Electronic Arts: Target raggiunto!

Siamo molto contenti, perchè con le performance di oggi portiamo a casa una buona plusvalenza 6% circa) sul titolo di cui abbiamo parlato per circa 3 mesi (primo acquisto 22 aprile 2019).

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In questo caso la performance (oltre il 30% su base annua) la riteniamo sufficientemente corposa per un titolo di cui abbiamo parlato e di cui ancora dobbiamo terminare di descriverne i bilanci (poichè lo abbiamo preso a titolo di esempio). Quindi la nostra esposizione su una piccola quota di portafoglio (quella per capirci destinata ai singoli titoli, vedi post a riguardo) è andata molto bene.

Adesso, per quanto le Banche Centrali stiano continuando a pompare liquidità nel sistema, per quanto forse verranno raggiunti determinati accordi (vedi USA-Cina) piuttosto che procedura d’infrazione Italia-UE, le dinamiche economiche di fondo restano incerte, quindi non è il caso di restare esposti molto sull’azionario (per un profilo con ad esempio un 30% oggi sarebbe consigliabile ridurlo al 10/15%).

In particolare l’azionario america risulta ancora molto sopravvalutato (il CAPE di Shiller è ancora a livelli importanti, vedi grafico sottostante) e per il “risparmiatore” / “investitore retail” meglio un pò di sana prudenza che non vuol dire NON GUADAGNARE, ma vuol dire raccontare le cose come stanno, e non giocare con i soldi delle persone!

CAPE SHILLER.png

Ci vediamo al prossimo articolo dove concluderemo l’analisi di Electronic Arts.

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EA: ANALISI DI UN TITOLO, PARTE 3, LIMITA LE SPESE!

Si, dovevo pubblicarlo ieri questo articolo, chiedo scusa ma il lavoro è sempre molto ed ogni tanto anche io sono costretto a posticipare le cose. Ci siamo lasciati qualche settimana fa con l’inizio dell’analisi fondamentale (prendendo come spunto il titolo Electronic Arts) ed iniziando a valutare diversi aspetti del bilancio aziendale partendo dal conto economico (potete rileggere l’articolo precedente QUI). Ora, proseguiamo con le altre voci di bilancio e soprattutto cerchiamo di capire come interpretarle (vi ricordo che sempre nell’articolo precedente trovate i siti web GRATUITI dove cercare tutti i dati utili per l’analisi della vostra azienda).

Riprendiamo il Conto Economico (la prima parte) per concludere questa sezione di informazioni:

ANNO 2015 2016 2017 2018
CONTO ECONOMICO
RICAVI (FATTURATO)  4.515.000,00  4.396.000,00  4.845.000,00  5.150.000,00
COSTO DEL VENDUTO (CDV)  1.429.000,00  1.354.000,00  1.283.000,00  1.277.000,00
SPESE G.LI/AMM.VE/VENDITA  1.033.000,00  1.028.000,00  1.112.000,00  1.110.000,00
SPESE RICERCA E SVILUPPO  1.094.000,00  1.109.000,00  1.205.000,00  1.320.000,00
AMMORTAMENTI   –    –     –     –  
INTERESSI PASSIVI -31.000,00 -28.000,00 -47.000,00 -44.000,00
IMPOSTE  50.000,00 -279.000,00  243.000,00  406.000,00
  • SPESE GENERALI-AMMINISTRATIVE-DI VENDITA: trattandosi di spesa, vale la regola che più basse sono meglio è, ma soprattutto, nel corso degli ultimi 4-5 anni, devono risultare stabili nel tempo (cosa che per EA si vede molto bene). Solitamente non dovrebbero inoltre superare il 50% del profitto lordo (Ricavi meno CDV).

 

  • SPESE DI RICERCA E SVILUPPO: ora, su questa voce, considerando lo stesso discorso del “meno è meglio” dobbiamo aprire una piccola parentesi, ovvero “dipende dal settore in cui l’azienda opera”. Questo perchè, se è pur vero che le spese di ricerca e sviluppo, come dice il buon Warren Buffett, se sono alte significa che l’azienda per restare in piedi dovrà sempre di più “inventare e sviluppare” nuovi prodotti o servizi, bisogna anche dire che mi aspetterò spese di R&S più alte in determinati settori (pensiamo alla tecnologia oppure al farmaceutico) piuttosto che ad esempio in un’azienda di vestiti o del settore finanziario (anche se qui di “invenzioni” ne sono state fatte comunque molte :)) Ciò comunque non toglie che un’azienda SANA con spese R&S basse sia indubbiamente preferibile rispetto ad un’azienda dello stesso settore con importi di questa voce più elevati. Qualora fossero nulle, può tranquillamente accadere, e non sarà una cosa negativa. Prendiamo il caso EA, dove sicuramente per lo sviluppo di nuovi videogiochi una componente di R&S è quantomeno legittima, e comunque anche in questo caso sempre lineare e pari a circa 1/3 del profitto lordo.

 

  • AMMORTAMENTI: anche qui meno è meglio, solitamente anche questi entro il 10% del profitto lordo (non mi dilungo su questo tipo di voce, per le definizioni avete wikipedia)

 

  • INTERESSI PASSIVI: Sapete bene quando parlo degli interessi passivi, di solito mi riferisco ad esempio ai problemi degli interessi che il nostro Paese paga sul suo debito enorme. Ciò significa che lato conti pubblici nonostante gli sforzi dei vari Governi di Incassare più di quanto spendano, quando poi al conto totale bisogna aggiungere 60-70 Miliardi di Euro OGNI ANNO (se va bene, pensiamo solo all’ultima manovra che vale circa 30 Miliardi per capire quanto pesino gli interessi) i conti non tornano comunque. Per le famiglie e per le imprese vale lo stesso discorso, ecco perchè la voce interessi passivi (che sono quindi gli interessi relativi ai debiti che ha un’azienda, debiti che troveremo successivamente quando analizzeremo lo Stato patrimoniale) è molto importante, e più bassa è meglio è (mi sembra di averlo già detto, se poi non ci sono proprio allora l’azienda praticamente non ha debiti). E come il debito, è importante che un’azienda abbia sempre questa voce sotto controllo, lineare, ricordando che un’azienda sana tenderà a preferire il debito in contesti di tassi d’interesse bassi, quando il costo è decisamente conveniente.

Con questo abbiamo concluso il nostro articolo, e vi dò appuntamento alla prossima puntata dove concluderemo la valutazione del conto economico con le voci più “piccanti”.

Buona serata