COME PERFORMARE SUI MERCATI SENZA PREVEDERE IL FUTURO

La scorsa settimana stavo riguardando l’andamento dei principali mercati azionari tra il 2018 e 2019:

La tabella è riportata qui sotto e riguarda sia il 2018, che il periodo dal 1/1/2019 al 28/10/2019

INDICE 2018 2019
Nasdaq (USA) -1% 25,5%
Ftse Mib (Italia) -16,1% 23,8%
Dax (Germania) -18.2% 22.4%
S&P500 (USA) -6.2% 21.2%
Cac40 (Francia) -11.9% 21.1%
Shanghai (Cina) -25.3% 18.5%
Eurostoxx600 (Europa) -15.2% 18%
MSCI World (mondo sviluppati) -10.4% 18%
Nikkei (Giappone) -12.1% 14.8%
Ibex (Spagna) -15.4% 9.8%
Ftse100 (Regno Unito) -12.4% 8.2%
MSCI EM (mondo emergenti) -16.6% 8%

 

Non occorre essere dei geni in matematica per capire che complessivamente nel biennio, nonostante un 2018 molto negativo su quasi tutti i tipi di investimenti, nel complesso il 2018/2019 si è rivelato molto positivo per quasi tutti gli investitori.

Ma la cosa molto interessante su cui voglio soffermarmi oggi è relativa a 2 concetti molto importanti che sottolineo sempre non solo ai miei clienti (quando gestisco i loro soldi), ma anche a me stesso (quando gestisco i miei).

In particolare, i 2 concetti sono i seguenti:

  1. Diversificazione
  2. Market Timing

Scusatemi se batto sempre sugli stessi temi, ma credetemi è solo perchè sono convinto che sia innanzitutto per il vostro bene, e che solo ripetendovi le stesse cose 10000000 volte alla fine le farete vostre e sarete investitori migliori con risultati migliori (se ci pensate il motivo per cui vi lavate i denti la sera prima di andare a dormire è solo perchè i vostri genitori ve lo hanno detto più o meno ogni giorno per i primi 10 anni della vostra vita no?)

Ma torniamo ai mercati…

DIVERSIFICAZIONE

Se andiamo a vedere i dettagli dei singoli paesi, anche in un mercato positivo come il biennio 2018-2019, 4 mercati su 12 (Spagna, Cina, Gran Bretagna e Mercati Emergenti) sono ancora in territorio negativo.

Questo vuol dire che se avessi puntato su un singolo paese, in 1 caso su 3 avrei potuto prendere quello sbagliato.

Invece voi avete imparato come funziona, avete capito che nelle decisioni iniziali della vostra “torta” (asset allocation in gergo tecnico) potevate ad esempio diversificare non solo per asset class (quindi le azioni ad esempio valgono il 50% del vostro portafoglio, il resto è in titoli di Stato, materie prime e così via) ma soprattutto per zone geografiche.

Immaginiamo infatti di avere un portafoglio da 10.000 Euro così composto:

  • 25% titoli di Stato USA
  • 25% obbligazionario Corporate IG (rating medio-alto)
  • 25% mercati sviluppati
  • 25% mercati emergenti

Ecco che nel periodo 2018/2019 la vostra performance sarebbe stata del 3.72% (con un rischio decisamente ridotto rispetto ad un portafoglio completamente azionario). La performance va considerata su base annua (quindi consideriamo poco meno del 2% annuo). Se vi sembra poco, considerate che oggi un BTP A 10 ANNI rende (annuo) circa un 1%….

Quindi capite bene il potere (e qui vi ho messo i numeri) della diversificazione anche in un biennio dove prima tutto va male, e poi tutto va bene (e voi sapete bene perchè lo avete letto sempre qui che per una perdita del 10% non basterà fare il 10% l’anno successivo per tornare al capitale di partenza, ma il 12%).

MARKET TIMING

Anche qui sottolineo una cosa già detta ma che è meglio ripetere…nessuno può prevedere l’andamento di mercato, nessuno, nè ora nè mai!

Quindi, l’unica cosa che possiamo fare è prendere consapevolezza della seguente affermazione:

il mercato ci offre dei rendimenti interessanti in un tempo adeguato, con un rischio più o meno ampio che noi possiamo scegliere!

Sta tutto qui! Perciò se qualcuno vi promette cose diverse girate i tacchi e filate via.

Tornando al nostro esempio pratico, dopo un 2018 molto negativo, diversi investitori hanno venduto la maggior parte dei propri investimenti presi dal panico, per paura di perdere ancora più soldi.

Questo è tecnicamente un errore, perchè sapete benissimo che allungando l’orizzonte temporale è matematicamente provato che i rendimenti negativi saranno sempre più ridotti.

Quindi vendere a fine 2018 voleva dire semplicemente “presumere” che il mercato nel 2019 sarebbe sceso ancora di più, e come detto prima questo non lo può sapere nessuno, quindi avete sbagliato in partenza!

