INVESTIMENTI: COME PASSARE DALLA TEORIA ALLA PRATICA?

Ok Francesco, tutto molto interessante, ma come faccio a passare dalla teoria alla pratica nel mio processo di investimento?

Perché vedete, la differenza di approccio sta tutto qui! Ho già anticipato, che a partire dal prossimo anno offriremo un servizio dedicato, in abbonamento, dove potrete vedere i MIEI soldi (partiremo con un capitale di 50.000 Euro) investiti in determinati portafogli e strumenti finanziari, abbinato ad una più ampia, completa e pratica sezione dedicata alla formazione ed a contenuti funzionali ai vostri investimenti.

Ma come sempre torniamo a noi e cominciamo a vedere IN PRATICA, cosa fare per partire…

Preferisco essere sintetico, ordinato e semplice, quindi ecco l’elenco delle cose da fare:

  1. Formarvi (sembra scontato ma meglio ripeterlo 1000 volte)
  2. Aprire un conto corrente presso una banca o altro intermediario/broker
  3. Compilare il questionario Mifid (quel questionario che vi identifica il vostro profilo di rischio, in modo tale che se conoscete a malapena i titoli di stato, e venite sedotti da un truffatore ad investire in derivati, il sistema vi blocchi preservando il vostro capitale e bloccando la vostra avidità)
  4. Aprire il deposito titoli (qualora operiate tramite istituto bancario)
  5. Effettuare un bonifico sul vostro nuovo conto corrente
  6. Investire

Detta così a livello di passaggio non sembra essere poi così complicato, salvo alcuni piccoli (ma fondamentali) accorgimenti su alcuni dei punti visti sopra…

  • Formarvi: scegliete bene le fonti da cui trarre la vostra formazione (noi ci riteniamo affidabili ma ovviamente dipende dal vostro giudizio, ed essendo autoreferenziale non mi piace quindi mi fermo qui)
  • Conti correnti: verificate attentamente i costi di gestione del conto corrente (canone mensile, costo delle operazioni di bonifico, se dovete spostare i soldi da un conto all’altro, costi dell’home banking), potete usare siti come confrontaconti.it nella sezione dedicata di Mutuionline
  • Questionario Mifid: rispondete alle domande in modo onesto: se vi chiedono “conoscenza di obbligazioni strutturate” e ne avete solo sentito parlare (oppure andate su Google a cercare cosa sono così poi potete rispondere di “si”, perdonatemi, ma siete dei beoti!, ed i Beoti in Borsa perdono soldi, sapevatelo)
  • Deposito titoli: anche qui attenzione ai costi (spese di custodia fisse, in alcune soluzioni sono gratuite, costi di compravendita degli investimenti che volete fare, fondi/etf/azioni ecc…, disponibilità di mercati su cui poter acquistare i vostri investimenti, soprattutto se dovete comprare strumenti finanziari esteri)
  • Investire: non partite mai dal prodotto singolo, ma effettuate tutte le analisi che abbiamo spiegato nei 150 articoli precedenti
  • Non siate avidi, studiate i rendimenti storici delle diverse asset class, così quando vi proporranno il 50% in un anno sui Titoli di Stato americani, ma storicamente i Titoli di Stato americani performano al 4/5% annuo, saprete di essere davanti ad una truffa

Se non trovate la parte relativa ai costi del deposito titoli e dell’operatività lato investimenti, andate sul sito internet delle varie aziende, nella sezione “fogli informativi”, dove potrete avere le diverse informazioni mancanti.

Per quanto riguarda i broker, vi segnalo un sito molto utile della Consob in cui trovate i broker autorizzati e quelli bannati, in modo da non incappare in situazioni “anomale” e spiacevoli, in modo da preservare la prima regola di quando investite: non buttare soldi nel dalla finestra.

Penso che oggi possa già bastare quanto detto sopra, anche perché tra confronto dei conti correnti, delle condizioni di deposito titoli, e di tutto il corollario avrete un bel lavoro da fare. Come sempre se avete dubbi o domande scrivetemi,

alla prossima!

BROKER E TRADING ONLINE: I MILLENNIALS INVESTONO IN BORSA?

Probabilmente ne avrai soltanto sentito parlare perché non eri ancora nato o eri troppo giovane, eppure fino a pochi decenni fa investire in borsa era una pratica ristretta a pochi facoltosi individui che potevano permettersi le ingenti spese del broker e di rispettare i requisiti per i lotti minimi di acquisto/vendita delle azioni, fissate dal mercato di borsa. Poi la tecnologia ha preso il sopravvento, spazzando via il “vecchio” e cambiando le carte in tavola.

E così che oggi si parla di “trading online”, dove basta una connessione a internet e un conto presso un broker online per accedere alle borse di tutto il mondo ed a costi incredibilmente ridotti rispetto al passato.

Dinanzi a questo nuovo scenario ci si aspetterebbe che siano i Millennials, ossia la generazione di nati dagli anni ottanta in poi, ad apprezzare maggiormente l’industria del trading online, grazie alla loro innata predisposizione al rinnovamento e alla rivoluzione tecnologica.

Ma non solo: il quadro macroeconomico recentemente delineatosi mostra come, con ogni probabilità, quella dei Millennials sarà una generazione che difficilmente vedrà ricevere una dignitosa pensione da parte della Previdenza Sociale (se mai ancora esisterà). Per questo i giovani dovrebbero iniziare da subito a pianificare investimenti a lungo-termine per non farsi trovare impreparati quando la vecchiaia sopraggiungerà e non ci sarà molto altro ancora da fare.

