Come smascherare la fuffa, parte 1

Sul web girano molte ciarpanerie, io stesso ne ricevo a tonnellate in quanto oggi facebook per il solo fatto dell’esistenza di un pubblico “target” mi rifila praticamente tutte le promozioni/strategie “magiche” legate al mondo del trading/investimenti.

L’ultima in ordine di tempo, è la classica strategia “acchiappa polli” e ci tengo a spiegarvi come DOVETE DIFENDERVI per non buttare via i vostri soldi.

Andiamo in dettaglio…con un annuncio molto mirato, si scopre che la “società in questione” ti propone (e fino a qui nulla di male, anzi) un ebook scaricabile…in cambio di NOME, MAIL E CELLULARE. Già su questo mi girano le scatole, perché i miei dati (quantomeno il mio cellulare) valgono molto di più di un ebook gratuito, ma non importa, vediamo dove arrivano…

Qui attenzione al tono dei messaggi, decisamente insidioso per chi non è avvezzo alla materia (metto gli screenshot di una parte del testo rilasciato all’interno dell’ebook (dove tra parentesi non si dice come sempre nulla di concreto, solo ciarpame per spillarti i dati).

Senza dirti nulla di concreto (poi vedremo perché)…ti “fanno intendere” di avere delle strategie, cose ovviamente riservate che sanno solo loro, compresa ovviamente…la preveggenza (sanno quando il mercato crollerà, quando ci saranno le prossime crisi finanziarie, e ti proteggeranno quando tutto questo capiterà), il tutto dedicandovi SOLO 1 ORA AL MESE!

Adesso leggete bene gli screenshot, poi andiamo avanti…

Secondo questa “brillante” strategia, è possibile raddoppiare il capitale in 12 anni (da 25 a 50K) investendo praticamente in tutte le asset class esistenti. E qui cominciano le tecniche “acchiappa polli”…

Cominciamo dalle ultime righe….

Ascoltate bene….dunque:

Io ti dimostro quanto sono figo (cioè ti sto dimostrando che ti raddoppio i soldi, però attenzione è scritto a caratteri cubitali “ESEMPIO” QUINDI “SIMULAZIONE”, CARTA STRACCIA PRATICAMENTE) ma cerco di farti percepire che in qualche modo non me la sto tirando, perché effettivamente per me è normale raddoppiare i miei soldi!

Io sono molto pignolo, e con la fuffa ancora di più….

Raddoppiare il capitale in 12 anni (così dicono nell’esempio) significa performare il 6% annuo composto netto! (cioè con la tassazione al 26% significa l’8,2% Lordo, ricordiamo: non INVESTENDO SOLO NEL MERCATO AZIONARIO…MA IN TUTTE LE ASSET CLASS! Come hanno detto sopra).

Bene, io sono pignolo, quindi come sono andate le asset class (tutte) negli ultimi 12 anni???

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Eccole qua, tutte le principali asset class, e se io avessi investito dal 2007 (12 anni giusto?) un portafoglio in tutte queste asset class, il rendimento medio sarebbe stato un 4% annuo composto (lordo) equivalente ad un bel 2.96% netto (praticamente metà di quanto sbandierato).

Ma attenzione, tutto questo senza considerare i costi, perché ogni volta che si entra ed esce dal mercato (con la preveggenza di chi sa prevedere il 2008 ad esempio), le compravendite non sono gratis! Il tutto dedicando appena 12 ore all’anno….chissà grazie a quale misterioso sistema.

Andiamo avanti però…perché per “farvi vedere i risultati” utilizzano un banalissimo grafico (il sito è www.justetf.it) dove praticamente posso prendere un ETF a caso, (nel LORO esempio viene utilizzato il servizio PREMIUM da 10 euro al mese per le simulazioni dei portafogli, ovviamente il tutto rigorosamente cancellato, si vede solo una linea a caso, qui abbiamo ad esempio la mia è di un ETF azionario mondiale, che guarda caso ha performato COME QUELLO CHE SERVE PER DIMOSTRARE (SULLA CARTA) DI AVER RAGGIUNTO QUESTO RISULTATO.

justetf

Ma la domanda sorge sempre spontanea…dove sta il tuo conto titoli? Mi dimostri di aver raddoppiato il capitale DAVVERO? A creare portafogli simulati siamo tutti bravi, a dimostrare sul campo un po’ meno…

Nelle simulazioni sono sempre tutti impeccabili, sono tutti perfetti, sono tutti milionari!

Peccato che la realtà sia ben diversa…

Chiudo con un’ultima sottigliezza…”questa è la strategia MENO performante” (figuratevi le altre, praticamente con la strategia migliore addirittura potrete decuplicare il capitale magari…chissà). Però sono modesti (e la cosa peggiore è che sono FALSAMENTE MODESTI), cioè…

TI “FACCIO INTENDERE” (SENZA PROVE CONCRETE OVVIAMENTE) CHE TI POSSO PIU’ CHE RADDOPPIARE IL CAPITALE (del resto lo posso fare anche solo con una strategia che è la PEGGIORE tra quelle che uso) ma ti dico (falsamente) “non farti illusioni di guadagni immediati però” (così potranno sempre dirti “eh ma io non ti ho mai detto che avresti raddoppiato il capitale!).

Tutto questo per arrivare a venderti cosa??????……………………………………………………………………………………………

Venghino signori venghino!!! Che con “soli” 497 Euro DI CORSO DI FORMAZIONE DI 2 GIORNI triplichiamo capitali”, e con 1 ora al mese ti facciamo fare i soldi (ma loro non lo ammetteranno MAI attenzione, sei tu che ti sei fatto un’idea sbagliata).

Tutto chiaro? Adesso capite perchè il prossimo anno i nostri ABBONATI vedranno i miei conti veri? I soldi veri? Le strategie vere in tempo reale?