Bravo genio, e quindi tu mi vuoi dire (così potete rispondermi) che sei entrato semplicemente nel 2019 perchè sei più furbo degli altri? Assolutamente no!

Infatti posso assicurarvi che io ero dentro sui mercati (vedere per credere sui post precedenti) SIA NEL 2018 CHE NEL 2019, ma posso dirvi che mentre il 2018 è stato negativo anche per me, nel 2019 (grazie anche ad analisi e dati che trovate nel blog) ho ritenuto che il mercato avesse ancora dei fondamentali solidi.

Così ne ho approfittato per incrementare la mia posizione, mantenendo però la diversificazione vista sopra (con l’aggiunta anche di oro e di singoli titoli come Intesa ed Electronic Arts di cui ho abbondantemente trattato).

Quindi come ripeto per l’ennesima volta nemmeno io ho la sfera di cristallo, ma attenersi a delle strategie precise sicuramente ci ripaga molto di più rispetto a qualsiasi altro metodo basato sull’intuizione o sulla preveggenza (cosa che su internet vende molto).

Perciò ricordatevi quanto detto sopra, e sappiate che nel 2020 vi aspetteranno grandi novità, perchè ci saranno cambiamenti molto importanti ed apriremo a diverse cose molto molto interessanti, il tutto restando sempre umili e continuando a studiare e praticare.

Alla prossima!

5 INDICATORI CHIAVE PER SCEGLIERE IL FONDO GIUSTO

Ieri si è conclusa la prima business Breakfast targata Colazione a Wall street. Quasi 150 persone hanno condiviso interessi, idee, emozioni davanti un buffett con l’alternanza di tavole rotonde su aziende e professionisti di primo piano in ambito fintech e più in generale investimenti.

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BUSINESS BREAKFAST DI COLAZIONE A WALL STREET, MILANO 11 OTTOBRE 2019

Ma come sempre ieri era ieri, noi dobbiamo già guardare al futuro e tornare a parlare dei temi che più ci hanno reso autorevoli sulla materia. Quindi avanti tutta con un nuovo articolo, dove andiamo a vedere 5 elementi utili (spiegati in modo facile e veloce) per confrontare diversi fondi comuni di investimento tra di loro.

Oltre al tema dei costi, che non mi stancherò mai di sottolineare (in quanto incide pesantemente nelle performance, e di cui ho parlato in modo approfondto QUI) mi preme sottolineare come in linea generale, prima di analizzare in dettaglio questi 5 indicatori, dovete avere bene in mente una cosa fondamentale:

LASCIATE STARE STELLE, SCUDI E COSE SIMILI, PERCHE’ SONO INUTILI! IN UN PORTAFOGLIO CI PUO’ STARE TRANQUILLAMENTE UN FONDO COMUNE, MA NELLA SCELTA DEL PRODOTTO GIUSTO PER LA VOSTRA STRATEGIA DOVETE SEMPRE GUARDARE COME PRIMA COSA IL COMPORTAMENTO DI QUEL DETERMINATO PRODOTTO IN PASSATO E NELLA FASE DI MERCATO PER CUI LO STATE COMPRANDO

Faccio un esempio pratico…

Se state scegliendo un fondo flessibile (non sono un amante di questa categoria ma rende l’idea in quanto sono fondi con stili di gestione misti) perchè vi aspettate una fase di volatilità sul mercato con possibili ribassi, e state analizzando il “fondo A”, vi rendeteconto che nell’ultimo trimestre 2018, dove in effetti si è verificato proprio un periodo così (volatilità e ribassi) questo fondo ha perso il 10%, quindi probabilmente non sarà il prodotto giusto per il vostro portafoglio.

Viceversa, se il “fondo B”, anch’esso flessibile, nello stesso periodo ha avuto una performance positiva, molto probabilmente sarà guidato da un gestore che si comporta meglio in quella fase di mercato specifica, perciò il prodotto sarà più adatto per la vostra strategia.

Chiarito questo punto FONDAMENTALE, vediamo i 5 indicatori con cui confrontare diversi fondi tra di loro.

Premessa: ognuno di questi indicatori che troverete, può essere valutato su un periodo di 1 anno, di 3 anni, di 5 anni ecc… Come potrete intuire più si allunga l’orizzonte temporale considerato più i dati sono attendibili.

SHARPE RATIO

Extra-rendimento del fondo (differenza tra rendimento del fondo e Tasso “risk free”,  ad esempio EONIA) rapportato al suo rischio (deviazione standard). PIU’ ALTO E’ PIU’ IL FONDO A PARITA’ DI RISCHIO E’ PROFITTEVOLE!

Esempio pratico: Se SR = 0.3 significa che OGNI 1% DI AUMENTO DELLA VOLATILITA’, IL FONDO PERFORMA LO 0.3% IN PIU’ RISPETTO AL TASSO RISK FREE.

