EA: LO STATO PATRIMONIALE, QUANTO RENDONO GLI ATTIVI?

Bene, questo weekend ci dedichiamo alla conclusione dell’ultima parte DELLE VOCI DI ATTIVO dello Stato patrimoniale, per poi passare al Passivo ed al Capitale Netto. Riprendendo dall’ultimo articolo in cui ci siamo lasciati, ecco nuovamente lo schema dell’attivo patrimoniale di Electronic Arts, e andiamo a vedere le ultime voci DATI ESPRESSI IN MIGLIAIA DI USD).

 

ANNO 2015 2016 2017 2018
CASSA/LIQUIDITA’ 2.068.000,00 2.493.000,00 2.565.000,00 4.258.000,00
RIMANENZE (scorte)  36.000,00 0,00 0,00 0,00
CREDITI NETTI  362.000,00  233.000,00  359.000,00  385.000,00
TOT. ATTIVO CIRCOLANTE (o attività correnti) 3.720.000,00 4.354.000,00 5.199.000,00  6.004.000,00
IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE (patrimonio imp.) 459.000,00 439.000,00  434.000,00  453.000,00
ATTIVITA’ IMMATERIALI (immobilizz. Imm.)  111.000,00  57.000,00  8.000,00  71.000,00
(di cui) AVVIAMENTO 0,00  0,00  0,00 0,00
TOTALE ATTIVO 6.147.000,00 7.050.000,00 7.718.000,00 8.584.000,00

 

IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE: In questo caso è preferibile un numero basso, perchè trattandosi di qualcosa di fisso, di costoso da mantenere sempre “al passo con i tempi” per restare sul mercato, il vantaggio competitivo consiste nel fatto che non devo ogni volta aggiornare o ammodernare tale voce se non dipendo da essa per fare business (pensiamo a terreni, fabbricati, macchinari ecc).

ATTIVITA’ IMMATERIALI: (marchi, brevetti). Anche in questo caso dipendere da tali attività per fare business potrebbe essere un rischio (pensiamo ad esempio all’azienda farmaceutica a cui non viene rinnovato un brevetto e quindi perde l’esclusività di un certo farmaco). Perciò in questo caso sarebbe meglio non dipendere da tali voci (che quindi dovranno essere più basse possibili).

AVVIAMENTO: Se cercate su Internet questa parola troverete un sacco di definizioni complicate ed incomprensibili, ecco perchè ci siamo qua noi! Infatti vi spieghiamo questa voce con un esempio, che risulta sempre la cosa migliore. Quando ad esempio Banca Intesa compra a 100 Euro la Popolare di Vicenza (che ha un valore contabile di 80 Euro), la differenza (20 Euro) rappresenta il valore dell’avviamento. Come leggere questo dato? Semplice, se vediamo questo valore aumentare negli anni, può essere un’indicazione di come l’azienda si muove sul mercato, ovvero invece di crescere con le sua “attività principale”, preferisce continuare a fare piazza pulita sul mercato e comprare competitor (altre aziende dello stesso settore magari).

Bene, ora che abbiamo definito tutte le principali voci dell’attivo dello stato patrimoniale, ecco un altro importante concetto da conservare e con cui ci lasciamo per la prossima volta (dove inizieremo a vedere il PASSIVO.

R.O.T.A. (Return on total Activity) = Quanto sono efficienti le attività di questa azienda?

ROTA = Utile netto di esercizio / Totale ATTIVO

Questo valore come si può intuire dalla formula più alto è meglio sarà (EA viaggia stabilmente sopra il 15%). Questo significa da un lato che l’azienda impiega bene le proprie attività, dall’altro bisogna però dire che questo numero potrebbe essere più basso a seguito della presenza di attivi molto elevati, che quindi rende l’azienda più difficilmente “aggredibile” da pericoli esterni di acquisizione (tra le due io preferisco la prima, ovvero un ROTA elevato comunque).

Molto bene, ci vediamo alla prossima con l’analisi del PASSIVO, ovvero l’altra faccia dello Stato Patrimoniale. Buon weekend!

EA, DOPO IL CONTO ECONOMICO, LO STATO PATRIMONIALE

Molto bene, ci abbiamo impiagato ben 4 articoli e circa un mese per approfondire come analizzare il conto economico di una società (EA nel nostro caso presa come esempio). Adesso passiamo ad un altro aspetto importantissimo da unire al conto economico, ovvero lo stato patrimoniale.

Sappiamo che a differenza del conto economico, che rappresenta dei flussi (simile al rendiconto finanziario con i flussi di cassa) lo stato patrimoniale invece possiamo vederlo come una FOTO, qualcosa di STATICO, che rappresenta la situazione in un determinato periodo, e solo in quel determinato periodo.

Ora, la legge fondamentale che lega lo Stato patrimoniale è la seguente:

Attività = Passività + Capitale Netto

Le attività (cassa, crediti, tutto ciò che rappresenta aspetti positivi di un’azienda) sono uguali alla somma delle passività (debiti ad esempio) e del Capitale Netto (che approfondiremo nei prossimi articoli in quanto merita particolare attenzione).

Bene, come sempre riporto lo Stato patrimoniale di EA così poi passiamo alle dovute analisi (dati espressi in migliaia).

VOCI ATTIVO 2015 2016 2017 2018
CASSA/LIQUIDITA’ € 2.068.000,00 € 2.493.000,00 € 2.565.000,00 € 4.258.000,00
RIMANENZE (scorte) € 36.000,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
CREDITI NETTI € 362.000,00 € 233.000,00 € 359.000,00 € 385.000,00
TOT. ATTIVO CIRCOLANTE (o attività correnti) € 3.720.000,00 € 4.354.000,00 € 5.199.000,00 € 6.004.000,00
IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE (patrimonio imp.) € 459.000,00 € 439.000,00 € 434.000,00 € 453.000,00
ATTIVITA’ IMMATERIALI (immobilizz. Imm.) € 111.000,00 € 57.000,00 € 8.000,00 € 71.000,00
(di cui) AVVIAMENTO € 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
TOTALE ATTIVO € 6.147.000,00 € 7.050.000,00 € 7.718.000,00 € 8.584.000,00

Ora che abbiamo riportato il totale attività degli ultimi 4 anni, andiamo a vedere le singole voci cosa rappresentano.

CASSA-LIQUIDITA’: vale per i privati, per le aziende, “cash is king” si usa dire. Eh si, perchè se un’azienda non ha liquidità è praticamente morta. Questo perchè immaginiamo il caso di una società con crediti da incassare per 100, debiti da pagare per 20, perfetto! apparentemente sembrerà una società a posto. Ma se i debiti vanno pagati PRIMA dei crediti, allora in assenza di liquidità (da anticipare in attesa di ricevere l’incasso sui crediti) l’azienda si troverà a corto di soldi e tecnicamente potrebbe anche chiudere bottega. Quindi onde evitare questi problemi, una società in grado di “fare cassa”, di avere liquidità sui conti correnti per svolgere tutta una serie di incombenze (pensiamo ad esempio anche al tema investimenti, qualora volesse acquistare un potenziale competitor) sarà decisamente migliore di una società con poca se non addirittura nessuna liquidità. Perchè guardare lo storico e non un solo anno? Semplice, potrebbe darsi ad esempio che fermandoci solo alla foto del 2018 la liquidità sia dovuta ad esempio ad un’operazione straordinaria (che abbia generato un incasso superiore agli altri anni) mentre a noi interessa la capacità di generare SEMPRE liquidità sufficiente con il proprio business. Inoltre nei periodi difficili (ed un’azienda ne avrà nel corso del tempo) la cassa sarà una delle armi di difesa più importanti per superare eventuali tempeste finanziarie o momenti di scarse vendite.