State attenti alle sole, ed alle strategie “MENO PERFORMANTI”!

alla prossima

Investire con i cicli economici (e non con gli oroscopi)

Ben ritrovati cari Wallstreeters, oggi parliamo di qualche metodologia alternativa alle previsioni dei mercati da parte degli esperti. Come dice Warren Buffett, investire è semplice…ma non è facile.

Dopo parecchi anni trascorsi dietro ai mercati (sia per i miei clienti che per i miei investimenti personali) in parte penso di aver compreso ciò che Buffett volesse dire, e ve lo spiego come sempre con un esempio pratico (cosa che ormai sapete mi piace fare per distinguermi dalla concorrenza).

Quello che vedete sotto nell’immagine è l’andamento di un ciclo economico completo (elaborato da Martin J.Pring, analista tecnico ed autore di diversi libri autorevoli sull’argomento).

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I cicli economici con il passare degli anni sono passati da una durata media di 4 anni agli attuali 7, anche se la fase di rialzo che stiamo vivendo recentemente dura ormai da oltre un decennio (perciò per un semplice meccanismo di “ritorno alla media” comincio a preoccuparmi).

Ma tornando a noi, potremmo idealmente suddividere un ciclo economico (indipendentemente dalla durata) in 6 fasi, così suddivise (sarò estremo nei termini ma serve per far capire bene tutto):

  1. Siamo verso la fine di un periodo negativo, la gente si dispera, il mercato azionario è crollato da un bel pezzo, fase di “fly-to-quality” (la gente se la fa sotto e compra solo asset sicuri, tra cui titoli di stato ed oro), i tassi di interesse sono ridotti per le manovre delle principali Banche centrali
  2. I media, che arrivano sempre DOPO (ricordatevelo, specie se come me avete la brutta abitudine di leggere il giornale la mattina mentre bevete il caffè) titolano di catastrofi assurde, armageddon (che tra parentesi si è già verificato) ed il 90% delle aziende (incluse quelle sane) si comprano al prezzo di 1 cracker e un tozzo di pane (qui la gente continua a comprare titoli di stato)
  3. Il mercato azionario comincia a riprendersi, dopo le “mani forti” e la maggior parte degli Istituzionali, la gente comune ricomincia a riprendere fiducia (immaginatevi lo scoiattolo che dopo essere sfuggito all’attacco del predatore rimette il naso fuori, in quella fase di allerta e controllo da dentro-fuori con la voglia di tornare all’aria aperta). Questo “smuove” anche il tema inflazione, perciò le commodity (soprattutto industriali) riprendono vigore a livello di prezzi
  4. Fase di crescita: gli investitori si rituffano sul mercato azionario, gli altri scoiattoli, vedendo il più coraggioso ormai fuori all’aria aperta in assenza di pericoli, ricominciano ad uscire tutti allo scoperto e fare un gran casino, spingendo l’inflazione ulteriormente a rialzo. Le Banche centrali quindi, per contrastare l’effetto inflattivo, agiscono sui tassi di interesse, iniziando la fase di rialzi che impattano negativamente sulle obbligazioni ed i titoli di stato (soprattutto quelli a tasso fisso)
  5. Nel bel mezzo della fase euforica, quando iniziano le vendite di chi era entrato nella fase 2, gli investitori cominciano ad avere nuovamente paura di perdere i loro guadagni, per posizionarsi su asset quali oro, franco svizzero ed altri beni rifugio
  6. L’effetto successivo porta a vendite continue anche da parte del pubblico retail, che insieme ai giornalisti forma il gruppo dei ritardatari, generando ulteriori ribassi e nuova contrazione dell’economia, ritirando così liquidità dal mercato. Le Banche centrali, come reazione a questa particolare fase del ciclo, riducono i tassi nuovamente, ed attuano ulteriori misure (vedi QE) a sostegno dell’economia

A questo punto, quando gli ultimi investitori, disperati per le perdite subite, venderanno i loro ultimi titoli a prezzi di saldo, a comprarli ci saranno i soliti squali, persone o attori più importanti che non aspettavano altro (ovvero il cracker ed il tozzo di pane).

Ora, tutto questo accade da sempre (prendi da ultimo il periodo dal 2008 in avanti) perciò il buon investitore che sia a conoscenza dello svolgimento di queste particolari fasi del ciclo, potrebbe adattare una strategia “in linea” con la fase in cui ci troviamo (1/2/3/4/5/6 dipende) e muoversi di conseguenza.

Tutto questo, andando a posizionarsi per asset class, settori, aree geografiche, scadenze (per i titoli obbligazionari), tipologie di prodotti (vedi materie prime), indicizzazioni e così via…

Ecco perché sulla carta investire è semplice: perché esisterebbe già uno schema molto ben rodato (non come le previsioni degli oroscopi) che basterebbe seguire per non ritrovarsi in mutande.

Quindi perché ciò non avviene?

Non avviene perché adottare questi comportamenti, analizzare i dati giusti che ci diano le informazioni giuste, correggere in corsa quando (capita quando si investe) sbagliamo analisi, controllare l’emotività, non è facile!

Perciò nel 2020 cercheremo insieme, (ci stiamo rifacendo il look con il nuovo sito web), di capire come gestire al meglio questi particolari aspetti all’interno di una strategia d’investimento.

Il resto sono solo oroscopi, perché investire è semplice, ma non è facile!

Alla prossima!

VENGHINO SIGNORI VENGHINO!

Il 2019 è ufficialmente l’anno degli esperti!

Eh si, perché dovete sapere che a differenza del 2018, dove quasi 9 su 10 asset class avevano chiuso in negativo, nel 2019, dopo un rimbalzo dei mercati, dopo la politica monetaria delle banche centrali a supporto degli stessi con vagonate di liquidità dispensata, il 2019 è stato un anno completamente differente (ad oggi).

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RENDIMENTI 2018 FONTE: MILANO FINANZA

Il 2019 infatti è un anno incredibile: IN QUALSIASI COSA TU ABBIA INVESTITO, NEL 2019 STARESTI GUADAGNATO SOLDI!