 

INFORMATION RATIO

Anche in questo caso MAGGIORE E’ MEGLIO E’! Ci dice l’extra-rendimento del fondo rispetto al Benchmark (ogni categoria di fondi ha un suo indice chiamato “benchmark” da battere, uguale per tutti quelli di una stessa categoria), chiamata in gergo tecnico “alfa”. Stesso discorso dello sharpe ratio, con la differenza che il confronto ed il “rendimento extra per un aumento del 1% del rischio” è confrontato RISPETTO AL BENCHMARK E NON RISPETTO AL TASSO RISK FREE.

 

SORTINO

Qui l’investitore che compra un fondo si chiede: ok il fondo può andare male, ma esiste una performance al di sotto della quale COMUNQUE il mio fondo non soddisferà i miei obiettivi eper me equivarrà ad un risultato negavtivo? CERTO, il valore in questione come sempre è il tasso Risk free.

Quindi, con un esempio pratico per far capire, se il fondo perde non sono contento, ma non sarò ugualmente contento anche se il fondo performa meno del tasso EONIA. Inoltre, essendo la formula di sortino = (Rendimento fondo-Rendimento tasso Risk Free) / DSR, dobbiamo specificare cosa sia il DSR (Downside risk).

E’ semlicemente un concetto di volatilità (quindi rischio) SOLO NEGATIVA (sappiamo che la volatilità può essere concepita anche come fattore positivo). Quindi Sortino PIU’ ALTO E’ MEGLIO E’, e risponde alla domanda: quanto rendimento EXTRA (rispetto al tasso risk free) mi genera il mio prodotto RISPETTO AD UN AUMENTO DEL 1% DELLA VOLATILITA’ NEGATIVA?

 

VAR (Value at risk)

Solitamente considera 2 valori, cioè 95 e 99. Cosa significa?

Semplice: se un VAR95= 0,2%, significa che settimanalmente (oppure giornalmente o mensilmente) il rendimento di quel fondo è stato SUPERIORE allo 0.2% nel 95% dei casi. Più alto è meglio è!

 

MAXIMUM DRAWDOWN

Quale è stata la MASSIMA PERDITA (in un determinato orizzonte temporale) di quel fondo? Più basso è meglio è, perchè significa che il fondo resiste bene ai momenti difficili. Chiaramente troveremo valori più alti di Max drawdown nei fondi azionari rispetto ad esempio a quelli monetari o obbligazionari.

Ed ora come sempre uno spunto pratico! Volete confrontare più fondi tra loro, potete usare il sito Quantalys, nella sezione “confronta fondi” (fino a 5 contemporaneamente nella versione gratuita) e nelle singole schede (vedi esempio sotto) trovate i valori per ogni fondo elencati sopra.

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INDICATORI PER OGNI FONDO COMUNE ESAMINATO

Scrivetemi per dubbi o chiarimenti, e come sempre buon investimento!

Alla prossima!

3 PRINCIPI PER AVERE UN PORTAFOGLIO CON IL “SEGNO +”

Qualche settimana fa ho inviato a tutti gli iscritti della mia newsletter (se ancora non sei iscritto puoi farlo QUI inserendo la tua mail nello spazio dedicato) un interessantissimo file excel che riassumeva i rendimenti degli ultimi 20 anni per le 10 principali Asset class in cui è possibile investire, tra cui l’azionario America, l’azionario mercati emergenti, l’obbligazionario High Yield ed Investment Grade, le materie prime, i Titoli di Stato Usa ecc..

Non so se tu sei uno di quelli che ha avuto modo di leggere attentamente COSA questo file ci può dire a proposito del tema investimenti, ma fermandoci ad analizzare il quadro d’insieme ci sono almeno 3 spunti interessanti che dovresti cogliere per la tua operatività sui mercati.

LA MEDIA E’ PIU’ FORTE DI TUTTO

Mi spiego meglio. Osservando i rendimenti di ogni asset class e di ogni singolo anno, ciò che emerge in maniera evidente è che non esiste una sola (e dico una) categoria di investimenti che ogni anno abbia sistematicamente guadagnato (troverai ovunque segni meno) ad eccezione della “liquidità” che tuttavia se lo immaginiamo come investimento ad esempio in strumenti monetari, in alcuni anni con rendimenti allo 0,10% avrà comunque chiuso in negativo per via delle commissioni.

Ciò significa banalmente che il rendimento medio annuo del 10.81% per la categoria Azionario Paesi emergenti ad esempio, è stato ottenuto come media di valori in cui a volte addiritttura (pensiamo al 2008) avresti preso direttamente in faccia un -53,3% in un solo anno, contro il 78,51% dell’anno successivo (quanti sarebbero stati in grado di non vendere e tenere i nervi saldi?). Il significato di quanto detto sopra è semplice:

sarà IMPOSSIBILE avere un rendimento ogni anno del 10% per tutti gli anni a venire, ma il tuo 10% (ammesso e sicuramente non garantito che sarà così in futuro) sarà frutto di picchi minimi e massimi da far vacillare anche il più esperto degli investitori

Perciò accetta questo dato di fatto ed agisci di conseguenza.

