INVESTIRE CON I MERCATI AI MASSIMI STORICI

Già normalmente le persone (in Italia poi ancora di più) sono restie ad investire, figuriamoci quando giornali, Tv e siti specializzati sbandierano che il mercato è “sui massimi” (prezzi storicamente molto cari), dove la gente dice “tanto se entro adesso mi becco sicuro lo storno di mercato e poi chissà quanto ci metterò a recuperare”.

Tutte giustificazioni legittime, ci mancherebbe, ma tu sei un Wallstreeter e certe considerazioni sai che vanno analizzate con estrema cura, perchè come dico sempre tra la scelta di non fare nulla ed investire male è meglio la prima, ma tra non fare nulla ed investire bene è decisamente meglio la seconda. Quindi torniamo a noi, e prendiamo l’esempio del mercato americano, che ormai da molto tempo viaggia sui massimi storici (vedi grafico Tradingview).

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Scommetto che in questo momento guardando l’indice S&P 500 starai pensando “il mercato sta aspettando giusto me per fare uno di quegli storni come non si vedevano da anni”.

Quindi cosa fai? Aspetti pazientemente il calo del mercato (che nessuno può prevedere con esattezza, nè quando nè DI QUANTO stornerà) e ti perdi eventuali ulteriori salite?

Oppure entri, ti becchi magari subito la botta con un -10% o -20% (se ti va bene) e poi ti penti per i prossimi 2 anni? (mediamente ricordati che i ribassi sono forti e veloci, rispetto ai rialzi lenti e più costanti e duraturi).

Anche qui odio ripetermi, ma per far entrare un concetto nella testa delle persone meglio ripeterlo 1000 volte, esistono i Piani di Accumulo! Nell’articolo trovi già il funzionamento quindi non tornerò sugli stessi concetti (ricordati anche quando abbiamo parlato di Giorgio) ma è importante oggi fare uno step successivo con un caso reale.

Mi spiego meglio, in entrambi i casi (Storno del mercato grande o piccolo che sia, proseguo verso nuovi massimi) il Piano di accumulo ti consente di fare tre cose:

  • Entrare sui mercati (prima entri e prima raccogli i frutti)
  • Togliere il fattore emotivo
  • Limitare i danni (se le cose si mettono  male)

I motivi sono presto detti:

ENTRARE SUI MERCATI

Quell’eterno dubbio (mercato ai massimi e se storna?) viene automaticamente a mancare quando invece di investire subito diciamo 10.000 Euro vai a metterci una piccola quota graduale (diciamo 200 Euro al mese). In questo modo i soldi cominciano a lavorare (ti ricordo che le aziende non solo crescono di prezzo, ma staccano anche dividendi periodicamente) e soprattutto hai la tranquillità di aver fatto IL PRIMO PASSO, che non ti impegna più di tanto e ti farà dormire la notte. Mediamente lo S&P è cresciuto del 9% annuo dai suoi esordi ed anche se non dovesse continuare a questi ritmi (mi aspetto tra aumento degli utili e crescita dei dividendi un 4-5% in media annualmente nel tempo) sarà comunque un bel risultato considerato che il capitale messo in un PAC continuerà a crescere esponenzialmente.

TOGLIERE IL DANNO EMOTIVO

Come saprai molti investitori fanno il contrario di ciò che andrebbe fatto (non sono investitori infatti) entrano sui massimi ed escono sui minimi. Entrano sui massimi spinti dall’avidità, perchè “se guadagnano tutti lo voglio fare anche io” e poi vendono sui minimi perchè non reggono la pressione di vedere il loro capitale decurtato anche del 40/50% (se non peggio) in quanto non sanno come funzionano i mercati, non hanno una strategia, non considerano tutto ciò che va considerato (in gergo si dice “investire a cazzo”). In questo modo quindi se inizi con piccole cifre che rappresentano una piccola parte del tuo capitale complessivo (o una piccola parte dei tuoi risparmi mensili) eviterai di cadere nella trappola di “vendere tutto e salvare il salvabile” in caso di cali forti di Borsa. Inoltre questo ti permetterà addirittura di comprare quote maggiori in a prezzi più bassi, quindi operativamente starai facendo cose tecnicamente giuste (magari senza nemmeno rendertene conto).