RIMANENZE: le rimanenze sono tutte quelle attività vendibili in poco tempo (quindi lo step “successivo” alla liquidità/cassa). Anche qui è preferibile che risultino in crescita piuttosto che in calo ma senza particolari eccessi (quindi un trend di crescita costante). Solitamente per la rimanenze ci si riferisce più ad aziende che presentano merce “fisica” mentre nel caso di aziende tecnologiche o di servizi tale voce (come nel caso di EA) risulterà bassa o nulla e quindi meno rilevante.

CREDITI NETTI:  è un buon indicatore di come la società riesce a gestire i propri incassi, dal momento che la formula è la seguente:

CREDITI NETTI = CREDITI TOTALI – CREDITI INESIGIBILI

Rispetto ai competitor avere un valore più alto di questa voce è considerato un fattore molto positivo

TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE: la somma di tutte le attività liquide o prontamente liquidabili prende il nome di attivo circolante, che da solo rappresenta già un buon indicatore (più alto è meglio è) ma che esprime tutto il suo potenziale quando viene rapportato al TOTALE PASSIVO CIRCOLANTE (che tratteremo in seguito).

Infatti per esprimere l’indice principale che ci fornisce meglio di tutti il grado di liquidità di un’azienda, utilizzeremo il coefficiente di liquidità.

COEFFICIENTE DI LIQUIDITA’ = ATTIVO CIRCOLANTE/PASSIVO CIRCOLANTE

Intuitivamente possiamo già capire che più alto è meglio è, ma di quanto dovrebbe essere per avere livelli tali da indurci a valutare un possibile acquisto del titolo?

Banalmente, MAGGIORE DI 1!! Ciò vuol dire che se ad esempio il nostro coefficiente sarà di 2, le attività “disponibili e liquide” saranno il doppio delle passività (quindi l’azienda sarà in grado di far fronte ai propri impegni ed eventualmente avere ancora liquidità sufficiente per altri scopi.

 

Molto bene, anche per oggi direi che abbiamo detto abbastanza, quindi vi lascio il tempo di assimilare questi concetti (e magari di rivedervi gli articoli precedenti) così da tornare al prossimo articolo pronti per andare avanti.

SE NON LO AVETE ANCORA FATTO VI INVITO AD ISCRIVERVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PERCHE’ RICEVERETE IN REGALO IL FILE PER VALUTARE TUTTI QUESTI ASPETTI IN POCHISSIMO TEMPO E SENZA SFORZO, PER CAPIRE MEGLIO QUANTO POTREBBE VALERE UN’AZIENDA!

Alla prossima!

EA, ANALISI FINALE DEL CONTO ECONOMICO (pt.4)

Eccoci qua con il proseguo dell’analisi sul titolo Electronic Arts!

Ci siamo lasciati nell’ultimo articolo con l’analisi di altre voci del conto economico…

Bene oggi chiudiamo il discorso con le voci finali per poi passare, dalla prossima volta, allo stato patrimoniale (ricordatevi che apposta andiamo per gradi per farvi comprendere bene un’analisi che poi vi servirà per QUALUNQUE TITOLO!).

Alla fine dello Stato patrimoniale passeremo in velocità al flusso di cassa per poi chiudere (per quelli che avranno avuto la voglia ed il tempo di seguirci fino in fondo) con il regalo per voi del Bonus dove potrete trovare tutti i calcoli riassunti in un unico file Excel (riservato solo per gli iscritti alla Newsletter).

Quindi proseguiamo con l’analisi del conto economico, in particolare dopo gli ammortamenti, gli interessi passivi, le spese ricerca e sviluppo, chiudiamo forse con una delle righe in assoluto più importanti, ovvero l’Utile di esercizio!

ANNO 2015 2016 2017 2018
PROFITTO LORDO €             3.086.000.000 €               3.042.000.000 €              3.562.000.000 €          3.873.000.000
MARGINE DI PROFITTO LORDO 68% 69% 74% 75%
UTILE DI GESTIONE €                 959.000.000 €                   905.000.000 €              1.245.000.000 €          1.443.000.000
UTILE LORDO €                 990.000.000 €                   933.000.000 €             1.292.000.000 €          1.487.000.000
UTILE NETTO DI ESERCIZIO €                 940.000.000 €               1.212.000.000 €              1.049.000.000 €          1.081.000.000

UTILE DI GESTIONE: Si ottiene togliendo dal profitto lordo (leggi gli articoli precedenti per capire come calcolarlo) gli ammortamenti, le spese per ricerca e sviluppo, e le spese Amministrative/gestione/vendita. Mi sembra scontato (ma lo ripetiamo lo stesso non si sa mai) che più alto è meglio è! Non solo, il trend (esaminando il titolo EA) risulta negli ultimi 4 anni positivo ed in crescita (in 4 anni cresce di oltre il 50%).

UTILE LORDO: se all’utile di gestione togliamo (oppure aggiungiamo a seconda del segno + o -) gli interessi passivi, otteniamo l’utile lordo (anche qui più alto è meglio è, quindi positivo per EA che il trend sia in crescita). Questo parametro quindi comprende il risultato economico TOTALE della società….senza calcolare le tasse! (quando toglieremo le tasse avremo l’utile NETTO!).

ATTENZIONE: CONFRONTATE SEMPRE L’UTILE LORDO E NON L’UTILE NETTO, PER DECIDERE QUALE TRA UNA O PIU’ AZIENDE SIA REDDITIZIA RISPETTO ALLE ALTRE!

Questo perchè i rendimenti riportati sono sempre al lordo, e quindi è più agevole e veritiero come confronto il dato dell’utile lordo!

UTILE NETTO: Equivale all’utile lordo meno le imposte (non preoccupatevi non dovrete calcolarle voi, ma semplicemente troverete già il dato nei vari siti considerati per le nostre analisi). Questo parametro è molto utile, come sempre, non per il fatto (scontato anche questo) che debba essere più alto possibile e con un trend in crescita negli anni, quanto più per CONFRONTARLO CON I RICAVI TOTALI, per avere un indice aggiuntivo su quanto margine riesce ad avere l’azienda. Di base non dovrebbe essere inferiore al 20%.

Quindi ad esempio se prendo il 2018 per EA, vedo che utile netto = 1.081 milioni, a fronte di un fatturato di 5.150 milioni. Quindi 1.081/5.150 = 21% circa, e negli anni precedenti il rapporto è SEMPRE STATO SOPRA IL 21% (quindi un dato indubbiamente significativo).