Ed invece, secondo le statistiche recenti, solo 1 Millennials ogni 5 investe nei mercati azionari. Come si può spiegare tale trend? I principali ostacoli sono rappresentati dalla mancanza di fondi sufficienti per investire e dalla scarsa conoscenza dei mercati finanziari. La buona notizia è che entrambi possono essere superati con qualche accorgimento e investendo un po’ di tempo nell’accrescimento della propria alfabetizzazione finanziaria.

Innanzitutto occorre essere a conoscenza del fatto che esistono numerosi broker online che permettono di accedere ai mercati e di fare trading online senza importi minimi e con costi molto contenuti. In questo modo si può iniziare a creare un proprio portafoglio sin da subito, iniziando a depositare piccoli importi mensili (anche €20 o €50 al mese) ed effettuando investimenti regolari per un lungo orizzonte temporale.

Ad esempio, per chi vuole destinare una parte dei propri risparmi con piccoli versamenti periodici, si potrebbe pianificare un PAC (Piano di Accumulo di Capitale) che permette di investire piccole somme mensili in Fondi d’Investimento, ETF ecc.

I broker online più moderni mettono a disposizione anche moderne app, in modo tale che si possa fare trading e controllare il portafoglio direttamente dal proprio smartphone e in qualsiasi momento, in linea con le esigenze dei giovani.

Quali sono quindi i consigli principali per un Millennial alla ricerca di un broker online?

Innanzitutto egli dovrebbe iniziare delineando il proprio profilo personale, ossia valutando la propria esperienza, preferenze ed obiettivi. Sono un investitore alle prime armi o uno avanzato? Su quali prodotti e borse vorrei investire? Il mio è un orizzonte temporale di breve o lungo termine?

Queste sono solo alcune domande le cui risposte permettono di indirizzarsi verso una categoria di intermediari piuttosto che di un’altra. Ad esempio un investitore principiante preferirà una piattaforma semplice e intuitiva da utilizzare, laddove un trader esperto cercherà un broker che offra una piattaforma con strumenti e grafici avanzati.

Il passaggio successivo sarà quello quindi di iniziare la ricerca di un broker online valutando i vari intermediari presenti sul mercato (e assicurandosi che siano autorizzati ad operare in Italia dalla CONSOB). Per investimenti a lungo termine sarà sicuramente più conveniente affidarsi ad un broker DMA (Direct Access to Market) piuttosto che ad un Market Maker.

  • Il broker DMA consente infatti di immettere gli ordini direttamente in un mercato di borsa e di negoziare prodotti regolamentati (come ad esempio azioni, ETF, obbligazioni ecc.) godendo delle regole e della vigilanza degli enti regolatori.
  • Il Market Maker invece funge da controparte negli ordini immessi dall’investitore e permette di tradare prodotti opachi e poco trasparenti come i CFD e i prodotti a leva, i quali sono rinomatamente strumenti pericolosi, scarsamente regolamentati e idonei principalmente per le operazioni giornaliere e non per gli investimenti a lungo termine.

Per queste ragioni un broker DMA dovrebbe essere preferito ad un Market Maker.

Con molte probabilità un Millennial presterà particolare attenzione ai costi delle commissioni, così che queste abbiano un impatto ridotto sui rendimenti. Per le azioni è possibile ricorrere a vari strumenti per trovare i broker con le tariffe più convenienti, come questo tool per il calcolo delle commissioni offerto dal sito specializzato www.qualebroker.com. In aggiunta i Millennials saranno alla ricerca di una piattaforma con una grafica user-friendly, utilizzabile sia da desktop che da app.

Desidereranno anche che l’apertura del conto sia rapida e “paperless”, senza quindi doversi andare a scontrare contro la burocrazia che caratterizza le nostre banche italiane. Quelli alle prime armi avranno inoltre bisogno di un servizio di educazione e didattica offerto dal broker (ad esempio un tutorial per imparare a utilizzare la piattaforma, immettere gli ordini, ricercare un prodotto finanziario ecc.), nonché di un Servizio Clienti semplice da raggiungere in caso ci sia bisogno di ricevere chiarimenti o spiegazioni.

Per affrontare tutti questi aspetti con più semplicità è possibile confrontare i principali broker operanti nel settore con questo strumento per il confronto dei broker. In questo modo sarà possibile confrontare i broker per ogni categoria, leggere le recensioni e opinioni e arrivare alla scelta finale di quello più adatto in base al proprio profilo.

La scelta di un broker infatti è completamente soggettiva e varia da individuo a individuo: non è infatti possibile eleggere il miglior broker in assoluto e sarebbe sbagliato aprire un conto presso un broker solo perché ci è stato suggerito da un amico o parente. Occorrerebbe piuttosto armarsi di pazienza e seguire i passaggi illustrati in precedenza.

Come abbiamo visto, la scelta di un valido broker online è un fattore primario molto importante per aumentare le probabilità di ottimizzare i rendimenti nel trading online e non farsi divorare dai costi. Tuttavia tale scelta da sola non basta a garantire la profittabilità nel tempo: occorre infatti anche costruire una solida strategia di trading associata alla conoscenza della finanza comportamentale, ossia di quegli aspetti psicologici che influiscono nei comportamenti e nelle decisioni prese sugli investimenti.

Per questo motivo per raggiungere il successo nel trading online è fondamentale studiare con costanza, mantenersi sempre aggiornati e imparare dalle esperienze maturate in tema di investimenti, che siano esse positive o negative.