, torniamo a parlare di un argomento che, soprattutto in Italia, piace tantissimo… L’INVESTIMENTO SICURO! Brrrr, quando sento queste due parole insieme mi vengono i brividi, per 2 motivi principali:

  1. L’investimento per definizione NON può essere sicuro (prima di saltare sulla sedia cerca di non fraintendermi, ci sono investimenti più tranquilli di altri, investimenti che garantiscono una probabilità di rimborso del capitale del 99%, ma per definizione esisterà sempre una probabilità di rischio!!!) , quindi le due parole insieme non hanno senso (si lo so che qui senti sempre cose diverse da quelle percepito in altri posti, mi dispiace ma se ormai hai letto un po’ dei miei articoli sai che sono estremamente diretto
  2. Cosa significa INVESTIRE? La definizione Treccani dice testualmente: “Impiegare utilmente risparmî (o somme in genere) in capitale o in imprese fruttifere.

 

“FRUTTIFERE”, che generano frutti, interessi. Bene, guardami negli occhi….vuoi dirmi che TUTTI gli investimenti che hai fatto nella vita sono SEMPRE stati fruttiferi? Ogni singola azione, società, fondo, etf eccetera eccetera in cui hai investito ti ha SEMPRE fatto guadagnare?

Se hai risposto “SI”, lasciamo la tua mail nei commenti che ti metto a disposizione il blog per spiegare a tutti il tuo segreto…

Se come immagino almeno una volta hai “percepito” sulla tua pelle cosa vuol dire “investire” e poi le cose vanno male (anche le perdite fanno parte del percorso), allora finisci di leggere questo articolo…

Se poi non hai mai “investito”, leggilo comunque (perché ti servirà) semmai decidessi di iniziare.

Quindi ecco che sia per la definizione di “Investimento”, che di “sicuro”, avrei qualcosa da ridire….figuriamoci con entrambe le parole insieme.

Bene, ora che abbiamo chiarito alcune cose, riprendiamo a parlare di quali alternative possiamo avere per impiegare il nostro denaro in qualcosa che ci consenta di avere una probabilità maggiore di restituzione del nostro capitale con gli interessi.

Dunque, facciamo un brevissimo riepilogo dividendo i nostri…si ok uso la parola “Investimenti” (anche se impropria) in base alla maggiore probabilità (non garanzia, ricordalo) di riavere indietro i propri soldi dopo un certo periodo:

PROBABILITA’ MOLTO ALTE

  • TITOLI DI DEBITO (OBBLIGAZIONI) DI ENTI SOVRANAZIONALI (BEI, BIRS)
  • GESTIONI SEPARATE (PRODOTTI ASSICURATIVI CHE FONDAMENTALMENTE SONO UN INSIEME DI TITOLI DI STATO, PER LA MAGGIOR PARTE)
  • CONTI DEPOSITO
  • CERTIFICATI DI DEPOSITO

 

PROBABILITA’ ALTE

  • TITOLI DI STATO
  • OBBLIGAZIONI DI SOCIETA’ PRIVATE
  • BUONI FRUTTIFERI POSTALI

 

Ok? Per tutto il resto (fondi, azioni, ETF) le probabilità sono variabili!!!

Ovvero, dipende da come investi i tuoi soldi, da che strategia usi, dall’orizzonte temporale, dal tipo di società in cui metti i soldi, perciò non confondere mai queste cose, perché potrebbe costarti caro!

Ora che abbiamo visto i principali strumenti, sappiamo che una delle leggi universali nel mondo degli investimenti è quella del rischio-rendimento.

Te lo spiego con un esempio pratico: se TRA due obbligazioni di 2 società dello stesso settore, ad esempio banche, dello stesso tipo, ad esempio senior e non subordinate, con la stessa durata temporale, una rende il 2% annuo e l’altra il 6%…ci faremo qualche domanda!

Detto ciò, le obbligazioni (che siano Titoli di Stato, di società, di enti sovranazionali) sono inserite all’interno della lista perché prevedono per definizione la restituzione del capitale a scadenza, salvo che poi abbiamo visto casi (Grecia, Parmalat, Monte Paschi) dove le cose sono andate diversamente.

Ma anche qui, se la società (o ancora di più lo Stato) che scegliamo non presenta rischi particolari, le probabilità saranno a nostro favore.

Spero di averti chiarito quindi la risposta alla domandina che ogni tanto ti si presenta ovvero: come investire in modo sicuro? Quando altri avranno la tua stessa domanda, invitali a leggere questo articolo.

Alla prossima!

Francesco

BROKER E TRADING ONLINE: I MILLENNIALS INVESTONO IN BORSA?

Probabilmente ne avrai soltanto sentito parlare perché non eri ancora nato o eri troppo giovane, eppure fino a pochi decenni fa investire in borsa era una pratica ristretta a pochi facoltosi individui che potevano permettersi le ingenti spese del broker e di rispettare i requisiti per i lotti minimi di acquisto/vendita delle azioni, fissate dal mercato di borsa. Poi la tecnologia ha preso il sopravvento, spazzando via il “vecchio” e cambiando le carte in tavola.

E così che oggi si parla di “trading online”, dove basta una connessione a internet e un conto presso un broker online per accedere alle borse di tutto il mondo ed a costi incredibilmente ridotti rispetto al passato.

Dinanzi a questo nuovo scenario ci si aspetterebbe che siano i Millennials, ossia la generazione di nati dagli anni ottanta in poi, ad apprezzare maggiormente l’industria del trading online, grazie alla loro innata predisposizione al rinnovamento e alla rivoluzione tecnologica.

Ma non solo: il quadro macroeconomico recentemente delineatosi mostra come, con ogni probabilità, quella dei Millennials sarà una generazione che difficilmente vedrà ricevere una dignitosa pensione da parte della Previdenza Sociale (se mai ancora esisterà). Per questo i giovani dovrebbero iniziare da subito a pianificare investimenti a lungo-termine per non farsi trovare impreparati quando la vecchiaia sopraggiungerà e non ci sarà molto altro ancora da fare.

Ed invece, secondo le statistiche recenti, solo 1 Millennials ogni 5 investe nei mercati azionari. Come si può spiegare tale trend? I principali ostacoli sono rappresentati dalla mancanza di fondi sufficienti per investire e dalla scarsa conoscenza dei mercati finanziari. La buona notizia è che entrambi possono essere superati con qualche accorgimento e investendo un po’ di tempo nell’accrescimento della propria alfabetizzazione finanziaria.

Innanzitutto occorre essere a conoscenza del fatto che esistono numerosi broker online che permettono di accedere ai mercati e di fare trading online senza importi minimi e con costi molto contenuti. In questo modo si può iniziare a creare un proprio portafoglio sin da subito, iniziando a depositare piccoli importi mensili (anche €20 o €50 al mese) ed effettuando investimenti regolari per un lungo orizzonte temporale.

Ad esempio, per chi vuole destinare una parte dei propri risparmi con piccoli versamenti periodici, si potrebbe pianificare un PAC (Piano di Accumulo di Capitale) che permette di investire piccole somme mensili in Fondi d’Investimento, ETF ecc.

I broker online più moderni mettono a disposizione anche moderne app, in modo tale che si possa fare trading e controllare il portafoglio direttamente dal proprio smartphone e in qualsiasi momento, in linea con le esigenze dei giovani.