IL TEMPO E’ TUO AMICO

Vabbè “Francesco ormai sono anni che ci dici di avere un orizzonte temporale di medio-lungo periodo per costruire una strategia, ma io voglio investire massimo su 1-3 anni perchè quei soldi mi servono”. Molto bene, in quel caso allora non dovresti in primis investire sul mercato azionario.

In secondo luogo, con i tassi attuali (negativi su durate brevi, nemmeno la nostra cara Italia che fino a poco fa era tanto generosa) nemmeno su asset più tranquilli e adatti al breve periodo, perchè ci perderesti soldi…quindi non dovresti investire affatto!

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RENDIMENTI TITOLI DI STATO ITALIANI 1-3 ANNI

Ci vogliamo mettere i numeri? Parliamo dell’azionario America (chi non ha un bel fond/Etf su S&P500 in portafoglio?). Ebbene, se tu avessi comprato nel 2000, pur ipotizzando di avere 3 anni di orizzonte temporale (ti voglio proprio provocare) ecco cosa avresti portato a casa:

  • Anno 2000: -9.10%
  • Anno 2001: -11.90%
  • Anno 2002: -22.10%

Anche qui voglio metterti davanti ai tuoi limiti emotivi: saresti davvero riuscito mantenere in portafoglio il tuo fondo/ETF che dopo 3 anni ti segnava un bel -43,10%??

Guardati allo specchio e datti una risposta, che nel frattempo ti anticipo io: NO SE ERI PARTITO CON IL TUO FAMOSO “MA SI 3 ANNI O MENO BASTERANNO… POI ESCO”

MAGGIORE RISCHIO = MAGGIORE RENDIMENTO

Hai tenuto fede alla tua strategia iniziale, dopo 20 anni sei rimasto in sella, e ti accorgi che il rischio è stato ripagato. +10.81% di rendimento medio annuo per l’azionario Mercati emergenti, +7% l’azionario USA, +5.52% l’obbligazionario Investment Grade (società con rating affidabili) e se avessi avuto in portafoglio tutte e 10 queste asset class (se ti iscrivi alla newsletter lo potrai ricevere per sapere quali sono) il portafoglio avrebbe portato a casa un +6.34% annuo, mica male.

Però vedi, come sempre il premio maggiore è alla fine della sfida, quando quasi tutte le persone hanno mollato e solo tu sei rimasto sulla giostra a combattere, soffrire e ragire alle diverse turbolenze di mercato, ragion per cui hai raccolto il bottino pieno. Ma diciamoci la verità, quell’investitore che può dire veramente di aver tagliato il traguardo non sei tu, almeno non ancora.

Ma non ti preoccupare, dal prossimo anno costruiremo insieme una strategia perchè tutto questo possa accadere, dovrai solo imparare a conoscere te stesso, a capire quali sono gli errori da evitare, le principali (e corrette) strategie e le persone di cui fidarti (una di queste ti sta parlando in questo preciso istante).

Perciò ancora una volta siediti nel buio della tua stanza, parla con te stesso, con il l’investitore chiuso dentro di te, che vuole solo essere liberato, ed ascolta cosa vuole dirti, quali sono le sue paure, i suoi pregi, difetti, cosa vuole davvero dai mercati finanziari.

Poi accompagnalo fuori, fagli prendere un po’d’aria, e fagli sapere che dal prossimo anno, per i suoi investimenti, “Colazione a Wall Street” risponderà PRESENTE!

Nel frattempo scrivimi per qualsiasi informazione, dubbio o approfondimento

Alla prossima #Wallstreeter

4 STRUMENTI (GRATUITI) PER I VOSTRI PORTAFOGLI

Mi sono detto… perchè farvi aspettare fino a domani?

In fondo devo darvi tempo di leggere l’articolo, vedere come funzionano i tools, conoscerli e capire come utilizzarli no?

MA PRIMA LEGGETE QUELLO CHE VI SCRIVO, SENNO’ RISCHIATE DANNI PERMANENTI AI VOSTRI DENARI!

Quindi veniamo al sodo:

PORTAFOGLI MODELLO

Il primo tools si chiama PORTFOLIO CHARTS (link in fondo, non serve registrazione). Vi consente di verificare la composizione dei principali portafogli modello fatti da alcuni tra i più importanti investitori della storia (ci sono ad esempio il “Permanent portfolio” – ‘”All Season Portfolio” ecc..).

Come usare questo tool? Semplice, come INTRODUZIONE ALLA CONOSCENZA DI ALCUNI ESEMPI UTILI DI ASSET ALLOCATION! Quindi prima di improvvisarvi piccoli chimici, guardate in dettaglio come investono “altri gestori” e cercate di capire quali logiche potrebbero esserci dietro alla composizione di ciascun portafoglio.

