#10YEARSCHALLENGE DEI MERCATI AZIONARI

In questo video (oggi cambiamo un pò formato) vediamo l’evoluzione dei mercati finanziari degli ultimi 10 anni…in 10 minuti, prendendo spunto dall’analisi dell’Ufficio Studi Mediobanca.

Quindi mettetevi comodo, perchè analizzeremo insieme:

  1. L’evoluzione della Capitalizzazione di Borsa dei principali Paesi
  2. Il “peso” specifico dell’Italia
  3. Quanto incide l’orizzonte temporale nel mondo azionario
  4. Perchè abbiamo scritto decine e decine di articoli su ROE, indicatori di bilancio
  5. L’effetto devastante dell’inflazione sui vostri portafogli

Buona visione, e per dubbi o domande scrivetemi!

 

L’INVESTIMENTO AZIONARIO CHE I PROFESSORI NON INSEGNANO

Ciao,

oggi affrontiamo un tema a me molto caro, ovvero come svolgere un corretto processo di valutazione delle principali asset class in circolazione, su tutte azioni ed obbligazioni.

Le valutazioni che faccio qui sono molto diverse dal materiale che puoi trovare in giro, molto probabilmente diverso anche da tutto ciò che potrai leggere, ma posso dirti una cosa CERTA: ho a cuore (davvero) il tuo benessere economico.

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Investire (davvero) in azioni

Mi sono sempre scervellato per trovare una risposta (giusta) a questa domanda: i dati storici, servono davvero a “predire il futuro”? Insomma: la storia si ripete? La risposta è…SOLO PER ALCUNI (POCHI) ELEMENTI!

Ma facciamo un passo indietro, e vediamo la differenza tra INVESTIMENTO e SPECULAZIONE che devi SEMPRE tenere a mente. Non sapere questa differenza può essere deleterio per i tuoi investimenti.

INVESTIMENTO: un asset che produce reddito

SPECULAZIONE: un asset che NON produce reddito

Da questa definizione che dovrai sempre avere vicino al PC che usi per investire, ricaviamo quindi la definizione di ricchezza:

La ricchezza è LA SOMMA DEI FLUSSI DI REDDITO (l’affitto di un immobile, i dividendi delle azioni, le cedole delle obbligazioni) generato dai tuoi investimenti

Tuttavia sappiamo (se non hai studiato matematica finanziaria all’Università non ti preoccupare, te lo spiego in modo rapido e semplice) che il reddito percepito OGGI ha per noi un valore MAGGIORE del reddito che percepiremo domani (perchè aumenta l’incertezza futura).

Questo ci porta a definire un’altra legge importante per ragionare a proposito della nostra ricchezza, quindi dei nostri investimenti, quindi dei nostri flussi di reddito: il fattore di attualizzazione.

Ovvero: SE OGGI INCASSO 100 EURO (CHE CHIAMEREMO “VALORE ATTUALE”, VA), QUESTI SOLDI OGGI HANNO UN VALORE MAGGIORE DEI 100 EURO CHE INCASSERO’ TRA 2 ANNI.  MA DI QUANTO E’ PIU’ ALTO QUESTO VALORE?

Girando la domanda in modo più semplice: I 100 EURO CHE INCASSERO’ TRA 2 ANNI, A QUANTO EQUIVALGONO OGGI?

La formula è la seguente:

VA = Reddito futuro / Fattore di attualizzazione^n.anni

E qui iniziamo a ragionare: immagina un fattore di attualizzazione del 10%, vuol dire che il fattore di attualizzazione a 2 anni equivale a 1,10^2 = 1.21 (sarebbe 1,10 al quadrato). Perciò se tra 2 anni incasserò 100 Euro, OGGI quei soldi per me valgono 100/1.21 = 82,64 Euro. Se questo fattore di attualizzazione fosse del 20%, avrei 1.20^2=1.44 e quindi il valore attuale dei 100 Euro che riceverò tra 2 anni equivale OGGI a 100/1.44=69,44 Euro.

PERCIO’ HAI CAPITO DOVE VOGLIO ARRIVARE?

Quanto più il fattore di attualizzazione è alto, tanto minore sarà il valore attuale. Detto altrimenti, un aumento del fattore di attualizzazione significa che il VALORE ATTUALE di un bene futuro diminuisce

Francesco ma che cosa c’entra questo con le azioni? Ci arrivo tra poco…

Qual è il fattore più importante che determina (PER ME) quanto vale questo “fattore di attualizzazione?” (da ora in avanti “FA” per semplificare) Risposta: IL RISCHIO!

Cioè, abbiamo visto sopra che più è grande “FA” più il valore attuale dei 100 Euro futuri sarà basso, quindi vuol dire che PIU’ “FA” E’ ALTO, PIU’ IO COME INVESTITORE STO ASSOCIANDO UN RISCHIO MAGGIORE al fatto di ricevere i 100 Euro tra 2 anni, e quindi  ESIGO un interesse maggiore OGGI!

Ecco che abbiamo il collegamento con il mercato azionario, ecco che in poche righe hai scoperto quello che il 99% degli investitori non capirà mai!

Il rendimento che può darti il mercato azionario (ora e per sempre) NON E’ LA DIFFERENZA TRA PREZZO DI VENDITA E PREZZO DI ACQUISTO (il capital gain)

Questa è una balla che raccontano i principianti, quelli che vogliono venderti la “formula magica” o il SUPER report con “le migliori azioni a sconto” o con “il portafoglio di azioni infallibile che compri a prezzi stracciati” (che NON si può prevedere).

IL VERO RENDIMENTO (NON SOLO DEL MERCATO AZIONARIO, MA ANCHE DI QUELLO OBBLIGAZIONARIO) E’ DATO DAI FLUSSI DI REDDITO (VEDI LA DEFINIZIONE SOPRA DI INVESTIMENTO) CHE POTRAI RICEVERE DA QUI FINO AL MOMENTO IN CUI LO VENDERAI!

SU QUESTO PARAMETRO SI CONCENTRA IL VERO INVESTITORE per determinare il valore del suo investimento. E sulle azioni, il nostro riferimento sono I DIVIDENDI!