LIMITARE I DANNI

Come dicevamo un conto è beccarsi uno storno su un investimento unico da 10.000 Euro ed un conto è beccarsi uno storno su un PAC da 200 Euro al mese. Anzi, ti dirò una cosa, molto meglio che lo storno avvenga agli inizi del tuo piano di accumulo (più vai avanti e più il capitale accumulato sarà grosso, perciò i tuoi 200 Euro mensili avranno sempre meno impatto sul montante totale, di conseguenza uno storno a distanza di qualche anno sarebbe molto più negativo rispetto agli inizi) in modo da avere successivamente risultati migliori. Questo poi fa si che la volatilità del tuo investimento sia notevolmente ridotta (vai a dilazionare l’acquisto di quote nel tempo) e mantieni intatto il valore del “fattore tempo” che sui mercati vale più di tutto (dopo ci sono i costi mi raccomando, verificali sempre).

Ecco una simulazione di come funzionerebbe un PAC da 200 Euro al mese su 10 anni (ipotizziamo un 3% considerando già i costi di gestione).

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Spero come sempre di averti dato una motivazione valida per le tue scelte e come sempre scrivimi per dubbi o domande!

 

Piano di accumulo: la guida che S-PAC-CA!

Dimmi la verità, quanti articoli hai letto, quanti video hai ascoltato, quante simulazioni hai fatto, in quanti gruppi Facebook sei entrato….per capire come cavolo funziona un PAC?

Libri, guru, corsi, seminari, gruppi, e niente, ancora non sei partito con il tuo PAC. Eppure hai delle entrate che ti arrivano tutti i mesi (stipendio, piccolo o grande che sia), l’affitto dell’appartamento che ti ha lasciato tua nonna, la paghetta di mamma e papà che tu “furbescamente” hai messo da parte, ma allora rispondimi (anzi rispondiTI) un attimo…PERCHE’ ANCORA NON HAI COMINCIATO A RISPARMIARE TUTTI I MESI?

Eh si perché devi sapere che noi possiamo chiamarlo PAC (piano di accumulo del capitale) possiamo chiamarlo PIP (piano individuale pensionistico), possiamo chiamarlo Topolino, Minni, Pluto, ma la sostanza non cambia! Sei ancora lì, ogni tanto riprendi in mano il discorso, hai qualche soldo da parte, rileggi l’ennesimo pippone dell’esperto di turno, ma alla fine NON LO FAI! Accidenti, e te credo che poi iniziare ad investire è difficile, è proprio INIZIARE la cosa più complicata, credimi!

Dopo (quando inizi ad investire tutti i mesi) diventa una droga, cominci a parlare solo di quello, ti senti un grande, un eletto, Superman! Eh si, tu INVESTI! (e gli altri sfigati no). Perché appena cominci, se lo fai nel modo giusto (ed ora ti dirò come) allora diventa un’abitudine, ma un’abitudine positiva! Funziona un po’ così…. Gli amici Ti guarderanno strano, perché magari ogni tanto per mettere da parte tutti i mesi quella cifra dovrai bere una birra in meno, dovrai consumare meno GIGA, dovrai fare un po’ più il barbone in vacanza….e poi “cavolo tutti i mesi metto via soldi ma sono ancora così pochi!” (eh, ci vuole tempo amico mio, TEMPO, il tuo migliore alleato).

E sai qual è la cosa grandissima? Che infine un giorno, quando ci arrivi, a mettere da parte un bel gruzzoletto (diciamo pure dai 5.000 Euro in su), accidenti ti girano le scatole se poi ti tocca tirarli fuori! Perché hai fatto tanto per risparmiarli…e quindi ne vuoi sempre di più…di più…di più. Eh si, perché adesso sei diventato un tipo fico, a te di avere risparmi per poche centinaia di Euro mette vergogna!

Quindi come si fa? Scopriamolo insieme…(scusa mi sono un po’ dilungato ma mi diverto troppo a parlare di soldi).