Osservate in particolare dettagli che altri investitori non guardano (ma che sono FONDAMENTALI) OVVERO:

  • Max Drawdown
  • Distribuzione storica dei rendimenti
  • Deviazione Standard

Imparate a capire come si sono comportati i portafogli durante i periodi passati (si è vero, le performance passate non sono indicative di quelle future, le correlazioni sono tutte saltate, si stava meglio quando si stava peggio ecc..). Lasciate stare tutto ciò, concentratevi e OSSERVATE (e lasciate stare chi vi regala il 300% in 5 giorni o vi dà il “portafoglio perfetto” che non perde mai o “i titoli azionari che conosce solo lui grazie a chissà quale analisi magica”).

BACKTEST DI PORTAFOGLIO

Bene, adesso alziamo l’asticella, qui dovrete “smanettare” un pochino, ma cominciate ad essere più professionali. Il sito si chiama Portfolio Visualizer (dovete registrarvi) e vi consente tra le varie cose soprattutto di rispondere alla seguente domanda:

SE NELL’ANNO 19XX AVESSI AVUTO UN PORTAFOGLIO FATTO DA “N %” IN AZIONI, “X%” IN OBBLIGAZIONI E COSI’ VIA, COME SI SAREBBE COMPORTATO FINO AD OGGI?

Questo non solo è molto interessante da studiare, ma vi consente anche di inserire ad esempio i costi di gestione (per vedere QUANTO IMPATTANO ALLA FINE I COSTI % SUL CAPITALE FINALE) e soprattutto vi fornisce un report estremamente dettagliato (vi ho messo un esempio QUI così potete guardare prima di registrarvi, resta comunque gratuito) che potete sempre conservare per le vostre analisi. Inoltre è possibile inserire sia singoli strumenti (es: Vanguard FTSE All World UCITS ecc..) sia singole Asset Class (es: Oro/Obbligazioni High Yield).

CONSIGLIO: Usatelo insieme al primo tool per fare dei backtest dei “portafogli modello” e capire come si comportano in determinate situazioni.

CALENDARIO IPO

Qui andiamo più nello specifico, e più che utilizzare lo strumento dovrete consultarlo, infatti su INVESTING.COM trovate al link sotto riportato il calendario delle prossime IPO (quotazioni iniziali delle aziende in Borsa) su diversi mercati e in diverse date. Da maneggiare con cura, le IPO sono sempre difficili da interpretare, ma comunque utile per aggiungere qualità alle vostre analisi. Non serve registrazione.

PORTAFOGLIO ETF

Ma quanto vi piacciono gli ETF? Me lo chiedete sempre (me lo chiedono anche i miei clienti, eppure io giuro che non gli ho mai detto nulla) ma è possibile anche qui utilizzare come riferimento il sito “JUSTETF”. Una funzionalità molto bella ed utile è il “pianificatore strategico” , che vi guida passo passo nella costruzione di un portafoglio guidato di soli etf (dovete registrarvi ma è gratuito). Molto bello inoltre il report periodico che vi inviano con i vari risultati e con la possibilità di effettuare valutazioni e modifiche periodiche (nei risultati ad esempio sono compresi i dividendi nel caso di ETF a distribuzione), vi ho messo un esempio sotto.

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Bene, ora che abbiamo visto tutto, non mi resta che mettervi i link qui sotto, ricordatevi di iscrivervi alla nostra NEWSLETTER per restare sempre aggiornati sulle prossime novità di Colazione a Wall Street, e soprattutto iscrivetevi al nostro evento LIVE di Milano del 11 ottobre perchè ci saranno ancora tante tante novità.

Ecco i link:

Alla prossima!

DIMENTICA I TWEET: 3 COSE DA SAPERE PER NON FARE ERRORI CON I TUOI SOLDI!

2 Agosto: Donald Trump spara l’ennesimo Tweet contro la Cina dichiarando che tasserà al 10% ulteriori beni per un totale di 300 Miliardi.

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Risultato:

  • tutte le Borse mondiali finiscono in rosso
  • i giornali gongolano con titoli tipo “I Tweet di Trump affossano le Borse”
  • gli investitori (anzi, i “NONvestitori” come li definisco io) vanno nel panico
  • dopo 7 mesi di forti rialzi si diffonde la voce “ecco adesso inizia la recessione”

Ora: la domanda che ti faccio, che ho fatto ai miei clienti quando hanno letto la notizia e mi hanno chiamato in 250 è:

MA A TE…VERAMENTE FREGA QUALCOSA DEI TWEET DI TRUMP?!

Cioè più che altro aiutami a capire una cosa: la tua strategia di investimento si basa davvero su quello che scrive su Twitter un Presidente (degli Stati Uniti ci mancherebbe) che un giorno si e l’altro pure dice tutto il contrario di tutto e spara a zero sulla sua Banca Centrale (la Federal Reserve)?