E’ una scienza perfetta? No, ma ha decisamente molti ma molti meno margini di errore di qualsiasi altra tecnica predittiva nel mondo.

Aggiungiamo un’altra informazione importantissima che migliorerà ancora di più la correttezza delle nostre analisi: queste stime sono valide molto di più per un mercato azionario più diversificato, piuttosto che per un singolo titolo.

Tutto bello, ma la pratica? Ecco che qui non ci batte nessuno, perchè noi i soldi li investiamo (i nostri) davvero, e quindi ti diamo anche il risvolto pratico perchè è con quello che poi lavorerai!

A questo punto entra in scena il modello di Gordon con la seguente formula:

RM (rendimento atteso del mercato) = RENDIMENTO DEL DIVIDENDO + CRESCITA DEL DIVIDENDO

La formula sopra è valida per le azioni. Per le obbligazioni invece è ancora più semplice: il rendimento del dividendo equivale alla cedola periodica che ricevi, e la crescita del dividendo è pari a zero.

Ora, sicuramente qualcuno potrà obiettare che “il modello di Gordon” funziona solo per azioni la cui crescita dei dividendi è stabile, ovvero le aziende più mature! Infatti, ecco perché guardiamo al mercato e non ai singoli titoli, ed ecco perchè il riferimento temporale è il lungo periodo (e non i prossimi 1/3/5 anni).

Quindi andiamo avanti, in questa tabella ho riassunto (Fonte: Janus Henderson, report uscito da poco) la crescita dei dividendi degli ultimi 9 anni, con una stima dell’inflazione globale al 3% (questo perché a noi serve il valore REALE, ovvero rendimento nominale meno inflazione). Per la capitalizzazione complessiva invece la fonte è la Banca dati della World Bank.

     Anno Market cap Media Azioni globali (Miliardi USD) Dividendi    pagati (Miliardi di USD) Dividend Yield (D) Crescita Dividendi YoY (g) Rendimento mercato (D+g)
2009                 37.500,00 USD  650,00 USD 1,73% 7,30% 9,03%
2010                 47.500,00 USD  778,00 USD 1,64% 6,60% 8,24%
2011                 47.500,00 USD  946,60 USD 1,99% 21,70% 23,69%
2012                 47.500,00 USD   1.025,10 USD 2,16% 8,30% 10,46%
2013                 55.500,00 USD    1.066,40 USD 1,92% 3,20% 5,12%
2014                 61.500,00 USD    1.181,60 USD 1,92% 11,20% 13,12%
2015                 62.500,00 USD    1.159,90 USD 1,86% -1,80% 0,06%
2016                 63.500,00 USD    1.162,50 USD 1,83% 0,20% 2,03%
2017                 72.000,00 USD    1.252,50 USD 1,74% 7,70% 9,44%
2018                 74.000,00 USD    1.369,60 USD 1,85% 9,30% 11,15%
media                 56.900,00 USD    1.059,22 USD 1,86% 7,37% 9,23%
inflazione         3,00%
crescita reale         6,23%

 

 

Ancora una volta, guardando ai numeri, possiamo innanzitutto vedere come nell’ultimo decennio la “somma” del Rendimento dei dividendi (quarta colonna) e della Crescita dei dividendi (quinta colonna) sia inferiore rispetto a quella del secolo scorso (10%), dove mediamente sia il primo che il secondo parametro si muovevano di circa un 5% ciascuno.

Oggi non è più così, pertanto possiamo già fare (in base a quanto detto sopra) una prima considerazione:

NEL LUNGO PERIODO (SUPERIORE AI 20 ANNI) dobbiamo attenderci verosimilmente un rendimento dei mercati azionari (globale, poi da zona a zona cambierà ovviamente) inferiore rispetto al passato

Addirittura su orizzonti più brevi (5 anni, ma per quanto detto sopra va preso con le pinze) la società ROBECO stima dei rendimenti a livello azionario REALI intorno al 4.5%, quindi addirittura inferiori (QUI trovi il report).

Applico poi SEMPRE (viva l’umiltà, tutti possono sbagliare) uno scarto dell’ 1% (questo sulla base del fatto che lo stesso modello applicato nel secolo scorso prevedeva un rendimento del 9% a fronte di un rendimento EFFETTIVO del 9.90%).

Quindi riprendendo la tabella sopra, la crescita reale dei rendimenti (nel LUNGO periodo!) diventerebbe del 5,23%.

Le cose potranno cambiare? Potranno aumentare i tassi di crescita delle aziende? CERTO! Ma se questo succederà, il modello di Gordon andrà rivisto, le stime ricalcolate (anche se non credo che la differenza potrà discostarsi di molto) ma saprete sempre che numeri guardare e soprattutto saprete che, poiché i mercati sono volatili attorno ad un rendimento medio (parliamo sempre di lungo periodo mi raccomando) in caso di forti rialzi o ribassi potremo avere chiara la motivazione in quanto saranno evidenti gli scostamenti dalla media.

Chiudo con la risposta alla domanda iniziale, se la storia può aiutarci in qualche modo: come ho già detto nella mia ultima intervista TV (che puoi trovare QUI) non guardiamo la storia per “prevedere i rendimenti”, ma guardiamo la storia per calcolare quali rischi dovremo affrontare nel futuro, quindi dovrò fare riferimento a parametri come Maximum Drawdown e volatilità, che del passato possono fornirci una “stima” dell’entità dei potenziali fattori negativi per i nostri investimenti.

Oggi penso che abbiamo detto abbastanza, come sempre vi invito ad iscrivervi alla nostra Newsletter per ricevere in ANTEPRIMA i nostri contenuti.

A presto!

7 MESI DI PROFITTI: MA SI PUÒ SEMPRE MIGLIORARE!

31 marzo 2019: questo era quello che scrivevo a proposito della situazione di allora sul mercato. La modifica tattica sul portafoglio era: (QUI il link)

1) short su GBP
2) long su ORO
3) liquidazione BTP (in profitto)
4) alleggerimento azionario (in profitto)

Le prime due posizioni operative sono andate molto bene, compensando ampiamente il “mancato guadagno” di una parte dei profitti ulteriori che sono stati fatti nei 3/4 mesi successivi su BTP e azioni(anche se sull’ azionario era solo alleggerimento dei pesi).