Quali sono quindi i consigli principali per un Millennial alla ricerca di un broker online?

Innanzitutto egli dovrebbe iniziare delineando il proprio profilo personale, ossia valutando la propria esperienza, preferenze ed obiettivi. Sono un investitore alle prime armi o uno avanzato? Su quali prodotti e borse vorrei investire? Il mio è un orizzonte temporale di breve o lungo termine?

Queste sono solo alcune domande le cui risposte permettono di indirizzarsi verso una categoria di intermediari piuttosto che di un’altra. Ad esempio un investitore principiante preferirà una piattaforma semplice e intuitiva da utilizzare, laddove un trader esperto cercherà un broker che offra una piattaforma con strumenti e grafici avanzati.

Il passaggio successivo sarà quello quindi di iniziare la ricerca di un broker online valutando i vari intermediari presenti sul mercato (e assicurandosi che siano autorizzati ad operare in Italia dalla CONSOB). Per investimenti a lungo termine sarà sicuramente più conveniente affidarsi ad un broker DMA (Direct Access to Market) piuttosto che ad un Market Maker.

  • Il broker DMA consente infatti di immettere gli ordini direttamente in un mercato di borsa e di negoziare prodotti regolamentati (come ad esempio azioni, ETF, obbligazioni ecc.) godendo delle regole e della vigilanza degli enti regolatori.
  • Il Market Maker invece funge da controparte negli ordini immessi dall’investitore e permette di tradare prodotti opachi e poco trasparenti come i CFD e i prodotti a leva, i quali sono rinomatamente strumenti pericolosi, scarsamente regolamentati e idonei principalmente per le operazioni giornaliere e non per gli investimenti a lungo termine.

Per queste ragioni un broker DMA dovrebbe essere preferito ad un Market Maker.

Con molte probabilità un Millennial presterà particolare attenzione ai costi delle commissioni, così che queste abbiano un impatto ridotto sui rendimenti. Per le azioni è possibile ricorrere a vari strumenti per trovare i broker con le tariffe più convenienti, come questo tool per il calcolo delle commissioni offerto dal sito specializzato www.qualebroker.com. In aggiunta i Millennials saranno alla ricerca di una piattaforma con una grafica user-friendly, utilizzabile sia da desktop che da app.

Desidereranno anche che l’apertura del conto sia rapida e “paperless”, senza quindi doversi andare a scontrare contro la burocrazia che caratterizza le nostre banche italiane. Quelli alle prime armi avranno inoltre bisogno di un servizio di educazione e didattica offerto dal broker (ad esempio un tutorial per imparare a utilizzare la piattaforma, immettere gli ordini, ricercare un prodotto finanziario ecc.), nonché di un Servizio Clienti semplice da raggiungere in caso ci sia bisogno di ricevere chiarimenti o spiegazioni.

Per affrontare tutti questi aspetti con più semplicità è possibile confrontare i principali broker operanti nel settore con questo strumento per il confronto dei broker. In questo modo sarà possibile confrontare i broker per ogni categoria, leggere le recensioni e opinioni e arrivare alla scelta finale di quello più adatto in base al proprio profilo.

La scelta di un broker infatti è completamente soggettiva e varia da individuo a individuo: non è infatti possibile eleggere il miglior broker in assoluto e sarebbe sbagliato aprire un conto presso un broker solo perché ci è stato suggerito da un amico o parente. Occorrerebbe piuttosto armarsi di pazienza e seguire i passaggi illustrati in precedenza.

Come abbiamo visto, la scelta di un valido broker online è un fattore primario molto importante per aumentare le probabilità di ottimizzare i rendimenti nel trading online e non farsi divorare dai costi. Tuttavia tale scelta da sola non basta a garantire la profittabilità nel tempo: occorre infatti anche costruire una solida strategia di trading associata alla conoscenza della finanza comportamentale, ossia di quegli aspetti psicologici che influiscono nei comportamenti e nelle decisioni prese sugli investimenti.

Per questo motivo per raggiungere il successo nel trading online è fondamentale studiare con costanza, mantenersi sempre aggiornati e imparare dalle esperienze maturate in tema di investimenti, che siano esse positive o negative.

PIANO DI ACCUMULO PARTE 2… SALUTAMI GIORGIO!

Bene , cominciamo con il dire che questa è la seconda parte di un articolo che ho scritto qualche giorno fa, quindi se non lo hai letto lo trovi QUI. Ora, immagina che io sia di fronte a te, ti stia guardando dritto negli occhi e rispondimi sinceramente (giuro che non mi arrabbio)….hai fatto qualche simulazione con il tool che ti ho dato? Hai scritto anche solo su un pezzo di carta quale cifra vuoi raggiungere, in quanto tempo, per quale obiettivo, e quanto del tuo reddito mensile riesci ad accantonare? Scommetto di no….

Quindi per favore, lo dico PER TE, perché ti voglio bene, riguardati la prima parte e fallo ora! Io non mi muovo da qui, ti aspetto, dove vuoi che vada? Tutte le mattine da quasi 2 anni sono sempre nella stessa cucina, quindi fallo adesso!

UAO! ma allora alla fine non era così difficile, perciò esaminiamo oggi la parte più tecnica, quella che aspettavi (che senza la prima non avrebbe senso).

Prima cosa: come cavolo faccio IN PRATICA a creare un piano di accumulo (che da ora in poi chiameremo “Giorgio”, così magari se gli dai un nome ti ci affezioni ed alla fine lo farai per davvero)!

Dunque, devi sapere che Giorgio te lo devi costruire un po’ alla volta, decidendo innanzitutto la frequenza dei pagamenti, che possono essere mensili, trimestrali, semestrali oppure annuali (consiglio sempre di farlo mensile per via dell’abitudine più frequente che si genera nel tuo cervello). Ora, iniziamo con il dire che fare Giorgio significa che tutti i mesi prendi dei soldi e li investi…si OK, ma dove?

Ci sono due tipologie di investimenti che puoi fare con Giorgio:

  1. Fondi comuni di investimento
  2. ETF

Questi due prodotti sono molto simili tra loro, ma visto che ne abbiamo già abbondantemente trattato, se vuoi ti metto questo link dove trovi un ripasso veloce.

Cominciamo con il dire che, se il 90% delle persone decide di fare un Giorgio attraverso la sua banca, per comodità la formula più utilizzata sarà il Giorgio in fondi comuni. Questo perché il tuo consulente/gestore imposterà Giorgio solo in fase di sottoscrizione, dopodichè ogni mese (oppure trimestre ecc.. a seconda della tua scelta) ti verrà prelevato in automatico direttamente dal conto corrente l’importo che avrai deciso di accantonare (il consiglio è sempre quello di far partire Giorgio dal giorno successivo a quello in cui incassi lo stipendio, un affitto, o qualunque rendita che userai, il perchè lo trovi nell’articolo precedente).

Senza che mi dilungo oltre, adesso per spiegarti il funzionamento in modo semplice e veloce facciamo un esempio pratico e ci mettiamo i numeri…

ESEMPIO DI GIORGIO DA 100 EURO AL MESE PER 60 MESI

  • Importo primo versamento: 12 mensilità (1200 Euro), questo dipende dalla “casa di gestione” del fondo che hai scelto (dopo vedremo le asset class). Quindi ad esempio la casa di fondi Pluto prevede un primo versamento di 12 mesi, mentre la casa di fondi Topolino prevede un primo versamento di 3 mesi.
  • Dal secondo mese invece tutti i mesi vedrai un addebito di 100 Euro dal tuo conto corrente

Facile no? Visto che sono un indovino, comincio a chiarirti qualche dubbio che hai….