Quale terreno migliore quindi per affabulatori e speculatori che letteralmente “vendono” i loro incredibili rendimenti (addirittura in doppia cifra!) della serie “guarda i miei rendimenti, anche tu puoi guadagnare con il mio metodo!”. E quindi il passo successivo è rifilarti qualche corso da migliaia di Euro, qualche “metodo infallibile”, qualche “lista segreta” o qualche “titolo caldo” (anche qui parliamo di centinaia/migliaia di euro).

Ma ogni santissima volta, e sinceramente sono anche stanco di dirlo, dovete SEMPRE SEMPRE SEMPRE SEMPRE vedere cosa fa il mercato!

Bene, ad oggi, come detto, nel 2019 se MIA NONNA, che non sa neanche accendere un PC, avesse investito dei soldi letteralmente a caso, oggi starebbe guadagnando!

Ecco i rendimenti delle principali asset class dal 1 gennaio ad oggi:

2019

Capite? Nel 2019 era IMPOSSIBILE NON GUADAGNARE!

Allora ecco , volendo andare nel concreto (cosa che ci piace sempre fare, sennò parliamo di nulla) un portafoglio dal 1 gennaio al 70% obbligazionario e 30% azionario (un profilo bilanciato).

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Come vedete sotto, il rendimento ad oggi è del 12.34% annualizzato, praticamente avendo un profilo prudente e semplicemente comprando 3 etf e lasciandoli in portafoglio!

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Questo per dirvi che dovete stare attenti agli specchietti per le allodole! Se qualcuno vi dice “investi anche tu seguendo il mio metodo e guadagna subito fino al XX%” , girate i tacchi e filate!

Lo ripeterò alla nausea, nessuno, nessuno, sa come andrà il mercato oggi, domani o tra 20 anni!

Ed anche gli investitori migliori del mondo, miliardari, nella storia hanno fatto rendimenti annui dal 12% (Ray dalio) al 39% di Jim Simons.

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Ma parliamo di MOSTRI SACRI, di gente che sposta miliardi come voi spostate la macchina dal vostro giardinetto di casa, QUINDI SE Ray Dalio fa il 12% annuo dal 1991, state attenti quando qualche sontuoso “esperto” spara rendimenti superiori.

RICORDATEVI: PUO’ ANCHE CAPITARE CHE UN ANNO FORTUNATO (COME QUESTO) IN CUI I RENDIMENTI SIANO MOLTO SODDISFACENTI, MA NEL LUNGO PERIODO LA SITUAZIONE E’ DECISAMENTE DIVERSA, E’ TUTTO TENDE A LIVELLARSI, QUINDI ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE AI NUMERI, SONO DECISAMENTE TROPPO IMPORTANTI!

Alla prossima!

INVESTIMENTI: COME PASSARE DALLA TEORIA ALLA PRATICA?

Ok Francesco, tutto molto interessante, ma come faccio a passare dalla teoria alla pratica nel mio processo di investimento?

Perché vedete, la differenza di approccio sta tutto qui! Ho già anticipato, che a partire dal prossimo anno offriremo un servizio dedicato, in abbonamento, dove potrete vedere i MIEI soldi (partiremo con un capitale di 50.000 Euro) investiti in determinati portafogli e strumenti finanziari, abbinato ad una più ampia, completa e pratica sezione dedicata alla formazione ed a contenuti funzionali ai vostri investimenti.

Ma come sempre torniamo a noi e cominciamo a vedere IN PRATICA, cosa fare per partire…

Preferisco essere sintetico, ordinato e semplice, quindi ecco l’elenco delle cose da fare:

  1. Formarvi (sembra scontato ma meglio ripeterlo 1000 volte)
  2. Aprire un conto corrente presso una banca o altro intermediario/broker
  3. Compilare il questionario Mifid (quel questionario che vi identifica il vostro profilo di rischio, in modo tale che se conoscete a malapena i titoli di stato, e venite sedotti da un truffatore ad investire in derivati, il sistema vi blocchi preservando il vostro capitale e bloccando la vostra avidità)
  4. Aprire il deposito titoli (qualora operiate tramite istituto bancario)
  5. Effettuare un bonifico sul vostro nuovo conto corrente
  6. Investire

Detta così a livello di passaggio non sembra essere poi così complicato, salvo alcuni piccoli (ma fondamentali) accorgimenti su alcuni dei punti visti sopra…

  • Formarvi: scegliete bene le fonti da cui trarre la vostra formazione (noi ci riteniamo affidabili ma ovviamente dipende dal vostro giudizio, ed essendo autoreferenziale non mi piace quindi mi fermo qui)
  • Conti correnti: verificate attentamente i costi di gestione del conto corrente (canone mensile, costo delle operazioni di bonifico, se dovete spostare i soldi da un conto all’altro, costi dell’home banking), potete usare siti come confrontaconti.it nella sezione dedicata di Mutuionline
  • Questionario Mifid: rispondete alle domande in modo onesto: se vi chiedono “conoscenza di obbligazioni strutturate” e ne avete solo sentito parlare (oppure andate su Google a cercare cosa sono così poi potete rispondere di “si”, perdonatemi, ma siete dei beoti!, ed i Beoti in Borsa perdono soldi, sapevatelo)
  • Deposito titoli: anche qui attenzione ai costi (spese di custodia fisse, in alcune soluzioni sono gratuite, costi di compravendita degli investimenti che volete fare, fondi/etf/azioni ecc…, disponibilità di mercati su cui poter acquistare i vostri investimenti, soprattutto se dovete comprare strumenti finanziari esteri)
  • Investire: non partite mai dal prodotto singolo, ma effettuate tutte le analisi che abbiamo spiegato nei 150 articoli precedenti
  • Non siate avidi, studiate i rendimenti storici delle diverse asset class, così quando vi proporranno il 50% in un anno sui Titoli di Stato americani, ma storicamente i Titoli di Stato americani performano al 4/5% annuo, saprete di essere davanti ad una truffa

Se non trovate la parte relativa ai costi del deposito titoli e dell’operatività lato investimenti, andate sul sito internet delle varie aziende, nella sezione “fogli informativi”, dove potrete avere le diverse informazioni mancanti.