Questa è un’altra percentuale da confrontare quando si è indecisi tra investire in un’azienda rispetto ad altre!

UTILE PER AZIONE: Bene, chiudiamo con l’ultimo dato utile, ovvero l’utile per azione (o EPS in inglese, Earnings per share). Si ottiene dividendo l’utile netto per il numero di azioni in circolazione (anche qui rivedete gli articoli precedenti dove trovate le indicazioni per recuperare questo dato). Anche qui i giornali solitamente utilizzano solo questo dato per valutare la robustezza di un’azienda, forse perchè è quello più reperibile, ma tu ormai sei molto più bravo e quindi sai che si tratta solo di uno dei tanti dati da analizzare, e mi raccomando, anche qui TREND IN CRESCITA NEGLI ANNI e più alto è meglio è!

Bene, con questo termina l’analisi del conto economico, al prossimo articolo dove analizzeremo lo stato patrimoniale!

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ITALIA – GRECIA, RIDE BENE CHI NON E’ ULTIMO!

Sembra incredibile, ma è successo! Come possiamo notare dal grafico Bloomberg qui sotto, i rendimenti a 5 anni della Grecia oggi rendono tanto quanto quelli dell’Italia.

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Insomma sono riusciti a sorprendere anche me che avevo già parlato di come la situazione italiana fosse complicata (un mese e mezzo fa quando mi aspettavo uno storno sui mercati, poi con i 4 motivi per cui vedevo “rosso” per il nostro Paese).

Però così esageriamo, e quindi se prima avevo pensato di liquidare la mia posizione Short sui BTP (aperta circa un mese fa) resto dell’idea che la mia quota da destinare a prodotti “contrarian” (la parte di portafoglio che “copre” in fasi di ribasso) sia ancora valida, anche se da monitorare con attenzione.

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Avevo detto del fatto che vi erano 4 punti per cui ero preoccupato sull’Italia, che riassumo brevemente (per ordine di importanza) a cui ne aggiungo altri 2:

  1. Manovra finanziaria di ottobre (senza coperture adeguate) con aumento IVA
  2. Debito eccessivo, crescita nulla (ultimi dati ISTAT YoY -0.1%)
  3. Agenzie di rating (se qualcuna aveva “sospeso” il giudizio non credo succederà di nuovo)
  4. Tenuta del Governo
  5. Cambio al vertice BCE
  6. Sorpasso della Grecia

In particolare questo punto si è aggiunto pochi giorni fa, perchè non tanto a 5 anni, quanto lo “spread a 10 anni” risulterebbe significativo in termini di sorpasso (e non manca molto, circa 21 BP). Questo non farebbe che aumentare il “rischio” percepito sul nostro Paese con un effetto avvitamento molto insidioso.

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La differenza è che i greci escono da anni di manovre lacrime e sangue, e nell’ultimo anno crescono al 2.1% (Italia 0.1%).

A questo punto che succede? Succede che per chi non è ancora entrato sui BTP farebbe bene ad aspettare (non è ancora a mio avviso un punto di ingresso per comprare BTP convenienti per rischio-rendimento) e capire l’evoluzione della questione sul nostro debito.

Tutto questo mentre anche all’esterno il contesto si fa complicato, con il problema dei dazi che riduce le nostre esportazioni e quindi “toglie” uno di quei pochi sostegni economici che ancora ci permettevano di recuperare qualcosa.

Quel “menomale che è successo a loro e non a noi” potrebbe diventare un ricordo sbiadito, perchè adesso al centro dei mercati Europei siamo di fatto diventati il primo, grande, inevitabile, punto di attenzione.

Anche i nostri CDS a 5 anni (il premio che si paga per assicurarsi dal rischio di fallimento di uno Stato o di un’impresa) sono  saliti a molto solo nell’ultimo mese (+ 19,3%) altro segnale del fatto che i mercati hanno “acceso un faro” su di noi (e non solo la Commissione UE).

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Alla prossima!

Spunti di investimento in attesa delle elezioni Europee 2019

Bene, ci siamo quasi…da qui alla prossima settimana prenderà forma la nuova composizione a livello Europeo (si vota per il Parlamento UE) che definirà da giugno in avanti la politica dei diversi paesi dell’Area.

Molti sono ancora indecisi, troppi forse ancora non hanno letto (e mai leggeranno) i programmi dei diversi partiti (fatelo vi prego), ma a noi questo poco importa, perché qui dobbiamo ragionare ESCLUSIVAMENTE IN TEMA DI INVESTIMENTI.

Questo nonostante il Premio Nobel J.Stiglitz sia convinto (e lo sono anche io) che politica e finanza in Europa viaggino strettamente legati tra loro.

Ma veniamo come sempre alle questioni pratiche…

Stando agli ultimi sondaggi, la Coalizione PRO Europa (soprattutto il Partito Popolare, con Socialisti e democratici) dovrebbe comunque superare il 60% dei seggi (in totale 751 con la Gran Bretagna presente) contro un 34% circa invece di Coalizione Anti Europa (soprattutto il Gruppo messo insieme da Matteo Salvini).

Quindi seppur vero che stiamo assistendo ad un avanzamento dei “sovranisti” ci sono ancora dei margini dal punto di vista della tenuta dell’attuale struttura Europea.

Questo però non toglie che 2 sono le tematiche su cui a mio modo di vedere occorre fare attenzione:

  1. Gran Bretagna: Il partito PRO BREXIT (Brexit Party) di Farage sembra essere nettamente in vantaggio (34%) nei confronti sia dei conservatori (11%, della premier May) che dei Laburisti (21%). Questo potrebbe quindi essere il preludio al problema che tornerà in auge subito dopo le elezioni, ovvero quando tornerà a farsi sentire la pressione sulla possibile uscita della Gran Bretagna. I sondaggi parlano chiaro, gli inglesi sono stufi del tira e molla e l’attuale Governo britannico sembra aver perso credibilità, tutto questo avrà inevitabilmente un peso sulla decisione finale

 

  1. Italia: che dire del nostro Paese dove ormai l’attuale maggioranza (Lega + M5S) sembra spaccata su tutte le tematiche? Tutto questo si ripercuote anche in Europa, dove il M5S si è rifiutato di far parte della “coalizione Salvini”. Che sia una strategia per indebolire l’alleato in modo da preparare il terreno ad uno scontro tutto italiano post elezioni? Tutto questo non farebbe che accentuare il “problema Italia” (focus sui conti pubblici e prossima Manovra di Finanziaria ad ottobre) che si ritroverebbe incertezza non solo economica ma anche politica

 

Tutto ciò ricordando che a fine ottobre il buon Mario Draghi lascerà la presidenza della Banca Centrale Europea, quindi bisognerà prepararsi al suo successore che potrebbe anche non essere così “disposto” a supportare i Paesi in difficoltà.

Bene, ora che abbiamo portato un quadro generale di quella che è l’attuale situazione, vediamo dal punto di vista degli investimenti quali potrebbero essere alcuni spunti (per essere più specifici bisognerebbe entrare in dettaglio di ogni singolo investitore, ma non ne abbiamo il tempo e la possibilità per ovvie ragioni) da portarsi dietro PRIMA delle elezioni (DOPO è troppo tardi).