  • Posso sospendere o interrompere il mio Giorgio in qualsiasi momento oppure fare versamenti aggiuntivi?
  • SI! Controlla bene eventuali costi di riscatto/versamento aggiuntivo ma lo puoi fare sempre, anche solo dopo il primo versamento. Tuttavia riscattare subito non conviene, e ti spiego perché….

Nella maggior parte dei Giorgio, le commissioni vengono prelevate al primo versamento (ricordati moooolto bene questo passaggio). Quindi se ad esempio immaginiamo che fai un Giorgio sul Fondo comune “Paperino”, che investe ad esempio in Azioni Globali. Commissione di sottoscrizione (come se comprassi un qualsiasi altro fondo) ad esempio 2%. Su che cosa lo applichi il 2%? (pensaci almeno 10 secondi fai uno sforzo, poi sennò ti dò la risposta subito sotto).

  • Esatto! lo applichi su 6000 Euro! (l’importo TOTALE del tuo Giorgio).
  • Quindi il 2% di 6000 Euro sono 120 Euro. Di questi, solitamente il 30% (quindi 36 Euro) vengono addebitati subito, mentre i restanti 84 Euro (120-36) saranno spalmati in egual misura nei 60 versamenti che farai da qui in avanti (quindi 2,33 Euro al mese sui versamenti da 100 Euro).
  • E qui veniamo ad un altro punto di attenzione. DEVI confrontare tra i vari prodotti la commissione di sottoscrizione (dovrai sempre chiedere l’informativa costi mi raccomando, anche se con la nuova normativa riceverai comunque il dettaglio a casa o via mail, che DOVRAI sempre guardare). Questo perchè puoi subito notare che 2,33 Euro su un versamento di 100 Euro significa pagare ogni mese il 2,33%, che ovviamente eroderà il tuo capitale (perché significa che il gestore investe 100-2,33 Euro tutti i mesi, quindi gli interessi vengono applicati ad un capitale più piccolo e tu guadagni meno, invece devi guadagnare di più).

L’alternativa per avere meno costi? Il Giorgio in ETF. Solitamente per come sono strutturati (ora che hai letto il mio precedente articolo lo sai) gli ETF hanno costi decisamente inferiori, quindi è sempre meglio fare Giorgio in ETF? No! Questo per 2 motivi:

  1. In quasi nessun istituto (fai prima a cercare su Google “piani di accumulo in ETF”) è possibile fare Giorgio in ETF, di conseguenza lo puoi fare, ma non in modo automatico, cioè dovrai tu (a manina) ogni mese, quello specifico giorno, ricordarti di investire 100 Euro per comprare “x” quote di quel determinato ETF che hai scelto per il tuo Giorgio…AHAHAHAHAHAH ma quando mai lo farai!
  2. Gli etf a differenza dei fondi sono a gestione passiva, quindi se il mercato decide di prendersi una bella pausa, anzi, decide proprio di mettersi a correre all’indietro, sarà molto difficile riuscire a “limitare” i danni, in quanto tipicamente i Giorgio in ETF sono molto settorizzati (ETF Azionari, Obbligazionari e così via), mentre i fondi ad esempio possono essere flessibili, bilanciati, insomma più diversificati anche se si tratta di un solo prodotto!

Quindi la soluzione migliore quale potrebbe essere? Un Giorgio in fondi, con estrema attenzione alle commissioni sia di Sottoscrizione che di gestione (mi raccomando confronta anche le offerte su diversi istituti per lo stesso prodotto, così non puoi sbagliare), perchè ogni singolo punto percentuale in meno che paghi, è un punto in percentuale in più che investi!

Ora, abbiamo detto operativamente come funziona un Giorgio, quindi cosa ti serve? Facile, un conto corrente (da cui vengono prelevati sia il versamento iniziale che quelli mensili/trimestrali successivi) ed un deposito titoli, in quanto trattandosi di investimento dovrai per forza averne uno.

Abbiamo detto tutto? Quasi…vediamo ora la parte relativa alle Asset class.

Dunque come detto sopra la maggior parte della gente pensa che uno dei vantaggi del piano di accumulo sia il fatto che comprando la stessa quota (di un fondo azionario ad esempio) tutti i mesi, si vada in qualche modo a “mediare” i prezzi. Devi sapere che questo è metà vero e metà falso! (e ti spiego perché)..

Se tu inizi a mettere 100 Euro al mese tutti i mesi (diciamo per due anni) in un fondo azionario, e dopo 2 anni il mercato azionario crolla….mica scenderanno solo gli “ultimi” 100 Euro che hai messo? Eh no, scenderanno in un solo colpo TUTTI E 2400 EURO accumulati fino ad ora (ecco perché si spera sempre in un Giorgio che il mercato crolli appena abbiamo iniziato i nostri versamenti, così i risultati saranno matematicamente migliori verso la fine del nostro Giorgio).

Quindi ecco uno dei motivi per cui consiglio sempre di paragonare Giorgio ad un qualsiasi nostro portafoglio investimenti che faremmo con una soluzione “one shot”.

Mi spiego meglio…

Se oggi avessi 50.000 Euro e dovessi investirli, probabilmente faresti (a seconda dell’orizzonte temporale, profilo di rischio, età ecc) un mix di diverse asset class (ipotizziamo 60% azionario e 40% obbligazionario). Quindi la stessa metodologia (a mio avviso) dovrebbe essere utilizzata con un Giorgio, perciò questo cosa vuol dire?

Semplice, significa scegliere un fondo flessibile/bilanciato che possa contenere un mix di diverse tipologie di investimento. In siti come Morningstar oppure Quantalys puoi trovare (quando valuti il prodotto) in basso la percentuale in cui viene suddiviso, perciò puoi farti da lì una prima idea (ti metto una schermata di esempio qua sotto).

GIORGIO

Abbiamo finito? No dai ancora due consigli, lo sai che ci tengo a te e quindi voglio dirti tutto quello che penso possa esserti utile, a costo di essere logorroico!

Se il tuo unico investimento è in un Giorgio, scegli un orizzonte temporale lungo!

Se cominci ad investire sapendo già che dopo 1 mese (ma anche un anno) ti serviranno i soldi, lascia stare! Un Giorgio è come un diamante a mio giudizio…per sempre! Vedrai che più passa il tempo è più ti piacerà (io dopo 3 anni ho diversi Giorgio, addirittura con quelli che stanno performando meglio ci parlo prima di andare a dormire).

Puoi anche iniziare con un Giorgio piccolino (magari da 50 Euro al mese, ma attento ai costi, anche quelli fissi, trovi tutto nel documento informativo) e poi effettuare dei versamenti aggiuntivi (riguardati la prima parte con le tredic..Babbo Natale scusa!). Oppure ancora, se i tuoi redditi crescono….TI PREGO ASCOLTAMI….Investi tutta la differenza in un nuovo Giorgio! Se il tuo capo o la tua azienda ti premiano con 80 Euro al mese in più in busta paga, un altro Giorgio ti sta chiamando…ascoltalo!