Sono stati 7 mesi molto positivi, adesso si stacca un po’ la spina (non vi preoccupate, in settimana metteremo in articolo sul blog dove capiremo bene come funzionano i bilanci bancari ✌️) e ci vediamo direttamente a settembre dagli Stati Uniti 🇺🇸 dove andrò in vacanza per recuperare le forze in vista del nostro evento LIVE a Milano del 11 ottobre ❤️ (e dove farò qualche DIRETTA particolare 😬).

Alla prossima!

Electronic Arts: Target raggiunto!

Siamo molto contenti, perchè con le performance di oggi portiamo a casa una buona plusvalenza 6% circa) sul titolo di cui abbiamo parlato per circa 3 mesi (primo acquisto 22 aprile 2019).

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In questo caso la performance (oltre il 30% su base annua) la riteniamo sufficientemente corposa per un titolo di cui abbiamo parlato e di cui ancora dobbiamo terminare di descriverne i bilanci (poichè lo abbiamo preso a titolo di esempio). Quindi la nostra esposizione su una piccola quota di portafoglio (quella per capirci destinata ai singoli titoli, vedi post a riguardo) è andata molto bene.

Adesso, per quanto le Banche Centrali stiano continuando a pompare liquidità nel sistema, per quanto forse verranno raggiunti determinati accordi (vedi USA-Cina) piuttosto che procedura d’infrazione Italia-UE, le dinamiche economiche di fondo restano incerte, quindi non è il caso di restare esposti molto sull’azionario (per un profilo con ad esempio un 30% oggi sarebbe consigliabile ridurlo al 10/15%).

In particolare l’azionario america risulta ancora molto sopravvalutato (il CAPE di Shiller è ancora a livelli importanti, vedi grafico sottostante) e per il “risparmiatore” / “investitore retail” meglio un pò di sana prudenza che non vuol dire NON GUADAGNARE, ma vuol dire raccontare le cose come stanno, e non giocare con i soldi delle persone!

CAPE SHILLER.png

Ci vediamo al prossimo articolo dove concluderemo l’analisi di Electronic Arts.

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ESG, SRI, INVESTI COME MANGI?

Quante volte negli ultimi 2 anni hai sentito nominare questi termini? ESG, SRI?

Inizialmente era solo un gran casino, ma poi qualcuno (magari il tuo consulente) ti ha detto che in verità queste due paroline sono una vera e propria rivoluzione nel processo di investimento, perché sono delle sigle che indicano “rispetto dell’ambiente”, “politiche di gestione aziendale sane”, “rispetto delle persone”, “attenzione ai cambiamenti climatici”…eccetera eccetera.

Poi sono venuti a dirti che se investi in questi fondi/aziende che rispettano questi requisiti, SICURAMENTE avrai dei profitti maggiori, perché figurati, questo è il futuro, dove siamo tutti più buoni, più rispettosi dell’ambiente, più cordiali e disponibili con il prossimo, più rispettosi di ciò che ci circonda.

Quindi sono successe 3 cose nella tua testa:

  1. Hai pensato: UAO! Ecco qualcosa che manca nel mio portafoglio, quasi quasi compro un fondo/azione ESG!
  2. Hai pensato: UAO! Pensa, non solo investo, ma faccio anche del bene al mondo intero, perché sto mettendo i miei soldi a disposizione di società (una o più di una nel caso di fondi) più etiche
  3. Hai pensato: UAO! Sono sicuro (come ha detto il mio consulente) che non solo farò del bene, ma SICURAMENTE avrò anche dei profitti, perché storicamente queste aziende ottengono migliori benefici non solo sociale, ma anche economici nel lungo periodo

Ora, visto che il mondo degli investimenti non si divide in giusto o sbagliato, ma esistono diverse possibilità, lascia che ti chiarisca un po’ questo mondo, lascia che ti faccia vedere (in pratica) come valutare questi fattori, e lascia soprattutto che ti metta in testa qualche dubbio costruttivo, così che tu possa tornare dal tuo consulente (i miei clienti lo fanno, raramente ma lo fanno) e dirgli, “ma sai che non sono proprio convintissimo, rispiegami un attimo sta cosa!”.

Cominciamo…

Primo punto, facciamo chiarezza! “ESG” e “SRI” NON sono la stessa cosa, quindi vediamo le differenze:

ESG: Sigla che sta per Enviromental (Ambiente) Social and Governance, cioè indica un’azienda (oppure un fondo/etf di aziende) che hanno determinate caratteristiche (ESG appunto) ottimali, che vengono quindi analizzate e valorizzate insieme ai classici aspetti economico – finanziari.

Vediamo degli esempi pratici:

  • Enviromental: Se un’azienda rispetta l’efficienza energetica, riduce i livelli di inquinamento per esempio
  • Social: l’azienda è rispettosa e trasparente verso clienti/fornitori/mercato/investitori?
  • Governance: quanto guadagnano i manager, come sono retribuiti? Ricevono vagonate di soldi a caso oppure seguono un criterio etico e sostenibile? Le politiche interne di controllo (dell’attività amministrativa o dei comportamenti del Personale per esempio) sono rigide e chiare?

Bene, ora che abbiamo chiarito cosa significa ESG, quindi un insieme di caratteristiche, lo distinguiamo da SRI perché quest’ultima sigla identifica invece la sigla “Socially Responsible Investing”, ovvero delle STRATEGIE CHE COMPRENDONO TRA I VARI CRITERI DI VALUTAZIONE ANCHE QUELLI ESG!

Ma nelle strategia SRI ad esempio esistono anche altri criteri, come quello di “esclusione”, dove per esempio si escludono nella strategia di investimento le aziende che operano in certi settori (Armi/superalcolici ecc).

Capito la differenza? Immaginate gli aspetti ESG come un sottoinsieme del metodo di valutazione SRI.

