#BusinessBreakfast: ci vediamo a Milano?

A New York lo chiamano “il pasto del potere”, così almeno sosteneva il Wall Street Journal poco tempo fa. Ma cosa vuol dire davvero l’evento “Business Breakfast” per noi, e soprattutto…cosa vuol dire “ESSERE UN WALLSTREETER”?

In America questa abitudine è tornata nuovamente in voga, poiché si pensa che ormai le colazioni d’affari siano il nuovo modo di fare business, di parlare di finanza, di Investimenti. Ed un Wallstreeter è uno che ama parlare di questo, perché mentre il 90% della popolazione parla di Calcio, di Meteo, lui/lei parla di nuove aziende, parla di Investimenti, parla di nuovi progetti, parla di trend, di FUTURO.

In Italia una cosa del genere non è mai esistita, almeno fino ad oggi. Infatti il giorno 11 ottobre, a Milano, per la prima volta giovani studenti, Amministratori Delegati di società quotate, trader, investitori immobiliari, Business Angels, Venture Capitalist, tutti si ritroveranno insieme in un solo grande evento per fare networking, stringere partnership, e parlare di Business, tutto questo nel bel mezzo di una Colazione, una “Business Breakfast” appunto.

L’evento, che rappresenta il coronamento della prima fase del percorso di crescita del progetto “Colazione a Wall Street”, ospiterà un massimo di 150 persone (più qualità e meno quantità).

Come sarà strutturata la giornata dell’evento:

  1. Interventi di ospiti in ambito Finanziario
  2. Tavole rotonde sul Fintech e sulla Finanza vista dai Giovani
  3. Colazione con all’interno spazio newtorking e formazione su materie quali Investimenti Immobiliari, Trading, Criptovalute, Asset Allocation/Consulenza finanziaria, Startup

Al termine della Business Breakfast, avrai compreso:

  • Quali sono i trend finanziari più in voga in ambito Fintech
  • Come scegliere le persone giuste per il tuo Business
  • Cosa cercano le aziende che assumono in ambito finanziario
  • Come definire il tuo “portafoglio titoli” e cosa sia la “vera consulenza”
  • Quali sono le principali operazioni immobiliari disponibili sul mercato
  • Come approcciarsi al settore delle Criptovalute distinguendo le opportunità dai pericoli
  • Come impostare una strategia di Trading online corretta

E molto altro….

Alcune Testimonianze di chi segue Colazione a Wall Street….

Spettacolare! Finalmente una pagina di economia ed investimenti che spiega tutto in modo chiaro e semplice! La n.1 in Italia (Silvia)

Utile, giovane e sul pezzo. Invoglia al tenersi al passo con ciò che accade e propone i concetti già in un contesto reale. Top. (Giacomo)

Contenuti spiegati in maniera molto semplice ma con il massimo della serietà e professionalità! Ogni mattina guardare il video di Colazione a Wall Street è il modo giusto con cui iniziare la giornata e le varie rubriche contribuiscono a rendere ancora più interessante la pagina. Complimenti allo staff per tutto quello che fate ogni giorno (Matteo)

L’evento #BusinessBreakfast rappresenta quindi un’importante occasione di formazione e aggiornamento per tutti i giovani, i professionisti e gli appassionati del mondo Investimenti. Una giornata che mette al centro della discussione i partecipanti stessi, dove l’innovazione e il cambiamento saranno i temi principali.

Le aree sono suddivise in speech frontali, momenti di networking, formazione e tavole rotonde che tratterranno i principali trend topic del momento come: fintech, blockchain, e nuovi modelli di business. La presenza di rappresentanti di aziende importanti, sul piano internazionale, come SCM Sim SpA, GB Investing, Relender, N26, Starting Finance, TradingView Italia e molte altre, conferma l’eccellenza che l’evento si propone di mantenere.

Compreso nel biglietto: Kit di benvenuto + formazione a 360 gradi su Trading/Investimenti/Immobiliare/Criptovalute

Il primo ed unico evento che inoltre…

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CONTATTI: Referente e titolare evento Francesca Caterina Santin

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EA, DOPO IL CONTO ECONOMICO, LO STATO PATRIMONIALE

Molto bene, ci abbiamo impiagato ben 4 articoli e circa un mese per approfondire come analizzare il conto economico di una società (EA nel nostro caso presa come esempio). Adesso passiamo ad un altro aspetto importantissimo da unire al conto economico, ovvero lo stato patrimoniale.