 

  • Alleggerimento del rischio, aumento del peso della liquidità. Questo perché in una situazione di nervosismo, i sondaggi dicono che l’Europa dovrebbe tenere, ma potrebbe benissimo arrivare la “sorpresa” dei partiti sovranisti e portare ad un calo forte delle diverse Asset Class (azioni e Titoli di Stato su tutti). Quindi portare a casa i guadagni accumulati da inizio anno ed aspettare liquidi l’esito potrebbe permettere in caso di ribassi di entrare a quotazioni migliori. In caso contrario, se dovesse delinearsi uno scenario più tranquillo e di favore per i mercati, si potrebbe rientrare consci di una situazione più stabile a livello politico

 

  • Italia in Stand-By: Ottobre sarà il mese chiave, fino ad allora i rendimenti sui Titoli di Stato italiani non sono così allettanti da permettersi un’esposizione a riguardo, addirittura c’è chi ha guadagnato con posizioni Short (chissà chi) in attesa di capire cosa succederà all’attuale Governo. Ma la matematica non è un’opinione, e sarà la cruda matematica a mettere il Paese davanti all’evidenza di reperire risorse difficilmente reperibili per la prossima manovra economica. Questo potrebbe riflettersi in un aumento dei rendimenti ed un conseguente calo delle quotazioni

 

  • La ripresa dell’inflazione (in….). Un fattore da prendere in considerazione, con i Titoli di Stato e con una marginale quota di oro, tramite ad esempio ETC a replica fisica (non le obbligazioni societarie visto che Steve Eisman ha spiegato i motivi per cui potrebbe essere la prossima bolla) legati all’inflazione che potrebbero riprendere slancio da una Banca Centrale più prudente ed un mercato del lavoro a pieno regime

 

  • I mercati emergenti: qui (selezionando attentamente i Paesi, alcuni offrono delle opportunità, altri sono in mezzo ad una strada) possono esserci dei ritorni più allettanti rispetto alle valutazioni di Paesi sviluppati. Una possibile soluzione potrebbe essere puntare su Obbligazioni sovranazionali (BEI/BERS ecc) in valuta locale del Paese giusto (quale? Se non siete miei clienti non potrete saperlo mi dispiace)

Questi sono solo alcuni degli spunti in vista dei prossimi mesi, che si annunciano comunque nervosi, delicati, dove l’aspetto emotivo andrà fortemente controllato per evitare di incappare in errori che potrebbero costare molto molto caro.

Alla prossima!

EDUCAZIONE FINANZIARIA E FINTECH

Nonostante sia l’ottava potenza economica mondiale e la terza nell’Eurozona, con più di 440 milioni di € di valore delle esportazioni, l’Italia ha tra i livelli più bassi di cultura finanziaria in Europa – di pari passo con il Portogallo. Infatti, solo il 37% degli adulti ha consapevolezza sufficiente in materia, quando si parla di finanze.
È in questo contesto che il settore italiano della tecnologia finanziaria – o fintech – merita di essere riconosciuto ed esaminato. Infatti, già nella prima metà del 2017, sono stati investiti in compagnie fintech italiane più di 34 milioni di dollari , oltre un terzo in più rispetto al totale dei finanziamenti ricevuti in tutto il 2016, con il primo ‘Fintech Hub’ italiano aperto a Milano nel settembre 2017. Inoltre, dal 2010 questo settore ha registrato una crescita notevole e costante, con una media di 12 nuove imprese create ogni anno.
L’obiettivo primario del settore fintech, oggi, è quello di rivoluzionare l’attuale panorama
finanziario, digitalizzando i servizi e fornendo nuovi prodotti e modelli di business. Fino a poco tempo fa, infatti, l’unico punto di accesso alle proprie finanze per la maggior parte della popolazione erano le grandi banche. Erano anche le uniche a detenere tutti i servizi finanziari, inclusi prestiti, conti bancari, carte di credito, e tutte le informazioni sulle transazioni.
Tuttavia, con i recenti aggiornamenti della PSD2 (direttiva sui servizi di pagamento) le
società finanziarie sono oggi in grado di accedere ai dati relativi al saldo e alle transazioni che in precedenza erano oscurati, il che consente loro di progettare prodotti che aiutano i consumatori ad assumere il controllo delle proprie finanze.

Grazie a questo sostanziale cambiamento, le società finanziarie stanno apportando cambiamenti radicali nel modo in cui i clienti possono usufruire dei servizi finanziari.
È qui che entra in gioco Oval Money, una startup innovativa in grado di migliorare
sensibilmente la vita delle persone. Attiva da due anni, con sede tra Torino e Londra, Oval Money ha la missione di fornire a tutti un’educazione finanziaria chiara e accessibile attraverso un’applicazione di risparmio che ti permette di monitorare le spese, risparmiare tramite regole personalizzabili e investire in prodotti finanziari, il tutto in un’unica e semplice interfaccia.

Inoltre, raccogliendo i tuoi dati di spesa e organizzandoli in categorie, Oval crea
un report mensile personalizzato che ti spiega come ha speso i tuoi soldi e ti aiuta a gestirli meglio.
Come risparmiare con Oval? Semplice: l’app ti permette di creare degli “Step”, regole di
risparmio personalizzabili in base al tuo stile di vita. Gli Step possono essere impostati su
qualsiasi azione del quotidiano: dal risparmio dei centesimi di resto di ogni transazione, al risparmio in base all’esercizio fisico, o anche calcolato sulla spesa per ogni categoria
merceologica. Queste versatili regole ti consentono di adattare il risparmio a qualsiasi
esigenza individuale.
La statistica di cui parlavamo all’inizio, inoltre, è un dato che Oval sente il dovere di
affrontare. In particolare, con l’arrivo della generazione ‘millennials’, il mobile banking è in crescita con oltre il 71% dei giovani italiani che afferma di non poter vivere senza il proprio smartphone , e il 10% che li utilizza per i pagamenti di tutti i giorni, ad esempio per ristoranti e svago.

Rendendo la finanza facilmente accessibile, Oval mira ad aumentare l’educazione
in materia fornendoti gli strumenti giusti per la gestione dei tuoi soldi nell’era
dell’alfabetizzazione digitale.
Parte di questa educazione finanziaria, è l’accesso alle opzioni di investimento: Oval Money ha infatti creato una gamma di prodotti esclusivi per i propri utenti, rendendo di fatto gli investimenti accessibili a tutti – non solo per coloro che già detenevano grandi quantità di capitale.

Con Oval puoi aprire una posizione di investimento con un minimo di 50 euro,
creando un tuo portafoglio di prodotti, e puoi seguirne i progressi – così come gestire gli
investimenti ricorrenti o il disinvestimento – direttamente attraverso l’applicazione.
Oval Money crede fermamente che con questi strumenti a disposizione, gli utenti possano finalmente acquisire consapevolezza sulle proprie finanze e aumentare il proprio capitale in modo responsabile, giorno dopo giorno.