Oooooola! Finalmente qualcuno che ti spiega in breve ed in modo chiaro come funzionano le cose, oggi mi sento molto ESG infatti!

Bene, proseguiamo…dai fammi la solita domanda…su..cosa aspetti?

Eccola! E ti pareva: ma IO INVESTITORE, COME CAVOLO UTILIZZO (NELLA PRATICA) QUESTE COSE?

Bene, prima di farti vedere COSA guardare e DOVE trovare tutte le informazioni, qualche piccolo avvertimento….

Innanzitutto, togliti dalla testa che investire secondo criteri ESG significa:

  1. Guadagnare sempre
  2. Perdere sempre meno di altri investimenti

Questo semplicemente NON E’ VERO! Se vediamo le performance dei principali prodotti a riguardo, possiamo renderci conto che per esempio nel 2018 molti di questi hanno fatto peggio di tante aziende giudicate “discutibili” lato ESG, quindi VIETATO generalizzare.

Inoltre, a livello di Fondi/etf, il “mercato” ha sempre ragione, quindi anche se il prodotto ci viene raccontato come “super performer” o ci viene mostrato uno storico sempre in salita, ricordiamoci che esiste una regola chiamata “ritorno alla media” che ci dice che alla fine il banco (mercato) vince sempre, mentre i prodotti (attivi o semi attivi) vanno e vengono.

Dall’altro lato, ricordati dei costi composti (più costi vuol dire meno rendimenti, se ti sei perso il mio ultimo articolo ti invito a riguardarlo) e questi criteri di selezione (ammesso che poi vengano fatti veramente a puntino) costano!

Quindi, come integrare tutto questo in una strategia di portafoglio?

Dunque, il mio suggerimento è quello di utilizzare la quota più “rischiosa”, destinata per esempio a singole azioni (su cui devi sempre e comunque fare analisi approfondite, se hai letto il mio libro lo sai) alternandole a prodotti ESG, se proprio desideri cimentarti in questa avventura.

Quindi ad esempio, in un portafoglio avrai un 5/10% massimo dove scegliere quei prodotti che dal punto di vista “ESG” si comportano meglio.

Bene, quindi come e dove li scelgo?

Premessa che esistono diversi metodi, ma quelli più semplici riguardano l’analisi del MS Sustainability Rating, effettuata appunto da Morningstar e che trovi QUI. Di seguito quindi la sezione relativa alla scheda del prodotto, dove troverai il giudizio ESG.

msrating.jpg

Mi raccomando, ricordati che questa è solo una delle tante valutazioni che devi fare di un titolo/fondo/etf! Controlla sempre anche i costi, la volatilità, e tutte le cose di cui ho parlato in precedenza (se non hai scaricato i nostri ebook, iscriviti al nostro chatbot sulla pagina Facebook di Colazione a Wall Street per riceverli gratuitamente).

E soprattutto, prima di fare investimenti ESG, dovremmo tutti cercare di essere più ESG anche come esseri umani.

Come sempre, se hai dubbi o domande ti invito a contattarmi, io resto sempre e comunque a disposizione.

Alla prossima!

Francesco

INFLAZIONE: QUANDO OGNI ANNO SEI SEMPRE PIU’ POVERO (SE NON INVESTI)

Vado al bar a prendermi un caffè, incontro il “Sig. Rossi”, cliente della Banca Pinco Pallo e vecchio amico di mio padre…

  • Buongiorno Sig. Rossi, allora come sono andati i suoi investimenti quest’anno?
  • Bene bene, pensi Dott. Casarella che ho guadagnato lo 0,5%…..
  • Ah….peccato!
  • ???!!Come peccato? Ma se ho guadagnato???!!
  • Si Sig. Rossi, in termini nominali, ma in termini REALI, lei ha perso 1,5%….
  • Scusi Dott. Casarella non capisco…..
  • Glielo spiego subito: ogni anno esiste un fenomeno economico chiamato INFLAZIONE, che tradotto in modo semplice significa un aumento dei prezzi, e quest’anno l’inflazione è stata pari a circa il 2%, un valore storicamente “nella media” degli altri periodi. Questo vuol dire che il valore ed il costo dei principali beni e servizi è salito appunto del 2%, perciò quando lei mi dice che il suo capitale quest’anno è passato da 10.000 a 10.050 Euro, io le rispondo che se prima comprava beni e servizi per 10.000 Euro, adesso LA STESSA QUANTITA’ le costerà 10.200 Euro. Quindi il suo 0,5% non è sufficiente a coprire questo costo…..e lei in termini REALI ha PERSO VALORE.

Ora, puoi ben immaginare la faccia di questi potenziali clienti, in casi che affronto realmente (lavorativamente parlando) quasi ogni giorno, e capire quanto sia importante capire bene la differenza tra rendimenti nominali e reali.

Vedi, ti dico questo perché a differenza di quanto si crede, investire bene, ed avere delle soddisfazioni (che tradotto significa una crescita del capitale, sia pur con alti e bassi, costante nel tempo) è questione di avere dei concetti molto chiari e relativamente semplici, stampati nella propria testa a caratteri cubitali, e l’inflazione è una di questi.

Ora veniamo alle cose PRATICHE, perché ormai se hai letto qualche altro mio post, sai benissimo che prima ti dico una cosa, ma QUI, e SOLO QUI, poi te la traduco anche in qualcosa di pratico, che puoi usare nel mondo reale (non in quello dei fanta-rendimenti o delle teorie assurde che si leggono in giro).

In questo caso specifico la risposta che dò alla tua domanda (bene, ma quindi?) è legata ad un’asset class molto particolare, le obbligazioni indicizzate all’inflazione!

Se non sai cos’è un’obbligazione, a questo link trovi la definizioni e su Wikipedia (e comunque te lo dico io in velocità, è un DEBITO EMESSO da una determinata azienda o Governo). Quando acquisti un’obbligazione, acquisti un debito di qualcuno, perciò TU DIVENTI CREDITORE.