Sappiamo che a differenza del conto economico, che rappresenta dei flussi (simile al rendiconto finanziario con i flussi di cassa) lo stato patrimoniale invece possiamo vederlo come una FOTO, qualcosa di STATICO, che rappresenta la situazione in un determinato periodo, e solo in quel determinato periodo.

Ora, la legge fondamentale che lega lo Stato patrimoniale è la seguente:

Attività = Passività + Capitale Netto

Le attività (cassa, crediti, tutto ciò che rappresenta aspetti positivi di un’azienda) sono uguali alla somma delle passività (debiti ad esempio) e del Capitale Netto (che approfondiremo nei prossimi articoli in quanto merita particolare attenzione).

Bene, come sempre riporto lo Stato patrimoniale di EA così poi passiamo alle dovute analisi (dati espressi in migliaia).

VOCI ATTIVO 2015 2016 2017 2018
CASSA/LIQUIDITA’ € 2.068.000,00 € 2.493.000,00 € 2.565.000,00 € 4.258.000,00
RIMANENZE (scorte) € 36.000,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
CREDITI NETTI € 362.000,00 € 233.000,00 € 359.000,00 € 385.000,00
TOT. ATTIVO CIRCOLANTE (o attività correnti) € 3.720.000,00 € 4.354.000,00 € 5.199.000,00 € 6.004.000,00
IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE (patrimonio imp.) € 459.000,00 € 439.000,00 € 434.000,00 € 453.000,00
ATTIVITA’ IMMATERIALI (immobilizz. Imm.) € 111.000,00 € 57.000,00 € 8.000,00 € 71.000,00
(di cui) AVVIAMENTO € 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
TOTALE ATTIVO € 6.147.000,00 € 7.050.000,00 € 7.718.000,00 € 8.584.000,00

Ora che abbiamo riportato il totale attività degli ultimi 4 anni, andiamo a vedere le singole voci cosa rappresentano.

CASSA-LIQUIDITA’: vale per i privati, per le aziende, “cash is king” si usa dire. Eh si, perchè se un’azienda non ha liquidità è praticamente morta. Questo perchè immaginiamo il caso di una società con crediti da incassare per 100, debiti da pagare per 20, perfetto! apparentemente sembrerà una società a posto. Ma se i debiti vanno pagati PRIMA dei crediti, allora in assenza di liquidità (da anticipare in attesa di ricevere l’incasso sui crediti) l’azienda si troverà a corto di soldi e tecnicamente potrebbe anche chiudere bottega. Quindi onde evitare questi problemi, una società in grado di “fare cassa”, di avere liquidità sui conti correnti per svolgere tutta una serie di incombenze (pensiamo ad esempio anche al tema investimenti, qualora volesse acquistare un potenziale competitor) sarà decisamente migliore di una società con poca se non addirittura nessuna liquidità. Perchè guardare lo storico e non un solo anno? Semplice, potrebbe darsi ad esempio che fermandoci solo alla foto del 2018 la liquidità sia dovuta ad esempio ad un’operazione straordinaria (che abbia generato un incasso superiore agli altri anni) mentre a noi interessa la capacità di generare SEMPRE liquidità sufficiente con il proprio business. Inoltre nei periodi difficili (ed un’azienda ne avrà nel corso del tempo) la cassa sarà una delle armi di difesa più importanti per superare eventuali tempeste finanziarie o momenti di scarse vendite.

RIMANENZE: le rimanenze sono tutte quelle attività vendibili in poco tempo (quindi lo step “successivo” alla liquidità/cassa). Anche qui è preferibile che risultino in crescita piuttosto che in calo ma senza particolari eccessi (quindi un trend di crescita costante). Solitamente per la rimanenze ci si riferisce più ad aziende che presentano merce “fisica” mentre nel caso di aziende tecnologiche o di servizi tale voce (come nel caso di EA) risulterà bassa o nulla e quindi meno rilevante.

CREDITI NETTI:  è un buon indicatore di come la società riesce a gestire i propri incassi, dal momento che la formula è la seguente:

CREDITI NETTI = CREDITI TOTALI – CREDITI INESIGIBILI

Rispetto ai competitor avere un valore più alto di questa voce è considerato un fattore molto positivo

TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE: la somma di tutte le attività liquide o prontamente liquidabili prende il nome di attivo circolante, che da solo rappresenta già un buon indicatore (più alto è meglio è) ma che esprime tutto il suo potenziale quando viene rapportato al TOTALE PASSIVO CIRCOLANTE (che tratteremo in seguito).