Articolo a cura di Oval Money

Analisi titolo ELECTRONIC ARTS (pt.2)

Il 21 aprile ci siamo lasciati con un articolo relativo agli E-sports, e più in particolare ad un’azienda americana leader di mercato, Electronic Arts, di cui avevamo iniziato a parlare in QUESTO ARTICOLO.

Da allora il titolo ha performato 1.43%, se ci mettiamo anche l’apprezzamento del Dollaro nei confronti dell’Euro siamo a circa un 2,23% in una settimana. Certo, lo sapete che qui siamo “intellettualmente ed economicamente corretti”, quindi sarebbe stupido (anche se in altri siti lo fanno) prendersi il merito di una performance del genere visto che praticamente il mercato USA ha spinto molto in settimana sulla scia di un PIL migliore delle attese (3.2%, inaspettato) e dove praticamente da inizio anno qualsiasi investimento tende a salire. Perciò sappiamo solo che abbiamo investito in una logica di lungo periodo, con pesi assolutamente ponderati (vedi articolo precedente su EA per capire quanto peso può avere un singolo titolo in portafoglio) su un titolo BEN SAPENDO CHE DA QUI A FINE ANNO POSSO ASPETTARMI UNO STORNO GENERALIZZATO DI MERCATO (ne ho parlato QUI) che presenta due caratteristiche:

  • Bilanci buoni
  • Prezzo a sconto

Perciò l’idea è sempre quella di investire guardando a settori e mercati che si prospettano come robusti da qui al prossimo futuro, scegliendo aziende ben posizionate che mostrano segnali di forza e stabilità per i propri investitori.

Il titolo potrà scendere? Assolutamente SI! Perchè se il Nasdaq dovesse calare prima o poi, almeno in una fase di breve termine potrei aspettarmi un calo generalizzato, ma come detto sono ben preparato, per 3 motivi:

  1. Ho analizzato i bilanci
  2. Ho analizzato le prospettive del settore
  3. Il peso del titolo nel mio portafoglio è limitato

Metteteli nell’ordine di importanza che preferite questi 3 punti, ma dovete valutarli tutti!

Perciò cominciamo con il primo, ovvero la parte relativa ai bilanci (il punto 3 è già stato trattato, perciò più avanti ragioneremo a livello di settore).

Vi ricordo che tutto ciò che vi racconterò da qui ai prossimi articoli sarà riassunto (per l’analisi del bilancio) in un file Excel che verrà regalato come BONUS n.2 SOLO AGLI ISCRITTI ALLA NOSTRA NEWSLETTER, perciò fatelo se ancora non lo avete fatto 🙂

IL BILANCIO

Non mi soffermerò molto sugli aspetti basilari (andremmo avanti fino a domani) ma è importante creare dei blocchi mentali per fare ordine nella vostra testa di futuri o attuali investitori.

Il Bilancio di un’azienda ha 3 parti fondamentali:

  • Conto economico (è un movimento continuo, ci racconta come si muove l’azienda)
  • Stato patrimoniale (è fermo, ci fornisce la fotografia statica di questo momento)
  • Flusso di cassa (è continuo, come il CE, ma specifico dei flussi finanziari)

Ora che abbiamo riassunto cosa andremo ad analizzare, vi fornisco anche gli strumenti utili da cui reperire i dati:

Questi due tools forniscono i dati utili ad analizzare gli ultimi 4 anni (uno storico utile ed attendibile) per l’analisi dei nostri titoli, basta avere sotto mano il codice ISIN (che identifica il nostro titolo specifico, una sorta di codice fiscale per le persone) e una volta inserito potete trovare tutto ciò che vi serve.

Ad integrazione di ciò, dovrete anche andare nella sezione “investor relation” dell’azienda, perchè guardare i bilanci direttamente dall’interno è un’aggiunta utile soprattutto per capire il management cosa dice agli azionisti, e vedere se a distanza di 1/2/3 anni ha mantenuto gli obiettivi.

Come potrete immaginare, questa analisi (che io faccio per ciascun titolo che ho in mente di comprare) è lunga, faticosa, ma replicabile per ogni azione sulla terra (questo almeno è positivo), ma VA FATTA! Anche perchè sennò toglietemi una curiosità…come cavolo le comprate voi le azioni?! (“Ad cazzum” non è una risposta accettata in questo sito)

Quindi torniamo a noi, prima parte del bilancio, il Conto economico.

Di seguito vi riporto lo screenshot (ripeto il file completo lo riceverete più avanti se iscritti alla newsletter) i dati già inseriti (che mi sono fatto “a manina” mentre voi siete andati al mare, quanto vi invidio).

Dati in migliaia di USD:

ANNO 2015 2016 2017 2018
CONTO ECONOMICO
RICAVI (FATTURATO)  4.515.000,00  4.396.000,00  4.845.000,00  5.150.000,00
COSTO DEL VENDUTO (CDV)  1.429.000,00  1.354.000,00  1.283.000,00  1.277.000,00
SPESE G.LI/AMM.VE/VENDITA  1.033.000,00  1.028.000,00  1.112.000,00  1.110.000,00
SPESE RICERCA E SVILUPPO  1.094.000,00  1.109.000,00  1.205.000,00  1.320.000,00
AMMORTAMENTI   –    –     –     –  
INTERESSI PASSIVI -31.000,00 -28.000,00 -47.000,00 -44.000,00
IMPOSTE  50.000,00 -279.000,00  243.000,00  406.000,00

Quindi cominciamo ad analizzare la principali voci:

RICAVI (FATTURATO)

Oltre 5 Miliardi di USD di vendite nel 2018, con un trend che presenta una crescita progressiva costante (in 4 anni su del 15% circa). Sia chiaro, il primo obiettivo di un’azienda deve essere quello di VENDERE, sia che produca videogiochi, sia che produca pantofole, ci siamo capiti. Se non vendi meglio non aprire bottega. Ma le vendite devono essere costanti e soprattutto crescenti di anno in anno, perchè se oggi vendi 100 e domani 50, hai un problema. Mi rendo conto che possono sembrare discorsi semplici e banali, però credetemi (anzi credete a Warren Buffett, quando dice che investire è semplice , ma non è facile, perchè intende proprio questo).

COSTO DEL VENDUTO

Eh già, per vendere qualcosa devo prima produrla, comprarla da qualcun altro che la produce, inventarla, insomma ci sarà un lavoro a monte che mi permette poi di ottenere denaro dalla mia attività, e questo ha ovviamente un costo. Cosa deve guardare quindi l’investitore accorto? Anche qui non è scienza missilistica, deve stare attento che mentre l’azienda scelta continua a vendere (e lo fa incrementando le vendite negli anni) I COSTI SIANO SEMPRE SOTTO CONTROLLO! 

Perchè se oggi vendi 100 (e ti costa 99) e domani vendi 150 (ma ti costa 151) allora hai un problema anche se vendi di più.

Ora fermiamoci un attimo, perchè con quest’ultimo ragionamento vi lascio al prossimo articolo tra qualche giorno….

Abbiamo detto vendere di più (trend in crescita, che esprime anche leadership della società nel mercato di riferimento) mantenendo i costi bassi: questo è fondamentale perchè ci fornisce un terzo indicatore per la nostra analisi..