Per quanto riguarda i broker, vi segnalo un sito molto utile della Consob in cui trovate i broker autorizzati e quelli bannati, in modo da non incappare in situazioni “anomale” e spiacevoli, in modo da preservare la prima regola di quando investite: non buttare soldi nel dalla finestra.

Penso che oggi possa già bastare quanto detto sopra, anche perché tra confronto dei conti correnti, delle condizioni di deposito titoli, e di tutto il corollario avrete un bel lavoro da fare. Come sempre se avete dubbi o domande scrivetemi,

alla prossima!

FALLIMENTO LEHMAN BROTHERS 2008: COSA POTEVA AIUTARCI?

15 settembre 2008: come non ricordare il fallimento di una banca che fino a qualche tempo prima era considerata una delle colonne portanti della finanza americana, la Lehman Brothers.

Molta gente è rimasta scottata da quell’esperienza e da quella crisi, e tempo dopo le critiche principali sono arrivate soprattutto alle agenzie di rating che non solo si sono accorte troppo tardi della bomba che stava per esplodere, ma soprattutto valutavano con rating super sicuri aziende che di fatto erano quasi morte.

L’investitore medio però, forse avrebbe potuto utilizzare un’arma in più, qualcosa che effettivamente avrebbe, se non salvato completamente il proprio capitale, quantomeno potuto accendere qualche dubbio in più, e quindi evitare magari l’investimento in determinate società.

Sto parlando dei CDS, acronimo che sta per “credit default Swap”.

Si tratta di strumenti derivati, che hanno un funzionamento simile alle polizze assicurative (se fallisce un emittente, e tu hai un CDS, qualcuno dovrà rimborsarti della perdita subita).

Ora, riferendomi al piccolo investitore, non pretendo certo che nel 2008 tu avessi un CDS su Lehman (anche perchè il valore minimo di sottoscrizione è 10 Milioni di dollari), ma il suo andamento (soprattutto di quello con durata 5 anni, il più rappresentativo) forse poteva aiutarti nelle scelte di investimento.

Vediamo come…

Parto da un’immagine a mio giudizio importantissima:

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CDS 5 ANNI PRINCIPALI BANCHE 2008 (FONTE: STATPRO)

Come puoi notare, tutte quelle linee rappresentano il valore dei CDS a 5 anni (nel 2008) di principali gruppi bancari (più alto è il valore del CDS più costa assicurarsi dal fallimento, quindi il titolo risulta più rischioso).

Notare come Lehman (linea rossa) inizi (insieme a Bear Stearns, anche questa in forte crisi ma a differenza di Lehman comprata da JP Morgan e quindi salvata) a deviare pesantemente da marzo 2008 in avanti, per staccarsi definitivamente dal gruppo nel mese di luglio.

Ora, nello stesso periodo (e qui sta il punto) i rating delle due principali agenzie (Moody’s e S&P’s) dicevano: A1 e A+

Ora giusto per farti capire, riporto di seguito la tabella con i rating delle agenzie menzionate sopra:

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Capirai quindi che se guardando il “rating” Lehman sembrava solidissima, i CDS a 5 anni in realtà ci raccontavano una storia ben diversa, e questo non perchè le agenzie (o non solo) fossero brutte e cattive, ma perchè esistono delle differenze fondamentali tra Rating e CDS (ecco il motivo per cui un bravo investitore guarda entrambi):

RATING

CDS
FOTOGRAFIA ATTUALE, NON FUTURA DINAMICA IN OTTICA PROSPETTICA
SI ADEGUA LENTAMENTE AI CAMBIAMENTI DI MERCATO

SI ADEGUA ISTANTANEAMENTE AI CAMBIAMENTI DI MERCATO

Adesso capisci perchè se aspettavi di basarti sul rating, in verità stavi guardando una storia completamente diversa da ciò che il mercato (almeno quelli bravi) stava pensando, e quindi al taglio della torta non sono rimaste più fette da mangiare quando sei arrivato tu.

Adesso però hai letto questo articolo e non capiterà più, perciò attento e in gamba che al prossimo dolce saranno gli altri a doversi mettere in coda, non certo i Wallstreeters!

A presto

CHE RENDIMENTO VUOI DAI TUOI INVESTIMENTI?

L’altro giorno ho scritto un breve riassunto di tutte le anomalie finanziarie (di cui la maggior parte psicologiche) che contraddistinguono l’italiano medio emerse dal Rapporto Consob 2019 (trovate l’articolo QUI).

Torno oggi sul tema (in quanto lo ritengo molto interessante) analizzando un altro errore molto comune in particolare con riferimento al discorso dell’avidità.

Avidità per me significa voler fare tanti soldi e subito, pretendere di ottenere rendimenti migliori di quelli del mercato, e pretendere di poter moltiplicare il proprio capitale anche 3 o 4 volte nell’arco di poco tempo. Tutto questo, sia chiaro, lo vogliamo la maggior parte delle volte senza voler nemmeno rischiare.

A questo proposito parto subito con una provocazione, ovvero di tutti i siti che vedo, di tutti i “professionisti” che parlano, nessuno fa vedere i risultati sul proprio capitale (badate non mi riferisco a screenshot fasulli o presunti backtest o simulazioni che fanno intendere che i soldi siano tuoi, intendo fammi vedere proprio il deposito titoli oppure il portafoglio presso il tuo broker).

Perciò inizio con il dirvi che quando lanceremo nel mese di aprile 2020 la nostra sezione dedicata al mondo degli investimenti, in primis ci saranno i miei soldi e potrete vedere esattamente le operazioni che faccio sul MIO capitale (questo perché ritengo ci possa differenziare da tutta la fuffa che si trova sul web).