Dunque…andiamo per ordine e parliamo di COSE pratiche! (lo sai che mi piace parlare papale papale)

  • Domanda n.1: La scelta della cifra, quanto mettere via ogni mese?

Risposta al punto 1: ti stai facendo la domanda sbagliata! (immagino che nessuno te lo aveva mai detto)

  • Quindi riproviamo, domanda GIUSTA n. 1: Quale cifra voglio riuscire a mettere via ed in quanto tempo? EUREKA! QUESTA E’ LA DOMANDA… (la battuta è presa dal film “IO ROBOT”)…

Risposta alla domanda giusta n.1: perché vedi, una volta che sai l’obiettivo finale, scegliere la strada è più facile. Sono calcoli da prima elementare, ma se del resto l’investitore migliore del mondo (Buffett) ne è convinto lo devi essere anche tu. Quindi mettiamoci i numeri con un esempio…voglio 10.000 Euro in 3 anni!

UAO, sei ambizioso, considerato che guadagni uno stipendio da 1200 Euro al mese. Significa che in un anno (se prendi la tredicesima) sono 13.200 euro di guadagno netti, in 3 anni sono 39.600 Euro. Quindi mettere via 10.000 Euro in 3 anni significa circa 3300 Euro annui circa, che vuol dire risparmiare il 25% annuo del tuo reddito. Difficile? Impossibile? Dipende da TE! Prova a ragionare però mensilmente, su 1200 Euro vuol dire 300 Euro al mese, tutti i mesi!

Ora però fai molta attenzione, perchè prima tu mi hai detto che hai una tredicesima, quindi perché la devi considerare come lo stipendio normale? Considerala più un bonus, un extra, chiamala BABBO NATALE, e prova (invece di spenderla per l’ultimo smartphone) a metterla via interamente. Sai cosa significa? Facciamo i conti.

3300 Euro annui, se risparmio già la tredic….(BABBO NATALE scusa) di 1200 Euro…significa che dovrai risparmiare nei 12 mesi restanti solo 2.100 Euro annui (3300-1200), che vuol dire 175 Euro mensili…ovvero il 14,5% del tuo stipendio!

Già meglio non credi? Se mi dici che non riesci a risparmiare il 14,5% del tuo stipendio, amico mio sarò sincero, non sarai mai ricco, ma nemmeno benestante! Quindi puoi smettere di leggere questo post, perché potrai sapere tutto quello che vuoi, ma uno dei metodi per accumulare denaro è saper risparmiare (oltre che investire), è così!

Domanda n. 2, come faccio ad abituarmi a risparmiare questa somma tutti i mesi? (o meglio, come faccio a non spenderla?) adesso te lo dico io…devi farlo APPENA ricevi il tuo stipendio! Subito, non pensarci nemmeno a farlo “la settimana dopo”, o a fine mese, niet! Oggi ti è arrivato lo stipendio? OGGI metti via 175 Euro (massimo domani mattina va, te lo concedo).

Adesso però aumentiamo la profondità del ragionamento….tu non stai solo accantonando (quindi non prendi i soldi e li metti sotto il materasso)…stai  INVESTENDO! Ciò vuol dire che auspicabilmente verrà in tuo aiuto il fattore “interesse” (o rendimento).

Ti metto il link di un “simulatore” dove puoi perdere un’intera giornata con diverse simulazioni . Il primo esempio lo facciamo insieme: torniamo all’ipotesi vista sopra, 300 Euro al mese (tredic…BABBO NATALE incluso) per 36 mesi, ed ipotizziamo che il primo versamento (nei piani di accumulo può essere, a seconda del tipo di prodotto, di 1/3/6/12 mensilità solitamente) siano 3 mensilità, quindi  900 Euro.  Devi aggiungere il fattore rendimento, e qui inseriamo un nuovo parametro…

Non voglio farti come sempre i pipponi su “tasso risk free” eccetera eccetera (non ti serve). Quello che devi sapere, è che il tuo investimento devi compararlo (prudenzialmente) ad un tasso di riferimento che potrebbe essere ad esempio quello dei titoli di Stato di pari scadenza, quindi nel tuo caso potresti verificare quanto rendono OGGI i BTP (titoli di stato italiani) con scadenza residua 3 anni (2022 diciamo).