Infatti per esprimere l’indice principale che ci fornisce meglio di tutti il grado di liquidità di un’azienda, utilizzeremo il coefficiente di liquidità.

COEFFICIENTE DI LIQUIDITA’ = ATTIVO CIRCOLANTE/PASSIVO CIRCOLANTE

Intuitivamente possiamo già capire che più alto è meglio è, ma di quanto dovrebbe essere per avere livelli tali da indurci a valutare un possibile acquisto del titolo?

Banalmente, MAGGIORE DI 1!! Ciò vuol dire che se ad esempio il nostro coefficiente sarà di 2, le attività “disponibili e liquide” saranno il doppio delle passività (quindi l’azienda sarà in grado di far fronte ai propri impegni ed eventualmente avere ancora liquidità sufficiente per altri scopi.

 

Molto bene, anche per oggi direi che abbiamo detto abbastanza, quindi vi lascio il tempo di assimilare questi concetti (e magari di rivedervi gli articoli precedenti) così da tornare al prossimo articolo pronti per andare avanti.

SE NON LO AVETE ANCORA FATTO VI INVITO AD ISCRIVERVI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PERCHE’ RICEVERETE IN REGALO IL FILE PER VALUTARE TUTTI QUESTI ASPETTI IN POCHISSIMO TEMPO E SENZA SFORZO, PER CAPIRE MEGLIO QUANTO POTREBBE VALERE UN’AZIENDA!

Alla prossima!

BASSA EDUCAZIONE FINANZIARIA, DI CHI E’ LA COLPA?

L’Italia ha uno dei più bassi livelli di educazione finanziaria nel mondo (dietro Togo e Zambia, come cito sempre). Spesso gli addetti ai lavori (educatori/Istituzioni finanziarie/professionisti del settore) tendono a dare la colpa agli stessi italiani, sul fatto che per pigrizia, voglia, tempo, competenze dovrebbero aggiornarsi per comprendere meglio il tema investimenti.

Questo è vero in parte, ma la domanda che tutti gli “addetti ai lavori” dovrebbero porsi è: QUANTO STIAMO FACENDO IN REALTA’ DI CONCRETO per avvicinare le persone al mondo della finanza e per aiutarle a realizzare i propri obiettivi economici?

Ogni giorno quando lavoro a questo progetto ho ben presente questa domanda, e la risposta cerco di darla quotidianamente con la mole di contenuti che cerchiamo di sfornare in supporto alle persone interessate a migliorare la propria situazione.

Noi come poche altre realtà però siamo un’eccezione, perchè il nostro Paese si sa è pieno di pericoli, dagli imbonitori ai guru ai falsi “professionisti” che alla fine vogliono solo spillarti soldi e venderti qualcosa.

Perciò il secondo punto di attenzione su cui stiamo cercando di focalizzarci è: COME POSSIAMO AIUTARE LE PERSONE AVVICINANDOLE ALLA FINANZA? Un qualcosa che possa avere la stessa attenzione e lo stesso peso nelle decisioni familiari del mangiare sano, andare a scuola, fare sport. Come possiamo rendere davvero la finanza (quella sana, che aiuta davvero) un aspetto importante della vita degli italiani?

Su questo secondo punto non ho la risposta definitiva, ma credo che “FARE SQUADRA” possa essere una delle ipotesi. Ci sono troppe piccole realtà, spesso in competizione tra loro a dire le stesse cose, oppure una che smonta i contenuti dell’altra perchè purtroppo anche l’egoismo fa parte della nostra mentalità (morte tua vita mia).

Questo oltre che sbagliato potrebbe portare il sistema all’autodistruzione, cancellando quel poco di buono che ancora resta per cercare di migliorare le cose.

Ecco perchè a breve noi di Colazione a Wall Street cercheremo di tradurre nei fatti queste tematiche, cercheremo (nel nostro piccolo sia chiaro) di accendere quel fuoco di speranza per portare la finanza nelle case delle persone, come un aspetto imprescindibile.

Ma nel frattempo, l’appello a tutti gli addetti ai lavori è di non mollare, nonostante l’ambiente ed il sistema siano estremamente sfidanti, continuare a divulgare, con l’intenzione VERA di aiutare le persone, e andare oltre quell’immobilismo che oggi impedisce alle persone di migliorare la loro vita economicamente.

Intanto restate sintonizzati su questi canali, perchè a breve annunceremo grandi novità.