Tornando a noi, trovo sempre esilarante quando una persona promette rendimenti superiori alla media oppure qualcuno nella community mi chiede se riesco a performare più del mercato (che poi vuol dire tutto e niente, cosa intendiamo per “mercato”).

Poi ragiono sempre su una cosa: nel mercato esistono diversi operatori (tra cui Investitori retail o Istituzionali, come Banche ed Assicurazioni, fondi pensione) e numerose persone che fanno parte di queste società hanno alle spalle dei CV impressionanti, con studi in prestigiose università o esperienze lavorative di tutto rispetto.

Se ci pensate però, queste persone sono tutte in competizione tra di loro, tutte che cercano di arrivare “prima” su quel determinato trend, su quel determinato titolo, per battere il mercato. Tutti con delle analisi impressionanti e dati precisi al millesimo.

Tutto questo però è un gioco a somma zero e nella peggiore ipotesi negativa, altrimenti i fondi comuni ad esempio (gestiti da persone sulla carta molto competenti) batterebbero i loro benchmark spesso (invece 8/10 non ci riescono se consideriamo un arco temporale pari o superiore ai 3 anni, qui trovate i dati completi).

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% fondi comuni battuti dal Benchmark a 1,3,5,10 anni (fonte: Spindices) 

Quindi se una persona mi chiede “Francesco, ma quanto puoi aspettarti dai tuoi investimenti come rendimento annuale?”

E’ una domanda tipica (e sbagliata, come ho già spiegato più volte), ma in questo caso volendo rispondere a livello di aspettative, la più corretta è “il rendimento di mercato”, in quanto mi ritengo estremamente umile da non pensare di essere in grado di batterlo!

Perciò ecco cosa guardo: nell’immagine sotto trovate i rendimenti annuali di uno dei principali indici azionari (prendiamo ad esempio lo S&P 500).

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Performance annuali S&P 500 1827-2019 (fonte: Macrotrend)

Come potete vedere sopra, dal 1927 al 2019, il mercato ha avuto alti e bassi, e siamo passati a seconda dei periodi da un -47% del 1931 (tutti pensano erroneamente che il peggiore anno sia stato il 1929) ad un +47% c.a. del 1933.

Nel mentre, abbiamo avuto le seguenti caratteristiche:

  • 29/92 anni negativi
  • 2/92 anni a rendimento zero
  • 61/92 anni positivi

Ora, fermo restando che abbiamo già parlato dell’errore di tentare il market timing (beccare l’anno o il periodo migliore per entrare e per uscire non è possibile) resta l’altro errore di pensare di riuscire a fare meglio del “mercato” (l’indice S&P500 in questo caso) che mediamente ha performato tra crescita del valore titoli e reinvestimento dividendi un 9.075% annuo (non so voi, ma a me sta più che bene).

Quindi se qualcuno vi propone uno strumento “infallibile” per battere il benchmark, un portafoglio “dinamico” o una strategia per sovraperformare il mercato, ancora una volta, girate i tacchi e filate, anzi PRIMA gli chiedete di farvi vedere I SUOI SOLDI, IL SUO PORTAFOGLIO, e poi filate (perché tanto inventerà una scusa per non farlo).

Perciò vi do appuntamento ad aprile per il lancio della nostra nuova sezione dedicata agli investimenti ed alla formazione, nel frattempo resto a disposizione per i vostri feedback e per dubbi o domande sulla materia.

Alla prossima!

ITALIANI ED INVESTIMENTI: PERCHE’ LA GUERRA DI “AVENGERS INFINITY WAR” E’ MENO COMPLICATA

Devo ammetterlo, mi piacciono gli Avengers. Ma ancora di più mi piace quella scienza nata recentemente che noi addetti ai lavori  chiamiamo “finanza comportamentale” (per semplificare la psicologia applicata agli investimenti).

Nell’ultimo report della Consob, uscito qualche giorno fa, circa le abitudini di risparmio ed investimento delle famiglie italiane, emergono chiaramente incongruenze, contraddizioni, lacune, e perché no, opportunità in ambito finanziario.

Eh sì, perché se da un lato la situazione a livello di conoscenze è (diciamolo pure) drammatica, per una persona che ama le sfide come me ciò vuole semplicemente dire che ci sono decisamente dei margini di manovra e di intervento molto grossi.

Ma come sempre mettiamoci i numeri.

COMPETENZE FINANZIARIE

Sul campione di oltre 3.000 persone intervistate:

  • 21/100 non hanno alcuna nozione di base su Inflazione, rapporto rischio/rendimento/diversificazione, caratteristiche dei mutui, interesse composto) e un argomento avanzato in ambito obbligazioni
  • 2/100 sanno rispondere correttamente a tutto
  • 77/100 sanno correttamente 1 o 2 di questi concetti

Sarà forse per questo che 2/3 degli intervistati NON sono disposti ad investire in un prodotto che presenta una (seppur ridotta) possibilità di perdita del capitale (della serie voglio un rendimento sicuro, senza rischi, in breve tempo e con la garanzia di riavere i soldi quando voglio).

Il restante 1/3 degli intervistati invece è tollerante alle piccole perdite (permanenti o recuperabili nel lungo termine).

A livello di strumenti finanziari invece:

  • 30/100 non conoscono nessuno di questi prodotti (Conti correnti/fondi/azioni/obbligazioni)
  • 4/100 li conoscono tutti
  • 20/100 ne conoscono 3 su 5
  • 46 ne conoscono da 1 a 2

Questi numeri ci meravigliano? Niente affatto, perché adesso scopriamo da dove arriva la formazione degli italiani in ambito finanziario: Famiglia, interesse personale, esperienza.

E la consulenza non la mettiamo? Eccola qui! Infatti, il 40% ricorre (udite udite) alla consulenza di amici o parenti, il 40% investe in autonomia, ed il 20% si affida ad un professionista del settore.