Ultima cosa, per motivi fiscali/matematici, scegli fondi/ETF ad accumulo (e non a distribuzione, cioè quelli che pagano cedola). Ha pochissimo senso, a meno che non decidi di reinvestire i proventi in quello stesso Giorgio ma anche lì serve costanza!

Ora (forse) ti ho detto tutto, forse ho dimenticato qualcosa, forse puoi dire tu qualcosa a me, non lo so, io nel dubbio continuerò a scrivere.

E tu nel frattempo prendi quei c…o di soldi, vai in quella c…o di banca (oppure fallo online vedi tu), leggi i fogli informativi, documentati, confronta le offerte ma soprattutto….SALUTAMI GIORGIO!

A presto

Francesco

Piano di accumulo: la guida che S-PAC-CA!

Dimmi la verità, quanti articoli hai letto, quanti video hai ascoltato, quante simulazioni hai fatto, in quanti gruppi Facebook sei entrato….per capire come cavolo funziona un PAC?

Libri, guru, corsi, seminari, gruppi, e niente, ancora non sei partito con il tuo PAC. Eppure hai delle entrate che ti arrivano tutti i mesi (stipendio, piccolo o grande che sia), l’affitto dell’appartamento che ti ha lasciato tua nonna, la paghetta di mamma e papà che tu “furbescamente” hai messo da parte, ma allora rispondimi (anzi rispondiTI) un attimo…PERCHE’ ANCORA NON HAI COMINCIATO A RISPARMIARE TUTTI I MESI?

Eh si perché devi sapere che noi possiamo chiamarlo PAC (piano di accumulo del capitale) possiamo chiamarlo PIP (piano individuale pensionistico), possiamo chiamarlo Topolino, Minni, Pluto, ma la sostanza non cambia! Sei ancora lì, ogni tanto riprendi in mano il discorso, hai qualche soldo da parte, rileggi l’ennesimo pippone dell’esperto di turno, ma alla fine NON LO FAI! Accidenti, e te credo che poi iniziare ad investire è difficile, è proprio INIZIARE la cosa più complicata, credimi!

Dopo (quando inizi ad investire tutti i mesi) diventa una droga, cominci a parlare solo di quello, ti senti un grande, un eletto, Superman! Eh si, tu INVESTI! (e gli altri sfigati no). Perché appena cominci, se lo fai nel modo giusto (ed ora ti dirò come) allora diventa un’abitudine, ma un’abitudine positiva! Funziona un po’ così…. Gli amici Ti guarderanno strano, perché magari ogni tanto per mettere da parte tutti i mesi quella cifra dovrai bere una birra in meno, dovrai consumare meno GIGA, dovrai fare un po’ più il barbone in vacanza….e poi “cavolo tutti i mesi metto via soldi ma sono ancora così pochi!” (eh, ci vuole tempo amico mio, TEMPO, il tuo migliore alleato).

E sai qual è la cosa grandissima? Che infine un giorno, quando ci arrivi, a mettere da parte un bel gruzzoletto (diciamo pure dai 5.000 Euro in su), accidenti ti girano le scatole se poi ti tocca tirarli fuori! Perché hai fatto tanto per risparmiarli…e quindi ne vuoi sempre di più…di più…di più. Eh si, perché adesso sei diventato un tipo fico, a te di avere risparmi per poche centinaia di Euro mette vergogna!

Quindi come si fa? Scopriamolo insieme…(scusa mi sono un po’ dilungato ma mi diverto troppo a parlare di soldi).

Dunque…andiamo per ordine e parliamo di COSE pratiche! (lo sai che mi piace parlare papale papale)

  • Domanda n.1: La scelta della cifra, quanto mettere via ogni mese?

Risposta al punto 1: ti stai facendo la domanda sbagliata! (immagino che nessuno te lo aveva mai detto)

  • Quindi riproviamo, domanda GIUSTA n. 1: Quale cifra voglio riuscire a mettere via ed in quanto tempo? EUREKA! QUESTA E’ LA DOMANDA… (la battuta è presa dal film “IO ROBOT”)…

Risposta alla domanda giusta n.1: perché vedi, una volta che sai l’obiettivo finale, scegliere la strada è più facile. Sono calcoli da prima elementare, ma se del resto l’investitore migliore del mondo (Buffett) ne è convinto lo devi essere anche tu. Quindi mettiamoci i numeri con un esempio…voglio 10.000 Euro in 3 anni!

UAO, sei ambizioso, considerato che guadagni uno stipendio da 1200 Euro al mese. Significa che in un anno (se prendi la tredicesima) sono 13.200 euro di guadagno netti, in 3 anni sono 39.600 Euro. Quindi mettere via 10.000 Euro in 3 anni significa circa 3300 Euro annui circa, che vuol dire risparmiare il 25% annuo del tuo reddito. Difficile? Impossibile? Dipende da TE! Prova a ragionare però mensilmente, su 1200 Euro vuol dire 300 Euro al mese, tutti i mesi!

Ora però fai molta attenzione, perchè prima tu mi hai detto che hai una tredicesima, quindi perché la devi considerare come lo stipendio normale? Considerala più un bonus, un extra, chiamala BABBO NATALE, e prova (invece di spenderla per l’ultimo smartphone) a metterla via interamente. Sai cosa significa? Facciamo i conti.

3300 Euro annui, se risparmio già la tredic….(BABBO NATALE scusa) di 1200 Euro…significa che dovrai risparmiare nei 12 mesi restanti solo 2.100 Euro annui (3300-1200), che vuol dire 175 Euro mensili…ovvero il 14,5% del tuo stipendio!

Già meglio non credi? Se mi dici che non riesci a risparmiare il 14,5% del tuo stipendio, amico mio sarò sincero, non sarai mai ricco, ma nemmeno benestante! Quindi puoi smettere di leggere questo post, perché potrai sapere tutto quello che vuoi, ma uno dei metodi per accumulare denaro è saper risparmiare (oltre che investire), è così!

Domanda n. 2, come faccio ad abituarmi a risparmiare questa somma tutti i mesi? (o meglio, come faccio a non spenderla?) adesso te lo dico io…devi farlo APPENA ricevi il tuo stipendio! Subito, non pensarci nemmeno a farlo “la settimana dopo”, o a fine mese, niet! Oggi ti è arrivato lo stipendio? OGGI metti via 175 Euro (massimo domani mattina va, te lo concedo).

Adesso però aumentiamo la profondità del ragionamento….tu non stai solo accantonando (quindi non prendi i soldi e li metti sotto il materasso)…stai  INVESTENDO! Ciò vuol dire che auspicabilmente verrà in tuo aiuto il fattore “interesse” (o rendimento).

Ti metto il link di un “simulatore” dove puoi perdere un’intera giornata con diverse simulazioni . Il primo esempio lo facciamo insieme: torniamo all’ipotesi vista sopra, 300 Euro al mese (tredic…BABBO NATALE incluso) per 36 mesi, ed ipotizziamo che il primo versamento (nei piani di accumulo può essere, a seconda del tipo di prodotto, di 1/3/6/12 mensilità solitamente) siano 3 mensilità, quindi  900 Euro.  Devi aggiungere il fattore rendimento, e qui inseriamo un nuovo parametro…

Non voglio farti come sempre i pipponi su “tasso risk free” eccetera eccetera (non ti serve). Quello che devi sapere, è che il tuo investimento devi compararlo (prudenzialmente) ad un tasso di riferimento che potrebbe essere ad esempio quello dei titoli di Stato di pari scadenza, quindi nel tuo caso potresti verificare quanto rendono OGGI i BTP (titoli di stato italiani) con scadenza residua 3 anni (2022 diciamo).