A presto

EA: ANALISI DI UN TITOLO, PARTE 3, LIMITA LE SPESE!

Si, dovevo pubblicarlo ieri questo articolo, chiedo scusa ma il lavoro è sempre molto ed ogni tanto anche io sono costretto a posticipare le cose. Ci siamo lasciati qualche settimana fa con l’inizio dell’analisi fondamentale (prendendo come spunto il titolo Electronic Arts) ed iniziando a valutare diversi aspetti del bilancio aziendale partendo dal conto economico (potete rileggere l’articolo precedente QUI). Ora, proseguiamo con le altre voci di bilancio e soprattutto cerchiamo di capire come interpretarle (vi ricordo che sempre nell’articolo precedente trovate i siti web GRATUITI dove cercare tutti i dati utili per l’analisi della vostra azienda).

Riprendiamo il Conto Economico (la prima parte) per concludere questa sezione di informazioni:

ANNO 2015 2016 2017 2018
CONTO ECONOMICO
RICAVI (FATTURATO)  4.515.000,00  4.396.000,00  4.845.000,00  5.150.000,00
COSTO DEL VENDUTO (CDV)  1.429.000,00  1.354.000,00  1.283.000,00  1.277.000,00
SPESE G.LI/AMM.VE/VENDITA  1.033.000,00  1.028.000,00  1.112.000,00  1.110.000,00
SPESE RICERCA E SVILUPPO  1.094.000,00  1.109.000,00  1.205.000,00  1.320.000,00
AMMORTAMENTI   –    –     –     –  
INTERESSI PASSIVI -31.000,00 -28.000,00 -47.000,00 -44.000,00
IMPOSTE  50.000,00 -279.000,00  243.000,00  406.000,00
  • SPESE GENERALI-AMMINISTRATIVE-DI VENDITA: trattandosi di spesa, vale la regola che più basse sono meglio è, ma soprattutto, nel corso degli ultimi 4-5 anni, devono risultare stabili nel tempo (cosa che per EA si vede molto bene). Solitamente non dovrebbero inoltre superare il 50% del profitto lordo (Ricavi meno CDV).

 

  • SPESE DI RICERCA E SVILUPPO: ora, su questa voce, considerando lo stesso discorso del “meno è meglio” dobbiamo aprire una piccola parentesi, ovvero “dipende dal settore in cui l’azienda opera”. Questo perchè, se è pur vero che le spese di ricerca e sviluppo, come dice il buon Warren Buffett, se sono alte significa che l’azienda per restare in piedi dovrà sempre di più “inventare e sviluppare” nuovi prodotti o servizi, bisogna anche dire che mi aspetterò spese di R&S più alte in determinati settori (pensiamo alla tecnologia oppure al farmaceutico) piuttosto che ad esempio in un’azienda di vestiti o del settore finanziario (anche se qui di “invenzioni” ne sono state fatte comunque molte :)) Ciò comunque non toglie che un’azienda SANA con spese R&S basse sia indubbiamente preferibile rispetto ad un’azienda dello stesso settore con importi di questa voce più elevati. Qualora fossero nulle, può tranquillamente accadere, e non sarà una cosa negativa. Prendiamo il caso EA, dove sicuramente per lo sviluppo di nuovi videogiochi una componente di R&S è quantomeno legittima, e comunque anche in questo caso sempre lineare e pari a circa 1/3 del profitto lordo.

 

  • AMMORTAMENTI: anche qui meno è meglio, solitamente anche questi entro il 10% del profitto lordo (non mi dilungo su questo tipo di voce, per le definizioni avete wikipedia)

 

  • INTERESSI PASSIVI: Sapete bene quando parlo degli interessi passivi, di solito mi riferisco ad esempio ai problemi degli interessi che il nostro Paese paga sul suo debito enorme. Ciò significa che lato conti pubblici nonostante gli sforzi dei vari Governi di Incassare più di quanto spendano, quando poi al conto totale bisogna aggiungere 60-70 Miliardi di Euro OGNI ANNO (se va bene, pensiamo solo all’ultima manovra che vale circa 30 Miliardi per capire quanto pesino gli interessi) i conti non tornano comunque. Per le famiglie e per le imprese vale lo stesso discorso, ecco perchè la voce interessi passivi (che sono quindi gli interessi relativi ai debiti che ha un’azienda, debiti che troveremo successivamente quando analizzeremo lo Stato patrimoniale) è molto importante, e più bassa è meglio è (mi sembra di averlo già detto, se poi non ci sono proprio allora l’azienda praticamente non ha debiti). E come il debito, è importante che un’azienda abbia sempre questa voce sotto controllo, lineare, ricordando che un’azienda sana tenderà a preferire il debito in contesti di tassi d’interesse bassi, quando il costo è decisamente conveniente.