Ma la contraddizione non finisce qui, perché il 34% mostra infatti un “disallineamento” tra le proprie competenze “percepite” e quelle reali (si chiama Overconfidence in finanza comportamentale).

Questo disallineamento si manifesta nel fatto che il 40% degli intervistati si riconosce (da solo) elevate capacità di gestione delle proprie finanze.

A questo aggiungiamo che il 54% del campione non è in grado di eseguire un calcolo percentuale (ad esempio il 2% di 100 è 2).

PIANIFICAZIONE FINANZIARIA

Il 60% degli intervistati non la fa. Il 40% invece pianifica un obiettivo alla volta. Tra coloro che non pianificano, il 42% non lo fa perché (secondo lui o lei) non serve, perché manca il risparmio o perché in fondo è sufficiente controllare le spese, mentre il 20% è più onesto: dice che serve ma al momento non ha voglia di pensarci.

Il 26% degli intervistati poi non accantona nulla, in quanto le spese sono maggiori delle entrate.

Perché sostanzialmente la maggior parte degli italiani non investe? Per 2 motivi…

  • Mancanza di risparmi
  • Mancanza di fiducia del sistema finanziario

Ma che strano…eppure pensate che secondo i dati pubblicati dall’ Agenzia delle dogane e dei Monopoli di Stato le somme immesse nei giochi di vario genere dagli italiani ammontano (nel solo 2018) a 19 Miliardi di Euro!

Adesso capite perché volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, questi numeri ci dicono che per migliorare la salute finanziaria dei nostri genitori, figli e fratelli, abbiamo davanti davvero un’autostrada, speriamo solo di insegnare a più persone possibili come guidare!

5 INDICATORI CHIAVE PER SCEGLIERE IL FONDO GIUSTO

Ieri si è conclusa la prima business Breakfast targata Colazione a Wall street. Quasi 150 persone hanno condiviso interessi, idee, emozioni davanti un buffett con l’alternanza di tavole rotonde su aziende e professionisti di primo piano in ambito fintech e più in generale investimenti.

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BUSINESS BREAKFAST DI COLAZIONE A WALL STREET, MILANO 11 OTTOBRE 2019

Ma come sempre ieri era ieri, noi dobbiamo già guardare al futuro e tornare a parlare dei temi che più ci hanno reso autorevoli sulla materia. Quindi avanti tutta con un nuovo articolo, dove andiamo a vedere 5 elementi utili (spiegati in modo facile e veloce) per confrontare diversi fondi comuni di investimento tra di loro.

Oltre al tema dei costi, che non mi stancherò mai di sottolineare (in quanto incide pesantemente nelle performance, e di cui ho parlato in modo approfondto QUI) mi preme sottolineare come in linea generale, prima di analizzare in dettaglio questi 5 indicatori, dovete avere bene in mente una cosa fondamentale:

LASCIATE STARE STELLE, SCUDI E COSE SIMILI, PERCHE’ SONO INUTILI! IN UN PORTAFOGLIO CI PUO’ STARE TRANQUILLAMENTE UN FONDO COMUNE, MA NELLA SCELTA DEL PRODOTTO GIUSTO PER LA VOSTRA STRATEGIA DOVETE SEMPRE GUARDARE COME PRIMA COSA IL COMPORTAMENTO DI QUEL DETERMINATO PRODOTTO IN PASSATO E NELLA FASE DI MERCATO PER CUI LO STATE COMPRANDO

Faccio un esempio pratico…

Se state scegliendo un fondo flessibile (non sono un amante di questa categoria ma rende l’idea in quanto sono fondi con stili di gestione misti) perchè vi aspettate una fase di volatilità sul mercato con possibili ribassi, e state analizzando il “fondo A”, vi rendeteconto che nell’ultimo trimestre 2018, dove in effetti si è verificato proprio un periodo così (volatilità e ribassi) questo fondo ha perso il 10%, quindi probabilmente non sarà il prodotto giusto per il vostro portafoglio.

Viceversa, se il “fondo B”, anch’esso flessibile, nello stesso periodo ha avuto una performance positiva, molto probabilmente sarà guidato da un gestore che si comporta meglio in quella fase di mercato specifica, perciò il prodotto sarà più adatto per la vostra strategia.

Chiarito questo punto FONDAMENTALE, vediamo i 5 indicatori con cui confrontare diversi fondi tra di loro.

Premessa: ognuno di questi indicatori che troverete, può essere valutato su un periodo di 1 anno, di 3 anni, di 5 anni ecc… Come potrete intuire più si allunga l’orizzonte temporale considerato più i dati sono attendibili.

SHARPE RATIO

Extra-rendimento del fondo (differenza tra rendimento del fondo e Tasso “risk free”,  ad esempio EONIA) rapportato al suo rischio (deviazione standard). PIU’ ALTO E’ PIU’ IL FONDO A PARITA’ DI RISCHIO E’ PROFITTEVOLE!

Esempio pratico: Se SR = 0.3 significa che OGNI 1% DI AUMENTO DELLA VOLATILITA’, IL FONDO PERFORMA LO 0.3% IN PIU’ RISPETTO AL TASSO RISK FREE.

 

INFORMATION RATIO

Anche in questo caso MAGGIORE E’ MEGLIO E’! Ci dice l’extra-rendimento del fondo rispetto al Benchmark (ogni categoria di fondi ha un suo indice chiamato “benchmark” da battere, uguale per tutti quelli di una stessa categoria), chiamata in gergo tecnico “alfa”. Stesso discorso dello sharpe ratio, con la differenza che il confronto ed il “rendimento extra per un aumento del 1% del rischio” è confrontato RISPETTO AL BENCHMARK E NON RISPETTO AL TASSO RISK FREE.