Chiarito questo punto, andiamo avanti…

Solitamente, la caratteristica di questa particolare asset class è quella di “proteggere” il tuo potere di acquisto (vedi sopra) e quindi consentirti di ottenere un rendimento positivo in termini non solo nominali, ma anche reali.

Come funziona?

Caso pratico: Investi 10.000 Euro in un Titolo di Stato Americano, durata 10 anni (lasciamo da parte per un momento il rischio legato al tasso di cambio, adesso vogliamo capire il meccanismo dell’inflazione), che paga una cedola del 3% annuale (tecnicamente i Titoli USA legati all’inflazione si chiamano “TIPS”).

Ora, aggiungiamo il fattore inflazione (perché nella vita reale ESISTE)….ipotizzando sia del 2%.

Cosa vuol dire? Che il tuo capitale ogni anno (10.000 Euro) si RIVALUTERA’ AD UN TASSO MEDIO ANNUO DEL 2%, per 10 anni. Quindi alla scadenza, non avrai più 10.000 Euro, ma circa 12.200 Euro!

MA NON E’ FINITA QUI, perché anche la cedola (seppure fissa al 3% annuale), verrà ogni anno calcolata su un capitale via via maggiore, proprio grazie all’inflazione.

Mettendoci i numeri ad esempio, il primo anno prenderai 300 Euro di interessi (lasciamo da parte in questo caso il fattore tasse per semplificare l’esempio), in quanto è il 3% di 10.000 Euro. All’ultimo anno però, tu prenderai di interessi il 3% su 12.200 Euro (quindi 366 Euro). Capisci ora il POTERE in termini REALI dell’investimento?

Bene, ora che abbiamo inserito nel tuo portafoglio un nuovo concetto, ecco un elenco di alcune Asset Class che lavorano in questa logica:

  1. TIPS americani
  2. BTP Italia
  3. BTP I (legato all’inflazione Europea)
  4. BundEI (tedeschi)
  5. Gilt Indicizzati (Gran Bretagna)

Punti di attenzione:

  • Tassazione dei rendimenti (26% standard e 12,5% per i Titoli di Stato ed Enti Sovranazionali, tipo BEI/BIRS)
  • Rischio di cambio (se compri ad esempio TIPS sarai esposto al cambio Euro/Dollaro)
  • Diversificazione di portafoglio (la percentuale da destinare a ciascuna Asset Class)

Questo per le “obbligazioni” tradizionali.

Esistono poi altri strumenti in ottica di diversificazione come ad esempio:

  1. Fondi obbligazionari legati a titoli indicizzati all’inflazione (Inflation Linked)
  2. ETF obbligazionari con titoli indicizzati all’inflazione

Come sempre bisogna monitorare la qualità dei titoli all’interno di questi prodotti e, cosa sempre più importante…i costi!

Vuoi sapere quanto impattano i costi nei tuoi investimenti? Ecco un grafico tratto da “Il Piccolo libro dell’investimento” di (J.C.Bogle – Fondatore di Vanguard).

Un investimento di 10.000 Dollari in 50 anni. Rendimento nominale annuo del mercato, 7% e…”costo nominale annuo (come sono fantasioso) 2%”.

La differenza al termine del periodo si commenta da sola, ma il punto di attenzione che voglio passarti (e che deve rimanerti ben fisso in testa) è che ANCHE I COSTI SONO COMPOSTI!!!

Quindi se sfrutti l’interesse composto (ti ho messo un link se non sai cosa sia, STUDIALO), per i tuoi guadagni, purtroppo lo pagherai al rovescio nei costi, quindi PIU’ BASSI SONO MEGLIO SARA’ PER TE!

Nel grafico sotto, il primo anno la differenza è del 2% (pari al costo dell’investimento), ma già nei primi 10 anni “lasci sul tavolo il 17,2%”, mi raccomando.

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Come indicatore principale dell’inflazione si utilizzano le rilevazioni del CPI (Consumer Price Index) anche se in base alla tipologia di investimento esistono anche altri riferimenti

Sul sito EUROTLX ad esempio puoi iniziare a guardare qualcosa (seleziona per esempio “Titoli di Stato” – Italia – BTP Indicizzati) per farti un’idea.

E come sempre, per dubbi o domande, SCRIVIMI!

Alla prossima!

Francesco

BROKER E TRADING ONLINE: I MILLENNIALS INVESTONO IN BORSA?

Probabilmente ne avrai soltanto sentito parlare perché non eri ancora nato o eri troppo giovane, eppure fino a pochi decenni fa investire in borsa era una pratica ristretta a pochi facoltosi individui che potevano permettersi le ingenti spese del broker e di rispettare i requisiti per i lotti minimi di acquisto/vendita delle azioni, fissate dal mercato di borsa. Poi la tecnologia ha preso il sopravvento, spazzando via il “vecchio” e cambiando le carte in tavola.

E così che oggi si parla di “trading online”, dove basta una connessione a internet e un conto presso un broker online per accedere alle borse di tutto il mondo ed a costi incredibilmente ridotti rispetto al passato.

Dinanzi a questo nuovo scenario ci si aspetterebbe che siano i Millennials, ossia la generazione di nati dagli anni ottanta in poi, ad apprezzare maggiormente l’industria del trading online, grazie alla loro innata predisposizione al rinnovamento e alla rivoluzione tecnologica.

Ma non solo: il quadro macroeconomico recentemente delineatosi mostra come, con ogni probabilità, quella dei Millennials sarà una generazione che difficilmente vedrà ricevere una dignitosa pensione da parte della Previdenza Sociale (se mai ancora esisterà). Per questo i giovani dovrebbero iniziare da subito a pianificare investimenti a lungo-termine per non farsi trovare impreparati quando la vecchiaia sopraggiungerà e non ci sarà molto altro ancora da fare.

Ed invece, secondo le statistiche recenti, solo 1 Millennials ogni 5 investe nei mercati azionari. Come si può spiegare tale trend? I principali ostacoli sono rappresentati dalla mancanza di fondi sufficienti per investire e dalla scarsa conoscenza dei mercati finanziari. La buona notizia è che entrambi possono essere superati con qualche accorgimento e investendo un po’ di tempo nell’accrescimento della propria alfabetizzazione finanziaria.