Dove lo puoi verificare? QUI . Ti basta ordinarli per “scadenza” (cliccaci sopra) e vedere appunto quelli 2022 quanto rendono (guarda la colonnina “rendimento netto” mi raccomando, NON la colonna Cedola netta, fuorviante). Nell’esempio nostro vediamo che il rendimento è circa 1,10%. Però tu sei uno BRAVO, e quindi sai benissimo che, ACCIDENTI! Mediamente l’inflazione è del 2% annuo, quindi dovrai puntare a qualcosina di più, perciò in un periodo come quello attuale consideriamo un 2,5% come riferimento prudenziale. Bene, ora che hai tutti i dati, possiamo inserirli nel simulatore.

Possiamo vedere che dopo 3 anni, considerate le ipotesi sopra, alla fine ci ritroveremo con 12.173,22 Euro. Bene, tutto qui? Assolutamente NO! E’ una simulazione, dobbiamo ancora fare tanti ragionamenti insieme. Ma tu intanto fai pratica con le simulazioni (prova durate diverse, tassi diversi, periodi diversi, sempre partendo dagli obiettivi sopra).

Mica posso tenerti qua tutto il giorno? Ne parliamo nel prossimo articolo dove entreremo nel dettaglio degli investimenti (tassi, prodotti, costi ecc)!

Alla prossima!!

Francesco

ETF vs FONDI COMUNI…QUALE SCEGLIERE?

Ciao #Wallstreeters, iniziato bene il nuovo anno? Spero di si… I mercati hanno ricominciato un po’ come avevano finito, all’insegna della volatilità.

Fortunatamente in portafoglio avevo già ad aprile 2018 inserito un po’ di volatilità (leggi ETF sul VIX) ed un po’ di oro in ottica di copertura, cosa che devo dire ha funzionato molto bene. Ma come sapete queste sono solo chiacchiere da bar, noi vogliamo invece trovare il vero “Valore” dei nostri investimenti, vogliamo essere consapevoli di operare scelte che siano le più giuste possibili (o le meno sbagliate, per molti sarebbe già un successone).

Quindi, da dove cominciamo? Cominciamo da quello che molti di voi mi hanno chiesto, in particolare su Instagram (mi trovate come @FrancescoWallStreet) ovvero parlando di ETF. Dunque, molto di questo argomento era già stato spiegato nel mio primo ebook gratuito (se te lo sei perso puoi scaricarlo cliccando QUI). Perciò confido che abbiate già un’idea di base sul mondo ETF. Vorrei invece parlare oggi di cose che “non si trovano su Wikipedia” se permettete, visto che cerchiamo di distinguerci dai “soliti blog” anche per questo.

Cominciamo con il dire che ragazzi miei,  il 2018 è andato letteralmente in vacca per quasi tutte le Asset Class (praticamente tutte tranne “liquidità USA” e “volatilità”). Quindi diciamocelo, se nel 2018 aveste comprato fondi comuni (o sicav) oppure ETF, il risultato sarebbe stato comunque negativo. Allora sotto quale ottica posso vedere la differenza? In quali circostanze è preferibile optare per un ETF piuttosto che per un fondo?

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Partiamo da 2 punti fondamentali:

  1. I fondi sono a gestione attiva (esiste un omino oppure una squadra di omini che raccolgono i nostri soldi e comprano e vendono continuamente, cercando di “battere” un indice, o benchmark, di riferimento)
  2. Gli ETF sono a gestione passiva, cioè con molto meno sforzo cercano semplicemente di replicare quell’indice (o benchmark)

Ultimamente si stanno diffondendo anche ETF “ibridi” cosiddetti Smart Beta, ma non saranno oggetto di discussione in questo post. Riprendiamo quindi dai 2 punti visti sopra, la prima (e importante) cosa da notare è questa: visto che i fondi richiedono (in teoria) un lavoro maggiore per ottenere un risultato maggiore (devo pagare l’omino), sono più cari degli ETF.

E qui veniamo al primo tasto dolente, ovvero le performance RISPETTO AI COSTI. Infatti molto spesso i fondi non riescono a fare meglio dei loro benchmark, di conseguenza si paga un costo eccessivo per un servizio oggettivamente non adeguato. Tanto vale allora puntare su prodotti meno elaborati e meno costosi (leggasi ETF) soprattutto se ragiono in una logica di lungo periodo, dove una differenza di 2-3 punti percentuali ogni anno vuol dire avere tanti, ma tanti soldi in più alla fine della fiera.

Questa è una legge sempre valida? A mio giudizio no! Infatti all’interno di un portafoglio ritengo possano servire entrambi, e ti spiego perché….

Gli ETF vanno bene quando non siamo pratici del mondo investimenti (quindi compro qualcosa di poco costoso e di semplice) potendo godere del beneficio della diversificazione! Se ad esempio volessi investire nelle azioni di tutti i mercati mondiali, potrei comprare un ETF con poche centinaia di Euro per ottenere questo risultato, a differenza di comprare ogni singola azione di ogni singolo indice a cifre decisamente più elevate. In un’ottica di lungo periodo, senza l’ansia di controllare le quotazioni ogni singolo giorno e senza avere necessità dei soldi investiti, sicuramente a distanza di anni raccoglierò molte soddisfazioni.

Viceversa, su orizzonti più brevi, e soprattutto con una conoscenza dei mercati maggiore, potrò però espormi in quota parte anche su dei fondi specifici, migliori storicamente di altri (ce ne sono ve lo garantisco, basta conoscerli) dove anche un orizzonte più breve (comunque superiore ai 3 anni sia chiaro, investire e guadagnare nel breve periodo lo lasciamo ai “guru” ed agli esperti) mi permetterà di avere buone probabilità di guadagno, magari perché in chiave “tattica” vorrò puntare ad un settore specifico.

Io personalmente utilizzo la gestione attiva (vedasi fondi) per i megatrend (quindi se voglio investire in settori specifici, come la robotica, l’acqua, la salute, il digitale, il clima, e così via) oppure quando voglio agire su Asset Class obbligazionarie particolari (quindi non parliamo di Titoli di Stato, ma ad esempio di obbligazioni societarie, sia Investment Grade che High yield) in quanto con il beneficio della diversificazione potrò essere moooolto meno esposto al rischio default (se compro la singola obbligazione e l’emittente salta ci sono buone probabilità di perdere tutti i soldi, viceversa con un fondo avrò semplicemente un calo delle quotazioni dovute al default di un titolo su “n centinaia” che compongono il mio prodotto).

Ecco quindi un’altra super informazione di valore per voi:

Cominciate a guardare questi siti per confrontare i diversi fondi tra  loro (basta il codice ISIN) e se avete dubbi scrivetemi.

Per quanto riguarda la parte ETF, potete consultare il sito Justetf e mi raccomando, selezionate solo (basta ordinarli per masse) ETF che gestiscono masse almeno per 200 Milioni di Euro (più grandi sono meglio è, in quanto avranno anche maggiore grado di liquidità).