 

SORTINO

Qui l’investitore che compra un fondo si chiede: ok il fondo può andare male, ma esiste una performance al di sotto della quale COMUNQUE il mio fondo non soddisferà i miei obiettivi eper me equivarrà ad un risultato negavtivo? CERTO, il valore in questione come sempre è il tasso Risk free.

Quindi, con un esempio pratico per far capire, se il fondo perde non sono contento, ma non sarò ugualmente contento anche se il fondo performa meno del tasso EONIA. Inoltre, essendo la formula di sortino = (Rendimento fondo-Rendimento tasso Risk Free) / DSR, dobbiamo specificare cosa sia il DSR (Downside risk).

E’ semlicemente un concetto di volatilità (quindi rischio) SOLO NEGATIVA (sappiamo che la volatilità può essere concepita anche come fattore positivo). Quindi Sortino PIU’ ALTO E’ MEGLIO E’, e risponde alla domanda: quanto rendimento EXTRA (rispetto al tasso risk free) mi genera il mio prodotto RISPETTO AD UN AUMENTO DEL 1% DELLA VOLATILITA’ NEGATIVA?

 

VAR (Value at risk)

Solitamente considera 2 valori, cioè 95 e 99. Cosa significa?

Semplice: se un VAR95= 0,2%, significa che settimanalmente (oppure giornalmente o mensilmente) il rendimento di quel fondo è stato SUPERIORE allo 0.2% nel 95% dei casi. Più alto è meglio è!

 

MAXIMUM DRAWDOWN

Quale è stata la MASSIMA PERDITA (in un determinato orizzonte temporale) di quel fondo? Più basso è meglio è, perchè significa che il fondo resiste bene ai momenti difficili. Chiaramente troveremo valori più alti di Max drawdown nei fondi azionari rispetto ad esempio a quelli monetari o obbligazionari.

Ed ora come sempre uno spunto pratico! Volete confrontare più fondi tra loro, potete usare il sito Quantalys, nella sezione “confronta fondi” (fino a 5 contemporaneamente nella versione gratuita) e nelle singole schede (vedi esempio sotto) trovate i valori per ogni fondo elencati sopra.

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INDICATORI PER OGNI FONDO COMUNE ESAMINATO

Scrivetemi per dubbi o chiarimenti, e come sempre buon investimento!

Alla prossima!

TWEET DI TRUMP, ROSSETTI, PANINI, INTIMO MASCHILE: INVESTIRE DE CHE?!

Qualche giorno fa leggevo un articolo sul Milano Finanza, a proposito di alcuni indicatori che vengono esaminati dagli investitori e dagli addetti ai lavori per muoversi sui mercati. Ultimo in ordine temporale, il Volfefe Index, ideato da JP Morgan, che mette in relazione la volatilità implicita dei Titoli di Stato USA a 2 e 5 anni con le dichiarazioni del Presidente Trump. Oltre a questo, tra le più strane invenzioni a livello di indicatori abbiamo anche il Lipstick index (creato da Leonard Lauder, Presidente di Estee Lauder) secondo cui un aumento delle vendite di rossetti ci segnala un periodo di recessione in quanto la gente opta per prodotti più economici a livello di cosmetica (in conseguenza di un calo dei redditi). Ma sbizzarendoci con la fantasia, esistono anche il Men’s underwear index, il Coke Index, il Tall Latte index, l’Hemlines index, l’R-Word Index, ed infine uno dei più conosciuti, il Big Mac Index (che di fatto confronta il potere d’acquisto delle diverse valute rispetto ai prezzi del famoso panino di McDonald’s, che dovrebbe tendenzialmente avere lo stesso prezzo in ogni parte del mondo).

Ora, lasciatemi dire (e sapete che qui non esitiamo ad esprimerci in modo forte sapendo che si tratta di fare il bene di chi ci segue) che a mio parere sono tutte delle grandissime CA……TE!

Primo perché se ci pensate, è un suicidio finanziario impostare le proprie strategie di investimento, con i propri obiettivi, sui tweet di una persona che oggi dice bianco e domani dice nero: tanto vale investire il 100% nel mercato azionario più rischioso che vi viene in mente che forse avrete più probabilità di portare a casa qualcosa.

Secondo motivo, veramente pensate che esista una correlazione tra l’intimo maschile (promosso addirittura da Alan Greenspan, ex Presidente della Federal Reserve) e la crescita economica di un Paese??

Terzo motivo, per chi non avesse letto il libro “a spasso per Wall Street” di Burton G.Malkiel (vi invito a farlo, e soprattutto vi invito a leggere il Capitolo 6) ci sono alcuni spunti a riguardo di cui vado a riassumerne brevemente il contenuto.

La frase più forte a mio giudizio è la seguente:

“i cicli” nei grafici dei titoli sono veri cicli tanto quanto lo sono le giocate fortunate o sfortunate di un normale giocatore d’azzardo. Il fatto che le azioni sembrino seguire uno schema di crescita molto simile a movimenti  di crescita in periodi precedenti, non dà nessuna informazione sull’affidabilità o sulla durata della crescita attuale. La storia può anche ripetersi a volte, ma con un’infinita varietà di conformazioni !

Non siete ancora convinti? Il ricercatore di mercato David Leinweber ha riportato la notizia che l’indicatore (se così possiamo chiamarlo) più correlato all’andamento dello S&P500 è il volume della produzione di burro in Bangladesh!

Ecco, a mio giudizio basta questo per metterci una pietra sopra e ridicolizzare chi veramente si affanna a cercare di dare un senso a queste cose (spacciandosi per un professionista) che molto semplicemente (come diceva Vasco Rossi) un senso non ce l’hanno.

Perciò cari Wallstreeters, vi prego, non cadete nella trappola e nell’effetto gregge di farvi coinvolgere in analisi ridicole come questa, per il semplice motivo che mentre voi perderete soldi, questi soldi (perchè ricordatevi il denaro non scompare, semplicemente cambia proprietario) andranno a chi queste pagliacciate le inventa, e vi farà spendere una montagna di soldi in commissioni di compravendita seguendo questi “oroscopi finanziari”.