Innanzitutto occorre essere a conoscenza del fatto che esistono numerosi broker online che permettono di accedere ai mercati e di fare trading online senza importi minimi e con costi molto contenuti. In questo modo si può iniziare a creare un proprio portafoglio sin da subito, iniziando a depositare piccoli importi mensili (anche €20 o €50 al mese) ed effettuando investimenti regolari per un lungo orizzonte temporale.

Ad esempio, per chi vuole destinare una parte dei propri risparmi con piccoli versamenti periodici, si potrebbe pianificare un PAC (Piano di Accumulo di Capitale) che permette di investire piccole somme mensili in Fondi d’Investimento, ETF ecc.

I broker online più moderni mettono a disposizione anche moderne app, in modo tale che si possa fare trading e controllare il portafoglio direttamente dal proprio smartphone e in qualsiasi momento, in linea con le esigenze dei giovani.

Quali sono quindi i consigli principali per un Millennial alla ricerca di un broker online?

Innanzitutto egli dovrebbe iniziare delineando il proprio profilo personale, ossia valutando la propria esperienza, preferenze ed obiettivi. Sono un investitore alle prime armi o uno avanzato? Su quali prodotti e borse vorrei investire? Il mio è un orizzonte temporale di breve o lungo termine?

Queste sono solo alcune domande le cui risposte permettono di indirizzarsi verso una categoria di intermediari piuttosto che di un’altra. Ad esempio un investitore principiante preferirà una piattaforma semplice e intuitiva da utilizzare, laddove un trader esperto cercherà un broker che offra una piattaforma con strumenti e grafici avanzati.

Il passaggio successivo sarà quello quindi di iniziare la ricerca di un broker online valutando i vari intermediari presenti sul mercato (e assicurandosi che siano autorizzati ad operare in Italia dalla CONSOB). Per investimenti a lungo termine sarà sicuramente più conveniente affidarsi ad un broker DMA (Direct Access to Market) piuttosto che ad un Market Maker.

  • Il broker DMA consente infatti di immettere gli ordini direttamente in un mercato di borsa e di negoziare prodotti regolamentati (come ad esempio azioni, ETF, obbligazioni ecc.) godendo delle regole e della vigilanza degli enti regolatori.
  • Il Market Maker invece funge da controparte negli ordini immessi dall’investitore e permette di tradare prodotti opachi e poco trasparenti come i CFD e i prodotti a leva, i quali sono rinomatamente strumenti pericolosi, scarsamente regolamentati e idonei principalmente per le operazioni giornaliere e non per gli investimenti a lungo termine.

Per queste ragioni un broker DMA dovrebbe essere preferito ad un Market Maker.

Con molte probabilità un Millennial presterà particolare attenzione ai costi delle commissioni, così che queste abbiano un impatto ridotto sui rendimenti. Per le azioni è possibile ricorrere a vari strumenti per trovare i broker con le tariffe più convenienti, come questo tool per il calcolo delle commissioni offerto dal sito specializzato www.qualebroker.com. In aggiunta i Millennials saranno alla ricerca di una piattaforma con una grafica user-friendly, utilizzabile sia da desktop che da app.

Desidereranno anche che l’apertura del conto sia rapida e “paperless”, senza quindi doversi andare a scontrare contro la burocrazia che caratterizza le nostre banche italiane. Quelli alle prime armi avranno inoltre bisogno di un servizio di educazione e didattica offerto dal broker (ad esempio un tutorial per imparare a utilizzare la piattaforma, immettere gli ordini, ricercare un prodotto finanziario ecc.), nonché di un Servizio Clienti semplice da raggiungere in caso ci sia bisogno di ricevere chiarimenti o spiegazioni.

Per affrontare tutti questi aspetti con più semplicità è possibile confrontare i principali broker operanti nel settore con questo strumento per il confronto dei broker. In questo modo sarà possibile confrontare i broker per ogni categoria, leggere le recensioni e opinioni e arrivare alla scelta finale di quello più adatto in base al proprio profilo.

La scelta di un broker infatti è completamente soggettiva e varia da individuo a individuo: non è infatti possibile eleggere il miglior broker in assoluto e sarebbe sbagliato aprire un conto presso un broker solo perché ci è stato suggerito da un amico o parente. Occorrerebbe piuttosto armarsi di pazienza e seguire i passaggi illustrati in precedenza.

Come abbiamo visto, la scelta di un valido broker online è un fattore primario molto importante per aumentare le probabilità di ottimizzare i rendimenti nel trading online e non farsi divorare dai costi. Tuttavia tale scelta da sola non basta a garantire la profittabilità nel tempo: occorre infatti anche costruire una solida strategia di trading associata alla conoscenza della finanza comportamentale, ossia di quegli aspetti psicologici che influiscono nei comportamenti e nelle decisioni prese sugli investimenti.

Per questo motivo per raggiungere il successo nel trading online è fondamentale studiare con costanza, mantenersi sempre aggiornati e imparare dalle esperienze maturate in tema di investimenti, che siano esse positive o negative.

Piano di accumulo: la guida che S-PAC-CA!

Dimmi la verità, quanti articoli hai letto, quanti video hai ascoltato, quante simulazioni hai fatto, in quanti gruppi Facebook sei entrato….per capire come cavolo funziona un PAC?

Libri, guru, corsi, seminari, gruppi, e niente, ancora non sei partito con il tuo PAC. Eppure hai delle entrate che ti arrivano tutti i mesi (stipendio, piccolo o grande che sia), l’affitto dell’appartamento che ti ha lasciato tua nonna, la paghetta di mamma e papà che tu “furbescamente” hai messo da parte, ma allora rispondimi (anzi rispondiTI) un attimo…PERCHE’ ANCORA NON HAI COMINCIATO A RISPARMIARE TUTTI I MESI?