No perchè se è così davvero, vendi tutto, tieni i soldi sul conto e piuttosto lascia che l’inflazione ti eroda tutto il capitale tra 20 anni, faresti meno danni.

Fortunatamente i miei clienti e tutte le persone (oltre 15.000 sui canali social) che mi seguono sono ben attrezzate perchè ci sono io, ma ciò non vuol dire che ogni tanto succeda di smarrire la via e farsi prendere dall’emotività.

Quindi cerchiamo di rimettere la barra dritta!

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PRODOTTO INTERNO LORDO REALE (IN GRIGIO LE FASI DI RECESSIONI)

Vedi, l’immagine sopra ti dice che nonostante i Tweet, il petrolio, i Subprime, i titoli tecnologici, la recessione (i periodi recessivi sono indicati in grigio), la speculazione, l’avidità, gli algoritmi, la Befana e Babbo Natale, il mondo cresce…SEMPRE!

Ti voglio rivelare un segreto, che ti aiuterà nei tuoi investimenti così come ha aiutato i miei e quelli dei miei clienti (già mi occupo di investimenti se non te lo hanno detto, ma di lavoro! non faccio lo scrittore e non sparo a zero su tutti anche se potrei permettermelo a tempo pieno, amo il mio lavoro cosa ci posso fare?).

Quando investi in azioni, investi nelle aziende, e ci sono solo 3 cose che devi ricordare:

  1. INVESTI NEGLI UTILI E NEI DIVIDENDI CHE LE SOCIETA’ PRODUCONO
  2. NEL LUNGO PERIODO I RISULTATI SI AVVICINANO AL 99% ALLA MEDIA
  3. IL MONDO E’ GRANDE

Vediamo in dettaglio questi 3 punti:

  • il mondo (azionario) se ne frega tra 10 anni di ciò che ha detto Trump ieri (che non sarà più nemmeno Presidente anche se prende il secondo mandato). I mercati continueranno a crescere perchè il mondo si evolve, le aziende si evolvono e nel complesso (meglio evitare singoli titoli vai direttamente sul mercato con gli indici) le persone avranno sempre bisogno di qualcosa, e tu investendo “nel mondo” delle aziende raccogli i loro UTILI ed i loro DIVIDENDI!

 

  • Il mercato rende, al netto dell’inflazione (questa si che deve farti paura, è l’unica cosa che incide VERAMENTE sui tuoi investimenti da qui all’eternità) quanto segue: Azioni 4.5%, Bond 1.5%, Liquidità 1.25% chiaro? E parliamo di media storica, di decine e decine (se non centinaia) di anni, quante cose sono successe per cui avresti detto “il mondo sta crollando”, eppure siamo ancora qua!

 

  • Vogliamo parlare delle economia emergenti come Cina ed India? Ma non solo, più avanti faremo un focus su questi investimenti, pensiamo al Vietnam, pensiamo al Sud-Africa, nuovo punto di riferimento per la Via della Seta nonchè proprietario di diverse materie prime. Queste sono tutte economie che nel lungo termine vorranno dire la loro, e non solo gli Stati Uniti, ma anche l’Europa stessa, cominciano a non essere più così appetibili (vogliamo parlare della crescita degli ultimi anni dell’Europa?)

Quindi cosa ti voglio dire per riassumere? Lascia a queste cazzate il tempo che trovano, la tua strategia non può basarsi sui Tweet, non DEVE, sennò è una strategia a perdere già in partenza. Con i miei clienti abbiamo costruito dei portafogli a prova di Tweet, ben diversificati, che adesso stanno cogliendo a pieno questi 7 mesi di mercati positivi, e che quando arriveranno le “botte” (perchè quelle arrivano comunque sia chiaro) saremo ben preparati a difenderci.

Questo è il segreto di un buon portafoglio, che tutti i consulenti dovrebbero consigliare ma che alla fine non succede, se non per i costi esagerati che ti applicano o per “le strategie pagate a peso d’oro che hanno solo loro e che poi ti costano 10 volte una consulenza”:

COGLIERE A PIENO I RIALZI DEI MERCATI E LA CRESCITA DELLE AZIENDE E DELLE VARIE ECONOMIE, MA ANCHE SAPERSI DIFENDERE NEI MOMENTI DIFFICILI A COSTI RIDOTTI!

Come sempre, se vuoi sapere come fare o se hai dubbi/domande non esitare a scrivermi.

Alla prossima

 

RISCHIO/RENDIMENTO: 3 INDICATORI UTILI DA USARE PER CAPIRE SE IL GIOCO VALE LA CANDELA

“Francesco, ho trovato 2 investimenti…il primo rende il 5% annuo, il secondo solo il 3.5%, volevo un tuo parere se siano validi ma io sarei decisamente più propenso per il primo”..