Come sempre, non c’è di che!

Alla prossima

3 PRINCIPI PER AVERE UN PORTAFOGLIO CON IL “SEGNO +”

Qualche settimana fa ho inviato a tutti gli iscritti della mia newsletter (se ancora non sei iscritto puoi farlo QUI inserendo la tua mail nello spazio dedicato) un interessantissimo file excel che riassumeva i rendimenti degli ultimi 20 anni per le 10 principali Asset class in cui è possibile investire, tra cui l’azionario America, l’azionario mercati emergenti, l’obbligazionario High Yield ed Investment Grade, le materie prime, i Titoli di Stato Usa ecc..

Non so se tu sei uno di quelli che ha avuto modo di leggere attentamente COSA questo file ci può dire a proposito del tema investimenti, ma fermandoci ad analizzare il quadro d’insieme ci sono almeno 3 spunti interessanti che dovresti cogliere per la tua operatività sui mercati.

LA MEDIA E’ PIU’ FORTE DI TUTTO

Mi spiego meglio. Osservando i rendimenti di ogni asset class e di ogni singolo anno, ciò che emerge in maniera evidente è che non esiste una sola (e dico una) categoria di investimenti che ogni anno abbia sistematicamente guadagnato (troverai ovunque segni meno) ad eccezione della “liquidità” che tuttavia se lo immaginiamo come investimento ad esempio in strumenti monetari, in alcuni anni con rendimenti allo 0,10% avrà comunque chiuso in negativo per via delle commissioni.

Ciò significa banalmente che il rendimento medio annuo del 10.81% per la categoria Azionario Paesi emergenti ad esempio, è stato ottenuto come media di valori in cui a volte addiritttura (pensiamo al 2008) avresti preso direttamente in faccia un -53,3% in un solo anno, contro il 78,51% dell’anno successivo (quanti sarebbero stati in grado di non vendere e tenere i nervi saldi?). Il significato di quanto detto sopra è semplice:

sarà IMPOSSIBILE avere un rendimento ogni anno del 10% per tutti gli anni a venire, ma il tuo 10% (ammesso e sicuramente non garantito che sarà così in futuro) sarà frutto di picchi minimi e massimi da far vacillare anche il più esperto degli investitori

Perciò accetta questo dato di fatto ed agisci di conseguenza.

IL TEMPO E’ TUO AMICO

Vabbè “Francesco ormai sono anni che ci dici di avere un orizzonte temporale di medio-lungo periodo per costruire una strategia, ma io voglio investire massimo su 1-3 anni perchè quei soldi mi servono”. Molto bene, in quel caso allora non dovresti in primis investire sul mercato azionario.

In secondo luogo, con i tassi attuali (negativi su durate brevi, nemmeno la nostra cara Italia che fino a poco fa era tanto generosa) nemmeno su asset più tranquilli e adatti al breve periodo, perchè ci perderesti soldi…quindi non dovresti investire affatto!

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RENDIMENTI TITOLI DI STATO ITALIANI 1-3 ANNI

Ci vogliamo mettere i numeri? Parliamo dell’azionario America (chi non ha un bel fond/Etf su S&P500 in portafoglio?). Ebbene, se tu avessi comprato nel 2000, pur ipotizzando di avere 3 anni di orizzonte temporale (ti voglio proprio provocare) ecco cosa avresti portato a casa:

  • Anno 2000: -9.10%
  • Anno 2001: -11.90%
  • Anno 2002: -22.10%

Anche qui voglio metterti davanti ai tuoi limiti emotivi: saresti davvero riuscito mantenere in portafoglio il tuo fondo/ETF che dopo 3 anni ti segnava un bel -43,10%??

Guardati allo specchio e datti una risposta, che nel frattempo ti anticipo io: NO SE ERI PARTITO CON IL TUO FAMOSO “MA SI 3 ANNI O MENO BASTERANNO… POI ESCO”

MAGGIORE RISCHIO = MAGGIORE RENDIMENTO

Hai tenuto fede alla tua strategia iniziale, dopo 20 anni sei rimasto in sella, e ti accorgi che il rischio è stato ripagato. +10.81% di rendimento medio annuo per l’azionario Mercati emergenti, +7% l’azionario USA, +5.52% l’obbligazionario Investment Grade (società con rating affidabili) e se avessi avuto in portafoglio tutte e 10 queste asset class (se ti iscrivi alla newsletter lo potrai ricevere per sapere quali sono) il portafoglio avrebbe portato a casa un +6.34% annuo, mica male.

Però vedi, come sempre il premio maggiore è alla fine della sfida, quando quasi tutte le persone hanno mollato e solo tu sei rimasto sulla giostra a combattere, soffrire e ragire alle diverse turbolenze di mercato, ragion per cui hai raccolto il bottino pieno. Ma diciamoci la verità, quell’investitore che può dire veramente di aver tagliato il traguardo non sei tu, almeno non ancora.

Ma non ti preoccupare, dal prossimo anno costruiremo insieme una strategia perchè tutto questo possa accadere, dovrai solo imparare a conoscere te stesso, a capire quali sono gli errori da evitare, le principali (e corrette) strategie e le persone di cui fidarti (una di queste ti sta parlando in questo preciso istante).

Perciò ancora una volta siediti nel buio della tua stanza, parla con te stesso, con il l’investitore chiuso dentro di te, che vuole solo essere liberato, ed ascolta cosa vuole dirti, quali sono le sue paure, i suoi pregi, difetti, cosa vuole davvero dai mercati finanziari.

Poi accompagnalo fuori, fagli prendere un po’d’aria, e fagli sapere che dal prossimo anno, per i suoi investimenti, “Colazione a Wall Street” risponderà PRESENTE!

Nel frattempo scrivimi per qualsiasi informazione, dubbio o approfondimento

Alla prossima #Wallstreeter