MARGINE DI PROFITTO LORDO!!!!!

Se vendo a 100 una cosa che mi costa 60, il mio margine sarà del 40%. Capito? Avendo fatturato e costo del venduto, siamo in grado di capire ed analizzare la marginalità (fate attenzione adesso) DELL’ ATTIVITA’ PRINCIPALE DELL’AZIENDA! 

Tradotto, se fa pantofole quanto margine avrà sulle pantofole, se fa videogiochi quanto margine avrà sui videogiochi e così via…capito?

Poi magari si sputtanerà tutto con una cattiva gestione finanziaria (debiti e via dicendo) ma il primo fondamentale punto del giorno (il messaggio che vi lascio) è che la sua attività principale deve essere in crescita e DEVE DEVE DEVE AVERE MARGINE!

Quanto margine? Almeno il 40%!

La formula è semplice:

Margine di profitto= (Ricavi – Costo del venduto)/Ricavi (e deve essere almeno il 40%)

Prendiamo EA sopra, e vediamo ad esempio nel 2018:

(5150000-1277000)/5150000 = 75,2% Capito?????????????????????

Alla prossima!!!

Iscrivetevi al nostro canale Youtube così recuperate un pò di nozioni utili :)))))

QUANTO RENDONO I DIVIDENDI DELLE AZIONI ITALIANE NEL 2019?

In attesa di riprendere il tema di Electronic Arts (se non hai letto l’ultimo articolo lo trovi QUI), di seguito riportiamo (dal momento che è iniziata la stagione dei dividendi a Piazza Affari) i titoli del FTSE MIB (indice principale) con data ed importo dei dividendi staccati/da staccare, in ordine di rendimento. Come sempre vi ricordo di non valutare l’acquisto di un titolo solo per l’importo del dividendo (come certa gente fa, terribilmente sbagliato!!!) anche perchè non sempre il pagamento di un dividendo corposo rappresenta un fattore positivo (vedi il video di qualche mese fa cliccando QUI).

In questo caso, il prezzo dell’azione è quello della giornata di venerdì (così avete un aggiornamento recente) e ricordatevi che i dividendi sulle azioni italiane sono tassati al 26% (quindi dovete toglierlo dal rendimento lordo). In alcuni casi poi alcune azioni hanno una parte del dividendo già pagata in precedenza.

Ci rivediamo nel weekend per continuare il discorso della valutazione dei bilanci di un titolo, a presto!

Francesco

TITOLO DIVIDEND ULTIMO PREZZO DIVIDEND YIELD % DATA STACCO
Azimut Holding  €            1,500  €                17,270 8,69% 22/05/2019
Intesa Sanpaolo  €            0,197  €                   2,275 8,66% 22/05/2019
UnipolSai  €            0,145  €                   2,422 5,99% 22/05/2019
Generali  €            0,900  €                17,010 5,29% 22/05/2019
Banca Generali  €            1,250  €                24,520 5,10% 22/05/2019
Mediobanca  €            0,470  €                   9,360 5,02% già pagato
Poste Italiane  €            0,441  €                   9,262 4,76% 26/06/2019
A2A  €            0,070  €                   1,483 4,72% 22/05/2019
Fiat Chrysler Automobiles  €            0,650  €                13,844 4,70% 02/05/2019
UBI Banca  €            0,120  €                   2,690 4,46% 22/05/2019
Italgas  €            0,234  €                   5,524 4,24% 22/05/2019
Unipol  €            0,180  €                   4,522 3,98% 22/05/2019
Atlantia  €            0,900  €                23,490 3,83% 22/05/2019
Bper Banca  €            0,130  €                   4,106 3,17% 22/05/2019
Hera  €            0,100  €                   3,168 3,16% 26/06/2019
Snam  €            0,136  €                   4,450 3,05% 26/06/2019
Terna  €            0,155  €                   5,364 2,88% 26/06/2019
Pirelli  €            0,177  €                   6,442 2,75% 22/05/2019
ENI  €            0,410  €                15,550 2,64% 22/05/2019
Prysmian  €            0,430  €                16,590 2,59% 26/06/2019
Fineco  €            0,303  €                11,880 2,55% 25/04/2019
Enel  €            0,140  €                   5,504 2,54% 24/07/2019
Unicredit  €            0,270  €                12,110 2,23% 25/04/2019
Tenaris  €            0,250  €                13,210 1,89% 22/05/2019
CNH Industrial  €            0,180  €                   9,620 1,87% 02/05/2019
Ferragamo  €            0,340  €                19,850 1,71% 22/05/2019
Leonardo  €            0,140  €                10,550 1,33% 22/05/2019
Recordati  €            0,470  €                35,510 1,32% 25/04/2019
Moncler  €            0,400  €                37,140 1,08% 22/05/2019
Diasorin  €            0,900  €                85,750 1,05% 22/05/2019
Ferrari  €            1,030  €              122,400 0,84% 02/05/2019
Amplifon  €            0,140  €                16,800 0,83% 22/05/2019
Exor  €            0,430  €                59,420 0,72% 26/06/2019
Buzzi Unicem  €            0,125  €                19,630 0,64% 22/05/2019
Campari  €            0,050  €                   8,815 0,57% 25/04/2019
STMicroelectronics  €            0,053  €                16,840 0,31% 19/06/2019
Banco BPM  no 0,00%
Saipem  no 0,00%
Telecom  no 0,00%
Juventus  no 0,00%

EA SPORTS: IT’S IN THE GAME! BUONA PASQUA

Se almeno una volta nella vostra vita avete giocato a FIFA, oppure a qualsiasi altro sport con la vostra Playstation, questa frase pronunciata ad inizio avvio del gioco non potete non ricordarla, personalmente mi ha accompagnato per 5 lunghi anni della mia vita, finchè non ho appeso il Joystick al chiodo e sono passato dai videogiochi ai libri.

Perché ti parlo di FIFA, perché in verità questo come una miriade di altri giochi (sempre più evoluti, sempre più “reali”, sempre più connessi con le persone) rappresentano oggi non solo il presente, ma anche il futuro dell’intrattenimento (ancora più del cinema o del teatro). Giusto o sbagliato che sia, investire significa anche capire come evolvono le abitudini e le scelte dei consumatori, scelte che poi si traducono in fatturato per la aziende che riescono a soddisfare questi bisogni, che a sua volta si traducono in profitti per l’azienda e per i suoi azionisti.

Come sapete, nell’ultimo articolo che potete rileggere QUI vi ho raccontato della mia ultima operazione, in particolare su GIMA TT, e di come le valutazioni e lo studio dell’azienda siano stati fondamentali per portare a casa un profitto di tutto rispetto. Ci siamo lasciati con un piccolo regalo, un bonus, che avrei fornito SOLO AGLI ISCRITTI alla nostra newsletter (se non lo avete ancora fatto registratevi) con gli strumenti (o meglio “LO STRUMENTO”) che utilizzo personalmente per decidere su quali titoli investire.