IO: “Hai calcolato anche il rischio di questi 2 investimenti?”

LUI: “ahahaha direi di no (faccina  sorridente)…………………………………………………………………

Ecco, primo punto dell’articolo di oggi, ragionare per un investimento guardando solo “quanto mi rende” amico/amica mio/mia è una ca……ta mostruosa.

Quindi andiamo subito al sodo, quando valuti un investimento devi, tra le altre cose, non solo vedere quanto ti rende, ma anche QUANTO RISCHIO TI STAI PRENDENDO A FRONTE DI QUEL DETERMINATO RENDIMENTO (da qui rapporto rischio-rendimento).

Ora ecco 3 indicatori utili (e di comprensione tutto sommato semplice ed alla portata di tutti) che dovresti sempre avere nel kit del bravo investitore..vediamoli!

Var (value at Risk, non il “Var” calcistico mi raccomando)

Indica la MASSIMA PERDITA che (con una certa probabilità “p”) un portafoglio può subire in un determinato periodo di tempo. Quindi abbiamo 3 dati che ci servono:

  • tempo considerato
  • livello di confidenza (la probabilità che tra poco spiegheremo)
  • valuta di riferimento (qui solitamente Euro/usd ecc)

ESEMPIO PRATICO: VAR 2 giorni = 2000 Euro con un intervallo di confidenza al 95%

Traduzione: entro un periodo di 2 giorni mi aspetto (con una probabilità del 95%) una perdita che sia al MASSIMO di 2000 Euro. Esiste poi una probabilità del 5% invece che la mia perdita entro i prossimi 2 giorni sia superiore a 2000 Euro.

VANTAGGIO DEL “VAR”: quando facciamo un investimento (pensiamo ad un’azione o un’obbligazione) abbiamo diversi rischi (di mercati, di tassi di interesse, valutario ecc).

Il Var è un aggregatore di tutti questi rischi, quindi con un NUMERO ci riassume diverse tipologie di rischio dandoci un’indicazione della bontà del titolo.

SHARPE RATIO

Significato: per ogni 1% di aumento della volatilità sul mio investimento, questo mi genera un “x”% in più rispetto al rendimento del titolo privo di rischio (pensiamo ad esempio ai Bund tedeschi come indicatore privo di rischio).

La formula è la seguente: SR = (Ri – Rf)/sigma(i)

Quindi facciamo anche qui un esempio con i numeri:

  1. INVESTIMENTO 1: Rendimento 6%, volatilità 7%
  2. INVESTIMENTO 2: Rendimento 9% volatilità 15%

Tasso risk free (uguale per tutti) = 2%

SR1 = (6 – 2)/7 = 0,57

SR2 = (9 – 2)/15 = 0,46

Quindi cosa deduciamo? Che NONOSTANTE l’investimento 2 renda di più, in relazione al rischio è migliore il titolo 1!!! Perchè per ogni aumento del 1% della volatilità (rischio) il rendimento EXTRA rispetto al tasso risk free è dello 0.57%, rispetto al secondo investimento dove l’extra rendimento è solo dello 0,46%.

Tutto chiaro? (in caso scrivetemi)

INFORMATION RATIO

Ottimo indicatore soprattutto nel confronto tra fondi comuni/etf (su Quantalys trovi già i numeri senza dover calcolare nulla, TI HO MESSO A TITOLO DI ESEMPIO UNA SCHEDA DI UN FONDO).

Esprime la bravura del gestore di “battere” un benchmark di riferimento. Sappiamo infatti che i fondi comuni (quelli a gestione attiva) per definizione “dovrebbero” (uso il condizionale perchè pochi ci riescono, ecco perchè è importante valutare bene tutto con questi strumenti) battere un determinato parametro di riferimento definito appunto benchmark. il nostro IR ci indica se il fondo è riuscito a Massimizzare il rendimento riducendo al minimo il rischio.

La formula infatti è: IR = Te/TeV

Dove il Te sarebbe: Rendimento fondo – Rendimento Benchmark e dove “Tev” sarebbe la volatilità del Te.

Quindi MAGGIORE E’ IL IR è più bravo sarà il gestore!

Per gli Etf, essendo a gestione passiva, tipicamente assistiamo a IR pari a zero.

Spero come sempre che questi spunti siano utili nella costruzione di una corretta strategia di investimento, come sempre per dubbi o domande non esitare a contattarmi!

Alla prossima!

E ADESSO CHE SUCCEDE?

Odio avere ragione, ma ho ragione! Ancora una volta gli interessi personali, i giochi di potere, l’avidità umana, hanno prevalso sul buon senso, come avevo ipotizzato poco tempo fa nel mio ultimo articolo. Parliamo di Brexit, dove per la terza volta il Parlamento ha rifiutato (nonostante il premio in caso di voto a favore fosse lo scalpo della premier May) l’accordo con l’Europa, lasciando di fatto il vuoto da qui al 12 Aprile, data (per ora salvo imprevisti o ripensamenti) per l’attuazione della Brexit. La domanda che tutti si fanno a questo unto è la seguente: ADESSO COSA SUCCEDE?