Con questo abbiamo concluso il nostro articolo, e vi dò appuntamento alla prossima puntata dove concluderemo la valutazione del conto economico con le voci più “piccanti”.

Buona serata

Piano di accumulo: la guida che S-PAC-CA!

Dimmi la verità, quanti articoli hai letto, quanti video hai ascoltato, quante simulazioni hai fatto, in quanti gruppi Facebook sei entrato….per capire come cavolo funziona un PAC?

Libri, guru, corsi, seminari, gruppi, e niente, ancora non sei partito con il tuo PAC. Eppure hai delle entrate che ti arrivano tutti i mesi (stipendio, piccolo o grande che sia), l’affitto dell’appartamento che ti ha lasciato tua nonna, la paghetta di mamma e papà che tu “furbescamente” hai messo da parte, ma allora rispondimi (anzi rispondiTI) un attimo…PERCHE’ ANCORA NON HAI COMINCIATO A RISPARMIARE TUTTI I MESI?

Eh si perché devi sapere che noi possiamo chiamarlo PAC (piano di accumulo del capitale) possiamo chiamarlo PIP (piano individuale pensionistico), possiamo chiamarlo Topolino, Minni, Pluto, ma la sostanza non cambia! Sei ancora lì, ogni tanto riprendi in mano il discorso, hai qualche soldo da parte, rileggi l’ennesimo pippone dell’esperto di turno, ma alla fine NON LO FAI! Accidenti, e te credo che poi iniziare ad investire è difficile, è proprio INIZIARE la cosa più complicata, credimi!

Dopo (quando inizi ad investire tutti i mesi) diventa una droga, cominci a parlare solo di quello, ti senti un grande, un eletto, Superman! Eh si, tu INVESTI! (e gli altri sfigati no). Perché appena cominci, se lo fai nel modo giusto (ed ora ti dirò come) allora diventa un’abitudine, ma un’abitudine positiva! Funziona un po’ così…. Gli amici Ti guarderanno strano, perché magari ogni tanto per mettere da parte tutti i mesi quella cifra dovrai bere una birra in meno, dovrai consumare meno GIGA, dovrai fare un po’ più il barbone in vacanza….e poi “cavolo tutti i mesi metto via soldi ma sono ancora così pochi!” (eh, ci vuole tempo amico mio, TEMPO, il tuo migliore alleato).

E sai qual è la cosa grandissima? Che infine un giorno, quando ci arrivi, a mettere da parte un bel gruzzoletto (diciamo pure dai 5.000 Euro in su), accidenti ti girano le scatole se poi ti tocca tirarli fuori! Perché hai fatto tanto per risparmiarli…e quindi ne vuoi sempre di più…di più…di più. Eh si, perché adesso sei diventato un tipo fico, a te di avere risparmi per poche centinaia di Euro mette vergogna!

Quindi come si fa? Scopriamolo insieme…(scusa mi sono un po’ dilungato ma mi diverto troppo a parlare di soldi).

Dunque…andiamo per ordine e parliamo di COSE pratiche! (lo sai che mi piace parlare papale papale)

  • Domanda n.1: La scelta della cifra, quanto mettere via ogni mese?

Risposta al punto 1: ti stai facendo la domanda sbagliata! (immagino che nessuno te lo aveva mai detto)

  • Quindi riproviamo, domanda GIUSTA n. 1: Quale cifra voglio riuscire a mettere via ed in quanto tempo? EUREKA! QUESTA E’ LA DOMANDA… (la battuta è presa dal film “IO ROBOT”)…

Risposta alla domanda giusta n.1: perché vedi, una volta che sai l’obiettivo finale, scegliere la strada è più facile. Sono calcoli da prima elementare, ma se del resto l’investitore migliore del mondo (Buffett) ne è convinto lo devi essere anche tu. Quindi mettiamoci i numeri con un esempio…voglio 10.000 Euro in 3 anni!