Eh si perché devi sapere che noi possiamo chiamarlo PAC (piano di accumulo del capitale) possiamo chiamarlo PIP (piano individuale pensionistico), possiamo chiamarlo Topolino, Minni, Pluto, ma la sostanza non cambia! Sei ancora lì, ogni tanto riprendi in mano il discorso, hai qualche soldo da parte, rileggi l’ennesimo pippone dell’esperto di turno, ma alla fine NON LO FAI! Accidenti, e te credo che poi iniziare ad investire è difficile, è proprio INIZIARE la cosa più complicata, credimi!

Dopo (quando inizi ad investire tutti i mesi) diventa una droga, cominci a parlare solo di quello, ti senti un grande, un eletto, Superman! Eh si, tu INVESTI! (e gli altri sfigati no). Perché appena cominci, se lo fai nel modo giusto (ed ora ti dirò come) allora diventa un’abitudine, ma un’abitudine positiva! Funziona un po’ così…. Gli amici Ti guarderanno strano, perché magari ogni tanto per mettere da parte tutti i mesi quella cifra dovrai bere una birra in meno, dovrai consumare meno GIGA, dovrai fare un po’ più il barbone in vacanza….e poi “cavolo tutti i mesi metto via soldi ma sono ancora così pochi!” (eh, ci vuole tempo amico mio, TEMPO, il tuo migliore alleato).

E sai qual è la cosa grandissima? Che infine un giorno, quando ci arrivi, a mettere da parte un bel gruzzoletto (diciamo pure dai 5.000 Euro in su), accidenti ti girano le scatole se poi ti tocca tirarli fuori! Perché hai fatto tanto per risparmiarli…e quindi ne vuoi sempre di più…di più…di più. Eh si, perché adesso sei diventato un tipo fico, a te di avere risparmi per poche centinaia di Euro mette vergogna!

Quindi come si fa? Scopriamolo insieme…(scusa mi sono un po’ dilungato ma mi diverto troppo a parlare di soldi).

Dunque…andiamo per ordine e parliamo di COSE pratiche! (lo sai che mi piace parlare papale papale)

  • Domanda n.1: La scelta della cifra, quanto mettere via ogni mese?

Risposta al punto 1: ti stai facendo la domanda sbagliata! (immagino che nessuno te lo aveva mai detto)

  • Quindi riproviamo, domanda GIUSTA n. 1: Quale cifra voglio riuscire a mettere via ed in quanto tempo? EUREKA! QUESTA E’ LA DOMANDA… (la battuta è presa dal film “IO ROBOT”)…

Risposta alla domanda giusta n.1: perché vedi, una volta che sai l’obiettivo finale, scegliere la strada è più facile. Sono calcoli da prima elementare, ma se del resto l’investitore migliore del mondo (Buffett) ne è convinto lo devi essere anche tu. Quindi mettiamoci i numeri con un esempio…voglio 10.000 Euro in 3 anni!

UAO, sei ambizioso, considerato che guadagni uno stipendio da 1200 Euro al mese. Significa che in un anno (se prendi la tredicesima) sono 13.200 euro di guadagno netti, in 3 anni sono 39.600 Euro. Quindi mettere via 10.000 Euro in 3 anni significa circa 3300 Euro annui circa, che vuol dire risparmiare il 25% annuo del tuo reddito. Difficile? Impossibile? Dipende da TE! Prova a ragionare però mensilmente, su 1200 Euro vuol dire 300 Euro al mese, tutti i mesi!

Ora però fai molta attenzione, perchè prima tu mi hai detto che hai una tredicesima, quindi perché la devi considerare come lo stipendio normale? Considerala più un bonus, un extra, chiamala BABBO NATALE, e prova (invece di spenderla per l’ultimo smartphone) a metterla via interamente. Sai cosa significa? Facciamo i conti.

3300 Euro annui, se risparmio già la tredic….(BABBO NATALE scusa) di 1200 Euro…significa che dovrai risparmiare nei 12 mesi restanti solo 2.100 Euro annui (3300-1200), che vuol dire 175 Euro mensili…ovvero il 14,5% del tuo stipendio!

Già meglio non credi? Se mi dici che non riesci a risparmiare il 14,5% del tuo stipendio, amico mio sarò sincero, non sarai mai ricco, ma nemmeno benestante! Quindi puoi smettere di leggere questo post, perché potrai sapere tutto quello che vuoi, ma uno dei metodi per accumulare denaro è saper risparmiare (oltre che investire), è così!

Domanda n. 2, come faccio ad abituarmi a risparmiare questa somma tutti i mesi? (o meglio, come faccio a non spenderla?) adesso te lo dico io…devi farlo APPENA ricevi il tuo stipendio! Subito, non pensarci nemmeno a farlo “la settimana dopo”, o a fine mese, niet! Oggi ti è arrivato lo stipendio? OGGI metti via 175 Euro (massimo domani mattina va, te lo concedo).

Adesso però aumentiamo la profondità del ragionamento….tu non stai solo accantonando (quindi non prendi i soldi e li metti sotto il materasso)…stai  INVESTENDO! Ciò vuol dire che auspicabilmente verrà in tuo aiuto il fattore “interesse” (o rendimento).

Ti metto il link di un “simulatore” dove puoi perdere un’intera giornata con diverse simulazioni . Il primo esempio lo facciamo insieme: torniamo all’ipotesi vista sopra, 300 Euro al mese (tredic…BABBO NATALE incluso) per 36 mesi, ed ipotizziamo che il primo versamento (nei piani di accumulo può essere, a seconda del tipo di prodotto, di 1/3/6/12 mensilità solitamente) siano 3 mensilità, quindi  900 Euro.  Devi aggiungere il fattore rendimento, e qui inseriamo un nuovo parametro…

Non voglio farti come sempre i pipponi su “tasso risk free” eccetera eccetera (non ti serve). Quello che devi sapere, è che il tuo investimento devi compararlo (prudenzialmente) ad un tasso di riferimento che potrebbe essere ad esempio quello dei titoli di Stato di pari scadenza, quindi nel tuo caso potresti verificare quanto rendono OGGI i BTP (titoli di stato italiani) con scadenza residua 3 anni (2022 diciamo).