Alla prossima!!!

UN GRAZIE DI CUORE DA PARTE MIA

Con l’aiuto dei miei validissimi collaboratori che ringrazio, in questo periodo ho delegato la gestione dei post in quanto come avrete notato, il nostro progetto sta crescendo sempre di più giorno dopo giorno (ci sono tante novità in arrivo e per voi che siete iscritti alla nostra newsletter arriveranno sempre in via prioritaria).

Ci tenevo però a ringraziarvi davvero di cuore per il tempo che dedicate quotidianamente ai nostri contenuti, che cerchiamo sempre di rendere interessanti ma soprattutto utili e pratici.

Quindi ho deciso di ritagliarmi questo piccolo spazio perchè a distanza di un anno i cambiamenti sono stati davvero tanti, e sono convinto che se altre persone si uniranno al nostro gruppo, riusciremo veramente a cambiare la cultura finanziaria in Italia.

Non mi dilungo oltre, vi ringrazio ancora di tutto cuore e spero di conoscervi personalmente uno ad uno alla prima occasione utile.

Francesco Casarella

 

Per te Natale arriva in anticipo!

Come ormai avrai capito, essere iscritti al nostro blog significa sempre avere in anticipo tutti gli aggiornamenti e le novità riguardanti “Colazione a Wall Street”.

Nata il 14 Febbraio di quest’anno, la community viaggia rapidamente verso quota 5.000 persone, e speriamo di non fermarci qua.

La prima cosa che sentiamo di dire quindi a te che oltre ad essere fan della nostra pagina Facebook segui anche questo blog, è un “grazie dal profondo del cuore”. La seconda invece è che per il 2018 ci saranno grandi novità (ma gli altri le scopriranno solo a Natale) che ti raccontiamo in ordine sparso:

  • Nuove rubriche, che non saranno più settimanali ma mensili. Introdurremo una rubrica dedicata agli investimenti immobiliari, per allargare le materie trattate e gli argomenti a disposizione della community. Ne sarà poi introdotta un’altra dedicata alle interviste, in particolare ad imprenditori, blogger, e giovani startupper che hanno già avuto successo nel loro campo.
  • Uscirà il libro di Colazione a Wall Street. Il “quando” è ancora segreto, ma dopo l’enorme successo del nostro ebook, abbiamo trovato una casa editrice disposta a pubblicarci un libro, che arriverà nelle librerie di tutta Italia nel 2018!
  • Evento dal vivo presso una delle Università italiane. Anche qui massima riservatezza sui dettagli (ancora in fase di definizione) ma sicuramente avremo l’occasione di vederci di persona!

Che dire, speriamo che quanto scritto sopra possa essere di tuo gradimento, dal momento che il nostro scopo è diffondere la cultura finanziaria in Italia e diventare la prima Community online in tal senso!

Grazie per il tempo che ci hai dedicato fino ad oggi, speriamo che tu possa coinvolgere anche altre persone per un progetto iniziato 10 mesi fa e che ora non vuole smettere di diventare GRANDE.

UN REGALO PER TE!

Essere iscritti alla nostra newsletter vuol dire avere accesso a tutta una serie di contenuti privilegiati. Come sapete il 1 Dicembre pubblicheremo sulla nostra pagina Facebook il primo Ebook dedicato alla finanza personale completamente gratuito (solo per i Fan della nostra Community). Ma per chi è iscritto al nostro abbiamo un regalo ulteriore:

Pubblichiamo qui oggi le prime 6 pagine in anteprima ESCLUSIVA per darvi un’idea di cosa vi aspetta 🙂

Speriamo quindi che la lettura possa piacervi e vi aspettiamo sulla nostra pagina il 1 Dicembre per il resto del libro!

COLAZIONE A WALL STREET: EBOOK

Capitolo 1: GLI STRUMENTI

Operare sui mercati finanziari, a livello personale ed ancora di più quando lo fai per lavoro con i soldi degli altri, richiede una forte preparazione. Infatti voglio subito smontarti un falso mito che gira spesso su internet…non si diventa esperti con un corso di un giorno o con un libro letto una volta e via. Imparare ad operare sui mercati finanziari richiede, se si vogliono raggiungere risultati interessanti e soprattutto non perdere soldi, una costanza, un impegno ed una disciplina di molte e molte ore di studio ed applicazione. Personalmente credo che la cosa sia molto variabile da persona a persona, gente che magari dopo pochi mesi di Full Immersion è pronta per investire e gente che magari ha bisogno di anni per essere preparata. Ad ogni modo, diventerai davvero padrone dell’argomento quando leggendo un articolo economico, finanziario, un libro o qualsiasi cosa parli della materia, ti sembrerà di leggere il Topolino quando ti rilassi comodamente sul divano di casa tua, e comincerai a fare collegamenti mentali in stile film “limitless” (se non lo hai fatto, guardalo) su titoli e mercati.

Fatta questa premessa, oggi sul Web esistono numerosi blog, pagine FB, canali Youtube, forum e siti che trattano l’argomento (li vedremo in seguito), quindi si tratta solo di trovare tempo e voglia per approfondirli. Se fosse facile lo farebbero tutti, ma alla fine in pochi hanno successo sui mercati perché sono davvero pochi quelli che si applicano fino in fondo, e spero sinceramente che tu possa essere tra questi.
Da dove cominciare

Partiamo dal fare un po’ di chiarezza su quelli che sono i principali strumenti finanziari e gli argomenti che potranno esserti utili sui mercati.

Li dividiamo in macro categorie che poi approfondiremo in ciascun capitolo:

  1. Azioni

  2. Obbligazioni

  3. ETF

  4. Fondi comuni/Sicav

  5. Flash Derivati: le opzioni

  6. Il bilancio e le aziende

  7. Asset Allocation

I primi tre (Azioni, Obbligazioni ed ETF) sono chiamati “raccolta amministrata”, mentre i Fondi comuni e le Sicav sono prodotti di “raccolta gestita”. Questa definizione è importante ai fini fiscali (vedi il video del giorno 15 ottobre sulla pagina di Colazione a Wall Street) ed anche ai fini operativi.

Ad esempio se devi cambiare Banca e quindi “trasferire” i tuoi investimenti da un posto all’altro di solito è più veloce e facile girare la raccolta amministrata rispetto ai fondi e le Sicav (a meno che la Banca di origine e la Banca di destinazione non abbiano a disposizione le stesse case di gestione, ma ne parleremo più avanti).

Le Azioni

Le azioni sono piccoli pezzi di un’azienda….punto.

Questa è secondo me la più semplice ma allo stesso tempo efficace definizione per capire fino in fondo cosa stai comprando. Quando decidi di investire in un’azione (o più azioni di solito) stai di fatto comprando una parte più o meno grande di una società, e di conseguenza tutti quelli che sono i rischi (e le opportunità) di quest’ultima. Partecipi al 100% alle vicende societarie, guadagni se le cose vanno bene e perdi se le cose vanno male. Puoi perdere anche tutti i soldi se la società fallisce (qualche volta è capitato purtroppo) ma puoi anche portare a casa guadagni percentuali a due cifre se studi e compri nel modo giusto.