UAO, sei ambizioso, considerato che guadagni uno stipendio da 1200 Euro al mese. Significa che in un anno (se prendi la tredicesima) sono 13.200 euro di guadagno netti, in 3 anni sono 39.600 Euro. Quindi mettere via 10.000 Euro in 3 anni significa circa 3300 Euro annui circa, che vuol dire risparmiare il 25% annuo del tuo reddito. Difficile? Impossibile? Dipende da TE! Prova a ragionare però mensilmente, su 1200 Euro vuol dire 300 Euro al mese, tutti i mesi!

Ora però fai molta attenzione, perchè prima tu mi hai detto che hai una tredicesima, quindi perché la devi considerare come lo stipendio normale? Considerala più un bonus, un extra, chiamala BABBO NATALE, e prova (invece di spenderla per l’ultimo smartphone) a metterla via interamente. Sai cosa significa? Facciamo i conti.

3300 Euro annui, se risparmio già la tredic….(BABBO NATALE scusa) di 1200 Euro…significa che dovrai risparmiare nei 12 mesi restanti solo 2.100 Euro annui (3300-1200), che vuol dire 175 Euro mensili…ovvero il 14,5% del tuo stipendio!

Già meglio non credi? Se mi dici che non riesci a risparmiare il 14,5% del tuo stipendio, amico mio sarò sincero, non sarai mai ricco, ma nemmeno benestante! Quindi puoi smettere di leggere questo post, perché potrai sapere tutto quello che vuoi, ma uno dei metodi per accumulare denaro è saper risparmiare (oltre che investire), è così!

Domanda n. 2, come faccio ad abituarmi a risparmiare questa somma tutti i mesi? (o meglio, come faccio a non spenderla?) adesso te lo dico io…devi farlo APPENA ricevi il tuo stipendio! Subito, non pensarci nemmeno a farlo “la settimana dopo”, o a fine mese, niet! Oggi ti è arrivato lo stipendio? OGGI metti via 175 Euro (massimo domani mattina va, te lo concedo).

Adesso però aumentiamo la profondità del ragionamento….tu non stai solo accantonando (quindi non prendi i soldi e li metti sotto il materasso)…stai  INVESTENDO! Ciò vuol dire che auspicabilmente verrà in tuo aiuto il fattore “interesse” (o rendimento).

Ti metto il link di un “simulatore” dove puoi perdere un’intera giornata con diverse simulazioni . Il primo esempio lo facciamo insieme: torniamo all’ipotesi vista sopra, 300 Euro al mese (tredic…BABBO NATALE incluso) per 36 mesi, ed ipotizziamo che il primo versamento (nei piani di accumulo può essere, a seconda del tipo di prodotto, di 1/3/6/12 mensilità solitamente) siano 3 mensilità, quindi  900 Euro.  Devi aggiungere il fattore rendimento, e qui inseriamo un nuovo parametro…

Non voglio farti come sempre i pipponi su “tasso risk free” eccetera eccetera (non ti serve). Quello che devi sapere, è che il tuo investimento devi compararlo (prudenzialmente) ad un tasso di riferimento che potrebbe essere ad esempio quello dei titoli di Stato di pari scadenza, quindi nel tuo caso potresti verificare quanto rendono OGGI i BTP (titoli di stato italiani) con scadenza residua 3 anni (2022 diciamo).

Dove lo puoi verificare? QUI . Ti basta ordinarli per “scadenza” (cliccaci sopra) e vedere appunto quelli 2022 quanto rendono (guarda la colonnina “rendimento netto” mi raccomando, NON la colonna Cedola netta, fuorviante). Nell’esempio nostro vediamo che il rendimento è circa 1,10%. Però tu sei uno BRAVO, e quindi sai benissimo che, ACCIDENTI! Mediamente l’inflazione è del 2% annuo, quindi dovrai puntare a qualcosina di più, perciò in un periodo come quello attuale consideriamo un 2,5% come riferimento prudenziale. Bene, ora che hai tutti i dati, possiamo inserirli nel simulatore.

Possiamo vedere che dopo 3 anni, considerate le ipotesi sopra, alla fine ci ritroveremo con 12.173,22 Euro. Bene, tutto qui? Assolutamente NO! E’ una simulazione, dobbiamo ancora fare tanti ragionamenti insieme. Ma tu intanto fai pratica con le simulazioni (prova durate diverse, tassi diversi, periodi diversi, sempre partendo dagli obiettivi sopra).

Mica posso tenerti qua tutto il giorno? Ne parliamo nel prossimo articolo dove entreremo nel dettaglio degli investimenti (tassi, prodotti, costi ecc)!

Alla prossima!!

Francesco