Come sapete bene però, su Colazione a Wall Street cerchiamo di essere sempre diversi dalla miriade di schifezze che si trovano in giro sul tema, quindi ritengo opportuno che il metodo (secondo me) corretto di aiutarvi a diventare autosufficienti nelle vostre scelte di Investimento debba passare PRIMA dal raccontarvi perché e come usare certi strumenti, magari facendovi esempi pratici e concreti, e solo allora fornirvi quello stesso strumento che potrete usare per conto vostro.

Quindi direi basta convenevoli, e partiamo come sempre con qualche spunto operativo. Non tratteremo tutto oggi, perché a mio giudizio è preferibile vedere piccoli pezzi un po’ alla volta, comprenderli, mettere tutto insieme e poi avere finalmente un sistema completo che si padroneggi bene.

Perciò partiamo…

Fase 1: la strategia di “asset allocation”

Se hai 10.000 Euro (cifra a caso) e decidi di mettere 9.000 Euro su una singola azione, libero di farlo, ma fondamentalmente stai facendo una “cagata pazzesca” (come direbbe Fantozzi) nel 99,9999% dei casi. Solo poche persone sulla Terra (e mi dispiace dirtelo, né io né te siamo tra questi) possono permettersi di fare ciò, per 2 motivi:

  1. Rischio: (magari te la racconti, ma il tuo profilo di rischio non è tale da sopportare oscillazioni derivanti dall’investire il 90% dei tuoi soldi in un’unica azione)
  2. Competenze: nessuno al mondo (o quasi) può prevedere il futuro, perciò comprare quel titolo che ti faccia “cambiare vita” con rendimenti faraonici è pressochè impossibile, la tua ricchezza (mi dispiace per te ma è così) la dovrai costruire un po’ alla volta, anche sbagliando. Non sono i 100 metri, è una maratona.

Quindi togliti dalla testa che QUI imparerai a scegliere solo titoli che performano del 50% all’anno, nessuno lo fa e chi lo promette è un ladro!

Quinti insegno a costruirti un portafoglio che ti permetta nel tempo (ripeto, nel tempo, anni non settimane e non mesi) di avere dei risultati.

Perciò, se vai a rileggere uno dei miei articoli precedenti, ricorderai che solo un 10% massimo (anche meno se hai un profilo estremamente prudente) può essere destinato all’acquisto dei singoli titoli, e solo dopo rigorose analisi e non comprando azioni “a cazzo di cane”.

Quindi, fatto 100 il tuo portafoglio, 10 potrai usarli per l’acquisto di singoli titoli (ti farò vedere la mia metodologia, che non è una scienza esatta, su cui puoi non essere d’accordo, che non sarà “forse” la migliore, ma è pur sempre un metodo, che ti sto dando gratuitamente). Ti sfido a trovare un altro posto così dove non ti sparino newsletter da 100 Euro mensili o corsi da 1000 Euro al giorno.

Quindi, torniamo al caso visto sopra, relativo ad Electronic Arts.

Perché ho scelto di analizzare questo titolo? Semplice, su una serie di azioni che avevo scelto per me, questa (come altre che vedremo in seguito) rappresenta un “trend” che guarda al futuro, e perché dato il mio orizzonte temporale (minimo 5 anni e comunque finchè non raggiungerà il risultato prefissato) una volta comprata non rappresenterà più una fonte di preoccupazione, resterà al suo posto senza discussioni.

Solitamente, come dicevo sopra, il 10% del portafoglio tendo sempre a destinarlo a singoli titoli, (non uno solo sia chiaro) seguendo i consigli riportati da Philip Fisher, un consulente finanziario di altri tempi, poi diventato famoso imprenditore.

Il suo “portafoglio” (il 100%, ma noi non siamo Fisher quindi lo applicheremo al 10% che possiamo utilizzare per questo tipo di strategia) consisteva nel detenere massimo 10 azioni, di cui ¾ rappresentavano il 75% del totale.

Cosa significa questo? Semplice, se hai 100.000 Euro di portafoglio, e puoi usarne 10.000 Euro per l’acquisto di “singole azioni”, dovrai avere da un minimo di 3 ad un massimo di 10 titoli, quindi non potrai investire nella “singola azione” più di 3.333 Euro (ma dovrai investirne almeno 1.000 Euro, qualora decida di comprare 10 titoli, occhio alle commissioni in questo caso). Le azioni dovranno tutte essere “particolari” ovvero frutto di un metodo di valutazione specifico, che vedremo a poco a poco nei prossimi articoli.

Quindi Electronic Arts rappresenta in questo caso una delle azioni all’interno del portafoglio (prenderà il posto di GIMA TT, venduta con una plus di circa il 20%).

Quindi nel mio caso, tendo sempre a considerare diversi aspetti per decidere se avere in portafoglio (nel mio 10%) 3,4, 6, 10 azioni.

Innanzitutto il rischio valutario, perché se ad esempio compro Electronic Arts, essendo un’azione americana inserirò Dollari nel mio portafoglio, quindi dovrò considerare anche il rischio cambio (quando poi andrò a rivenderla). In secondo luogo, mi sto esponendo ad un settore molto volatile e molto particolare (possiamo annoverarlo nel settore “tecnologico”). In terzo luogo, nel caso di EA (per abbreviare) non vengono staccati dividendi, che nel caso specifico ha un suo perché (lo vedremo quando analizzeremo i bilanci la prossima volta) ma che non rappresenta quindi una fonte di reddito aggiuntiva del portafoglio ma punta esclusivamente ad un apprezzamento del titolo. Quarto ed ultimo punto, sto investendo nell’azionario America, quindi a livello geografico sto puntando su un determinato Paese, giusto o sbagliato che sia.

Personalmente, opero sempre in questo modo (sul mio 10%):

  • CICLO ECONOMICO POSITIVO/ESPANSIONE: (da 3 a 5 titoli in portafoglio)
  • CICLO ECONOMICO IN RALLENTAMENTO/STAZIONARIO: (da 4 a 7 titoli in portafoglio)
  • CICLO ECONOMICO IN CALO/DECRESCITA: (da 8 a 10 titoli in portafoglio)

Ora che abbiamo visto come inserire i pesi all’interno del 10%, nel prossimo post parleremo dell’analisi del mercato, del settore in cui opera EA, e del perché ho ritenuto di concentrarmi su quel determinato titolo.

Colgo l’occasione per augurare a voi ed alle vostre famiglie una Buona Pasqua!

Francesco

COME AVERE 1500 EURO IN PIU’ ALL’ANNO (IN PRATICA)

Titolo molto provocatorio, ma come sai ormai tu che mi conosci, dico solo quello che faccio perchè lo provo sempre in prima persona.

Prima domanda: perchè 1500 Euro, e non 100 Euro oppure 5.000 Euro oppure 100.000 Euro? Semplice, perchè io durante l’anno ne risparmio molti ma molti di più, però bisogna considerare che in questo blog di Colazione a Wall Street siamo qui per costruire un percorso, e di solito si comincia a piccoli passi, quindi ho ritenuto di partire da un obiettivo che tutti possano raggiungere.