VALUTAZIONI: RISCHI ED OPPORTUNITA’

Esistono due tipi di analisi che ci consentono di determinare la qualità del nostro investimento azionario:

  1. Analisi fondamentale
  2. Analisi tecnica

La prima fa riferimento sopratutto a ciò che riguarda il bilancio di una società con i suoi indicatori, il mercato in cui opera, i rapporti che ha sia con i clienti che con i fornitori, le qualità dei membri del Consiglio di amministrazione, l’attuale fase economica.

La seconda invece è l’analisi nuda e cruda dei grafici, dove si cerca di individuare un trend (rialzista o ribassista), eventuali figure di inversione o di continuazione del prezzo, capire se quest’ultimo è in zone potenzialmente importanti (supporti o resistenze storiche).

Personalmente consiglio sempre due esperti riconosciuti a livello mondiale sui due tipi di analisi, ovvero Warren Buffet per quella fondamentale e Joe Ross per l’analisi tecnica. Entrambi hanno pubblicato libri estremamente interessanti a cui fare riferimento, da cui imparare e capire come operano questi due guru sui mercati finanziari (anche qui forniremo alla fine del libro un elenco di risorse utili).

I mercati finanziari sono instabili e molto volatili, e da un po’ di tempo alcuni personaggi di spicco li hanno anche definiti del tutto casuali (vedi il libro “il cigno nero” di Taleb). Ma ad ogni modo, la cosa assolutamente importante qualora si voglia investire con successo è avere un sistema, adattandolo quando non funziona e rimanendo fedeli ad esso quando inizia a dare i suoi frutti.

Il sistema non è uguale per tutti

Ognuno di noi, come è giusto che sia, costruisce un metodo, un sistema, sulla base di caratteristiche personali, di un profilo di rischio diverso rispetto ad altri investitori, di un orizzonte temporale più o meno lungo e di una conoscenza dei mercati più o meno approfondita.

Solitamente esistono però dei tratti comuni di ciascun sistema, che ci permettono di capire in prima battuta se un investimento merita di essere destinatario dei nostri soldi oppure se trattasi di un rischio eccessivo.

La cosa fondamentale per iniziare a strutturare un sistema viene ignorata dalla maggior parte delle persone, soprattutto da quelle che si approcciano al mercato e sono alle prime armi. Si pensa “adesso ho studiato la teoria e sono pronto ad investire soldi veri!”, ma il primo è più importante lavoro da fare è su SE STESSI.

Non smetterò mai di dirlo (lo faccio anche con i miei clienti ed ai miei corsi): PRIMA DI TUTTO CONOSCERE SE STESSI COME INVESTITORI, POI TUTTO IL RESTO!

Sembra una cosa banale, ma fa tutta la differenza del mondo. Se infatti entri sul mercato azionario, e magari lo fai senza protezione, un eccessivo calo (magari improvviso e veloce) del tuo titolo potrebbe spingerti a farti prendere dal panico e vendere in perdita, questo perché magari non sapevi che la tua personalità è super conservativa e non è in grado di reggere a cambiamenti forti sui mercati. Una volta perso il capitale, perdi autostima, ti demoralizzi, chiudi il tuo conto e dici: “è troppo rischioso”, “è troppo difficile”.

Considera poi una cosa fondamentale: se perdi il 10% del tuo capitale, non basterà guadagnare il 10% per recuperare la somma iniziale ma ne servirà di più. Inoltre più la perdita aumenta, più questo GAP è difficile da recuperare (se non mi credi prova a fare i conti)

Questo invece potrebbe essere diverso qualora tu conosca già a priori il tuo profilo, e quindi in caso di estrema avversione al rischio sarai più adatto ad investimenti a bassa volatilità e conservazione del capitale, quindi PRIMA di investire arriverebbe il tuo grillo parlante a dirti: “ma questo investimento azionario è davvero adatto a te?”.

Personalmente consiglio sempre di scaricare un fac simile da internet su quello che viene definito “questionario MIFID”, che permette una volta compilato di tracciare sommariamente il tuo profilo di investitore. Devi essere più onesto possibile (e devi farlo anche quando ti rechi in banca dal tuo consulente, lui ti farà le domande ma sarai TU a scegliere le risposte, mi raccomando). Questo ti darà una prima idea di che tipo di investitore sei.

Fatto questo, concretamente dovrai procedere operativamente con l’apertura di tutto ciò che serve per operare sui mercati (trovi il dettaglio nei video della mia pagina Facebook in data 1 ottobre 2017).

Come detto per valutare adeguatamente un titolo azionario il consiglio è quello di effettuare, dopo un periodo di studio e magari di operatività su conti demo, un mix di entrambe le analisi (fondamentale e tecnica) in modo da mettere i tuoi soldi su titoli che superino entrambi i test su entrambi gli aspetti (anche qui trovi sulla Pagina Facebook le rubriche del sabato – SATUR-DAYTRADING e della domenica ABC INVESTIMENTI con i video tutorial).

INDICI PRINCIPALI

Volendo scendere in profondità in quella che può essere considerato un primo step di analisi, dal punto di vista dell’analisi fondamentale è importante cominciare a strutturare degli indici che ci diano alcune importanti indicazioni su ciò che davvero conta:

NB: questi indicatori, che non sono una legge fissa ma che devono adattarsi a ciascuno di noi in base a quanto detto sopra, vanno valutati insieme. Se possibile poi devono essere integrati con ulteriori conferme, come vedremo poi nel capitolo dedicato alle aziende del mio amico Federico Martin con altri indicatori.

  • P/E : Prezzo/utili

    Ci dice sostanzialmente se IL PREZZO di un’azione è CARO O MENO rispetto agli utili che quella stessa società produce. Quindi ad esempio una società con un rapporto P/E di 30 sarà molto più sopravvalutata di una società con un P/E di 10. Questo perché nel primo caso il prezzo della prima società varrà 30 volte gli utili (per azione) della stessa, al contrario della seconda dove gli utili saranno un decimo del prezzo. Anche qui va fatta un’ulteriore considerazione: quando si analizza il rapporto P/E, bisogna considerare anche il settore di appartenenza di quel titolo e magari il mercato geografico di riferimento. Un rapporto P/E di 30 ad esempio sarà caro per settori magari difensivi (farmaceutica/alimentare/utility), ma economico per settori più aggressivi (tecnologici, finanziari).

    Oppure ancora se un titolo ha un P/E di 30 ed è all’interno dell’indice S&P 500 (ultimamente vicino ai massimi storici) sarà magari un numero piuttosto basso rispetto alla media dei titoli di quello stesso indice, e quindi alto in valore assoluto ma basso in valore relativo, perciò contestualizza sempre tutto!

    E se il P/E fosse negativo? Dal momento che il prezzo non può scendere sotto zero, l’unica certezza è che la società avrà chiuso in perdita l’esercizio, di conseguenza non utilizzerò questo indicatore nella mia analisi.

  • P/BV: Price/book value (P/patrimonio netto)

    Un altro indicatore molto usato ed importante è il prezzo in rapporto al patrimonio di una determinata azienda. Patrimonio netto significa differenza tra attività e passività (oppure la somma tra capitale sociale e riserve). Esprime quante volte l’investitore paga (IN PIU’) l’azienda rispetto al suo valore patrimoniale (maggiore è il numero e più sopravvalutata sarà l’azienda). In questo caso, possiamo avere 3 categorie di valori:

  1. P/BV maggiore di 1: titolo tendenzialmente sopravvalutato

  2. P/BV minore di 1: titolo sottovalutato, ovvero la capitalizzazione di borsa è inferiore ai mezzi propri.

Attenzione che un valore eccessivamente basso (sotto lo 0,5) solitamente sta a significare che l’azienda ha delle aspettative reddituali pessime.