Dove lo puoi verificare? QUI . Ti basta ordinarli per “scadenza” (cliccaci sopra) e vedere appunto quelli 2022 quanto rendono (guarda la colonnina “rendimento netto” mi raccomando, NON la colonna Cedola netta, fuorviante). Nell’esempio nostro vediamo che il rendimento è circa 1,10%. Però tu sei uno BRAVO, e quindi sai benissimo che, ACCIDENTI! Mediamente l’inflazione è del 2% annuo, quindi dovrai puntare a qualcosina di più, perciò in un periodo come quello attuale consideriamo un 2,5% come riferimento prudenziale. Bene, ora che hai tutti i dati, possiamo inserirli nel simulatore.

Possiamo vedere che dopo 3 anni, considerate le ipotesi sopra, alla fine ci ritroveremo con 12.173,22 Euro. Bene, tutto qui? Assolutamente NO! E’ una simulazione, dobbiamo ancora fare tanti ragionamenti insieme. Ma tu intanto fai pratica con le simulazioni (prova durate diverse, tassi diversi, periodi diversi, sempre partendo dagli obiettivi sopra).

Mica posso tenerti qua tutto il giorno? Ne parliamo nel prossimo articolo dove entreremo nel dettaglio degli investimenti (tassi, prodotti, costi ecc)!

Alla prossima!!

Francesco

Piani di accumulo: cosa sono e come funzionano

Nella puntata odierna della rubrica mensile tenuta da Francesco Casarella e dedicata agli investimenti, parliamo di piani di accumulo e lo facciamo in un modo diverso rispetto al solito.

Vediamo insieme un po’ di teoria: i piani di accumulo sono degli investimenti periodici di denaro e possono essere mensili, trimestrali, semestrali o annuali e sono investimenti che vengono fatti in ETF o in fondi comuni/SICAV.

Gli elementi importanti all’interno dei piani di accumulo sono:

la costanza: per essere un investimento efficace e svolgere quindi la sua funzione, bisogna fare in modo che una volta stabilite la durata e l’importo mensile, trimestrale, semestrale o annuale che sia, bisogna cerca, per quanto possibile, di rispettarlo portandolo fino in fondo – questo per evitare di far perdere efficacia all’investimento.

stabilire un capitale: ricordando che nella maggior parte dei casi, per esempio un piano di accumulo mensile di 100 euro/mese, il primo versamento equivale ad un’annualità quindi 100 euro al mese vuol dire che il primo versamento sarà di 1200 euro.

il prodotto: è consigliato sceglierlo con il supporto di un consulente ed è da ricercarsi tra le diverse tipologie di fondi o ETF. Solitamente per orizzonti temporali molto lunghi è preferibile un pacco azionario piuttosto che magari un obbligazionario bilanciato consigliato per orizzonti più brevi.

– Porre attenzione alla tematica spese: questo perché, soprattutto quando parliamo di piccoli importi, pesano ancora di più. In questo caso le possibili commissioni che l’investitore si trova a pagare sono:

  • Commissione di ingresso
  • (Commissioni di uscita)
  • Commissioni di gestione
  • Commissioni di diritto fisso
  • (commissioni di performance)

Le commissioni di uscita e di performance sono tra partentesi perché solitamente non ci sono, però, qualora dovessero esserci è necessario valutarli attentamente perché a questo punto conviene scegliere dei prodotti che non le presentano e risulta quindi importante confrontare le diverse offerte.

Le commissioni di gestione vengono invece spalmate durante l’anno e le commissioni di diritto fisso sono quelle che vengono applicate ai versamenti eseguiti nei piani di accumulo – queste vanno solitamente dai 9 euro a salire.