Dove lo puoi verificare? QUI . Ti basta ordinarli per “scadenza” (cliccaci sopra) e vedere appunto quelli 2022 quanto rendono (guarda la colonnina “rendimento netto” mi raccomando, NON la colonna Cedola netta, fuorviante). Nell’esempio nostro vediamo che il rendimento è circa 1,10%. Però tu sei uno BRAVO, e quindi sai benissimo che, ACCIDENTI! Mediamente l’inflazione è del 2% annuo, quindi dovrai puntare a qualcosina di più, perciò in un periodo come quello attuale consideriamo un 2,5% come riferimento prudenziale. Bene, ora che hai tutti i dati, possiamo inserirli nel simulatore.

Possiamo vedere che dopo 3 anni, considerate le ipotesi sopra, alla fine ci ritroveremo con 12.173,22 Euro. Bene, tutto qui? Assolutamente NO! E’ una simulazione, dobbiamo ancora fare tanti ragionamenti insieme. Ma tu intanto fai pratica con le simulazioni (prova durate diverse, tassi diversi, periodi diversi, sempre partendo dagli obiettivi sopra).

Mica posso tenerti qua tutto il giorno? Ne parliamo nel prossimo articolo dove entreremo nel dettaglio degli investimenti (tassi, prodotti, costi ecc)!

Alla prossima!!

Francesco

UN REGALO PER TE: E TANTI AUGURI 2019!

Accidenti! E’ passato un altro anno, quasi non me ne sono accorto. Del resto con tutte le cose belle che ci stanno capitando, risulta difficile tenere conto del tempo :))

Innanzitutto voglio ringraziarti personalmente, per esserti iscritto a questa newsletter e per seguire tutte le novità e gli aggiornamenti di questo meraviglioso ed innovativo progetto, che nel 2019 compirà ben 2 anni!

Prometto che il 2019 sarà anche l’anno dove cercheremo di rendere molto più attivo ed interessante il nostro sito web, che insieme alla pagina Instagram ed al nostro Canale Youtube ci darà indubbiamente ulteriori soddisfazioni!

La community su Facebook oggi ha superato i 10.000 iscritti, e questo ci fa capire (non solo dai numeri ma anche da tutti gli attestati di stima che riceviamo quotidianamente) che stiamo andando nella giusta direzione.

Ma veniamo alle cose concrete, innanzitutto preparati ad una bellissima sorpresa…

Da fine Gennaio, tutti i mesi, uscirà il nostro nuovissimo report con tantissime novità e contenuti unici!!

View di mercato mensili, analisi dettagliate di titoli azionari, di aziende e startup potenzialmente redditizie, approfondimenti di trading, di Criptovalute, di immobili. Parleremo di temi pratici e concreti, con applicazioni utili per gestire al meglio i tuoi investimenti, o per preparare al meglio un CV per un colloquio di lavoro nel mondo finanziario. Certificati, opzioni, aumenti di capitale, mutui e tanto altro…per darti sempre e solo il meglio!

ADESSO PERO’ FAI MOLTA ATTENZIONE, PERCHE’ C’E’ UNA COSA MOLTO IMPORTANTE CHE VOGLIO DIRTI…

Per TUTTO il 2019 questi contenuti saranno totalmente gratuiti, perciò continuerai a riceverli via mail senza problemi. Dal 2020 invece, visto l’elevato valore dei contenuti, dei professionisti che li faranno (tramite le numerosissime partnership con società finanziarie e professionisti dei vari settori), se vorrai continuare a ricevere il servizio, quest’ultimo diventerà a pagamento (non ti preoccupare, potrai “pesare in caffè” il costo di questo servizio :))).

Ma per ringraziarti e premiarti della fiducia (semmai vorrai confermarcela anche per il 2020 quando il servizio appunto diventerà a pagamento), ecco un SUPER REGALO PER TE!!

Un codice che potrai utilizzare in fase di sottoscrizione dell’abbonamento (tutti i dettagli su prezzi e modalità verranno spiegati molto prima verso novembre 2019 non ti preoccupare) per avere il 50% DI SCONTO SUL PREZZO PER SEMPRE!!!!!

Quindi segnati subito questo codice: CAWS2019

Conservalo per la fine del 2019 quando, se vorrai, potrai abbonarti ai nostri contenuti PREMIUM a metà prezzo per sempre!

Intanto goditi questo 2019 gratuito e mi raccomando, interagisci con noi, scrivici i tuoi feedback ed i tuoi giudizi, i tuoi suggerimenti, per aiutarci a migliorare e creare DAVVERO qualcosa di utile per te e per i tuoi investimenti! Così quando sarà il momento, potrai essere sicuro e felice di poter finalmente leggere e fruire di un servizio ” su misura” per te!gift-1420830_960_720

Ti faccio un grosso in bocca al lupo, e ti auguro il meglio dalla vita e soprattutto dai tuoi investimenti!

Con affetto,

Francesco Casarella

 

10.000 volte grazie!

Eh già, alla fine ci siamo proprio arrivati. Se penso che un anno e qualcosa fa sono partito da una lampada Ikea, un Samsung S3 mezzo rotto, ed un sogno nel cassetto, adesso posso dire che mi è rimasto (fortunatamente) solo il sogno (oppure il “Sciogno” come direbbe Briatore). Perché con il tempo, con la vostra fiducia, sono cresciuto io e sono cresciute tutte le persone che hanno deciso di dedicare una piccola parte del loro tempo a questo piccolo grande progetto. Che esattamente oggi, raggiunge quota 10.000 Followers sulla pagina Facebook. Considerato che parliamo di finanza, in Italia, lo considero un piccolo miracolo. Eppure siamo lì, guai a restare indietro, perché il mondo cambia, e noi vogliamo essere parte attiva di questo cambiamento culturale, per migliorare il benessere economico (ancora molto scarso ed estremizzato purtroppo) di questo Paese. Come da tradizione di fine anno, grandi novità in arrivo: CONTENUTI, SERVIZI, PRODOTTI, PERSONE, con la solita maniacale attenzione alla qualità ed alla concretezza. Per il momento, una sola ed unica parola da parte mia: GRAZIE!

Francesco Casarella