NB: Questo indicatore è utile soprattutto per i titoli bancari ed assicurativi, dove la consistenza patrimoniale è fondamentale (vedi su Internet definizione di CET1 ecc..)

  • P/CF: Price/cash flow

    Rapporto tra il prezzo del titolo ed il suo flusso di cassa. Questo indice solitamente è da considerare per società più industriali (quindi per capirci settori auto ed energia) mentre ha utilità minore ad esempio in settori come banche ed assicurazioni. Questo perché trattandosi di flusso di cassa anche di ammortamenti, solitamente tale voce ha un peso maggiore nelle società industriali

    Il P/CF esprime il NUMERO DI ESERCIZI entro cui il flusso di cassa generato dall’azienda sarà in grado di ripagare l’investimento dell’azionista. La lettura è simile al P/E (alto = società sopravvalutata e viceversa)

  • D/P: Dividendo/prezzo o dividend yield

    Mi piacciono molto le aziende che pagano dividendi buoni (ho fatto anche un video sulla pagina Facebook di Colazione a Wall Street a proposito dei titoli “Aristocrats”, il 19 novembre 2017). Questo perché salvo rare eccezioni preferisco entrare sul mercato azionario (quando lo faccio in ottica di lungo periodo) per il flusso di cassa che sono in grado di darmi (stando sempre attenti alla tassazione). Su questo argomento trovi tutto in questo link sotto riportato:

    https://colazioneawallstreet.com/2017/06/04/vuoi-comprare-facebook-amazon-tesla-prima-leggi-qua/ .

COME INVESTIRE NELLA PRATICA

In questo articolo di oggi vediamo come investire nella pratica, qualunque sia il tipo di investimento.

Innanzitutto va detto che parliamo di operatività nella quale abbiamo a che fare con un intermediario finanziario (solitamente una Banca) indifferentemente se operiamo fisicamente in filiale oppure se vogliamo operare online.

La prima cosa che serve assolutamente avere è un “Conto corrente”. Questo perchè con questo contenitore dovremo depositare i nostri soldi che saranno poi prelevati per procedere all’investimento. Inoltre su questo conto potremo dall’altro lato ricevere eventuali interessi, sia che si tratti di dividendi di azioni sia di cedole provenienti da Titoli di Stato, obbligazioni societarie o fondi a distribuzione.

A seconda poi dell’investimento che dovrò fare mi serviranno rispettivamente:

  1. Deposito titoli: per la cosiddetta “raccolta amministrata” (azioni, obbligazioni sia societarie che governative, ETF)
  2. Rubrica fondi: qualora decida di procedere ad un investimento in “raccolta gestita”, ovvero fondi comuni (diritto italiano) o SICAV (diritto estero)

Molto importante è inoltre un aspetto preliminare da considerare PRIMA di procedere all’investimento ovvero la compilazione del QUESTIONARIO MIFID , PERCHE’ SECONDO LA NORMATIVA SI POTRANNO EFFETTUARE SOLO ACQUISTI CHE SIANO IN LINEA CON IL VOSTRO PROFILO DA INVESTITORE OTTENUTO COME RISULTATO PROPRIO DEL QUESTIONARIO.

Va detto che sarebbe possibile effettuare anche un acquisto “fuori”questionario ma in questo caso rischiereste di effettuare investimenti magari sbagliati perchè non conosciuti da voi oppure perchè eccessivamente rischiosi per il vostro profilo di rischio oppure non coerenti con i vostri obiettivi economico/temporali.

Quindi una volta aperto il conto corrente in banca, qualora voglia acquistare azioni, sappiate che queste ultime sono TITOLI NOMINATIVI, di conseguenza andrà aperta anche quella che viene definita “sotto rubrica”.

Facciamo un esempio pratico…

Apro un CC a 2 nomi (Roberto Rossi e Lorenza Verdi). In questo caso Roberto e Lorenza avranno un unico conto corrente ed un unico dossier titoli, tuttavia se entrambi vorranno comprare 100 azioni Generali, ciascuno sarà titolare della sua quantità che verrà inserita nella “singola sotto rubrica” a lui/lei intestata.

Di conseguenza ci saranno:

  • 1 conto corrente intestato a 2 nomi
  • 1 dossier titoli intestato a 2 nomi
  • 2 sotto rubriche intestate rispettivamente a Roberto Rossi e Lorenza Verdi

Qualora invece vogliano comprare un Titolo di Stato ad esempio, in questo caso il titolo verrà depositato nel dossier titoli cointestato, ed entrambi (Roberto e Lorenza) saranno titolari rispettivamente del 50% della cifra complessiva.

IL BOOK DI BORSA

Qualunque sia il titolo che voglio comprare (tranne per i fondi che non sono quotati) il book di borsa prevede due tipologie di prezzi (e di quantità):

  1. PREZZO E QUANTITA’ DENARO (i prezzi e le quantità di CHI VUOLE COMPRARE)
  2. PREZZO E QUANTITA’ LETTERA (i prezzi e le quantità di CHI VUOLE VENDERE)

Sono importanti perchè nel book posso vedere IL PREZZO MIGLIORE A CUI POTER COMPRARE/VENDERE un investimento (se voglio vendere guarderò prezzi e quantità DENARO e viceversa).

Se ad esempio io sono in possesso di 100 azioni Intesa San Paolo, nel book potrei trovare 3 compratori che magari offrono prezzi diversi (magari uno le vuole comprare a 3 Euro/azione, un altro a 3,20 Euro/azione ed il terzo a 3,40 Euro/azione). Il mio profitto cambierà molto a seconda del tipo di ordine che inserirò:

  • A MERCATO (cioè vendi al primo prezzo utile, rischiando così di vendere NON al prezzo migliore possibile)
  • LIMITE (vendi solo per prezzi superiori, nell’esempio sopra, a 3,25 Euro)

Capite bene che in questo caso potrò guadagnare molto di più con un ordine del genere, dal momento che nel primo caso chiuderei l’operazione magari a 3 Euro, nel secondo caso invece a 3,40, una bella differenza!

COMMISSIONI

Le dividiamo in 2 grandi categorie:

  1. VARIABILI
  2. FISSE

Per dare un ordine di grandezza, possiamo dire (nel caso di Raccolta Amministrata) che per comprare/vendere un titolo avrò dallo 0,2 allo 0,5 per cento di commissioni variabili (potrei anche chiedere l’azzeramento in caso di vendita ma dipende dalla banca).

Spese fisse invece (fissato bollato ecc..) vanno dai 6 ai 24 Euro (a seconda dell’investimento) in acquisto e vendita.

A ciò devo aggiungere sempre:

  • Imposta di bollo per investimenti (2 per mille del valore attuale del mio portafoglio)
  • Imposta sulle plusvalenze/dividendi/cedole (12,5% per titoli di Stato e simili, 26% per tutto il resto). Attenzione ai dividendi/cedole estere, dove la tassazione è diversa

Ci sono dubbi o domande? Scrivici e risponderemo nel minor tempo possibile…alla prossima!