Ora vediamo il funzionamento nella commissione di ingresso nel Piano di Accumulo:

ipotizziamo sempre 100 euro al mese sul fondo azionario XY per 10  anni: l’investimento totale è quindi di 12.000 euro. La commissioni per investire nel fondo azionario XY – ipotizzando che i 12.000 vengano investititi in un’unica soluzione, sarebbe del 3% tradotto equivale a 360 euro totali. Però, visto che in questa sede si prendono in considerazione i piani di accumulo, sul primo versamento (che si ricorda essere di 1200 data l’annualità anticipata) viene applicato il 30% della commissione totale, quindi in questo caso circa 120 euro: il resto invece, cioè i 240 euro, verranno spalmati sui 10 anni, durata del piano di accumulo. Quindi attenzione perché anche supponendo 240 euro equivalgono a 24 ero all’anno, quindi fondamentalmente 2 euro al mese: dato l’importo irrisorio del versamento, 100 euro, le commissioni cominciano a divenire importanti erodendo le performance (ecco perché le commissioni sono fondamentali nel PAC).

Ora andiamo a vedere, tramite la schermata interattiva, una simulazione su un PAC da 100 euro al mese con durata 10 anni e con versamento inziale di 1200 euro: con un rendimento dell’1% il PAC ci garantisce circa 13900 euro, mentre con un rendimento del 2%, lo stesso PAC ci garantisce 14700; la differenza è quindi di 1000 euro in più semplicemente passando dall’1 al 2% che tradotto significa o un rendimento maggiore o dei costi inferiori.

Quindi ricapitolando il PAC è idoneo per chi:

– ha poco capitale (quindi non si hanno importi di 10.000 – 20.000 euro da investire subito in un’unica soluzione)
– non vuole correre grossi rischi con i propri investimenti
– ha un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (minimo 5 anni)

Se non si posseggono le 3 caratteristiche menzionate ha poco senso fare un PAC.

Esso non costituisce però sempre la scelta migliore. Ad esempio vediamo una simulazione di Vanguard sul mercato americano, che ha confrontato un investimento di $1.000.000 in un’unica soluzione contro un investimento di $100.000 all’anno sotto l’ipotesi che facendo il PAC, la differenza tra il milione e i 100.000 investiti mensilmente (quindi 900.000 a scalare) rimanga sul CC liquidi. Vanguard, sotto l’ipotesi menzionate ha confrontato esattamente 3 portafogli: 100% azionario, 60% azionario e 40% obbligazionario e 100% obbligazionario il tutto su di un orizzonte temporale di 10 anni in periodi che vanno dal 1926 al 2011. Questa simulazione ha evidenziato il risultato che l’investimento in un’unica soluzione nel 67% dei casi fa meglio del PAC (meglio di un 2,3%) e più si allarga la contribuzione del PAC – quindi facendola semplice il PAC mensile funziona meglio del PAC semestrale che funziona a sua volta meglio del PAC annuale, questo su un orizzonte di 100 anni. Sul PAC c’è però da dire che nelle fasi di mercato ribassiste ha contenuto le perdite molto di più che un investimento in un’unica soluzione: ecco perché il PAC è idoneo per chi è avverso al rischio come menzionato poco fa.

Un’altra simulazione verte sugli indici total return (movimenti di prezzo più reinvestimento dei dividendi) su di 3 mercati: americano S&P500, MSCI Euro e MSCI Mercati Emergenti. La simulazione è stata fatta su 3 periodi diversi a partire dagli anni 2000 (picco della bolla tecnologica) su periodi di 5 anni,  10 anni e 14 anni. Dal grafico di può evincere come sostanzialmente in America tra lo S&P 500, seppur all’inizio vi è una differenza a favore del PAC, alla fine dei 14 anni si arriva sostanzialmente allo stesso risultato.

Per la zona invece MSCI Euro, vediamo come il PAC ha preformato meglio, sempre considerando l’orizzonte più lungo di 14 anni, segnando quasi il doppio a livello percentuale.
Nei mercati emergenti invece si inverte la considerazione: l’investimento in un’unica soluzione ha preformato quasi il doppio del PAC.

Per concludere possiamo dire che se avete poco capitale, un orizzonte temporale di medio lungo periodo e non siete inclini a sopportare determinate perdite o cali di mercato brusche, il PAC in questo caso può andare bene per il vostro portafoglio.

Daniele Fontana