La risposta (come sempre in questo blog cerco di dare risposte, cose utili che la gente come te cerca) è: CHISSENE IMPORTA! (scritto proprio così).

Questo per un semplice motivo, chi opera sui mercati finanziari DOPO che le cose accadono, per definizione non può che perdere soldi. Infatti nei mercati uno degli aspetti fondamentali è la gestione del tempo, e questo vale (sai che dico una cosa e poi faccio sempre un esempio pratico) in due situazioni che dovresti sempre tenere a mente per fare soldi:

  1. Investi i tuoi soldi (dopo una corretta strategia di Asset Allocation) con orizzonte di lungo periodo (minimo 10 anni, fregandotene di ciò che succede intorno a te) sia in logica di Piano di Accumulo sia in un’unica soluzione
  2. Se vuoi operare in logica più tattica (non di trading attenzione, in questo caso l’orizzonte è brevissimo) devi invece posizionarti PRIMA che le cose accadano (o meglio, PRIMA che le cose possano accadere secondo i tuoi ragionamenti)

Come diceva SUN TZU nel libro (se vuoi diventare un investitore leggilo subito) “l’arte della guerra” ogni battaglia è vinta PRIMA di essere combattuta, perciò non puoi assolutamente improvvisare per con i tuoi soldi, o peggio ancora muoverti dopo che gli eventi sono accaduti.

Andiamo quindi a vedere la situazione attuale, NELLA PRATICA,  i due punti visti sopra.

  1. Come ti avevo raccontato in questo articolol’ETF Vanguard su S&P 500 ha performato da allora circa l’8% in 2 mesi, ma non è questa la cosa importante, perchè se la tua strategia è comprare e tenere per un lungo periodo di tempo, dovrai riguardare le performance appena tra 10 anni, e credimi ne vedrai di tutti i colori, con rialzi e cali anche in doppia cifra. Però sarà importante mantenere il sangue freddo ed attenerti alla tua strategia, poichè PRIMA di investire hai già visto che su orizzonti temporali lunghi ci sono ottime probabilità di portare a casa un risultato positivo
  2. Hai deciso invece che del lungo periodo ti importa poco (male, perchè una buona parte del tuo portafoglio dovrebbe invece avere questo tipo di logica, soprattutto se hai meno di 50 anni) e quindi vuoi fare l’investitore “attivo” (sappi che sono pochi però quelli che riescono costantemente a performare). Quindi in questo caso adesso cosa fai? Provo a dirti le MIE considerazioni in modo da fornirti uno spunto a livello di ragionamento…

Dunque, conoscendo l’avidità umana e la sete di potere e la prevalenza degli interessi personali rispetto a quelli dei cittadini, ipotizzavo un esito di questo tipo al terzo voto sull’accordo Brexit. Di conseguenza mi sono detto: ora, alla luce di ciò, possono succedere due cose (entro il 12 aprile).

  1. Hard Brexit (apriti cielo)
  2. Accordo ed intesa con UE in extremis

Allora ho pensato: io mi posiziono (come farebbe qualunque persona con un po’ di buon senso) nel’ipotesi peggiore (hard Brexit) dove essenzialmente posso aspettarmi 3 conseguenze:

  • Indebolimento sterlina
  • Calo generalizzato dell’azionario (UK ed Europa)
  • Aumento dei rendimenti sui Titoli di Stato (vedi Italia, per cui la UK rappresenta il 4 Paese per impatto economico, un’uscita potrebbe impattare sull’allargamento dello SPREAD)

Quindi ho aumentato la percentuale di liquidità in portafoglio (alleggerito i BTP, che hanno ben performato negli ultimi mesi, capitalizzando quindi i guadagni, e facendo la stessa cosa sull’azionario, aggiungendo in contropartita un pò di oro) pronto a rientrare a prezzi migliori, con una leggera esposizione Short su GBP, pronto a chiuderla qualora le cose invece dovessero concludersi con tarallucci e vino.

Questo perchè se si verifica il caso peggiore, e quindi i mercati (almeno nel breve) dovessero stornare, non solo non subirò danni nel portafoglio, ma anzi potrò trovare ulteriori occasioni di investimento.

Ammettiamo invece che non succeda lo scenario peggiore, ovvero trovino un accordo ed i mercati riprendano a salire, poco male! Ho capitalizzato i guadagni (su base annua in doppia cifra) e sono comunque liquido per altri investimenti, anche se da qui in avanti vedo uno scenario più prudente per quanto già scritto.

Come sempre spero di averti dato qualche spunto utile alla tua operatività, ti invito a seguirci sia sul nostro canale Youtube che sulla nostra pagina Instagram., dove troverai molti spunti utili alla tua operatività!

Alla prossima