Oggi ti farò 1 regalo, esclusivo! Per riceverlo, è necessario iscriverti alla nostra newsletter, dopodichè richiedere il BONUS tramite il form “Contatti”, oppure scrivendo direttamente sulla nostra pagina Instagram di Colazione a Wall Street.

Adesso ti spiego quindi come fare a risparmiare 1500 Euro/anno…

Prima cosa, che tu abbia uno stipendio da 700/800 Euro al mese (adesso con il reddito di cittadinanza chi non ce l’ha?) o da oltre 3.000 Euro, la sostanza non cambia, perchè le prima cosa che devi fare è creare 2 abitudini positive!

  1. Segnarti TUTTE le spese!!!!!!!!!!!! (nota i punti esclamativi, ma proprio tutte)
  2. Spendere meno di quello che guadagni, grazie ad un pianificatore (uno dei BONUS)

Ora, sembra facile, sembra una scemenza, ma devi sapere che dati ABI alla mano le famiglie italiane riescono ad accantonare sempre meno soldi, e chi ci riesce lo fa per eventuali imprevisti (quindi non investe per paura) con tutte le conseguenze di inflazione & CO.

Tu invece, che segui questo blog, metterai da parte una somma Extra che poi dovrai investire (ne riparleremo, anche se ormai con tutti gli articoli che ho fatto dovresti praticamente dirigere una Banca), perchè avrai costruito abitudini positive e quindi la somma che accantonerai con questo metodo sarà totalmente libera da vincoli (se non quello di crescere sempre di più costruendo un portafoglio corretto).

Bene, ora che abbiamo spiegato queste due cose, voglio farti il mio esempio personale, cioè come IO metto da parte i MIEI soldi, e come puoi iniziare anche tu.

SEGNARE TUTTE LE SPESE!!!!!(con i punti esclamativi)

Abbiamo detto che il punto 1 è quello, ma come fare in pratica? Mica puoi portarti un block notes sempre dietro? E se la penna non scrive? E se fuori piove e non sai dove metterti a segnare la spesa? E sei in fila alla cassa del supermercato? Decisamente poco pratico…

Quindi, tecnologia GRAZIE! Io ho scaricato (per ovviare ai problemi sopra) un’applicazione (totalmente gratuita) chiamata “SPENDER” (vedi immagine sotto).

spender.jpg

Facile da usare, basta “creare” le proprie voci di entrate e di uscite, dopodichè “registrare” la spesa nella giusta sezione, e lui in automatico calcolerà tutto. Personalmente, considero un periodo dal 1 al 31 del mese, così ragioni con chiarezza e non sei costretto a fare calcoli eccessivi.

Compri il giornale? Segna la spesa nella voce delle uscite “giornali e riviste”. Fai la spesa? Segna la spesa nella voce di uscita “cibo”. Incassi un affitto? Segna l’importo nella voce di entrata “affitti”. A fine mese troverai il saldo (positivo o negativo) del mese.

Questo serve per 2 motivi:

  • Sviluppi l’abitudine a segnarti tutto
  • TI RENDI CONTO (ben diverso dal “penso che…”) di quanto spendi e capisci che molte delle tue spese sono totalmente inutili (poi mi dirai se non ho ragione)

PIANIFICARE

Ora che hai registrato tutte le spese del mese (ma proprio tutte, mi raccomando, sembra difficile ma dopo 3 mesi ti verrà automatico) devi renderti conto di come vanno le tue finanze, cioè a fine mese, quando CHIUDI LA TUA CONTABILITA’ PERSONALE, devi avere il quadro completo, ovvero scaricare il nostro “pianificatore” (sopra ti ho spiegato come fare) e scrivere il totale di tutte le voci (quindi ad esempio se in un mese hai fatto 3 volte benzina, spendendo ogni volta 10 Euro, in totale nel mese avrai speso 30 Euro per la voce “auto”, quindi questa cifra andrà inserita nel Sub.totale di Aprile per la voce “auto”).

In questo modo grazie al nostro strumento (gratuito e facile da usare, è un file Excel) troverai 2 colonne in fondo con “media” e “somma” (come diceva il mio prof. di Economia Aziendale, Dio lo abbia in gloria, “non è scienza missilistica”) che ti serviranno (non dopo il primo mese, ma dopo 3/4 mesi) a capire “in media quanto spendi per quella determinata categoria” (auto/vestiti/spesa ecc) e soprattutto quanto sei riuscito a risparmiare in TOTALE tra entrate ed uscite.

L’ultima parte poi è riservata a calcolare (lo facciamo noi tranquillo) una riduzione del 10% per ogni voce di spesa (se spendi 1000 Euro/anno per l’auto saranno 100 Euro) che ti aiuta a fare una cosa molto semplice: QUELLO E’ IL TUO OBIETTIVO DI RISPARMIO SU QUELLA VOCE MENSILE DI SPESA!!

Te lo rispiego con un esempio:

Se spendi 50 Euro al mese di vestiti (per il cambio stagione ad esempio) e quindi in un anno hai speso 600 Euro, il tuo obiettivo sarà ridurre di 60 Euro/annui questa spesa, che significa 5 Euro al mese! Capito? In questo modo hai un obiettivo vero!! (risparmiare 5 Euro al mese per 12 mesi nella voce vestiti). E come lo fai?

Semplice, ogni mese a fine mese, metti via 5 Euro (il consiglio è tenere un secondo conto corrente dove far confluire questi piccoli risparmi).

Tutto chiaro? In questo modo vedrai che almeno 75/80 Euro mensili salteranno fuori (in un anno significa 950 Euro circa risparmiati).

Bene, ma tu Francesco hai detto 1500 Euro, dove sono gli altri 550?

Eccoci al secondo ed ultimo STEP, devi trovare qualcosa che ti permetta di “risparmiare” senza accorgerti che lo stai facendo (il PAC da 50 Euro al mese è un’ottima soluzione, ma partiamo da uno step con cifre ancora più piccole, alla portata veramente di tutti).

Un aiuto arriva ad esempio da OVAL MONEY , un’applicazione per risparmiare piccole cifre senza pesare nel bilancio.

Ho iniziato a febbraio, e mediamente viaggio (senza neanche rendermene conto) sui 45 Euro/mensili (impostando 2/3 step previsti) ecco le prove!

OVAL.jpg

Questo significa che a fine anno, considerando i 12 mesi, sono 540 Euro in più risparmiati. Eccoci quindi arrivati ai famosi 1500 Euro, e non mi dire che per te è troppo difficile, perchè se così fosse, amico/amica mio, allora potrai solo lamentarti e pensare che la tua serenità finanziaria sia impossibile da raggiungere, e se nel posto sbagliato!

Quindi ricapitolando:

  1. Scarica Spender
  2. Crea le tue voci di spesa
  3. Scarica Oval Money
  4. Iscriviti alla nostra Newsletter
  5. Richiedi il Bonus
  6. Nel pianificatore Excel “adatta” le voci di spesa a quelle inserite su Spender
  7. Sviluppa le 2 sane abitudini di segnare tutto e spendere meno di ciò che guadagni
  8. Vedi a fine anno quanto hai risparmiato

Come sempre, non c’è di che!

Francesco